Rassegna settimanale 27 aprile – 03 maggio: Africa Subsahariana

27 aprile – Sudan: di nuovo Omar al-Bashir alla presidenza del Sudan

Omar Hassan al-Bashir ha stravinto le elezioni presidenziali in Sudan, boicottate dall’opposizione. Bashir, inseguito da un mandato di cattura del Tribunale penale internazionale per il genocidio durante il conflitto in Darfur, è al potere da 25 anni. La metà della popolazione del Sudan, Paese produttore di petrolio, è al di sotto della soglia di povertà.

Le elezioni presidenziali appena avvenute in Sudan sono state le prime dopo il referendum che aveva determinato l’indipendenza del Sud cristiano dal nord musulmano. Con un’affluenza che non è andata oltre il 46% e la denuncia di brogli di due candidati indipendenti, il capo di Stato in carica Omar Hassan al-Bashir è stato riconfermato con un consenso ‘bulgaro’, il 94% delle preferenze. Si erano registrati 11 milioni di elettori, ma i seggi sono stati pressoché disertati. L’esito del voto era stato ampiamente previsto. L’opposizione, che aveva deciso di boicottare la tornata elettorale non schierando i propri candidati, era consapevole di non avere possibilità di un confronto leale.

Le poche organizzazioni internazionali che hanno monitorato il voto hanno evidenziato che sono state messe in atto manovre dirette a garantire il pieno successo al National Congress Party. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Norvegia, con una nota congiunta, hanno definito ‘fallimentare’ il tentativo del Sudan di creare “un libero, equo e favorevole ambiente per le elezioni”, concludendo che “l’esito finale non può essere considerato un’espressione credibile della volontà popolare “. Sulla stessa linea l’Unione Europea, che attraverso l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini ha evidenziato “l’incapacità del governo sudanese di avviare, un anno dopo averlo annunciato, un autentico dialogo nazionale”. Per Bruxelles questo voto-farsa è “una battuta d’arresto per il benessere del popolo del Sudan”.

Fonte: The Guardian
Link: http://www.theguardian.com/world/omar-al-bashir

28 aprile – Burundi: continuano gli scontri contro Nkurunziza

“No ad un terzo mandato del presidente in carica e ad uno stravolgimento della costituzione”. È ciò che gridano i manifestanti in strada a Bujumbura in Burundi. Obiettivo delle proteste sono Pierre Nkurunziza e la polizia. Le città sono messe a ferro e fuoco e diverse sono già le vittime, almeno cinque quelle confermate, in vista delle prossime elezioni presidenziali il prossimo 26 giugno.

Diversi esponenti dell’opposizione sono stati arrestati, accusati di fomentare i disordini, ma uno dei leader non si lascia scoraggiare: “Il diritto di protestare è riconosciuto dalla costituzione. Quelli che protestano lo fanno contro la distruzione del diritto perpetrata dal presidente Nknurunziza e dal suo partito sabato scorso. Non possiamo accettare che questo paese segua le regole del partito al potere”. Sabato infatti, Nkurunziza è stato designato candidato presidenziale dal suo partito, una decisione che, secondo l’opposizione andrebbe contro quanto deciso negli accordi di pace che avevano messo fine alla guerra civile che ha insanguinato il paese sino al 2006.

Fonte: BBC News
Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-32496088

29 aprile – Nigeria: strappati nuovi ostaggi a Boko Haram

Sono poco meno di 300 (200 ragazze e 93 adulte) le donne che l’esercito nigeriano dichiara di aver liberato da 3 campi dei militanti islamici di Boko Haram. L’operazione che ha portato a liberare le giovani rapite dagli jihadisti era cominciata alcuni giorni fa ed ha interessato in particolare le foreste della zona di Sambisa, nel Nord-Est della Nigeria. Un portavoce dell’esercito ha tuttavia sottolineato che tra le donne strappate al gruppo estremista non figurerebbero le studentesse rapite un anno fa dal villaggio di Chibok, poco più a Sud di Maiduguri, sempre nello Stato di Borno. La zona è una delle roccaforti dei militanti islamici di Boko Haram che operano in particolare nel Nord della Nigeria.

La notizia della liberazione di 300 persone arriva tuttavia assieme a quella della scoperta, nel villaggio di Damasak, al confine con il Niger, dei cadaveri di oltre 400 donne e bambini uccisi dagli jihadisti in fuga dall’offensiva dell’esercito, sepolti in fosse comuni o abbandonati ai confini del deserto.

Damasak era stata definitivamente abbandonata dai militanti di Boko Haram lo scorso 24 marzo. Ha effettuare la macabra scoperta è stata una commissione governativa inviata nella zona dal neo-Presidente Muhammadu Buhari.

Fonte: Al Jazeera
Link: http://www.aljazeera.com/news/2015/04/nigerian-army-rescues-200-girls-boko-haram-camps-150428195337887.html

30 aprile – Repubblica Centrafricana: abusi su minori da parte dei caschi blu

Sono 14 i militari francesi coinvolti nell’indagine avviata dalla Procura di Parigi per presunti abusi sessuali su minori che sarebbero stati compiuti durante una missione nella Repubblica Centrafricana. Il presidente, Hollande, ha dichiarato che chi ha infangato l’uniforme militare francese, dovrà pagare. “Se alcuni militari – e per ora non ne so molto di più- si sono comportati male, ci saranno delle sanzioni esemplari, all’altezza della fiducia che riponiamo nel nostro esercito. Perché io sono fiero del nostro esercito e sarò implacabile nei confronti di chi si comporta male, se questo è il caso della Repubblica Centrafricana”.
A far scoppiare il caso, il rapporto fornito alle autorità francesi da Anders Kompass, direttore delle operazioni di terra per l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani. Nel documento vengono descritte le presunte violenze su bambini da parte dei caschi blu francesi, commesse tra dicembre 2013 e giugno 2014, in un centro per sfollati nella capitale Bangui. Kompass, che lavora a Ginevra, è stato sospeso con l’accusa di avere fatto trapelare notizie riservate e di avere violato i protocolli interni. Nel campo per sfollati nell’aeroporto di M’Poko, i piccoli ottenevano cibo e spiccioli in cambio di favori sessuali.

Fonte: The Guardian
Link: http://www.theguardian.com/world/2015/apr/29/france-poisoned-legacy-central-african-republic

02 maggio – Nigeria: liberate altre 234 persone da Boko Haram

Altre 234 persone, tra donne e bambini, sottratte ai rapitori: in Nigeria l’offensiva dell’esercito contro Boko Haram dà i suoi frutti, la setta controlla zone sempre più limitate. Secondo le autorità gli ultimi avamposti si trovano nella foresta di Sambisa, della quale l’esercito sta gradualmente riprendendo il controllo. Le 234 persone liberate sono state portate in una località sicura per le identificazioni e le cure. Si sommano alle duecento ragazze e 93 donne la cui liberazione era stata annunciata il 28 aprile. Anch’esse erano tenute prigioniere nella foresta di Sambisa, e probabilmente destinate a essere schiavizzate o vendute.
Ma tra di loro non sembra esservi nessuna delle quattrocento studentesse rapite nel 2014: quel sequestro scatenò una solidarietà mondiale, ma la vicenda è stata poi rapidamente dimenticata.
Il presidente uscente, Goodluck Jonathan, che questo mese lascia il posto all’ex generale Muhammad Buhari, ha detto di voler lasciare al successore un paese ripulito dalle basi di Boko Haram.

Fonte: BBC News
Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-32561052

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