Rassegna settimanale 6-12 novembre: Giappone e Corea del Sud

6 novembre, Giappone: Trump incontra i familiari dei cittadini rapiti e giura di lavorare con Abe per riportarli in Giappone

Il Presidente americano in visita Donald Trump lunedì ha incontrati i familiari dei cittadini giapponesi rapiti dagli agenti nord coreani e ha giurato di lavorare insieme al Primo Ministro Shinzo Abe per riportarli in Giappone.
Trump e sua moglie, Melania, accompagnati da Abe e sua moglie, Akie, hanno incontrato al Palazzo Akasaka di Tokyo 14 familiari delle vittime rapite da Pyongyang negli anni ’70 e ’80.
Durante l’incontro di 35 minuti, i familiari hanno parlato dei loro cari con Trump e sua moglie.
Trump ha ascoltato con attenzione e ha stretto la mano a tutti i familiari, secondo quanto riportato da Hitomi Soga, ex cittadina rapito che ha presenziato all’incontro. È ritornata in Giappone nel 2002.
Più tardi in quella stessa giornata, Trump ha detto ai giornalisti di aver ascoltato storie “molto, molto tristi” sulle vittime.
“Lavoreremo con il primo ministro, cercheremo di riportarli indietro,” in Giappone, ha detto Trump.
Tra i familiari vi era Sakie Yokota, madre di Megumi Yokota che fu rapita nel 1977 in una cittadina costiera nella Prefettura di Niigata. Sua figlia, allora tredicenne, fu apparentemente costretta a lavorare con tutor di giapponese a Pyongyang.
Yokota ha dichiarato di aver ringraziato Trump durante l’incontro per aver menzionato sua figlia in un discorso che il presidente ha tenuto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York, dove aveva condannato Pyongyang.
“L’ho ringraziato per aver chiarito alle Nazioni Unite che tali azioni disumane sono state condotte (da Pyongyang),” ha dichiarato Yokota durante una conferenza stampa in quella stessa giornata.
Sembra che Tokyo abbia organizzato l’incontro di lunedì poiché Abe ha etichettato la questione dei rapimenti come una delle priorità della sua amministrazione. Storie bizzarre e tragiche hanno catturato l’attenzione e la compassione dell’opinione pubblica giapponese. Nel 2006 Abe vinse il suo primo mandato di primo ministro dopo aver vinto il sostegno dell’elettorato grazie alla sua rigida linea diplomatica contro Pyongyang in merito alla questione dei rapimenti.
Dopo l’incontro di lunedì, Abe ha dichiarato ai giornalisti: “Io, insieme ai leader del mondo, vorrei compiere ogni sforzo necessario” per risolvere la questione dei rapimenti.
Tokyo ha dichiarato che almeno 17 cittadini giapponesi sono stati rapiti dagli agenti nord coreani, cinque dei quali sono ritornati a casa nel 2002.
Tuttavia, dal 2002 sono stati fatti pochi progressi nonostante gli sforzi diplomatici compiuti dal Giappone per rimpatriare i rimanenti cittadini rapiti. Pyongyang sostiene che essi siano morti o mai entrati nel paese.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/06/national/politics-diplomacy/trump-meets-abductees-kin-pledges-work-abe-bring-back-japan/#.WgRX0MbibIU

7 novembre, Giappone: Le MSDF si uniscono a navi americane e indiane per una rara esercitazione congiunta

Martedì il Ministero della Difesa ha rivelato che le Forze di Auto Difesa Navali (MSDF) hanno partecipato a una rara esercitazione trilaterale di tre giorni con navi della marina americana e indiana con, tra le altre, la Yokosuka e la USS Ronald-Reagan (portaerei di stanza nella Prefettura di Kanagawa).
Le esercitazioni, che si sono tenute nel Mare del Giappone e hanno coinvolto anche cacciatorpedinieri americani e delle MSDF e due navi da guerra indiane, sono iniziate venerdì e terminate lunedì.
“Lo scopo delle esercitazioni è stato quello di migliorare le abilità di combattimento e rafforzare i rapporti con la Marina Indiana,” hanno dichiarato le MSDF in un comunicato.
La prova di forza è avvenuta in contemporanea con l’inizio, domenica, del primo viaggio ufficiale del Presidente americano Donald Trump in Asia. Trump, che ha visitato il Giappone domenica e lunedì, è atterrato in Corea del Sud martedì per partecipare a degli eventi con le truppe americane e incontrarsi con il Presidente Moon.
Il tour di Trump, che lo porterà anche in Cina e in Vietnam, è stato ampiamente previsto che si concentrerà principalmente sul contenere le ambizioni nucleari della Corea del Nord.
Le portaerei americane, la Reagan, la USS Nimitz e la USS Theodore Roosevelt, e le navi da guerra che ne compongono il seguito sono tutte di stanza nel Pacifico occidentale e dovrebbero presto partecipare a delle esercitazioni. L’ultima volta che i gruppi d’attacco delle tre portaerei della marina americana hanno partecipato insieme ad un’esercitazione è stato nel 2007.
Pyongyang, in un commento rilasciato attraverso i media di stato, ha attaccato gli USA per aver inviato risorse cosiddette strategiche come portaerei, bombardieri e altre armi nella zona.
“Trump non potrà mai tiranneggiare sull’esercito e il popolo della RDPC con tali risorse strategiche,” ha scritto il Rodong Sinmun lunedì, utilizzando la nomenclatura ufficiale per la Corea del Nord. “Se il gruppo di Trump oserà rovesciare la RDPC, il suo esercito non perdonerà mai i nemici.
“è assoluto desiderio dei soldati e dei civili della RDPC di distruggere, attraverso un potere tale da essere inimmaginabile al mondo, il baluardo dell’aggressione e sterminare i nemici per prevenire azioni scellerate,” si legge nel commento.

Fonte: The Korea Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/07/national/msdf-holds-rare-trilateral-exercises-indian-u-s-vessels-sea-japan/#.WgRcLsbibIU

8 novembre, Corea de Sud: Trump sottolinea, “pace attraverso la forza”.

Il Presidente americano Donald Trump ha sottolineato il concetto di “pace attraverso la forza” durante il suo discorso all’Assemblea Nazionale di mercoledì, indirizzando un severo monito alla Corea del Nord.
“Il regime ha interpretato la passata compostezza americana come una debolezza,” ha dichiarato Trump facendo riferimento alla Corea del Nord. “Non sottovalutateci. Non sfidateci. Difenderemo la sicurezza comune, la condivida prosperità e la nostra sacra libertà.”
Il Presidente americano ha citato le risorse militari americane di stanza nella penisola – le tre portaerei più grandi del mondo che trasportano jet da combattimento F-35 e F-18, oltre che sottomarini nucleari.
“Le armi che state acquisendo non vi renderanno più sicuri,” ha detto Trump. “Vi offriremo di seguire una strada per un futuro migliore,” ha aggiunto, a condizione della “totale denuclearizzazione” di Pyongyang.
È stato il primo discorso tenuto da un Presidente americano in circa un quarto di secolo. I parlamentari sud coreani hanno applaudito il discorso 22 volte, soprattutto quando il leader americano ha lodato la fiorente democrazia della nazione e lo sviluppo economico.
Il leader americano ha dedicato buona parte dei 35 minuti del discorso a ricordare le atrocità che avvengono in Corea del Nord – lavori forzati, sfruttamento sessuale, omicidio, tortura – etichettando il paese come “inferno”.
“Il regime ha compiuto numerose incursioni letali in Corea del Sud, cercato di assassinare leader di alto livello, attaccato navi sud coreane e torturato Otto Warmbier, causando in ultimo la morte di questo giovane uomo.”
Ha evidenziato l’enorme differenza con la parte sud della penisola che ospita “l’impressionante skyline di Seul.” Il presidente ha descritto la linea di confine tra le due Coree come una linea “tra la pace e la guerra, la decenza e la depravazione, la legge e la tirannia, la speranza e la totale disperazione.”
Non ha fatto commenti improvvisati sull’andamento dei negoziati per il rinnovo dell’accordo bilaterale sul libero scambio. Durante la sua conferenza stampa con il Presidente Moon Jae-in ha fatto riferimento a un deficit di scambio ma non ha mai menzionato specificatamente le nuove negoziazioni.
Invece, il Presidente Trump ha fatto cenno a un messaggio di pace in ultimo, in linea con la generica policy del governo sud coreano nei confronti di Pyongyang. “Insieme, sogniamo di una Corea che sia libera, una penisola che sia sicura e di famiglie che siano finalmente riunite.”
Al tempo stesso, ha chiesto ai paesi vicini di tagliare ogni rapporto con il regime di Kim Jong-un, commento che anch’esso si tiene al passo con l’amministrazione di Moon. “Chiediamo ad ogni nazione, incluse la Cina e la Russia, ad adempiere in pieno le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, ridurre le relazioni diplomatiche con il regime e interrompere qualsiasi scambio e vendita di tecnologia.”
Il discorso è terminato con una standing ovation da parte di tutti i parlamentari. I conservatori del partito d’opposizione, il LPK, hanno addirittura urlato acclamazioni. Lasciando la camera, il presidente ha stretto la mano ad alcuni parlamentari del Partito Democratico di Corea (DPK).
Prima dell’evento, un irriducibile sostenitore della Presidente Park Geun-hye, l’On. Cho Won-jin, ha creato scompiglio portando in aula un picchetto in suo sostegno. Dopo il discorso due parlamentari progressisti hanno esposto cartelli con su scritto “No alla guerra” ma non vi sono state ulteriori controverse.
Dopo il discorso, il DPK ha chiesto che vi sia collaborazione bipartitica per spingere in avanti la politica comune dei due paesi nei confronti della Corea del Nord. “Il presidente americano ha riconfermato la solidità dell’alleanza USA-Corea del Sud e la risposta comune per reagire alla minaccia nucleare del Nord,” ha dichiarato il portavoce del partito, l’On. Kang Hoon-sik. “Potremmo confermare il suo supporto alle policy del governo sud coreano per la Corea del Nord.”
Diversamente, il presidente del LKP, l’On. Hong Joon-pyo, ha espresso dei dubbi sull’incontro del giorno prima. “Il discorso del Presidente Trump all’Assemblea Nazionale non è stato altro che la ripetizione del messaggio di Washington, e ha fallito a rassicurare i coreani,” ha scritto Hong sul suo profilo Facebook. “Sembra che l’amministrazione abbia ceduto alle richieste dell’America sugli scambi e l’economia per non causare discordie tra Seul e Washington.”
A partire da martedì, la zona intorno l’Assemblea è stata circondata da guardie e recinzioni multistrato, e alcune delle entrate sono state temporaneamente chiuse. Le bandiere dei due paesi sventolavano sopra l’ingresso principale per accogliere il Presidente Trump.
In seguito al discorso all’Assemblea, il Presidente americano si è diretto al Cimitero Nazionale di Seul in un gesto di rispetto verso l’alleanza tra i due paesi. Nel pomeriggio tardi, Trump è volato a Beijing dove è probabile che faccia delle rimostranze sugli scambi e affronti la cooperazione nel gestire il vecchio alleato della Cina, la Corea del Nord.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/120_238977.html

9 novembre, Giappone: In Turchia apre una struttura per le rifugiate siriane finanziata dal Giappone.

Una struttura finanziata dal Giappone per le rifugiate siriane ha aperto mercoledì a Gaziantep, nel sud della Turchia, e provvederà a istruirle professionalmente e a insegnare loro il turco.
La struttura, per la quale Tokyo ha offerto 1 milione di dollari, è gestita dalla U.N Women, un’organizzazione delle nazioni unite dedicata alla parità di genere e all’empowerment femminile. I funzionari giapponesi hanno dichiarato che è la prima struttura gestita dalla U.N Women in Turchia.
La Turchia ha accolto oltre 3,2 milioni di rifugiati dalla Siria, divenendo il più grande paese ospitante del mondo. Del totale, quasi la metà sono donne e circa 400.000 di loro risiedono a Gaziantep.
“L’empowerment delle donne racchiude la chiave per superare la crisi siriana,” ha dichiarato l’Ambasciatore giapponese in Turchia, Akio Miyajima, durante il suo discorso alla cerimonia di apertura della struttura.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/09/national/japan-funded-facility-syrian-refugee-women-opens-turkey/#.WgRwPcbibIU

10 novembre, Corea del Sud: Moon è cauto riguardo la proposta Indo-Pacifica

Il Presidente Moon Jae-in sembrerebbe cauto nei confronti della proposta su un “libero e aperto Indo-Pacifico” del Presidente Trump in un apparente tentativo di riparare i legami con la Cina e ottenere un’equilibrata diplomazia tra le quattro principali forze vicine.
Tuttavia, la posizione di Moon ha causato confusione all’interno della sua stessa amministrazione.
Seul e Washington hanno anche svelato una differenza sulle politiche dell’Indo-Pacifico che è stato incluso nel comunicato congiunto del Presidente Moon e del Presidente Trump, che martedì e mercoledì era a Seul per una visita ufficiale.
Gli Stati Uniti e il Giappone hanno introdotto il concetto di Indo-Pacifico in modo da sostituire quello di Asia-Pacifico così da includere l’India e controbilanciare la Cina.
Tuttavia la Corea del Sud è preoccupata dall’unirsi attivamente alla promozione americana dell’iniziativa in quanto ha bisogno di mantenere buoni rapporti con la Cina per la promozione degli scambi e la risoluzione della questione nord coreana.
Nel comunicato rilasciato mercoledì, il Presidente Trump ha sottolineato che “l’alleanza degli Stati Uniti e la Repubblica di Corea, la quale è stata costruita sulla fiducia reciproca e i comuni valori di libertà, democrazia, diritti umani e stato di diritto, rimane il cardine della sicurezza, stabilità e prosperità della regione Indo-Pacifica.”
Tuttavia, il giorno dopo, un funzionario della Casa Blu ha dichiarato che la Corea non aveva concordato sul piano.
Kim Hyun-chul, consigliere economico presidenziale, giovedì ha dichiarato ai giornalisti che il Presidente Moon ha ascoltato le spiegazioni di Trump sull’iniziativa. Kim, che sta accompagnando Moon nel suo viaggio nel Sud-Est Asiatico, ha messo in chiaro che il Presidente non ha concordato la partecipazione della Corea nell’iniziativa su un libero e aperto Indo-Pacifico.
Il consigliere ha detto che questa è stata la prima volta in cui il Presidente Moon è venuto a conoscenza del piano sostenuto da Trump.
Il Giappone ha dato inizio all’idea del libero e aperto Indo-Pacifico, ma non sembra corretto per la Corea del Sud unirsi a questo progetto considerate questioni e condizioni varie internazionali,” ha aggiunto Kim.
Secondo Kim, il Presidente Trump non ha fatto richieste, ma ha suggerito che la Corea si unisse al progetto. Ha dichiarato che la questione non era tale per cui la Corea del Sud potesse immediatamente dare il proprio consenso a partecipare.
Tuttavia, il ministero degli esteri ha presentato una diversa posizione del paese.
Il portavoce del Ministero Noh Kyu-duk durante un briefing pomeridiano ha dichiarato, “La strategia suggerita dagli Stati Uniti è in linea con la linea d’azione della Corea del Sud fino ad un certo punto, e quindi le due nazioni possono trovare un modo per cooperare in questa nuova iniziativa.”
Quando gli è stato chiesto delle differenze con la posizione dell’ufficio presidenziale, Noh ha dichiarato che quanto aveva detto era, in sostanza, la posizione del governo.
In seguito alla crescente controversia sulle differenti posizioni tra l’ufficio della presidenza e il ministero degli esteri, la Casa Blu ha rilasciato un nuovo comunicato annunciando nuovamente la propria posizione, che stavolta ha riflettuto alcuni dei punti espressi dal ministero.
L’ufficio della presidenza ha dichiarato che la Corea e gli Stati Uniti hanno condiviso valori quali la libertà e la democrazia mentre hanno continuato a collaborare a stretto contatto per raggiungere l’obiettivo della sicurezza, stabilità e prosperità della Penisola Coreana così come dell’Asia Nord-Orientale e della regione dell’Asia-Pacifico.
“Il concetto del liberto e aperto Indo-Pacifico, che gli USA stanno recentemente suggerendo, è in linea con i nostri sforzi di diversificare la diplomazia, tuttavia abbiamo concluso che sono necessarie maggiori elucubrazioni per capire se il concetto è idoneo al raggiungimento del nostro obiettivo strategico comune,” ha dichiarato la Casa Blu in un comunicato stampa.
“Per questo nel comunicato congiunto è stato scritto che il Presidente Trump ha sottolineato l’iniziativa, e non che i due leader avessero trovato un accordo.”
Il comunicato aggiunge che i due paesi lavoreranno a stretto contatto e cercheranno possibili soluzioni per cooperare nel nuovo piano.
Durante il suo viaggio in Asia, il Presidente Trump ha promosso la sua nuova policy di un libero e aperto Indo-Pacifico, che sostituisce l’attuale concetto di Asia-Pacifico. Il termine è stato recentemente introdotto nei discorsi della Casa Bianca e durante gli incontri del Gabinetto delle ultime settimane.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/120_239062.html

11 novembre, Corea del Sud: Corea del Sud, Cina sottolineano l’importanza delle relazioni bilaterali.

Sabato i leader di Corea del Sud e Cina hanno riconfermato gli sforzi comuni per risolvere pacificamente la questione nucleare nord coreana durante un summit che ha evidenziato la recente normalizzazione dei rapporti bilaterali che si erano invece deteriorati a causa del dispiegamento del sistema di difesa antimissile americano sul suolo della Corea del Sud.
I leader “condividono la posizione sulla necessità di gestire con stabilità l’attuale condizione di sicurezza sulla Penisola Coreana in relazione ai programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord e hanno concordato di risolvere la questione nucleare nord coreana pacificamente attraverso il dialogo,” ha dichiarato l’ufficio presidenziale della Casa Blu dopo l’incontro tra il Presidente sud coreano Moon Jae-in e il Presidente cinese Xi Jinping.
A tale scopo, le due nazioni hanno deciso di rafforzare il dialogo strategico.
Secondo la Casa Blu, i due leader avrebbero anche deciso di continuare le loro discussioni il prossimo mese quando il presidente sud coreano andrà in Cina per il terzo summit bilaterale.
Moon ha chiesto al leader cinese di ricambiare la visita programmata con una in Corea del Sud durante le Olimpiadi Invernali di Pyeongchang 2018 che si terranno a febbraio in Corea del Sud.
Xi ha detto che farà del suo meglio e in caso non riuscisse invierà una delegazione di alto livello.
L’incontro tra Moon e Xi si è tenuto dopo mesi di discussioni causate dalle proteste della Cina contro il THAAD appena installato in Corea del Sud.
“Sono molto contento di rivederti dopo quattro mesi,” ha dichiarato Moon all’inizio dell’incontro bilaterale tenutosi ai margini dell’incontro dei leader APEC nella città vietnamita. I due si erano incontrati l’ultima volta a luglio a Berlino prima dell’incontro del G20 ad Amburgo, Germania.
“Inoltre, sono contento che le nostre due nazioni abbiano deciso di normalizzare gli scambi e la cooperazione in tutte le aree,” ha aggiunto, secondo quanto riportato dal gruppo della Casa Blu.
L’ultimo incontro tra la Corea del Sud e la Cina è avvenuto dopo che il 31 ottobre i due paesi avevano deciso di normalizzare i rapporti.
Xi ha dichiarato che l’accordo del 31 ottobre ha segnato “un nuovo e buon inizio.”
“Dopo aver accolto l’accordo raggiunto il 31 ottobre, i due leader hanno velocemente concordato di riprendere gli scambi e la cooperazione tra i due paesi in tutte le aree,” ha dichiarato il capo dell’ufficio stampa di Moon, Yoo Young-chang, durante un comunicato.
Xi ha fatto notare che il suo incontro con il leader sud coreano ha segnato un momento di svolta nelle relazioni tra la Cina e la Corea del Sud.
“Credo che il nostro incontro di oggi rappresenti una grande opportunità per lo sviluppo delle relazioni tra i due paesi e la loro cooperazione e leadership su questioni che riguardano la Penisola Coreana,” ha detto ha Moon affidandosi al suo interprete.
Il presidente cinese ha anche sottolineato l’importanza delle relazioni sino-coreane, affermando che la situazione sulla Penisola Coreana è ad un punto di “svolta.”
L’incontro di sabato è avvenuto circa due mesi dopo che il Nord ha eseguito il suo sesto e più potente test nucleare sino ad ora, il 3 settembre.
Nel frattempo, la Casa Blu ha dichiarato che il paese ha anche chiesto alla parte cinese di gestire i disertori nord coreani in Cina attraverso una prospettiva umanitaria, un’apparente richiesta per trasferire i disertori nord coreani in Corea del Sud.
La richiesta ha fatto parte del dialogo tenutosi poco prima dell’incontro tra Moon e Xi.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/356_239091.html

12 novembre, Giappone: Nonostante gli avvertimenti di Xi, Abe incontra il delegato di Taiwan all’APEC.

Domenica il Primo Ministro Shinzo Abe si è incontrato in Vietnam con un politico taiwanese, ore dopo che il Presidente Cinese Xi Jinping lo aveva avvertito di non rompere con il passato consenso su quella che Beijing considera una provincia rinnegata.
Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri di Tokyo, a lato del summit APEC che si è tenuto a Danang, in Vietnam, Abe si è incontrato per 30 minuti con James Soong, capo del People First Party e delegato speciale di Taiwan al meeting dei leader della Cooperazione Economica dell’Asia-Pacifico.
Dopo l’incontro con Soong, Abe ha lasciato il Vietnam per volare a Manila dove aveva in programma di incontrarsi con il Presidente indonesiano Joko “Jokowi” Widodo e il Premier malesiano Najib Razak.
L’incontro con Soong rischia di causare una reazione negativa da parte della Cina nonostante Abe dichiari di voler approfondire la cooperazione sulla minaccia posta dalla Corea del Nord. Durante un incontro con Xi sabato sera, Abe non ha ricevuto una chiara risposta sulla sua proposta di organizzare una sua visita in Cina il prossimo anno quando di celebreranno i 40 anni dalla firma del trattato di amicizia.
I rapporti tra la Cina e il Giappone sono meno tesi di quando Abe salì al potere cinque anni fa quando vi era tensione a causa della disputa sulle Isole Senkaku. Tuttavia non è riuscito a scongelare completamente le relazioni con il partner economico principale del Giappone.
Durante il loro incontro, Abe ha detto a Soong che Taiwan è un partner importante con cui condividono valori e rapporti economici stretti. Entrambe le parti hanno concordato sui progressi avvenuti nell’ultimo anno e Abe ha dichiarato di voler rafforzare i rapporti, anche se la natura della relazione rimarrebbe non ufficiale.
Sabato, Xi ha detto ad Abe, secondo quanto pubblicato sul portale giornaliero del People Daily, che lo stabile sviluppo delle relazioni tra la Cina e il Giappone è nel miglior interesse di entrambi i paesi e che entrambe le parti dovrebbero “lavorare senza sosta per creare le condizioni per il continuo sviluppo delle relazioni sino-giapponesi.”
“La chiave per migliorare le relazioni sino-giapponesi è la fiducia reciproca,” ha detto Xi ad Abe, spingendo il Giappone ad affrontare le questioni storiche e Taiwan sulla base dell’accordo già raggiunto dalle due parti.
A marzo, il ministro degli esteri cinese aveva dichiarato di aver presentato una “seria” protesta al Giappone dopo che Jiro Akama, vice ministro degli affari interne e delle comunicazioni, aveva partecipato a un incontro di scambio culturale a Taiwan.
Il 1° gennaio, il Giappone ha cambiato il nome della sua missione a Taipei in Associazione per gli Scambi Giappone-Taiwan, che potrebbe essere interpretato con un’implicita relazione stato-stato.
Il comunicato del Ministero degli Esteri giapponese faceva riferimento a Taiwan come alla Taipei cinese in linea con il protocollo diplomatico.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/12/national/politics-diplomacy/abe-meets-taiwanese-lawmaker-apec-summit-vietnam-despite-warning-xi/#.WgmVCcbibIU

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