Rassegna settimanale 1-7 febbraio: Africa Subsahariana

31 gennaio, Siria- Stanare col fumo: le autorità siriane e la caccia ai rivoluzionari

Il 31 Gennaio Human Rights’ Watch (HRW) ha reso pubblico un rapporto che dimostra come le autorità siriane abbiano deliberatamente distrutto migliaia di abitazioni a Damasco e ad Hama tra il 2012 e il 2013.

Ecco un approfondimento sul tema della nostra redazione.

1 febbraio, Sud Sudan – La giustizia non può aspettare

La fine dello scontro civile in Sud Sudan, sigillata dalla firma di un fragile cessate il fuoco lo scorso 23 gennaio, non ha portato né all’interruzione delle violenze, né aIla fine della crisi umanitaria.

Il Paese più giovane del mondo, indipendente solo dal 2011, è stato lacerato da mesi di scontro civile tra le forze governative del presidente Salva Kiir di etnia dinka e i ribelli guidati dall’ex vicepresidente Riek Machar di etnia nuer. Milioni di civili sono morti, 400 000 persone hanno abbandonato le loro abitazioni rifugiandosi negli Paesi vicini o nei campi delle Nazioni Unite sparsi nella regione.

Gli scontri etnici continuano a dilaniare il Paese violando il cessate il fuoco recentemente stabilito. Ciò accade anche perché le atrocità commesse durante la lunga guerra civile che portò all’indipendenza del Sud Sudan nel 2011 non furono mai punite dal nuovo governo: conseguentemente le comunità hanno continuato ad usare violenza impunemente.

Tuttavia l’Unione Africana ha istituito una commissione per indagare sulla violazione dei diritti umani a partire dall’inizio della crisi. Questo è un primo passo verso la giustizia.

Fonte: ThinkAfricaPress

Link: http://thinkafricapress.com/south-sudan/justice-cant-wait-hrw-acountability

Uganda – le truppe ugandesi restano in Sud Sudan

Nonostante il cessate il fuoco preveda che le truppe straniere abbandonino progressivamente il Sud Sudan, l’Uganda rifiuta di ritirare le proprie truppe dalla regione.

Il Paese era entrato a pieno titolo nel conflitto sud sudanese a sostegno del Presidente Kiir. Proprio per questo motivo, durante i negoziati di pace, i ribelli avevano posto tra le condizioni fondamentali il ritiro delle truppe ugandesi dal territorio.

I ribelli rivolgono pesanti accuse all’Uganda: non solo essa non dà cenno a voler ritirare le sue truppe, ma continua anche a violare l’accordo del cessate il fuoco attaccandoli nello stato di Jongley.

Il governo ufficiale ritiene che le truppe ugandesi possano restare dato che erano erano presenti sul territorio prima dello scoppio della guerra civile. Anche il Sudan spalleggia questa tesi, temedo lo spostamento delle truppe ugandesi sui propri confini.

L’IGAD (l’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo), di cui fanno parte tutti e tre gli Stati, è subito intevenuta a mediare tra le parti e ha provveduto ad un sistema di monitoraggio sul rispetto del cessete il fuoco fino alla ripresa dei negoziati prevista per il 7 febbraio.

Fonti: Voice of America, Sudane Tribune

Link: http://www.voanews.com/content/uganda-says-troops-will-stay-in-south-sudan/1841616.html

http://allafrica.com/stories/201402010038.html

Repubblica centrafricana – Aiuti da tutto il mondo Catherine Samba- Panza verso la democrazia

Tutto il mondo si unisce a finanziare la missione di pace africana che agisce in risposta alla crisi umanitaria in corso in Republica centrafricana.

Al momento i soldati della MISCA (Missione di supporto internazionale per la Repubblica centrafricana guidata dall’Africa), insieme alle truppe francesi, sono le uniche forze presenti in loco. Essi si adoprano per prevenire lo scoppio di un conflitto che possa aggravare ulteriormente la situazione già in bilico del Paese.

Gli aiuti finanziari a loro sostegno sono pertanto arrivati da tutto il mondo: dall’Unione Africana, dalUnione Europea e dagli Stati Uniti.

Intanto, lo scorso 20 gennaio è stata eletta dal parlamento la nuova presidentessa della Repubblica centrafricana, Catherine Samba-Panza. Essa guiderà il governo di transizione che dovrebbe pacificare il paese.

La Samba-Panza dà subito prova del suo impegno a favore della pace e della difesa delle minoranze. La presidentessa cristiana visita infatti una moschea e dichiara la sua volontà a voler difendere la minoranza musulmana presente sul territorio.

Fonte: Voice of America

Link: http://allafrica.com/stories/201402010173.html

http://allafrica.com/stories/201402020005.html

2 febbraio, Sudan – Bloccato l’intervento della Croce Rossa

La sicurezza in Darfur è ancora un grave problema

Il Sudan ha ordinato al Comitato internazionale della Croce Rossa di sospendere il suo intervento nella regione per “questioni tecniche”, senza fornire ulteriori dettagli.

La Croce Rossa ha seguito il comando delle autorità sudanesi ma, come dichiara il suo portavoce in Sudan, spera di poter riprendere la sua attività al più presto.

L’organizzazione ha aiutato fino ad oggi più di un milione di persone coinvolte nei conflitti fornendo cibo e assistenza medica. Questo soprattutto nella regione del Darfur.

Quest’ultima è ancora al centro delle preoccupazioni delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana e del governo del Sudan stesso. I rispettivi rappresentanti si sono riuniti oggi ad Addis Abeba per la 17ima riunione dell’organizzazione tripartita dalla UNAMID.

I partecipanti hanno discusso dell’importanza del mandato e delle modalità di collaborazione del governo del Sudan con l’UNAMID.

È stata inoltre collettivamente espressa la massima preoccupazione per il degrado della situazione in Darfur. L’ONU e l’UA hanno fatto pressione sul governo sudanese perché faccia da intermediario con le autorità locali del Darfur, le informi sulle politiche del governo e le esorti ad assicurare piena libertà di movimento ai Caschi Blu della UNAMID.

Fonti: Deutsche Welle, Radio Dabanga

Link: http://allafrica.com/stories/201402020001.html

http://reliefweb.int/report/sudan/un-au-express-deep-concern-over-security-darfur

3 febbraio, Africa – Nuova era per gli aiuti allo sviluppo europei in Africa

Secondo un recente studio dell’istituto Südwind, un’organizzazione non governativa tedesca, sebbene l’Europa sia il maggiore elargitore di aiuti allo sviluppo al mondo, le sue politiche risultano spesso inefficienti.

Questo perché molti Paesi, in particolare i maggiori donatori, come ad esampio la Germania, vedono gli aiuti allo sviluppo come un’estensione della propria politica estera e della sicurezza.

Dalla scarsa coordinazione tra UE e singoli Paesi ha origine la coesistenza di diversi programmi di sviluppo con agende e strutture simili.

L’obbiettivo dell’Unione Europea entro il 2020 è quello di riunire questi programmi e di creare una politica di aiuti compatta. Questo porterebbe un indubbio beneficio ai Paesi riceventi: non solo la burocrazia diminuirebbe ma una politica di sviluppo coordinata in Europa potrebbe far emergere anche nuovi Paesi donatori.

Fonte: Deutsche Welle

Link: http://allafrica.com/stories/201402031442.html

Africa – FAO: stop alla fame in Africa entro il 2025

Per la prima volta nella storia sono i leader africani a dichiarare il proprio impegno a porre fine alla fame in Africa entro il 2025. L’UA ha richiesto il supporto delle Nazioni Unite per trasformare questa visione in realtà.

Secondo la FAO, undici Paesi africani hanno già raggiunto il primo Obiettivo di Sviluppo del Millenio (MDG) di dimezzare il numero di persone che patiscono la fame tra il 1990 e il 2015.

Il fatto che Algeria, Angola, Benin, Cameroon, Gibuti, Ghana, Malawi, Niger, Nigeria, São Tomé and Príncipe, e Togo abbiano già raggiunto, e alcuni di essi anche superato, l’obiettivo previsto indica che l’Africa si sta muovendo nella giusta direzione.

L’ultimo obiettivo dell’UA si trova in linea con l’iniziativa “Zero Hunger Challange” lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon nel 2012.

Fonte: UN News

Link: http://allafrica.com/stories/201402031826.html

4 febbraio, Africa – Primo Summit dei centri studi africani

In questi giorni è in corso a Pretoria il primo Summit dei think-tank africani. Politologi, economisti e sociologi appartenenti a 50 organizzazioni africane si sono riuniti per discutere sul ruolo dei think-tank nello sviluppo del continente.

Il risultato che si spera di ottenere è una maggiore comunicazione tra i think-tank e i politici africani. Il ruolo dei centri studi africani sarebbe quello di suggerire ai leader Africani come investire e quali politiche si potrebbero seguire per portare alla trasformazione dell’Africa.

I think-tank devono essere una voce indipendente e pertanto disinteressata. Dovrebbero quindi portare giusto consiglio per un miglioramento delle politiche africane riguardo ai conflitti in atto nel continente.

Fonte: SABC

Link: http://www.sabc.co.za/news/a/b5f29b8042ce51959f96ff56d5ffbd92/Think-tanks-to-to-hold-governments-accountable:-ISS-20140204

http://www.sabc.co.za/news/a/574f2c0042ce33649d6cff56d5ffbd92/Think-tank-summit-tackles-African-conflict-20140204

Sud Sudan – ONU: Hervé Ladsous a Juba

Dopo la sua visita a Juba, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite Hervé Ladsous, ha ribadito l’importanza dell’effettiva implementazione del cessate il fuoco.

Il quadro del Sud Sudan che egli riporta non è per nulla rassicurante: 75 000 civili nei campi profughi ONU, 60 000 rifugiati in Uganda dei quali per il 90% donne e bambini, ribelli e governo che si accusano a vicenda di sabotare i negoziati di pace e prosecuzione degli scontri etnici tra i gruppi Dinka e Nuer.

Fonte: SABC

Link: http://www.sabc.co.za/news/a/8272af0042cdcdb796b5fe56d5ffbd92/UN-urges-implementation-of-S-Sudan-ceasefire-deal

5 febbraio, Kenya – Caso Kenyatta non ancora risolto

La Corte Penale Internazionale dichiara che il caso del Presidente Uhruru Kenyatta potrebbe decadere.
Il Presidente è sospettato di aver aver avuto un ruolo nei violenti scontri etnici che insanguinarono il Kenya durante le elezioni presidenziali del 2007.

Il Pubblico Ministero Benjamin Gumpert sostiene la necessità di accedere alle transazioni bancarie del Presidente. Tali transazioni fornirebbero le informazioni relative al finanziamento delle violenze etniche che seguirono le elezioni del 2007 e pertanto dimostrare l’innocenza o la colpevolezza di Kenyatta.

Il governo kenyano è accusato di ostruire i lavori d’indagine, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle transazioni finanziarie del Presidente.

Il Kenya e altri Paesi africani avevano di fatto richiesto alla Corte Penale Internazionale di lasciar cadere il caso di Kenyatta e del suo vicepresidente William Ruto, anch’egli sotto accusa.

Il processo verrà ultriormente rimandato.

Fonti: theSTAR, Voice of America

Link: http://allafrica.com/stories/201402051231.html

http://allafrica.com/stories/201402051310.html

Namibia – Namibia al Consiglio di Pace e di Sicurezza dell’UA

La Namibia è stata nominata membro del Consiglio di Sicurezza dell’Unione Africana (UA) per un mandato di due anni. Ciò significa che per i prossimi due anni saranno Namibia e Sud Africa i due Paesi che rappresenteranno ufficialmente la regione dell’Africa meridionale all’interno dell’organizzazione.

L’organo è costituito da 10 membri. Attualmente i restanti 8 sono: la Libia a rappresentare l’Africa settentrionale, Burundi e Chad per l’Africa centrale, Etiopia e Tanzania per l’Africa orientale, e infine Gambia, Niger e Guinea a rappresentanza dell’Africa occidentale.

La Namibia è stata anche valutata positivamente per aver ospitato con successo l’undicesima conferenza delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (UNCCD). Quest’ultima aveva come tema i cambiamenti climatici avvenuti lo scorso anno nella capitale namibiana Windhoek.

I delegati hanno sostenuto che il successo della conferenza abbia portato ad un indubbio aumento della visibilità dei problemi climatici africani.

Fonte: NEW ERA

Link: http://allafrica.com/stories/201402051119.html

Repubblica centrafricana – Linciaggio di un ribelle

Nonostante gli sforzi della Presidentessa Samba-Panza rivolti alla pacificazione, continuano gli scontri e le violenze nella Repubblica centrafricana.

L’ultima atrocità commessa dai soldati è stato il linciaggio di un uomo musulmano sospettato di essere un ribelle. Egli è stato picchiato, pugnalato, mutilato e infine bruciato davanti gli occhi di tutti nella capitale Bangui.

Il linciaggio è avvenuto subito dopo il discorso della Presidentessa che prometteva la riappacificazione tra le etnie.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-26055584

6 febbraio, Repubblica centrafricana – ONU: I linciatori vanno puniti

Le Nazioni Unite hanno sollecitato la Repubblica centrafricana a punire severamente i soldati che hanno linciato l’uomo sospettato di essere un ribelle.

L’inviato ONU Babacar Gaye ha definito il fatto come “inaccettabile”, i colpevoli dovrebbero essere trovati e puniti, per essere da esempio per tutti.

In realtà le violenze continuano da entrambe le parti in Repubblica centrafricana. Difatti, già mercoledì la Human Rights Watch aveva avvertito che i musulmani della Seleka in fuga dalla capitale verso nord-est, avrebbero iniziato una nuova ondata di attacchi ai civili.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-26065288

Africa – L’UA contro la violenza sessuale

Le Nazioni Unite e l’Unione Africana affermano il loro comune impegno a porre fine alla violenza sessuale in Africa. Firmano infatti un accordo sulla prevenzione di tali violenze e sulle risposte da dare a esse.

Il documento è stato firmato il 31 gennaio alla fine del 22imo summit dell’UA ad Addis Abeba, il cui tema centrale sono state le violenze sessuali legate ai conflitti.

L’ONU riafferma la propria volontà a voler rafforzare sempre più la collaborazione con l’Unione Africana allo scopo di adoprarsi insieme per lo sviluppo dei diritti umani nel continente.

Fonte: UN News Centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=47095#.UvfMQPl5OCo

7 febbraio, Repubblica Centrafricana – Iniziano le indagini della Corte Penale Internazionale

La Corte Penale Internazionale all’Aja apre un’indagine preliminare sui crimini di guerra e contro l’umanità che si stanno commettendo in Repubblica Centrafricana. L’indagine preliminare potrà essere seguita da una seconda indagine qualora il Publico ministero lo riterrà opportuno.

“È giusto che le violazioni dei diritti dell’uomo non restino impunite.” Questo il commento di Catherine Samba-Panza.

Fonte: Deutsche Welle

Link: http://allafrica.com/stories/201402071703.html

Zimbawe – Mugabe al Summit EU-UA

Il presidente dello Zimbawe Robert Mugabe potrà partecipare al Summit EU-UA previsto per i prossimi 2 e 3 aprile a Bruxelles.

La partecipazione di Mugabe al vertice in Belgio era ostacolata dal divieto impostogli ai viaggi in Europa e negli USA previsti come parte delle sanzioni contro il regime dittatoriale da lui instaurato.

L’Unione Africana si è fortemente opposta all’assenza di Mugabe al Summit, tanto più che nel vertice dell’UA appena conclusosi il presidente è stato nominato vicepresidemnte del Consiglio esecutivo.

I leader africani avevano dichiarato che nessuno avrebbe presenziato al Summit qualora all’incontro non fosse stato inivitato anche il Presidente dello Zimbawe.

Di fronte a questa alternativa, l’Unione Europea ha acconsentito che Mugabe partecipi al Summit, dichiarando tuttavia l’eccezionalità del fatto: le sanzioni a lui imposte non verranno in alcun modo addolcite.

Fonte: Zimbawe Independent

Link: http://allafrica.com/stories/201402071330.html

(Feature Image Source: http://en.wikipedia.org/wiki/South_Sudan)

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