Rassegna settimanale 22-28 maggio: Giappone e Corea del Sud

22 maggio, Giappone – Sei giapponesi arrestati in Cina per “attività illegali”

Il Capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha confermato che a marzo le autorità cinesi hanno arrestato sei uomini giapponesi; cresce l’ipotesi che siano stati fermati per sospetto spionaggio.

“Siamo stati avvisati dalla Cina che tre uomini giapponesi per provincia, sei in totale, sono stati arrestati a marzo dalle autorità cinesi nelle Province di Shandong e Hainan,” ha dichiarato Suga durante una conferenza stampa a Tokyo.

Entrambe le province ospitano grandi basi militari cinesi.

“Stiamo fornendo loro il supporto appropriato attraverso le sedi diplomatiche estere così da poter proteggere i cittadini giapponesi,” ha aggiunto Suga.

Quattro degli uomini, di età compresa tra i 20 e i 70 anni, sono impiegati della NC Geophysical Survey Co., una compagnia giapponese che ha sede a Funabashi, a circa 20 km da Tokyo, verso est.

La compagnia ha detto che ritiene che i quattro uomini non abbiano fatto nulla di sbagliato e che i Ministero degli Esteri giapponese li ha rassicurati sulle loro buone condizioni di salute.

La compagnia ha rivelato che negli ultimi 10 anni hanno svolto numerose ricerche geologiche in Cina e che i quattro uomini hanno preso parte a queste ricerche diverse volte.

Il Ministero degli Esteri cinese ha confermato la notizia lunedì, dichiarando che i sei erano detenuti per sospette “attività illegali”.

La portavoce Hua Chunying durante una conferenza stampa regolare ha dichiarato che le autorità consolari giapponesi erano state avvisate delle indagini.

“Da quello che ho capito, il dipartimento cinese di competenza sta, in ottemperanza delle leggi, indagando su sei cittadini giapponesi sospettati di aver portato avanti delle attività illegali in Cina,” ha dichiarato Hua. Ha rifiutato ulteriori commenti.

Una fonte informata dei fatti ha detto che i tre uomini detenuti nella provincia di Hainan hanno tra i 20 e i 50 anni, e sono sospettati di essere una minaccia per la sicurezza nazionale. Il trio è arrivato nella provincia a fine marzo per un lavoro di sviluppo delle sorgenti termali.

Dal 2015 le autorità cinesi hanno trattenuto almeno cinque giapponesi sospettando che fossero delle spie. I tribunali hanno già iniziato le udienze per quattro dei detenuti. Secondo la legge cinesi, la massima pena per lo spionaggio è la morte.

A partire da quattro anni fa, quando Xi Jinping è diventato Presidente, la Cina ha inasprito la sorveglianza delle organizzazioni e degli individui stranieri in nome della sicurezza nazionale.

Diversi cittadini di altre nazionalità sono stati arrestati in Cina, soprattutto dopo che sono entrate in vigore le leggi sul controspionaggio e sulla sicurezza nazionale, rispettivamente nel 2014 e nel 2015.

Adattandosi a questo clima, il Governo Municipale di Beijing lo scorso mese ha introdotto una nuova regolamentazione che prevede il pagamento fino a 70,000 dollari ai residenti che forniscono informazioni utili su possibili spie.

Sotto la presidenza di Xi, la Cina ha anche inasprito i controlli sugli avvocati, i giornalisti e i gruppi civili mentre al tempo stesso ha emanato leggi scritte per respingere quelle che il Partito Comunista definisce minacce interne ed esterne.

Inoltre, il New York Times domenica ha riportato che Beijing ha sistematicamente demolito gli sforzi delle spie della CIA in Cina a partire dal 2010, uccidendo o imprigionando più di una dozzina di agenti sotto copertura, colpendo duramente l’intelligence americana in Cina.

Il Times, citando 10 agenti ed ex agenti che hanno accettato di parlare sotto anonimato, ha descritto la falla nell’intelligence come la peggiore degli ultimi decenni.

Fonte: Japan Times,  http://www.japantimes.co.jp/news/2017/05/22/national/six-japanese-held-china-illegal-activities/

23 maggio, Corea del Sud  – L’ex Presidente nega tutte le accuse durante la prima udienza

Martedì l’ex presidente Park Geun-hye ha negato tutte le accuse a suo carico durante la prima udienza per lo scandalo di corruzione che ha portato alla sua rimozione dall’ufficio a marzo.

Il mese scorso l’ex Presidente è stata incriminata per corruzione, abuso di potere, coercizione e diffusione di segreti governativi nell’ambito di 18 crimini sospettati.

Park, ammanettata e vestita con un completo blue navy, è arrivata al Tribunale del Distretto Centrale di Seul scortata dagli agenti carcerari. È stata la sua prima apparizione pubblica da quando è stata arrestata il 31 marzo.

Alle 10 del mattino ha fatto il suo ingresso solenne nell’aula, senza le manette. È andata direttamente al banco e ha chinato lievemente il capo verso un gruppo di avvocati ma non si è girata quando Choi Soon-sil, amica della Park e fulcro dello scandalo, si è seduta al banco. L’aula del tribunale era piena di cittadini e giornalisti.

Anche il Presidente del Gruppo Lotte era presente in aula per essere sottoposto a processo insieme all’ex Presidente.

“La difesa, inclusa l’ex Presidente Park Geun-hye, hanno ignorato le dovute procedure legali e hanno danneggiato la sovranità del popolo e lo stato di diritto per ottenere un profitto personale,” ha dichiarato un procuratore. “Faremo del nostro meglio per provare (le accuse) in modo da scoprire del tutto la verità sul caso.”

L’avvocato della Park, Yoo Yeong-ha, ha dichiarato che le accuse depositate dall’accusa sono basate su “inferenza e immaginazione, e non su prove affidabili.”

“La maggior parte delle prove presentate dalla procura sono articoli di informazione. Vorrei chiedere da quando la procura ha iniziato ad utilizzare articoli di informazione come prove in un caso penale,” ha detto.

Park ha dichiarato, “la mia posizione è quella dei miei avvocati.”

Il processo è stato condotto da tre giudici, guidati dal Giudice Kim Se-yun che è giudice anche del processo della Choi.

Una delle accuse più gravi contro Park è che ha chiesto o sollecitato tangenti per un valore di 59.2 miliardi di won (52 milioni di dollari) a tre grandi aziende – Samsung, Lotte e SK – per sé stessa o per la sua amica Choi. Se giudicata colpevole potrebbe andare incontro a una pena da 10 anni all’ergastolo.

È in corso anche il processo del leader de facto della Samsung, Lee Jae-yong dopo che fu incriminato a febbraio.

Altre questioni importanti includono la creazione e il mantenimento di una lista nera di artisti considerati critici del governo e la pressione fatta su alcune aziende locali affinché donassero miliardi di won a due fondazioni di dubbia origine, presumibilmente controllate da Choi.

I procuratori sospettano anche che l’ex presidente abbia fatto pressioni sulle imprese locali affinché firmassero contratti di lavoro con le compagnie della Choi.

Park è il terzo presidente del Paese ad essere indiziato per corruzione dopo Chun Doo-hwan e Roh Tae-woo che furono processati e dichiarati colpevoli nel 1996-97.

Si ritiene che la corte emetterà il verdetto prima dello scadere del periodo di detenzione della Park che scadrà a sei mesi dall’iscrizione nel registro degli indagati, avvenuta il 17 aprile.

La sua seconda udienza è programmata per giovedì. La corte prevede di tenere udienza ogni due-tre giorni alla settimana per rivedere le prove e interrogare i testimoni.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/251_229828.html

24 maggio, Giappone – Dozzine di governi locali da tutto il Giappone esprimono preoccupazione per la legge anti-cospirazione

Mentre la dibattuta (ora anche a livello internazionale) legge sulla criminalizzazione delle associazioni a delinquere affronta una dura opposizione in parlamento, dozzine di governi locali esprimono la loro preoccupazione, mettendo in guardia sulle possibili violazioni dei diritti umani e la nascita di uno stato di sorveglianza.

Da marzo, circa 50 governi locali da Hokkaido a Okinawa hanno rilasciato delle risoluzioni o dichiarazioni che si oppongono alla legge anti- cospirazione, che punta a correggere l’attuale legge sul crimine organizzato e le attività criminali che il governo considera preparatori all’attuazione di veri e propri crimini.

La maggior parte dei governi che stanno esprimendo la propria preoccupazione sono piccole città o assemblee di villaggi. Tuttavia, anche città nelle prefetture di Hokkaido, Iwate, Fukushima, Kyoto, Nagano, Kochi e Fukuoka hanno aggiunto il loro sostegno contro la legislazione.

Almeno una dozzina di metropoli, città e villaggi della Prefettura di Nagano hanno annunciato la loro opposizione alla legge, mentre altre due hanno espresso cautela fino a che non verranno affrontate le possibili violazioni della libertà personali. Chikuma, una città di circa 61,000 abitanti, si oppone alla nuova legge e ha elencato alcune ragioni per cui i locali sono preoccupati.

“I tentativi di criminalizzare i preparativi per il “terrorismo” sono già stati respinti in tre altre occasioni dalla Dieta a causa della forte opposizione da parte del popolo. Nonostante questo, l’amministrazione del Primo Ministro Shinzo Abe punta a far passare la legge sulla “cospirazione” il più velocemente possibile con la scusa di una politica contro il terrorismo in previsione delle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Tokyo del 2020,” afferma una dichiarazione di Chikuma.

“Le definizioni di ‘gruppi criminali organizzati’, ‘attività preparatorie’ e ‘terrorismo’ presentate nella legge sono deboli, e non è chiaro se l’ambito di applicazione della legge sia sufficientemente limitato. È possibile che la legge venga interpretata più genericamente. Non è cambiato nulla, c’è ancora il pericolo che gli investigatori violino i diritti umani fondamentali arbitrariamente nell’applicazione della legge,” aggiunge.

Oshu, città di circa 120.000 abitanti nella Prefettura di Iwate, ha anche criticato le ragioni per cui il governo desidera questa legge e mette in guardia sull’incremento della sorveglianza informatica.

“Il governo continua a ripetere che ‘le persone comuni non saranno prese di mira’, ‘le attività preparatorie saranno limitate all’ambito di applicazione’, ‘a meno che non emaniamo la legge sulla cospirazione non potremo ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sul Crimine Organizzato Transnazionale’, ‘senza la legge, non possiamo combattere il terrorismo, e non possiamo ospitare le Olimpiadi e le Paraolimpiadi’. Tuttavia è già chiaro, che queste sono tutte bugie e raggiri,” si legge nella dichiarazione della città rilasciata il 24 marzo.

Nonostante non si siano direttamente opposte alla legge e ne abbiano chiesto il ritiro, le assemblee delle prefetture di Mie e Miyazaki hanno rilasciato delle dichiarazioni in cui chiedono di agire con molta cautela durante le delibere della Dieta.

“Il dibattito riguarda l’emanazione di una nuova legge per affrontare le preparazioni ad un attacco terroristico, tuttavia nelle leggi attuali ci sono già dei mezzi con cui si possono affrontare le attività preparatorie collegate al terrorismo,” si legge nella dichiarazione della Prefettura di Mie. “La logica e la necessità di generalizzare una nuova legge che criminalizzi e attività preparatorie al terrorismo devono essere chiarite.”

Fonte: Japan Times,  http://www.japantimes.co.jp/news/2017/05/24/national/politics-diplomacy/dozens-local-governments-across-japan-voice-concerns-conspiracy-bill/#.WS1vZmiLTIU

25 maggio, Corea del Sud – La candidata al Ministero degli Esteri: gli aiuti umanitari alla Corea del Nord dovrebbero essere incondizionati

Kang Kyu-wha, la  candidata scelta del Presidente Moon Jae-in per il Ministero degli Esteri, giovedì ha dichiarato che gli aiuti umanitari alla Corea del Nord dovrebbero essere elargiti senza alcuna condizione.

Nonostante questo, ha aggiunto che bisognerà adottare “misure severe” contro Pyongyang in caso continuasse con le sue provocazioni militari.

La sua opinione è in linea con la strategia di Moon di utilizzare contemporaneamente le sanzioni e il dialogo per risolvere la questione nucleare nord coreana.

“Gli aiuti umanitari a coloro che soffrono sono collegati a valori universali e dovrebbero essere gestiti separatamente dalle considerazioni politiche,” ha dichiarato Kang ai giornalisti non appena giunta all’aeroporto internazionale di Incheon. “Questo è anche un principio delle Nazioni Unite e penso che noi dovremmo seguirlo.”

Tuttavia, ha detto che saranno necessarie “sanzioni più forti” in caso ci siano ulteriori provocazioni.

Le fonti diplomatiche immaginano che le sue idee sulla Corea del Nord siano state influenzate dalla sua esperienza alle Nazioni Unite.

Quando Moon l’ha nominata come suo  Ministro degli esteri, Kang era al servizio del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres come consigliere anziano.

Kang si è costruita la carriera alle Nazioni Unite ricoprendo il ruolo di assistente segretario – generale presso l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari, di vice alto commissario per l’Ufficio dei Diritti Umani dell’Alta Commissione e di presidente della Commissione sullo Status delle Donne.

“Il commento della Kang riflette la discussione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in seguito agli ultimi test missilistici nord coreani del 14 e del 21 maggio,” ha dichiarato una fonte. “E’ anche in linea con la richiesta da parte di Moon di inasprire le misure contro Pyongyang mentre si cerca, al tempo stesso, di riprendere il dialogo intra-coreano.”

Kang sarà sottoposta ad un’udienza di conferma da parte dell’Assemblea Nazionale.

Nonostante abbia condannato gli ultimi lanci missilistici nord coreani, l’amministrazione Moon sta proseguendo verso la ripresa degli scambi civili tra le due Coree.

Mercoledì, la Casa Blu ha dichiarato che il Chung Ui-yong, capo dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale, sta considerando se permettere a un gruppo di attivisti dei diritti umani di Seul di visitare Pyongyang.

“Chung sembra condonare il piano,” ha dichiarato un funzionario.

Se permesso, una delegazione di 17 membri visiterà la Corea del Nord il 10 giugno per discutere questioni rilevanti con la sua controparte.

I delegati comprenderanno i parlamentari Won Hye-young del Partito Democratico di Corea e Chun Jung-bae del Partito del Popolo.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/120_230017.html

26 maggio, Giappone – Gli ultimi peacekeeper giapponesi lasciano il Sud Sudan

Gli ultimi peacekeeper giapponesi della missione delle Nazioni Unite hanno lasciato il Sud Sudan. La squadra era la prima, per il Giappone, ad avere un mandato che permettesse l’utilizzo della forza in caso servisse a proteggere i civili o lo staff delle Nazioni Unite.

A marzo il Giappone ha deciso di terminare la missione nello stato dell’Africa orientale dove è in atto una guerra civile da quattro anni.

La squadra di 350 membri è arrivata a novembre 2016 e si è concentrata sulla costruzione di strade.

Il coinvolgimento dell’esercito giapponese oltremare è una questione delicata in patria. L’utilizzo della forza militare è limitato dalla Costituzione pacifista del dopo guerra.

Il Primo Ministro Shinzo Abe ha dichiarato che si dimetterebbe se un qualsiasi membro della squadra in Sudan del Sud fosse ucciso.

La partenza dei peacekeeper giapponesi segna anche l’interruzione del supporto internazionale al governo del Sud Sudan.

Fonte: Japan Today,  https://japantoday.com/category/national/Last-Japanese-peacekeepers-pull-out-of-South-Sudan

27 maggio, Giappone – USA e Giappone concordano nell’espandere le sanzioni contro la Corea del Nord

La Casa Bianca ha dichiarato che venerdì il Presidente americano Donald Trump e il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe hanno concordato di espandere le sanzioni contro la Corea del Nord a causa del suo continuo sviluppo di armi nucleari e missili balistici.

Nell’ultimo anno Pyongyang ha effettuato diversi test missilistici spingendo molti Paesi a chiedere che siano prese sanzioni economiche più severe in modo da spingere il paese verso lo smantellamento del suoi programmi bellici.

I consiglieri hanno dichiarato che durante l’incontro del G7, Abe e Trump hanno dedicato gran parte dei loro discorsi alla questione.

“Il Presidente Trump e il Primo ministro Abe concordano sul fatto che le loro squadre dovrebbero cooperare per rafforzare le sanzioni contro la Corea del Nord, comprendendo anche l’identificazione e la sanzione di entità che supportano il programma missilistico e nucleare della Corea del Nord,” ha dichiarato la Casa Bianca in un comunicato.

“Hanno anche deciso di rafforzare l’alleanza tra gli Stati Uniti e il Giappone per migliorare la capacità dei due paesi di impedire e difendersi dalle minacce della Corea del Nord,” si legge.

Trump ha dichiarato che impedirà a Pyongyang di colpire gli Stati Uniti con un missile nucleare, una capacità che gli esperti ritengono Pyongyang raggiungerà poco dopo il 2020.

“E’ un pensiero sempre presente nelle nostre menti…è un grave problema, un problema che riguarda il mondo e sarà risolto. A un certo punto, verrà risolto. Ci potete scommettere,” ha dichiarato Trump hai giornalisti, seduto di fianco ad Abe.

Nonostante dovesse durare solo 30 minuti, l’incontro si è prolungato per quasi un’ora, concludendosi solo qualche minuto prima dell’inizio della cerimonia di benvenuto del G7.

Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson questo mese ha chiesto ai Paesi di tutto il mondo di mettere in atto le attuali sanzioni delle Nazioni Unite contro le armi nucleari e il programma missilistico della Corea del Nord, aggiungendo che l’amministrazione americana sarebbe disposta ad utilizzare sanzioni secondarie per colpire aziende straniere che continuano a fare affari con Pyongyang.

Norio Maruyama, portavoce di Abe, ha dichiarato che il Primo ministro giapponese durante il G7 ha messo in chiaro che la comunità internazionale, compresa la Cina, deve fare pressioni sulla Corea del Nord.

Abe ha detto ai leader che “in questo momento, continuare a fare pressione è una necessità”, “la Cina ha un’influenza significativa e ricopre un ruolo importante” e  ha dichiarato che “la Cina dovrebbe ricoprire un ruolo ancora più importante,” ha dichiarato Maruyama.

La maggior parte degli scambi della Corea del Nord avvengono con la Cina, e quindi qualsiasi sanzione secondaria andrebbe a colpire aziende cinesi. Maruyama non ha specificato che tipo di sanzioni sono state prese in considerazione.

Parlando da Beijing, un funzionaro del Dipartimento di Stato americano venerdì ha dichiarato che la Cina ha realizzato che ha poco tempo per convincere la Corea del Nord attraverso il dialogo e che resta aperta a ulteriori sanzioni.

Susan Thornton, l’attuale assistente segretario per gli Affari dell’Asia Orientale e il Pacifico ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti stanno cercando di discutere con la Cina una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulle misure per ridurre i ritardi nelle risposte ad ulteriori test nucleari o ad altre provocazioni da parte del Nord.

Fonte: Japan Today, https://japantoday.com/category/politics/update-2-u.s.-japan-agree-to-enhance-north-korea-sanctions-white-house

28 maggio, Corea del Sud – Il partito di governo chiede all’opposizione di confermare la nomina del Primo Ministro

Domenica il leader del Partito Democratico ha chiesto ai partiti dell’opposizione di accettare le recenti scuse dell’ufficio presidenziale e di dare la loro benedizione al nuovo candidato Primo ministro che sta affrontando delle critiche per le colpe passate della sua famiglia.

“Credo che anche la gente sia preoccupata dal fatto che il governo stia avendo difficoltà nella sua prima nomina di un funzionario governativo,” ha dichiarato l’on. Woo Won-shik ai giornalisti.

“Chiedo cortesemente ai partiti dell’opposizione di capire la posizione del Presidente per il bene di tutti e, per favore, di cooperare rilasciando una relazione sull’esito dell’udienza di conferma del candidato a Primo Ministro di Lee Nak-yon e una votazione sulla sua nomina,” ha aggiunto.

La richiesta di Woo arriva due giorni dopo il fallimento, da parte del partito di governo e delle opposizioni, nel rilasciare un resoconto congiunto sul risultato dell’udienza di conferma per Lee Nak-yon che si è tenuta la scorsa settimana.

Il Liberty Party Korea (LPK), il maggior partito d’opposizione, ha sollevato la questione della falsa registrazione di residenza della moglie di Lee mentre lavorava come insegnante, una decisione che sembra essere stata presa per poter essere assegnata a una scuola di sua scelta.

La falsa registrazione della residenza, anche se commessa da molti per diverse ragioni, secondo la legge nazionale è un reato ed è uno dei cinque misfatti che il Presidente Moon Jae-in ha personalmente denunciato come principali attività di corruzione che avrebbero precluso a chiunque la nomina a funzionario governativo.

I partiti dell’opposizione hanno chiesto delle scuse da parte del presidente per la nomina di Lee.

Venerdì, il capo dello staff di Moon, Im Jong-seok, ha cercato di offrire proprio questo, dichiarando: “Porgiamo le nostre scuse alla popolazione poiché i nostri candidati non sono all’altezza delle aspettative. Porgiamo le nostre scuse anche ai membri della commissione per la conferma e chiediamo che siano comprensivi.”

Il LKP e altri partiti hanno rifiutato di accettare le scuse, affermando che per essere vere e sinceri dovrebbero essere riportate dal presidente stesso.

“L’annuncio fatto due giorni fa dall’ufficio per la presidenza della Casa Blu riflette le sincere scuse del presidente e la sua angoscia. Attraverso il capo del suo staff, il presidente ha onestamente ammesso le difficoltà nella realtà della situazione, e ha chiesto la comprensione del popolo e dei membri del parlamento mentre si è educatamente scusato,” ha insistito Woo.

Il partito di governo ha anche offerto di riflettere maggiormente l’opinione dell’opposizione nella scelta dei nuovi ministri, proponendo di iniziare delle discussioni a tre con l’ufficio della presidenza in modo da stilare degli standard comuni per i nuovi funzionari governativi.

Non si è potuto verificare immediatamente se la proposta fosse stata approvata dall’ufficio della presidenza della Casa Blu.

In precedenza, i partiti dell’opposizione e quello di governo hanno concordato di organizzare per lunedì una votazione per la nomina di Lee come nuovo Primo ministro.

Fonte: Korea Times,  http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/356_230138.html

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