Rassegna settimanale 10-16 Luglio: Giappone e Corea del Sud

10 luglio, Corea del Sud – Probabilmente la Cina non fermerà le ritorsioni contro il THAAD

Molto probabilmente la Cina continuerà ad utilizzare ritorsioni economiche contro la Corea dopo che i leader hanno fallito nel diminuire il divario creatosi a causa del dispiegamento sul suolo coreano del sistema di difesa americano THAAD.

Gli analisti rimangono scettici sulla possibilità di un accordo tra il Presidente Moon Jae-in e il Presidente Xi Jinping sul THAAD durante il loro presunto incontro di agosto per festeggiare i 25 anni di relazioni bilaterali.
Affermano che i due leader hanno fallito nel diminuire il divario durante il loro primo incontro a lato del G20 in Germania la scorsa settimana.
“Non sarà facile. Ci vorrà del tempo,” ha dichiarato Park Won-gon, professore di relazioni internazionali dell’Unviersità Handong Global. “Le ritorsioni cinesi continueranno e potranno essere anche più pesanti.”
Kim Hyu-wook, professore dell’Accademia Diplomatica Nazionale di Corea, concorda e afferma che “non verrà risolto in breve tempo.”
Ha detto che Xi “cadrebbe in disgrazia” se decidesse di fermare le misure punitive contro Seul, visto che durante il G20 si è esplicitamente opposto al THAAD sia davanti Moon che Trump e il persino con il Presidente russo Valdimir Putin.
“Con l’avvicinarsi del Congresso Nazionale del Partito Comunista cinese, Xi non verrà fare niente che possa mettere in pericolo la sua carriera politica,” ha detto Kim.
Fonti vicine alle imprese coreane speculano che esse si ritireranno dalla Cina se Moon e Xi continueranno a rimanere in questa situazione di stallo durante i prossimi negoziati che si terranno probabilmente intorno al 24 agosto.
“Le imprese devono essere rimaste deluse dall’incontro Moon-Xi della settimana scorsa, e quindi i due Paesi dovranno accordarsi su qualcosa di produttivo il prossimo mese,” ha dichiarato una fonte.

Park suggerisce di formare un organo di consultazione intra governativo per discutere le possibili condizioni con cui risolvere la questione del THAAD.
“Per esempio, Seul e Beijing, durante dei negoziati con Washington, potrebbero decidere di ritirare del tutto il THAAD dalla Corea se la minaccia missilistica di Pyongyang diminuisse. E l’organo consultivo potrebbe decidere come definire la diminuzione della minaccia da parte del regime di Kim Jong-un,” ha dichiarato Park.
Ha dichiarato che gli Stati Uniti dovrebbero intervenire nella disputa, aggiungendo che “renderebbe le cose più semplici.”

La Cina comprende più del 20% delle esportazioni del Hyundai Motor Group.
E le vendite anno per anno dei suoi due affiliati – Hyundai Motor e Kia Motor – in Cina sono calate rispettivamente del 42,4% e del 54,6% nella prima metà dell’anno.
La perdita lorda della Hyundai a fine anno è stimata a 12 trilioni di won (10.4 miliardi di dollari) in caso le vendite cinesi continuassero a diminuire nella seconda parte dell’anno. Più di 70 dei 99 negozi gestiti dalla Lotte Mart in Cina, la branca al dettaglio del Gruppo Lotte, sono stati sospesi dopo che il Gruppo Lotte ha venduto il proprio percorso da golf nell’area di Seongju, nella Provincia di Gyeongsang Nord, all’esercito per l’installazione del THAAD.

Ci si aspetta che il numero di turisti cinesi nell’Isola di Jeju questo mese diminuirà dell’80 – 90% rispetto al 2016 secondo il governo provinciale di Jeju.

Fonte: Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/07/120_232708.html

11 Luglio, Giappone – La Corea del Sud aprirà un museo sulle “comfort women” a Seul

La Corea del Sud intende aprire un museo in memoria delle “comfort women”, ha dichiarato lunedì un ministro del governo, riaccendendo le tensioni tra Tokyo e Seul.

La situazione delle comfort women, che furono obbligate alla schiavitù sessuale per le truppe giapponesi durante la guerra, è un enorme questione emotiva che ha intaccato i rapporti tra i due paesi per decenni.
Le stime sul numero di comfort women variano tra le 20.000 e le 200.000 donne, incluse quelle di origine coreana che furono costrette a lavorare nei bordelli militari giapponesi nella penisola durante il conflitto del 1939-1945.

“Stiamo organizzando l’apertura di un museo sulle comfort women a Seul,” ha dichiarato la nuova ministro per la parità di genere Chung Hyun-back durante la visita ad un rifugio per l’esiguo numero di vittime superstiti, che oggi sono solo 38.

La “Casa della Condivisione” (House of Sharing), in un’area rurale a sud di Seul, include una sala commemorativa tuttavia Chung ha affermato che il paese ha bisogno di un museo nella capitale così che il pubblico ne abbia un più facile accesso.
Non ha specificato quando aprirà o che tipo di materiale storico verrà esposto

Tuttavia è probabile che peggiorerà le relazioni tra Seul e Tokyo, due alleati degli Stati Uniti la cui cooperazione è vitale per Washington nel suo tentativo di contenere la minaccia nucleare di Pyongyang.
Il Giappone sostiene che non vi sono prove documentarie dell’effettiva coercizione sulle donne affinché lavorassero nei bordelli.
A fine 2015, sotto l’ex Presidente Park Geun-hye, Seul e Tokyo firmarono un accordo che definirono “finale e irreversibile” attraverso il quale il Giappone ha offerto le sue scuse e 1 miliardo di yen (8.6 milioni di dollari) alle vittime sud coreane sopravvissute.
I critici dell’accordo, incluse alcune sopravvissute, affermano che esso non ritenga il Giappone abbastanza responsabile legalmente per gli abusi di guerra durante il periodo coloniale nella Penisola coreana dal 1910 al 1945.
Le tensioni sono aumentate dopo che gli attivisti sud coreani si sono rifiutati di rimuovere la statua di una giovane donna di fronte all’Ambasciata giapponese di Seul che simbolizza le vittime della schiavitù sessuale.
Tokyo ha fatto pressioni su Seul affinché la rimuovesse, tuttavia gli attivisti da allora hanno eretto ulteriori statue – inclusa una fuori dal Consolato giapponese di Busan.
Tokyo ha richiamato il proprio ambasciatore a gennaio come segno di protesta, e non lo ha fatto ritornare per tre mesi.

Il nuovo presidente sud coreano Moon Jae-in ha ripetutamente espresso le proprie critiche nei confronti dell’accordo del 2015, suggerendo una potenziale spinta da parte di Seul a rinegoziarlo.
Le dichiarazioni di lunedì seguono la scoperta di settimana scorsa di alcuni ricercatori di quello che sembra un raro video di schiave del sesso durante la guerra.
Il video di 18 secondi, scoperto negli Archivi Nazionali americani e presumibilmente girato nel 1944, mostra un gruppo di sette donne in piedi di fronte ad un hotel utilizzato come bordello militare giapponese a Songshan, in Cina.
Alle donne non è stato dato un nome, tuttavia alcune sono state identificate come le stesse donne di alcune rare foto che mostrano comfort women coreane, secondo quanto affermato dai ricercatori dell’Università Nazionale di Seul.

Fonte: Japan Times
Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2017/07/11/national/south-korea-plans-build-comfort-women-museum-seoul/#.WW4SEYjyjIU

12 Luglio, Giappone – Okinawa si muove per fermare la costruzione della base americana a Henoko

Tre mesi dopo che l’Agenzia per la Difesa di Okinawa ha iniziato la costruzione dall’argine a largo delle coste di Nago nel distretto Henoko di Okinawa, le preparazioni per costruire una struttura sostitutiva per la base militare americana di Ginowan procedono velocemente – e insieme ad esse, la resistenza politica e legale a questo controverso progetto.

Martedì, una commissione dell’Assemblea della Prefettura di Okinawa ha varato una risoluzione che prevede azioni legali per fermare la distruzione delle rocce e della barriera corallina legate al progetto di interramento, affermando che porterebbe danni alla zona di pesca. Se l’assemblea al completo, controllata da oppositori del piano di Henoko, passasse la risoluzione questo venerdì, i procedimenti legali formali contro Tokyo potrebbero iniziare già dalla settimana prossima.
“L’attribuzione dei diritti di pesca è considerata di competenza del governo locale ed è la prefettura a determinare come interpretare queste questioni del governo locale,” ha dichiarato all’assemblea martedì Kiichiro Jahana, capo dell’Ufficio dell’Esecutivo del Governo, nel giustificare la decisione di adottare azioni legali.

Per supportare il progetto, gli oppositori del progetto Henoko martedì hanno affermato che organizzeranno per il 12 agosto una manifestazione a cui sperano parteciperanno 30.000 persone, incluso il Governatore di Okinawa Takeshi Onaga, che ha fermamente condannato la rilocazione ad Henoko della Base Aerea dei Marine americani di Futenma.
“Il governo centrale sta forzando la prosecuzione della costruzione, ma vogliamo assicurarci che il popolo di Okinawa non rimanga inascoltato e che la loro voce sia sentita in tutto il Giappone,” ha dichiarato ai media locali questo martedì Suzuyo Takazato, uno degli organizzatori.

Dal 16 al 24 agosto, una delegazione di attivisti di Okinawa che si oppongono alla costruzione della base porteranno il loro messaggio in California, dove parteciperanno a incontri con politici locali sponsorizzati dall’Asia Pacific American Labor Alliance.
Il nuovo sforzo legale da parte degli attivisti e dei politici di Okinawa non è una sorpresa. Onawa ha promesso di procedere con ulteriori misure legali dopo che la Corte Suprema a dicembre aveva sentenziato che il governatore non aveva basi legali tramite cui cancellare il permesso di interramento del 2015 per il progetto che fu avviato dal suo predecessore.
A febbraio 2014, il governo centrale presumibilmente dichiarò ad Okinawa che avrebbe chiuso la base di Futenma in cinque anni. Tuttavia i progressi furono legati alla cooperazione di Okinawa nella rilocazione ad Henoko.
Ad aprile, la costruzione dell’argine ebbe inizio, comprendendo, nelle sue fasi iniziali, la rottura delle rocce e del corallo. Una volta completato, la fase successiva comprende il versamento di sabbia e terra nell’area per creare un’isola artificiale che includa due passerelle. A seconda di quanto deciderà la corte, i lavori potrebbero iniziare già a marzo 2018.

Fonte: Japan Times
Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2017/07/12/national/okinawa-moves-block-u-s-base-construction-henoko/#.WW4aY4jyjIU

13 Luglio, Corea del Sud – Gli Stati Uniti chiedono ufficialmente la revisione del KORUS FTA

Mercoledì l’ufficio del Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti ha dichiarato che gli USA hanno formalmente notificato la Corea del Sud della propria volontà di incominciare il processo di revisione dell’accordo sul libero scambio tra i due paesi.

USTR Robert Lighthizer ha inviato la richiesta tramite una lettera al Ministro del Commercio sud coreano Joo Hyung-hwan, richiedendo l’organizzazione “di un incontro della speciale Commissione Congiunta prevista dall’Accordo sul Libero Scambio tra USA e Corea (KORUS) per iniziare il processo di negoziazione per la rimozione delle barriere al commercio americano e considerare le dovute revisioni dell’accordo,” ha dichiarato l’ufficio in un comunicato.

Nella lettera, Lighthizer ha dichiarato che gli Stati Uniti vogliono partecipare all’incontro “per prendere in considerazione le questioni che interessano l’operazione” dell’accordo sul commercio, “include le possibili correzioni e modifiche.”
Propone di organizzare l’incontro a Washington per il mese prossimo.
“Ritengo che questa sessione e le successive negoziazioni offriranno l’opportunità di rivedere i progressi dell’implementazione dell’Accordo, risolvere diversi problemi che riguardano l’accesso al mercato coreano per le esportazioni americane, e, cosa più importante, toccare il nostro significato sbilancio commerciale,” ha dichiarato Lighthizer nella sua lettera.
“La Corea è un alleato importante e un partner commerciale chiave e per poter rafforzare la nostra relazione, abbiamo bisogno di un commercio libero, equo e bilanciato,” ha detto.

Lighthizer ha anche fatto notare che il Presidente americano Donald Trump e il Presidente sud coreano Moon Jae-in si sono impegnati a “promuovere scambi più estesi e bilanciati mentre al tempo stesso si creano benefici comuni e trattamento equo,” quando si sono incontrati per la prima volta a Washington alla fine del mese scorso.
“è imperativo che lavoriamo insieme per assicurare che la partnership economica tra i nostri due paesi non sia solo forte e vivace, ma anche giusta, e che l’Accordo KORUS benefici l’economia americana tanto quanto quella coreana, “ ha detto.

Lighthizer ha dichiarato che ridurre i deficit negli scambi con i suoi partner commerciali nel mondo è una questione chiave dell’amministrazione Trump, e che gli Stati Uniti “sono davvero preoccupati per il significativo sbilancio commerciale con la Corea del Sud.” Ha anche aggiunto che gli Stati Uniti hanno avuto un persistente deficit con la Corea del Sud per almeno due decenni.
“Quando venne negoziato l’Accordo KORUS, c’erano alte aspettative sui mutui benefici per le economie dei nostri paesi,” ha detto. “Tuttavia, il nostro deficit con la Corea è aumentato, e il deficit sui beni è raddoppiato da quando l’Accordo è entrato in vigore,” ha detto. “è fondamentale che si raggiungano veri progressi che incentivino un terreno di gioco davvero equo, e una più bilanciata partnership economica.”

La richiesta americana non sorprende in quanto Trump ha sempre affermato di voler migliorare l’accordo.
Durante l’incontro del 30 giugno con Moon, Trump disse addirittura che i due paesi “stanno rinegoziando” il patto, affermando che l’accordo è stato “duro” nei confronti degli Stati Uniti e definendolo “non esattamente un ottimo accordo.”

Durante la campagna dello scorso anno, Trump ha incolpato gli accordi sul libero scambio di essere la causa principale della perdita di lavoro e altri problemi economici americani in un tentativo di corteggiare gli elettori con difficoltà economiche. Ha definito l’FTA con la Corea del Sud un accordo che “ammazza i posti di lavoro” e un “disastro”.
Il difficile accordo è in vigore dal 2012 ed è genericamente considerato un simbolo dell’alleanza economica tra i due paesi.

I funzionari sud coreani affermano che l’accordo ha portato benefici comuni. Anche gli esperti affermano che nonostante gli Stati Uniti riscontrino un deficit nello scambio di beni, il paese grazie all’accordo ha potuto godere di un surplus nello scambio di servizi, e che il deficit dello scambio di beni senza il patto sarebbe stato ancora più considerevole.

Anche la Commissione Per il Commercio Internazionale americana (ITC) in un report dell’anno scorso ha affermato che l’accordo è stato un bene per gli interessi americani, dichiarando che l’accordo abbia – secondo le stime – migliorato la bilancia degli scambi di merci bilaterali di 15.8 miliardi di dollari nel 2015.

Questo significa che se non fosse stato per l’accordo, il deficit commerciale americano sarebbe stato maggiore.

Fonte: Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/07/120_232902.html

14 Luglio, Giappone – Il crollo della popolarità di Abe potrebbe mettere a rischio il suo tentativo di rivedere l’Art. 9 della Costituzione

Un rappresentante del partito di governo mercoledì ha dichiarato che l’obiettivo del Primo Ministro Shinzo Abe di rivedere la Costituzione pacifista giapponese è diventato più difficile da raggiungere dopo la caduta della sua popolarità e l’erosione della fiducia pubblica.

Il sostegno ad Abe è sceso ai minimi storici da quando è tornato al potere nel 2012 con un’agenda politica conservatrice che ha come obiettivo la rivitalizzazione dei valori tradizionali e l’allentamento delle costrizioni sull’esercito e che si focalizza sulla revisione della Costituzione del dopoguerra scritta dagli americani.

A maggio, Abe propose, a sorpresa, la revisione dell’Art.9 – in cui il Giappone rinuncia alla guerra – entro il 2020 in modo così da chiarire lo status ambiguo delle Forze di Auto Difesa entro il 2020.
Rispettare la scadenza vorrebbe dire far passare una risoluzione dalla Dieta l’anno prossimo, visto che i sostenitori della revisione nella Camera Bassa molto probabilmente perderanno la loro super maggioranza nelle elezioni che si dovranno tenere nel 2018.
Gli emendamenti necessitano l’approvazione di due terzi di entrambe le camere e la maggioranza in un referendum.
“Non vi sono modifiche nell’obiettivo per cui stiamo lavorando, tuttavia bisognerà fare maggiori sforzi adesso per poterlo realizzare,” ha dichiarato in un’intervista Hajime Funada, vice presidente di una task force del Partito Liberal Democratico sulle riforme costituzionali.
“Non è una questione di ‘sì’ o ‘no’ nei confronti della revisione dell’Art. 9, ma piuttosto della fiducia e delle aspettative verso il Primo Ministro Shinzo Abe, che la supporta, e che sono crollate drasticamente,” ha dichiarato Funada, aggiungendo che anche il partner del PLD, il Komeito, è ora più cauto riguardo la modifica della costituzione.

Modificare l’Art. 9, che prevede la rinuncia all’utilizzo della guerra come strumento di risoluzione delle dispute internazionali, è una questione che divide il Giappone.
I sostenitori dell’articolo lo considerano il fondamento della democrazia post bellica, tuttavia molti conservatori lo interpretano come un’umiliazione, imposta dopo la sconfitta nella Seconda Guerra mondiale.
Modificare l’articolo solleverebbe anche preoccupazioni in Cina e in Corea del Sud, dove è ancora ben presente il ricordo amaro del conflitto.
La proposta di Abe prevede il mantenimento delle due clausole dell’Art. 9 in cui si rinuncia all’utilizzo della guerra e che prevedono l’eliminazione delle forze di aria, terra e mare, e l’aggiunta di una clausola che legittimi le FDA.
L’impatto di una tale modifica è ampiamente discusso. Chi la propone sostiene che si limiterebbe ad aggiungere nella Costituzione delle policy già esistenti, mentre i critici ritengono che potrebbe aprire a un possibile maggior coinvolgimento militare oltremare.

La popolarità di Abe è calata in seguito ai presunti favori compiuti per aiutare il business di un amico e alla percezione di molti elettori secondo cui lui e i suoi consiglieri sono diventati arroganti.
Il primo ministro riorganizzerà il gabinetto il prossimo mese per cercare di riottenere parte del sostegno perso, tuttavia Funada ha dichiarato che l’impatto del cambio di personale sarà probabilmente limitato.
“A meno che non cambi il suo atteggiamento e la sua mentalità, le cose non miglioreranno,” ha dichiarato Funada. Secondo Funada, l’apparente tentativo di Abe di concludere la cosa mentre è al potere sta rendendo il lavoro della task force del partito ancora più difficile.
Abe è così deciso a raggiungere il proprio obiettivo in parte perché sfuggì a suo nonno, un conservatore che fu costretto a dare le dimissioni da primo ministro nel 1960 in seguito alla rabbia popolare per l’accordo sulla sicurezza tra il Giappone e gli Stati Uniti.
Fino a qualche tempo fa, Abe era il favorito nella vittoria del terzo triennio da leader del PLD, e quindi come Primo Ministro, quando l’attuale periodo al potere terminerà a settembre 2018, tuttavia ora è tutto più incerto.
“Il suo desiderio di cercare di modificare la Costituzione mentre è Primo Ministro e se possibile, riuscirci, sta avendo la precedenza e inizia ad essere ovvio,” ha dichiarato Funada. “Siamo in difficoltà.”

Fonte: Japan Times
Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2017/07/14/national/politics-diplomacy/abes-sinking-popularity-may-thwart-quest-revise-constitutions-article-9/#.WW4q84jyjIU

15 Luglio, Corea del Sud – La Corea del Nord risponde cautamente all’iniziativa di pace di Moon

Sabato la Corea del Nord ha rilasciato una cauta risposta alla recente proposta per un riavvicinamento transfrontaliero del Presidente Moon Jae-in, definendola un “sofisma” ma esprimendo sollievo nel constatare che Seul chieda il rispetto delle passate dichiarazioni comuni.

Nella sua prima reazione all’iniziativa che Moon ha annunciato a Berlino lo scorso giovedì, il Rodong Sinmun, il principale giornale del Nord, ha stilato una lunga risposta punto per punto – piuttosto che pubblicare un brusco rifiuto – e i funzionari di Seul ritengono che possa essere un segnale dell’interesse di Pyongyang alla proposta.
Il giornale ha affidato il proprio comunicato al commento di uno scrittore privato, e gli osservatori pensano possa indicare gli sforzi dello stato recluso nel cercare di non rovinare il potenziale momento favorevole per migliorare i rapporti tra le due coree.

“Il contenuto generale, enumerato sotto il nome di pace, contiene intenzioni provocatorie per domare il suo vicino attraverso il sostegno di forze straniere,” si legge nel documento.
“(L’iniziativa) è pervasa di sofismi come parlare nel sonno, che pongono solamente ulteriori difficoltà piuttosto che aiutare a migliorare le relazioni tra il Nord e il Sud,” aggiunge.

Durante la sua visita nella capitale tedesca per partecipare al summit del G20, Moon ha annunciato l’iniziativa attraverso la quale Seul perseguirà la denuclearizzazione di Pyongyang grazie a garanzie di sicurezza, e incentivi economici e diplomatici, mentre cercherà di raggiungere un trattato di pace e abbandonerà completamente l’idea di un’unificazione forzata.

Nel commento, il documento sottolinea che è “un sollievo” che Moon abbia incluso l’impegno del suo governo a rispettare le storiche dichiarazioni congiunte che sono state firmate durante gli incontri intra-coreani nel 2000 e nel 2007. Le dichiarazioni hanno l’obiettivo di migliorare la cooperazione transfrontaliera, gli scambi e la riconciliazione.
“è un sollievo che l’impegno ad onorare e mettere in pratica la dichiarazione del 15 giugno 2000 e quella del 4 ottobre 2007 siano state incluse (nell’iniziativa) – una posizione differente rispetto ai suoi predecessori (conservatori),” si legge nel documento.
Affrontando la citazione di Moon sulla lezione impartita dal processo di unificazione tedesco, il giornale lo denuncia come un tipico processo di unificazione da assorbimento.
“Quel (processo di unificazione) sarebbe anch’esso una completa negazione di tali dichiarazioni,” afferma il documento.

Il giornale del Nord ha anche respinto la richiesta di Moon di riaprire il dialogo e la cooperazione bilaterale, richiedendo un “deciso cambio nelle policy e nell’atteggiamento.”
Facendo riferimento alle proposte di Moon sulla riunificazione delle famiglie separate dalla Guerra di Corea del 1950-1950 e sulla cooperazione nel settore civile, il giornale ha scritto non possono esserci scambi non politici quando la questione fondamentale del confronto transfrontaliero rimane non menzionata o irrisolta.
Ha anche fatto presente che l’iniziativa è stata espressa su suolo straniero.
“Non ha senso che (il presidente) abbia affrontato queste questioni cruciali – che noi, coreani, dovremmo risolvere – davanti a stranieri con pelli di colore diverso, e con i quali non condividiamo la stessa lingua,” si legge.

Un funzionario di Seul ha dichiarato che le questioni sollevate dal Nord potrebbero far parte dell’agenda del futuro dialogo intra-coreano.
“Se il Nord non è interessato all’iniziativa di Berlino, l’avrebbe semplicemente rifiutata bruscamente…La posizione del Nord indica il suo interesse nella politica del Presidente Moon Jae-in e nell’iniziativa,” ha dichiarato il funzionario in maniera anonima.

Fonte: Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/07/103_233047.html

16 Luglio, Corea del Sud – “Non c’è un dopo. Cambiamo ora.” La parata omosessuale guadagna seguito come movimento anti-discriminatorio

I partecipanti al festival gay di quest’anno si sono uniti e hanno richiesto eguaglianza e l’aumento degli standard sui diritti umani della nazione attraverso l’abolizione della discriminazione.

Il 18° Festival della Cultura Gay della Corea (KQCF), tenutosi nella Seul Plaza questo sabato, ha visto la partecipazione di più di 100 bancarelle, gestite da gruppi per i diritti umani, ambasciatori, compagnie e club universitari che sostengono le minoranze sessuali definite LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). All’evento hanno partecipato in più di 70.000 persone, un record per l’evento annuale, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori. Gli organizzatori trasmetteranno anche dei film omosessuali a partire da giovedì per quattro giorni.

La Commissione Nazionale sui Diritti Umani (NHRC), la prima agenzia governativa ad aver mai preso parte all’evento, ha dichiarato che parteciperà anche l’anno prossimo.
Il comitato per i diritti umani ha dichiarato che rafforzerà gli sforzi per fermare il diffondersi della disinformazione riguardo la falsa relazione tra l’omosessualità e l’HIV AIDS. Questa convinzione sbagliata è la base ideologica dei gruppi cristiani di estrema destra che si oppongono all’omosessualità, mentre i dati identificano “il sesso non protetto” come causa dell’infezione.

Le ambasciate di Stati Uniti, Francia, Germania, Canada, Austria, Svezia e Finlandia hanno dichiarato il proprio sostegno all’evento annuale per aver aumentato la consapevolezza sulla questione dei diritti umani.

Alcuni gruppi religiosi, inclusi cristiani e buddisti, hanno partecipato alla manifestazione affermando che le loro religioni insegnano l’amore e la comprensione. Hanno aggiunto che la persecuzione, o la discriminazione di qualsiasi gruppo non è la corretta interpretazione della parola delle loro figure religiose.

I funzionari dell’Ordine Jogye del Buddismo Coreano hanno dichiarato che l’evento è importante poiché offre una valvola di sfogo per le voci più oppresse della società.
Secondo un rappresentante del gruppo, la discriminazione sulla base dell’aspetto esteriore è solo un basso tentativo che fallisce nel riconoscere la vera bellezza di una persona.
Ad un banco adornato con uno striscione che recitava “il mondo senza discriminazioni è il mondo di Buddha,” i rappresentanti di Jogye hanno accolto i gruppi LGBT e parlato delle loro difficoltà.

Un gruppo di progressisti cristiani ha anche aggiunto che la Bibbia ha molteplici riferimenti contro la discriminazione.
“La Bibbia ci insegna ad amare e mostrare compassione l’uno verso l’altro,” avrebbe detto un pastore secondo la Yonhap News Agency. “In Dio, siamo uno solo. Non dovremmo perseguire nessun gruppo particolare perché questo va contro l’insegnamento di Dio.”

Per contro, gruppi cristiani di estrema destra hanno organizzato una protesta affermando che l’omosessualità è una malattia che va curata.
I gruppi affermano che la società dovrebbe eliminare le promiscue e depravate attività sessuali poiché la Corea è un paese confuciano conosciuto per la sua educazione e per i suoi alti standard morali.
Hanno dichiarato che non tollererebbero i tentativi dei paesi occidentali di normalizzare o addirittura glorificare quello che loro considerano un atto sessuale deviante di una minoranza.

Fonte: Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/07/281_233073.html

Feautured Image Source: Wikimedia

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