Rassegna settimanale 30 ottobre – 5 novembre: Giappone e Corea del Sud

30 ottobre, Giappone: Abe conferma un pacchetto aiuti a Duterte di 1 trilione di Yen. Tokyo cerca di battere Beijing nella corsa al sostegno di Manila.

Durante un summit a Tokyo con il Presidente filippino Rodrigo Duterte, il Primo Ministro Shinzo Abe lunedì ha riconfermato l’impegno di Tokyo a destinare 1 trilione di yen in cooperazione economica nei prossimi cinque anni.
La mossa è stata interpretata come una corsa all’assistenza economica fatta a danno di Beijing in modo da instaurare dei rapporti migliori con Manila.
Abe sta cercando in tutti i modi di farsi alleato Duterte in modo da gestire al meglio le dispute territoriali nel Mar Meridionale cinese, in cui le Filippine hanno un ruolo diplomatico chiave.
Nel frattempo, anche la Cina sta cercando di vincere il sostegno di Manila promettendo di estendere l’assistenza economica per un valore di 24 miliardi di dollari (2,5 triliardi di yen). La promessa fu fatta quando ad ottobre dell’anno scorso il Presidente cinese Xi Jinping si incontrò con Duterte a Beijing.
In seguito, a gennaio, Abe promise che il governo e le aziende del settore privato avrebbero esteso la cooperazione economica di un valore di 1 trilione di yen – da distribuire in cinque anni- per aiutare le iniziative di Duterte per rinnovare le infrastrutture sociali, inclusi i progetti per la costruzione di nuove metropolitane a Manila e le migliorie ai fiumi di Davao City, dove Duterte è stato sindaco per molti anni.
“Il governo del Giappone sosterrà con vigore il programma di sviluppo economico sostenibile delle Filippine attraverso l’aumento della qualità nell’assistenza alle infrastrutture, utilizzando i fondi e le tecnologie del Giappone,” si legge in un comunicato congiunto dei due leader.
L’assistenza giapponese includerà programmi per migliorare “il serio congestionamento del traffico” a Manila e anche per “vitalizzare altre zone”.
Dalla sua, Duterte sta cercando di massimizzare gli aiuti economici sia dal Giappone che dalla Cina, ha dichiarato Wataru Kusaka, professore associato di scienze politiche presso la Scuola Per lo Sviluppo Internazionale dell’Università di Nagoya.
“Le intenzioni di Duterte sono molto chiare. Sta cercando di massimizzare quello che può ricevere da Cina e Giappone,” ha detto Kusaka.
“Quindi è importante per Tokyo che i filippini capiscano che il Giappone si sta muovendo in fretta, in particolare nell’assistenza ai progetti per le infrastrutture sociali. Per questo sono diventati il primo punto della lista” di strumenti per la cooperazione economica contenuta in un riassunto nel comunicato congiunto rilasciato dal governo giapponese quello stesso giorno, ha dichiarato Kusaka.
Secondo questa idea, il Giappone ha anche promesso di aiutare le Filippine ad introdurre elettricità migliore e strutture per il gas liquefatto in modo da migliorare il sistema di distribuzione energetico del paese.
Nel comunicato si legge che Tokyo aiuterà le Filippine anche a smantellare l’utilizzo di farmaci/droghe illegali e aiuterà a rafforzare l’organizzazione della sicurezza marittima per monitorare le aree costiere.
Duterte è arrivato a Tokyo lunedì per il suo secondo viaggio ufficiale in Giappone, prima del summit dei leader ASEAN che si terrà il prossimo mese a Manila.
Nel frattempo, Abe ha anche cercato di sfruttare il suo incontro con Duterte come opportunità per rafforzare ulteriormente la pressione internazionale sulla Corea del Nord in modo che abbandoni lo sviluppo dei programmi nucleari e missilistici.
All’inizio della giornata, il Segretario di Gabineto Yoshihide Suga ha dichiarato che l’incontro sarebbe stato “una preziosa opportunità” per le due nazioni “di massimizzare la pressione sulla Corea del Nord.”
Prima della sua partenza, in aeroporto Duterte ha dichiarato ad un gruppo di giornalisti che bisognerebbe dare priorità al dialogo per evitare l’ulteriore intensificarsi della crisi nucleare.
Apparentemnte Duterte sembrerebbe aver assunto un atteggiamento più morbido visto che in precedenza aveva descritto il leader nord coreano Kim Jong-un come uno “stupido” e un “figlio di puttana” che “gioca con giochi pericolosi.”
A settembre, dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite fece passare una risoluzione che chiedeva di intensificare le sanzioni economiche contro il Nord, Manila aveva sospeso gli scambi commerciali con Pyongyang.
secondo Kusaka, per Duterte tagliare i rapporti ed enfatizzare il dialogo con il regime allo stesso tempo non è contradditorio.
Piuttosto, fa parte della sua personale “diplomazia del bilanciamento”, ovvero rimanere vago con tutti i paesi, ha dichiarato Kusaka.
“Sta cercando di scrivere una sottile linea di bilanciamento diplomatico con la Cina, gli Stati Uniti e il Giappone,” ha aggiunto.
Sin dal suo insediamento dell’anno scorso, Duterte ha posto una nuova enfasi sul Giappone e la Cina, e così facendo ha creato una situazione in cui le due potenze stanno “lottando” per fare impressione su Manila attraverso promesse di generosi finanziamenti.
Tuttavia al tempo stesso, secondo il professore, Duterte, nonostante la sua cruda retorica contro Washington, potrebbe star cambiando opinione sugli Stati Uniti dopo che le truppe guidate da questi ultimi sono intervenute per aiutare Manila a combattere i militanti collegati allo Stato Islamico in quello che è diventato un conflitto aperto da cinque mesi in Marawi.
“Allineare le Filippine solo con la Cina è un approccio diplomatico davvero rischioso da intraprendere. Questo, unito al ruolo che gli Stati Uniti avrebbero avuto nel diminuire un conflitto a Mindanao, ha reso l’alleanza con gli Stati Uniti e il Giappone ancora più importante per Duterte,” ha concluso Kusaka.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/10/30/national/politics-diplomacy/abe-confirms-%C2%A51-trillion-aid-package-duterte-tokyo-races-beijing-manilas-support/

31 ottobre, Corea del Sud: Corea del Sud e Cina decidono di riportare gli scambi e la cooperazione di nuovo sulla “giusta” strada.

Martedì la Corea del Sud e la Cina hanno deciso di riportare le relazioni bilaterali di nuovo sulla giusta strada, apparentemente normalizzando i rapporti che si erano incrinati dopo il montaggio del sistema di difesa missilistico americano in Corea del Sud.
Hanno entrambi reiterato le loro posizioni sul THAAD che è appena stato impiegato in Corea del Sud, tuttavia hanno concordato di continuare a discutere per risolvere le divergenze e procedere in avanti.
“Le due parti hanno dato molta importanza alla relazione Sino-coreana e hanno deciso di spingere ulteriormente in avanti lo sviluppo di una partnership di cooperazione strategica,” ha dichiarato il Ministro degli Esteri durante una conferenza stampa congiunta con la Cina.
“Entrambi hanno condiviso la posizione per cui rafforzare gli scambi e la cooperazione tra la Corea e la Cina è utile agli interessi comuni, e hanno concordato di riportare gli scambi e la cooperazione in tutte le aree di nuovo sulla giusta strada,” ha aggiunto.
L’accordo è stato raggiunto sulla base di recenti discussioni avute da Nam Gwan-pyo, direttore dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale (NSO) del presidente e Kong Xuanyou, vice ministro degli esteri cinese.
L’accordo è stato preso dopo che la Corea del Sud e la Cina avevano visto logorarsi i rapporti a causa della controversia del THAAD.
Da quando Seul annunciò di voler adottare il sistema di difesa missilistico (MD) americano sul suo territorio, a luglio dell’anno scorso, la Cina aveva chiesto che la decisione venisse ribaltata, sospettando che fosse parte del sistema MD controllato dagli americani e potesse quindi danneggiare i suoi interessi in materia di strategia sulla sicurezza.
In un’apparente protesta, Beijing ha preso quelle che sono sembrate delle misure di ritorsione contro le compagnie e i prodotti sud coreani in diverse aree.
Un funzionario dell’Ufficio per la Presidenza della Casa Blu ha dichiarato che i negoziati per risolvere la questione del THAAD sono iniziati subito dopo il summit bilaterale di luglio tra il Presidente Moon Jae-in e il Presidente cinese Xi Jinping.
“La Cina potrebbe aver avuto bisogno della Corea del Sud come partner per risolvere la questione sulla Penisola Coreana pacificamente…e potrebbe aver realizzato che sarebbe stato impossibile recuperare le relazioni Sino-coreane se si fosse lasciata la questione del THAAD allo stato di allora,” ha dichiarato il funzionario ai giornalisti, chiedendo di non essere identificato.
Apparentemente, i due paesi non sono stati in grado di risolvere del tutto la questione del THAAD, tuttavia hanno dichiarato che continueranno a dialogare per trovare una soluzione.
“La parte coreana ha preso nota della posizione della Cina e delle sue preoccupazioni riguardo la questione del THAAD, e ha messo in chiaro che il THAAD impiegato in Corea è, in base allo scopo originale del suo dispiegamento, non diretto da una terza parte,” ha dichiarato il Ministro.
“La parte cinese ha riaffermato la sua opposizione al dispiegamento…al tempo stesso, la parte cinese ha preso nota della posizione enunciata dalla parte coreana,” ha aggiunto. “Le due parti hanno concordato di iniziare delle comunicazioni sulla questione del THAAD.”
Nonostante questo, il funzionario della Casa Blu insiste sul fatto che il comunicato congiunto abbia posto la questione nel passato.
“La Cina ha affermato di non aver mai preso misure di ritorsione. Poiché afferma che tali misure sono state intraprese volontariamente dai suoi cittadini, qualsiasi cambiamento della politica cinese (verso la Corea del Sud) entrerà in effetto lentamente. Le relazioni Sino-coreane assumeranno un aspetto positivo,” ha dichiarato il funzionario.
I cambiamenti sono già visibili, ha detto il funzionario, citando la recente decisione della Cina di estendere alla Corea del Sud il suo accordo sul cambio bilaterale di valuta. Un’importante agenzia di viaggi cinese ha anche detto di aver preso in considerazione la possibilità di riprendere ad organizzare tour per grandi gruppi di persone in Corea del Sud, che erano stati proibiti dal governo cinese.
Secondo Nam, direttore dell’NSO, evidenziando un chiaro miglioramento nella relazione tra i due paesi, i leader dei due stati si incontreranno a lato del Forum sulla Cooperazione Economica dell’Asia-Pacifico, che si terrà a Da Nang, in Vietnam, dal 12 al 14 novembre.
Il summit, il secondo del suo genere, “può essere definito come il primo passo per implementare l’accordo e riprendere gli scambi in tutti i settori,” ha dichiarato durante una conferenza stampa. Moon e Xi si sono incontrati per la prima volta a lato del G20 che si è svolto in Germania a luglio.
Moon si incontrerà anche con il Primo Ministro cinese Li Keqiang quando entrambi parteciperanno ad un forum regionale ospitato dall’Associazione per le Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), che si svolgerà a Manila il mese prossimo.
“Poiché il Primo Ministro Li è a capo delle relazioni bilaterali tra la Corea del Sud e la Cina, l’incontro sarà un’opportunità per discutere nuovi modi per migliorare i rapporti,” ha dichiarato un funzionario della Casa Blu.
Seul e Beijing hanno anche riconfermato gli sforzi congiunti di risolvere la questione nord coreana pacificamente.
“Le due parti hanno riaffermato i principi della realizzazione della denuclearizzazione della Penisola Coreana e della risoluzione pacifica della questione Nord coreana, e hanno confermato che continueranno a sostenere la risoluzione della questione nucleare nord coreana attraverso strumenti diplomatici,” ha dichiarato il Ministro degli Esteri sud coreano. “A tale scopo, le due parti hanno concordato di rafforzare ulteriormente la cooperazione e la comunicazione strategica.”

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/120_238499.html

1 novembre, Giappone: Ad un evento sull’empowerment delle donne, il Giappone viene incoraggiato ad accelerare le riforme.

Secondo le leader mondiali donne che mercoledì si sono riunite per un simposio sull’empowerment delle donne a Tokyo, il Giappone potrebbe guidare lo sforzo globale verso una maggiore equità di genere tuttavia il Paese deve prima accelerare le proprie riforme.
“Non sarebbe la prima volta nella storia che il Giappone superi tutti gli altri,” ha dichiarato durante il suo discorso di apertura alla 4° Assemblea Mondiale per le Donne di Tokyo la bulgara Kristalina Georgieva, la prima amministratrice delegata donna della Banca Mondiale.
Si riferiva alla crescita economica del Giappone negli ultimi decenni e al suo percorso per diventare la terza più grande economia del mondo.
“Permettere la piena partecipazione alle donne in Giappone significherebbe un aumento del GDP del 9%, in altre parole, un Giappone più ricco,” ha dichiarato Georgieva.
Ha dichiarato che legittimare le donne sarebbe un passo cruciale nel ridurre il divario economico di genere a livello mondiale che si stima sia tra i 5 trilioni di dollari e i 7 trilioni di dollari.
“La parità di genere è di primaria importanza per il nostro successo,” ha dichiarato, sottolineando la necessità di avere pari diritti, accesso all’educazione, legittimazione delle donne a prendere decisioni per il futuro e l’accesso ad ulteriore sostegno, inclusi aiuti economici.
L’indiana Lakshmi Puri delle Nazioni Unite spera che il simposio possa “portare a un impegno politico che possa davvero portare avanti l’agenda della parità.” Puri è la Vice Segretario-Generale delle Nazioni Unite e Vice Direttrice Esecutiva dell’Entità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne.
Nonostante abbia lodato il Giappone per i suoi sforzi nell’empowerment delle donne, ha anche rimarcato che il Paese dovrebbe guardare sia all’interno che all’esterno per effettuare il cambiamento. Entro i suoi confini, il Giappone dovrebbe concentrarsi sulle trasformazioni politiche, economiche e sociali, e al tempo stesso dovrebbe assumere la leadership nell’equità globale in tutto il mondo.
La first lady giapponese, Akie Abe, ha dichiarato che in tutto in mondo bisognerà fare ancora ulteriori progressi affinché si raggiunga un livello di empowerment femminile tale da permettere alle donne di realizzare il loro pieno potenziale. Ha sottolineato l’importanza delle opinioni delle donne nel raggiungimento della sostenibilità e pace in questo mondo che cambia.
“Le donne custodiscono la chiave per una nuova era,” ha detto la moglie del Primo Ministro Shinzo Abe.
Il primo giorno del simposio, le partecipanti hanno discusso le difficoltà che le imprenditrici affrontano. Il tema di quest’anno si concentra sulle strategie mirate all’empowerment nel mondo che cambia e sul contributo positivo che le donne portano all’economia globale.
Tra i partecipanti c’è anche Kathy Matsui, vice direttrice e capo delle strategie del Giappone presso la Goldman Sachs Japan Co., che ha coniato il termine “womenomics”, e Arancha Gonzalez, direttrice esecutiva dell’International Trade Center.
Ivanka Trump, senior adviser del padre, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, venerdì, ultimo giorno del simposio, parteciperà all’evento e terrà un discorso sulla partecipazione economica delle donne.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/01/national/womens-empowerment-event-japan-urged-step-reforms/#.WgBM6NDibIU

1 novembre, Corea del Sud: Moon esclude l’armamento nucleare

Il Presidente Moon Jae-in ha escluso la possibilità che la Corea del Sud sviluppi o accumuli armi nucleari, affermando che il suo obiettivo è la denuclearizzazione della Penisola coreana.
In un discorso all’Assemblea Nazionale, mercoledì, il Presidente ha rinnovato la sua determinazione nella ricerca della pace sulla penisola, promettendo di risolvere la questione nucleare e missilistica del Nord pacificamente.
Il suo discorso nasce come risposta alle richieste del partito conservatore Liberty Corea di ricollocare sul suo coreano e armi nucleari tattiche americane come deterrente contro le minacce missilistiche del Nord.
“La Penisola coreana è dove il nostro popolo vive e vivrà. Dovrebbe essere sicuro, e pacifico. Questo è un compito che la Costituzione impone al Presidente sud coreano,” ha dichiarato Moon durante il suo discorso all’Assemblea.
Ha detto che la sua amministrazione sta affrontando la questione con principi saldi e consistenti – risolvere la crisi nucleare pacificamente attraverso la denuclearizzazione della penisola e al tempo stesso rispondere con severità alle provocazioni del Nord.
“Una Corea del Nord armata nuclearmente non è accettabile né tollerabile secondo la dichiarazione congiunta sulla denuclearizzazione della penisola. La Corea del Sud non svilupperà o possederà a sua volta armi nucleari,” ha dichiarato Moon.
Il Presidente ha affermato che un conflitto armato non può essere permesso e non si potranno verificare azioni militari sulla penisola senza il consenso di Seul. “Le sanzioni e la pressione sono gli strumenti per spingere Pyongyang a prendere la giusta decisione e negoziare. La comunità internazionale, inclusi gli Stati Uniti, concordano su questo principio.”
Ha dichiarato che Seul avrà un ruolo di leadership nel risolvere la questione. “Risponderemo con severità alle provocazioni della Corea del Nord. Per questo, ci assicureremo una schiacciante superiorità di potere. Coopereremo attivamente anche con la comunità internazionale basandoci sulla forte alleanza tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti.”
Il Presidente ha chiesto cooperazione legislativa per questo riguarda le politiche sulla Corea del Nord.
Moon ha anche sollevato la questione della riforma costituzionale per rafforzare i governi regionali e ampliare i diritti di base dei cittadini, che è stata una delle sue promesse elettorali.
“Ritengo che sia necessario organizzare un referendum sulla riforma costituzionale in contemporanea alle elezioni locali dell’anno prossimo. Se perdiamo questa opportunità, non sarà facile raccogliere l’opinione dell’elettorato sulla riforma. Chiedo all’Assemblea di discutere riguardo al referendum da tenersi insieme alle elezioni locali,” ha detto.
Moon ha anche promesso di eradicare le ingiustizie e i privilegi in tutti i settori della società, affermando che cambiare la società in modo da garantire opportunità giuste ed eque a tutti quella che lui definisce “l’eliminazione dei mali alla radice.”
A tale scopo, ha dichiarato che il governo si sta muovendo per riformare organizzazioni potenti come il Servizio di Intelligence Nazionale e la procura; creare un organismo investigativo neutrale che indaghi sulla corruzione della famiglia presidenziale, i consiglieri e i funzionari pubblici di alto rango; ed infine per eliminare le pratiche di assunzioni illegali nelle aziende pubbliche.
Ha dichiarato che la sua politica economica è in linea con tali sforzi. In base alla struttura attuale, ha detto, il reddito delle famiglie diminuisce mentre cresce la disuguaglianza economica nonostante l’economia stia crescendo; polarizzare l’economia, ha aggiunto, previene la crescita e l’unità nazionale.
“La mia economica popolo-centrica ricerca una società dove la crescita economica benefici tutti, l’aumento dei lavori e del reddito familiare dia slancio alla domanda interna, e in cui le persone e le aziende abbiano uguali opportunità e regole giuste per la competizione,” ha detto.
Moon ha anche introdotto la proposta per il budget dell’anno prossimo, che si concentrerà sulla creazione di posti lavoro, il miglioramento del welfare, la promozione delle startup e il miglioramento della sicurezza pubblica. Ha chiesto all’Assemblea di votare la proposta, affermando che molti dei progetti erano stati consigliati anche da altri candidati alla presidenza durante le ultime elezioni.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/356_238586.html

2 ottobre, Giappone: Il Giappone e l’UE rilasciano l’annuale risoluzione e criticano le violazioni dei diritti umani della Corea del Nord.

Il Giappone e l’Unione Europea hanno inviato una risoluzione ad un panel dell’ONU in cui criticano le violazioni dei diritti umani da parte della Corea del Nord.
La risoluzione, che probabilmente verrà adottata a metà novembre, è stata inviata alla Terza Commissione dell’Assemblea Generale, che si occupa di questioni umanitarie. Questa risoluzione è stata proposta per 13 anni consecutivi, e la versione di quest’anno critica questioni quali i rapimenti dei cittadini giapponesi.
Secondo una bozza ottenuta da Kyodo News, circa 25,5 milioni di persone in Corea del Nord soffrono per l’insicurezza alimentare e delle cure mentre circa un quarto della popolazione soffre di malnutrizione cronica.
Condanna Pyongyang per aver deviato le risorse in modo da sviluppare armi nucleari e missili balistici invece che utilizzarle per il welfare della popolazione.
La bozza sottolinea i risultati dell’indagine sui diritti umani in Corea del Nord eseguita nel 2014 dall’ONU in cui si specifica che “ci sono prove ragionevoli che indicano che crimini contro l’umanità” sono stati commessi. La commissione conclude che una serie di crimini, tra cui sterminio, omicidio, schiavitù, tortura, prigionia, stupro, aborto forzato, persecuzione, inedia forzata e sparizioni sono stati commessi “sulla base di politiche dettate dal più alto livello dello stato.”
Dopo che la Corea del Nord ha effettuato il suo sesto test nucleare il 3 settembre, il Consiglio di Sicurezza ha adottato una risoluzione che ha imposto maggiori sanzioni, incluse restrizioni sulle esportazioni di greggio e prodotti derivati verso la Corea del Nord e ha proibito ai membri dell’ONU di ingaggiare lavoratori nord coreani.
Se la nuova risoluzione fosse approvata, cosa virtualmente certa, i 193 stati membri dell’organizzazione mondiale voterebbero il testo finale a dicembre. Tutte le precedenti risoluzioni che condannavano le violazioni dei diritti umani in Corea del Nord sono state approvate.
La bozza incoraggia con forza la Corea del Nord a cessare le violazioni dei diritti umani, soprattutto a chiudere immediatamente i campi di prigionia politica e rilasciarne immediatamente i prigionieri politici, menzionato l’impunità e la cooperazione con l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU.
Incoraggia il governo a riconoscere la piena libertà di movimento e la libertà a lasciare il paese a tutti i nord coreani, inclusi i richiedenti asilo, e ad assicurare che chiunque venga espulso o rimpatriato non venga punito.
La Corea del Nord guadagna valuta straniera attraverso i lavoratori che vengono mandati all’estero a cui il governo leva la maggior parte dello stipendio; tuttavia, questa pratica è stata limitata con le ultime sanzioni. La bozza incoraggia il governo ad entrare a far parte dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e a sottostare agli standard internazionali sul lavoro.
La scorsa settimana, un esperto indipendente delle Nazioni Unite sui diritti umani in Corea del Nord, Tomas Ojea Quintana, ha avvertito la commissione sui diritti dell’assemblea che delle sanzioni troppo severe potrebbero colpire i diritti dei civili e ha chiesto che venga fatta una valutazione sul loro impatto.
La bozza della risoluzione non affronta l’impatto delle sanzioni, solo l’impatto che lo spostamento delle risorse verso i programmi nucleari e missilistici abbia avuto effetti “sulla situazione umanitaria e dei diritti umani dei cittadini” della Corea del Nord.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/02/national/politics-diplomacy/japan-eu-submit-annual-resolution-criticizing-north-koreas-rights-abuses/#.WgHbjNDibIU

3 ottobre, Corea del Sud: Park Geun-hye rimossa dal suo partito

Venerdì il principale partito d’opposizione – il Liberty Party Korea (LPK) – ha deciso di espellere la corrotta ex Presidente Park Geun-hye come parte degli sforzi riformatori per riguadagnare il sostegno dell’opinione pubblica e per ridare unità al frammentato blocco conservatore.
La decisione è stata presa due settimane dopo che la commissione etica del LPK aveva raccomandato che Park Geun-hye lasciasse volontariamente il partito. In linea con la propria costituzione, il partito può togliere la carica di membro a Park 10 giorni dopo la raccomandazione.
La partenza di Park scatenerà sicuramente i suoi sostenitori all’interno del partito, ma rafforzerà la posizione del leader del LPK Hong Joon-pyo durante una possibile negoziazione con il Bareun Party per una fusione.
Alcuni membri del Bareun hanno richiesto la sua rimozione come precondizione a qualsiasi negoziato sulla fusione, visto che Hong aspira “ad una grande unità dell’ala destra” per migliorare la posizione legislativa del partito e così controllare il blocco liberale al governo che diventa sempre più assertivo.
L’espulsione della Park segna il culmine degli sforzi riformatori del LPK che durano ormai da mesi, al fine di aumentare la fiducia dell’opinione pubblica che andò in frantumi dopo l’enorme scandalo di corruzione che portò all’impeachment di dicembre scorso e alla sua espulsione di marzo.
Park, che ha guidato il paese dal 2013 al 2016, è attualmente sotto processo per corruzione, abuso di potere e altri capi d’accusa. Dopo aver negato tutte le accuse, Park ha definito il processo “una vendetta politica nel nome dello stato di diritto.”
Al momento il Bareun Party è sul filo della spaccatura, visto che l’espulsione della Park dal LPK potrebbe spingere alcuni dei suoi membri ad abbandonarlo. Ogni defezione toglierebbe potere di negoziazione parlamentare al partito: il numero minimo di parlamentari per poter partecipare alle negoziazioni è di 20.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/356_238774.html

4 ottobre, Giappone: Trump avverte la Cina che potrebbe avere “seri problemi” con “lo stato guerriero” (Giappone) a causa della Corea del Nord.

Prendendo spunto dall’ex leader americano Richard Nixon, l’attuale Presidente Donald Trump ha avvertito la Cina che deve diventare più attiva nel controllare le ambizioni nucleari della Corea del Nord o potrebbe avere “un grave problema” con “la nazione guerriera” del Giappone.
“Il Giappone è uno stato guerriero, lo dico alla Cina e a chiunque ascolti, insomma, presto avrete un grande problema con il Giappone se permetterete che la Corea del Nord continui così,” ha dichiarato Trump durante un’intervista al programma Fox “The Ingraham Angle” giovedì, il giorno prima della sua partenza per il suo primo viaggio in Asia da presidente.
Non è chiaro a cosa si riferisse con “grande problema,” tuttavia Trump durante la sua campagna presidenziale era stato aperto alla possibilità di far acquisire al Giappone il suo arsenale nucleare.
La Cina guarda con cautela alle recenti mosse per allentare le limitazioni imposte nel dopo guerra all’esercito giapponese e da tempo ha dei sospetti sulle enormi scorte di plutonio di Tokyo.
Come rivelato da alcuni minuti della loro conversazione che furono declassificati nel 2003, nel febbraio del 1972, come parte dei suoi sforzi vincenti per migliorare i rapporti con Beijing, Nixon aveva seguito una simile strategia con l’allora Premier cinese Zhou Enlai, che vedeva la re-militarizzazione del Giappone con ansia, affermando che limitare Tokyo era negli stessi interessi americani.
Trump ha iniziato il suo viaggio in Asia dal Giappone questa domenica, quando ha incontrato il Primo Ministro Shinzo Abe, che ha condiviso l’approccio della “pressione massima” del presidente americano nella gestione della Corea del Nord.
Andrà anche in Cina da mercoledì a giovedì e incontrerà il Presidente Xi Jinping.
Nell’intervista di giovedì Trump ha dichiarato che Xi è stato “piuttosto formidabile” con la Corea del Nord e che “la Cina ci sta aiutando,” tuttavia ci si aspetta che chiederà a Beijing di fare molto di più a riguardo.
Le tensioni regionali sono salite alle stesse a causa dei programmi missilistici e nucleari di Pyongyang, che nei mesi recenti ha testato missili a lungo raggio e portato a termine con successo il suo sesto test nucleare. Ha anche lanciato due missili a medio raggio ideati per portare cariche esplosive nucleari sopra Hokkaido, aumentando le preoccupazioni di Tokyo.
Tuttavia, gli esperti ritengono qualsiasi spinta del Giappone a costruire armi nucleari rimane incerta dato il basso sostegno dell’opinione pubblica e poiché la corsa alle armi in Asia gli si potrebbe quasi sicuramente ritorcere contro.
“La possibilità che il Giappone e la Corea del Sud sviluppino armi nucleari…è estremamente remota…nell’immediato futuro,” ha dichiarato J. Berkshire Miller, Senior Fellow in visita all’Istituto per le Relazioni Internazionali del Giappone a Tokyo.
Le parole di Trump “sembrano più una minaccia strategica che qualcosa di tangibile,” ha aggiunto.
Più concretamente, il Giappone di Abe si sta lentamente muovendo per districarsi dalle limitazioni imposte dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, anche attraverso l’approvazione di leggi che hanno permesso alle truppe americane e giapponesi di lavorare ancora più a stretto contatto di prima.
E con la tensione sulla Penisola coreana che ha raggiunto picchi altissimi di recente, Abe sta sovrintendendo a una risposta più vigorosa alla crisi da parte di Tokyo, spesso inviando le Forze di Auto Difesa ad esercitarsi con le truppe americane come strategia per allenarle a diventare un esercito migliore e affidabile.
Mille ritiene che la “poco sofisticata allusione” di Trump “all’idea di una possibile rimilitarizzazione del Giappone” va contro la terminologia solitamente utilizzata per fare riferimento alla forza dell’alleanza tra gli Stati Uniti e il Giappone.
“Non credo ci sia stato un pensiero strategico dietro quelle parole, piuttosto ritengo che sia stato l’ennesima manifestazione dello stile scioccante di Trump nel fare leva sulle posizioni” della Cina, ha dichiarato Miller.
Il pericolo, tuttavia, è che Trump potrebbe inavvertitamente offrire a Beijing delle argomentazioni, visto che ha promosso una narrativa in cui il Giappone ricerca il riarmo e il contenimento della Cina.
“Trump può aiutare a dare adito a narrative sbagliate che per la maggior parte sono frutto della Cina e che riguardano la cosiddetta rimilitarizzazione del Giappone,” ha detto Miller. “Piuttosto che mettere in risalto la partnership USA-Giappone e il ruolo positivo che il Giappone ha avuto sin dalla Seconda guerra mondiale – la strategia di default delle amministrazioni americane per decenni – Trump sta aprendo la porta alla legittimazione della strategia altamente politicizzata di Beijing sull’evoluzione della sicurezza e della difesa del Giappone.”

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2017/11/04/national/politics-diplomacy/trump-warns-china-face-big-problem-warrior-nation-japan-north-korea/#.WgLTl8bibIW

5 ottobre, Corea del Sud: Seul svela le sue sanzioni contro la Corea del Nord

Domenica il governo sud coreano ha rivelato le sue sanzioni contro la Corea del Nord in relazione alle provocazioni nucleari e missilistiche che hanno preceduto la visita del Presidente americano Donald Trump in Corea.
Il Ministero degli Esteri ha svelato una lista di 18 individui nord coreani che saranno soggetti a sanzioni unilaterali, affermando che avranno effetto da lunedì.
Queste sono le prime sanzioni unilaterali contro la Corea del Nord da quando il Presidente Moon Jae-in ha iniziato il suo mandato a maggio.
Tuttavia, le sanzioni rimarranno inefficaci e simboliche poiché le due Coree hanno già tagliato quasi tutti i rapporti.
Il ministero identificato le figure che erano già state inserite nella lista nera da parte del Consiglio di Sicurezza ONU per essere collegate alle reti finanziarie della Corea del Nord.
Secondo il ministero, la selezione è stata fatta in linea con le sanzioni della comunità internazionale.
“Sono i dirigenti delle banche nord coreane all’estero sospettati di far transitare denaro per il loro governo per lo sviluppo delle armi di distruzione di massa,” ha dichiarato il ministero.
“Le sanzioni aiuteranno a tagliare le risorse finanziarie illegali del Nord e aumenteranno la consapevolezza dei pericoli delle transizioni con questi individui sia in patria che all’estero.”
Le sanzioni congeleranno le proprietà degli individui sanzionati entro la giurisdizione sud coreana e proibiranno qualsiasi loro transizione con le banche sud coreane.
Il ministero ha aggiunto che il governo continuerà a lavorare sulla risoluzione della questione nucleare nord coreana pacificamente spingendo il Nord al dialogo attraverso le sanzioni e l’applicazione di pressione.
La mossa viene interpretata come una dimostrazione del rafforzamento della coordinazione tra Seul e Washington sulle policy che riguardano la Corea del Nord.
Un funzionario della Casa Blu venerdì ha fatto capire che la mossa è stata agevolata dopo una richiesta degli Stati Uniti. “Gli Stati Uniti hanno chiesto al nostro governo di imporre ulteriori sanzioni poiché avrebbero avuto un significato simbolico indipendentemente dalla loro efficacia,” ha dichiarato.
In precedenza Moon aveva detto ai suoi funzionari della sicurezza di considerare delle sanzioni unilaterali contro Pyongyang durante un incontro del NSC avvenuto subito dopo il lancio da parte del Nord del missile intercontinentale Hwasong-14 il 28 luglio.
L’impatto delle sanzioni, tuttavia, rimane in dubbio visto che le banche sud coreane non hanno più effettuato transizioni con individui o gruppi nord coreani sin dalle sanzioni del 24 maggio, un pacchetto di sanzioni economiche imposte su Pyongyang dall’allora Presidente Lee Myung-bak nel 2010 in seguito all’attacco missilistico perpetrato dal Nord ai danni della corvetta della Marina, Cheonam, che causò la morte di 46 marinai sud coreani.
Le sanzioni del 2010 proibirono tutte le visite sud coreane al Nord eccetto dal Complesso Industriale di Gaeseong, l’ingresso di tutte le navi nord coreane nelle acque sud coreane e gli scambi inter-coreani e i nuovi investimenti in Corea del Nord.
Nonostante abbia mantenuto la struttura basilare delle sanzioni del 24 maggio, il governo Park Geun-hye emanò una serie di sanzioni unilaterali in seguito al quarto e quinto test nucleare dell’anno scorso.
In seguito incluse nella lista nera 79 individui e 69 organizzazioni coinvolti in attività illegali del regime nord coreano.
“Le sanzioni sono state svelate due giorni prima dell’arrivo di Trump, non potevano più essere rimandate,” ha dichiarato Nam Sung-wook, professore di diplomazia e unificazione alla Korea University, facendo luce sulla precedente richiesta degli USA.
“Non hanno alcuna efficacia nel contrastare le provocazioni del Nord dato che sono una rivisitazione delle già esistenti sanzioni del UNSC. Tuttavia, l’annuncio di sanzioni unilaterali è di per sé simbolico.”
L’attenzione adesso si focalizza sulla reazione della Corea del Nord durante la visita di Trump in Corea del Sud dal 7 all’8 novembre e durante la quale la questione nord coreana sarà in cima all’agenda.
La posizione è ostile, giovedì sul Tongil Sinbo, un giornale propagandistico nord coreano il governo ha dichiarato che Moon si preparava ad accogliere un “folle guerrafondaio”.
Ha definito la visita di Trump “una mossa per portare la guerra nucleare sulla Penisola coreana.”
Gli osservatori nord coreani prevedono che Pyongyang possa fare un passo indietro e aspettare il momento giusto per rilanciare il suo attacco verbale agli Stati Uniti.
“Pyongyang rimarrà in silenzio mentre il Presidente americano è così vicino ma presto svelerà una severa retorica probabilmente attraverso la Korean Central News Agency gestita dallo stato,” ha dichiarato Nam, facendo riferimento alle sua precedente inattività durante le visite dei presidenti americani in Corea del Sud e le esercitazioni congiunte tra gli eserciti della Corea e degli USA.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/11/356_238813.html

Featured image source: The Japan Times

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