Rassegna settimanale 1-7 maggio: Giappone e Corea del Sud

1 maggio, Corea del Sud – Il Consulente per la sicurezza di Trump: gli Stati Uniti rinegozieranno il THAAD con la Corea del Sud

Domenica H.R. McMaster, Consigliere per la Sicurezza Nazionale, ha dichiarato che gli Stati Uniti rinegozieranno i termini del dispiegamento del sistema di difesa missilistico THAAD con la Corea del Sud e che, fino ad allora, si atterranno all’attuale accordo secondo cui gli Stati Uniti devono pagare il sistema.

McMaster ha fatto questa dichiarazione durante un’intervista a “Fox News Sunday”, negando di aver contraddetto il Presidente Donald Trump nell’affermare che invece gli Stati Uniti avrebbero pagato per il THAAD quando ne parlò al telefono con la sua controparte sud coreana, Kim Kwan-jin.

La telefonata è avvenuta dopo che Trump ha dichiarato che il Sud dovrebbe pagare 1 miliardo di dollari per il sistema. La richiesta ha sollevato una tempesta in Corea del Sud poiché va contro l’accordo di dispiegamento secondo cui gli Stati Uniti si sono impegnati a pagare per il sistema in cambio dell’impegno di Seul a ospitarlo sul suo territorio.

“Sapete, l’ultima cosa che farei è contraddire il Presidente degli Stati Uniti. Infatti non è successo. Quello che ho detto alla mia controparte sud coreana è che fino alla rinegoziazione, l’accordo resta valido. Manterremo la parola,” ha dichiarato McMaster.

“Quello che ci ha chiesto di fare il presidente è di prendere in considerazione tutte le nostre alleanze e di stabilire responsabilità e oneri condivisi appropriati. Stiamo cercando di farlo con il nostro importante alleato, la Corea del Sud. Lo stiamo facendo anche con la NATO,” ha dichiarato. “E grazie alla leadership del nostro presidente, sempre più nazioni stanno contribuendo alla nostra difesa collettiva.”

[…]

“Quello che ha detto il presidente è che darà priorità alla sicurezza e agli interessi dei cittadini americani. E per farlo, abbiamo bisogno di forti alleanze. Ma per poterlo fare con efficienza, e in modo che sia economicamente sostenibile, abbiamo bisogno che tutti paghino al loro quota,” ha detto.

Precedentemente, l’ufficio del consigliere sud coreano per la sicurezza nazionale Kim aveva rilasciato un comunicato sulla chiamata con McMaster, ma esso menzionava alcuna “rinegoziazione”, semplicemente ripeteva che le due parti avevano riaffermato il precedente accordo.

[…]

Fonte: Korea Times,  http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/205_228573.html

2 maggio, Giappone – Minaccia nord coreana: il Giappone chiede di rinforzare il Trattato sulla Non-proliferazione nucleare

Martedì il Ministro degli Esteri Fumio Kishida ha chiesto alla comunità internazionale di rafforzare il regime di non proliferazione nucleare, facendo riferimento alla crescente minaccia posta dai programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord.

Prendendo parte alla commissione di preparazione per la conferenza di revisione del trattato che si terrànel 2020 a Vienna – è il primo Ministro degli Esteri giapponese a partecipare – Kishida ha anche chiesto che vi sia collaborazione tra stati non nucleari e stati nucleari per prevenire la diffusione delle armi nucleari.

“La Corea del Nord ha condotto due test nucleari e lanciato più di 30 missili dall’anno scorso. Il suo sviluppo nucleare e missilistico ha raggiunto un nuovo livello e pone una minaccia reale alla regione e, oltre, all’intera comunità internazionale,” ha dichiarato Kishida alla commissione.

Kishida, un parlamentare della Casa dei Rappresentanti proveniente da Hiroshima, che fu devastata da una bomba atomica americana nel 1945, ha condannato l’aggressivo sviluppo nucleare nord coreano definendolo “una sfida” al disarmo e al regime di non proliferazione del trattato.

Gli sforzi verso un mondo libero dalle armi nucleare dovrebbero essere “realizzati in maniera realistica, prendendo in considerazione le condizioni di sicurezza che si stanno aggravando sempre più, inclusa quella della Corea del Nord.”

La prima sessione della commissione ha visto ancora una volta i paesi divisi sulla possibilità di un trattato separato per vietare completamente le armi nucleari.

Il Giappone ha dichiarato che aspira a un mondo libero dalle armi nucleari ma non parteciperà ai negoziati delle Nazioni Unite per un trattato sul divieto che si terranno a marzo, così come i cinque stati riconosciuti come “nucleari” – Inghilterra, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti.

Riguardo ai negoziati, Kishida ha detto alla commissione che aumenterebbero ulteriormente il divario tra gli stati nucleari e quelli non, chiedendo che venga adottato un approccio graduale all’eliminazione delle armi nucleari, definendolo più realistico.

La decisione del governo, che rispecchia la dipendenza dall’ombrello nucleare americano, ha scatenando diverse critiche da parte dei sopravvissuti alle bombe di Hiroshima e Nagasaki, che consideravamo i primi negoziati ONU su un trattato del genere come un passo avanti verso un mondo libero da armi nucleari.

Gli Stati Uniti ribadiscono la paura del Giappone riguardo alla crescente minaccia nord coreana. “I ben intenzionati sforzi diplomatici che sono stati fatti negli ultimi 20 anni per i programmi della RPDC sono falliti,” ha dichiarato alla commissione Robert Wood, rappresentante permanente degli Stati Uniti alla Commissione per il Disarmo, utilizzando l’acronimo formale della Corea del Nord, la Repubblica Popolare Democratica di Corea.

“La minaccia di un attacco nord coreano a Seoul o Tokyo è reale, ed è solo una questione di tempo prima che la RPDC sviluppi la capacità di colpire gli Stati Uniti,” ha detto Wood.

Con gli stati nucleari che ritengono che un trattato sulla messa al bando delle armi nucleari possa minacciare il regime di non proliferazione del TNP, molti partecipanti – incluso il Messico, che guida gli sforzi per bandire le armi nucleari – non pensano di dover discutere di questo durante la sessione della commissione preparatoria del 12 maggio, sperando di poter fare dei progressi sulla conferenza per la revisione.

L’Ambasciatore messicano in Austria Alicia Buenrostro durante una recente intervista ha detto che ci sono “punti e spirito in comune” per far sì che la commissione preparatoria del 2017 “funzioni davvero” attraverso un “procedimento più trasparente ed equilibrato.”

Ci si aspetta che alcuni membri che sostengono un trattato sul bando delle armi controbattano dicendo che invece sarebbe in linea con il TNP, secondo il quale le potenze nucleari dovrebbero lavorare insieme verso il disarmo dei loro arsenali nucleari.

Buenrostro ha detto che secondo il Messico, gli Stati nucleari dovrebbero mostrarsi più inclini al disarmo.

La commissione del 2015 è andata in pezzi, dato che le parti non riuscirono a trovare un accordo comune, principalmente per via di uno screzio tra gli Stati Uniti e i paesi Arabi sugli sforzi necessari per disarmare Israele, che non fa parte del TNP.

Il documento avrebbe dovuto stilare delle linee guida per i prossimi cinque anni.

Fonte: Japan Times,  http://www.japantimes.co.jp/news/2017/05/02/national/japan-calls-stronger-nuclear-non-proliferation-treaty-amid-north-korea-threat/#.WRCG7-WLTIU

3 maggio, Giappone – Funzionario del Pentagono insinua che Washington sia aperta alle capacità di contrattacco giapponesi

L’ex Ministro della Difesa giapponese Itsunori Onodera ha dichiarato che un funzionario anziano del Dipartimento della Difesa americano martedì sembra aver silenziosamente dato l’assenso di Washington alla proposta del Partito Liberal Democratico di permettere al Giappone di lanciare dei contrattacchi alle basi nemiche per auto-difesa.

Onodera sembra aver ricevuto questa risposta quando stava mettendo al corrente il funzionario del Pentagono a Washington. La proposta è stata abbozzata dal partito di governo giapponese come parte degli sforzi per rafforzare la difesa missilistica del paese. È stata inviata al Primo Ministor Shinzo Abe il 30 marzo.

Membro chiave della Commissione sulla Ricerca per la Sicurezza del PLD, Onodera ha dichiarato che acquisire la capacità di contrattaccare permetterebbe al Giappone di aumentare il suo potere di dissuasione contro le aggressioni della Corea del Nord.

“L’esercito del Giappone e degli Stati Uniti contrattaccherebbero immediatamente in caso di un lancio missilistico verso il Giappone, uno scenario che farebbe esitare la Corea del Nord dal lanciare un attacco.”

Il risultato della riunione di Washington potrebbe dar vita a un dibattito all’interno del governo di Abe su come adottare formalmente il diritto al contro attacco, che è stato finora respinto nonostante una possibilità simile è stata comunque pensata come misura di auto-difesa dalla Costituzione post-bellica.

La capacità di contrattaccare è sotto discussione come strumento di deterrenza contro lo sviluppo aggressivo nord coreano di armi nucleari e missili balistici. L’amministrazione dell’ex presidente americano Barack Obama era contraria a questa possibilità, poiché rischierebbe di provocare la Cina e la Corea del Sud.

L’amministrazione del Presidente Donald Trump, tuttavia, ha ben accolto la possibilità di far giocare un ruolo maggiore nella sicurezza regionale alle Forze di Auto Difesa del Giappone.

Il Dipartimento di Stato si è rifiutato di commentare sulla proposta del PLD, dicendo solo, “Ci consultiamo spesso con il Giappone sui ruoli, missioni e capacità delle nostre rispettive forze per far sì che la nostra alleanza sia sempre pronta a portare avanti la missione di proteggere il Giappone e mantenere la pace e la stabilità nella regione.”

Parlando a un simposio a Wasghinton, martedì Onodera ha detto che l’adozione della capacità di contrattacco sarebbe difficile senza il supporto vincente di paesi come gli Stati Uniti e la Corea del Sud.

Una priorità più importante per il Giappone sarebbe, secondo lui, l’introduzione di un sistema di difesa terrestre anti-missile e altre risorse militari all’avanguardia.

Il parlamentare del PLD ha detto che si aspetta che il governo consideri con cautela qualsiasi cambiamento di posizione riguardo al diritto di contrattacco, che, secondo lui, sarebbe sempre “di supporto” alle capacità americane.

Facendo riferimento ai progressi nella tecnologia missilistica nord coreana, Randall Schriver, ex vice assistente segretario di stato americano per gli Affari dell’Asia orientale e del Pacifico, ha detto: “Posso capire come mai i giapponesi vorrebbero acquisire questa capacità.”

“Se il Giappone seguirà questa strada, dovrà anche capire la necessità di coordinare l’alleanza e la necessità di specificare i suoi intenti, e quale sarebbe la loro dottrina, e come possiamo adattarci in quanto alleati,” ha detto.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/05/03/national/politics-diplomacy/pentagon-official-acknowledges-basis-ldps-strike-capability-plan/#.WRCU1eWLTIU

4 maggio, Corea del Sud – [Elezioni 2017] Alta affluenza per il voto anticipato

Giovedì, primo dei due giorni di voto anticipato, più di 4.7 milioni di persone hanno votato per le elezioni presidenziali del 9 maggio.

Secondo la Commissione Nazionale per le Elezioni (CNE), in attesa del voto di molte altre persone oggi, l’affluenza generale molto probabilmente sarà la maggiore da quando è stato introdotto il voto anticipato nel 2014.

L’affluenza di oggi equivale all’11.7% di tutto l’elettorato, più del doppio rispetto alle elezioni generali del 2016 e delle elezioni locali del 2014.

Il CNE si aspetta che la percentuale salga, entro la giornata, ad oltre il 20%. Stima che l’affluenza generale possa superare l’80% al 9 maggio.

Secondo gli analisti l’alto tasso di affluenza rispecchia l’entusiasmo degli elettori di dover scegliere il “giusto” leader dopo la rimozione dell’ex Presidente Park Geun-hye per via del suo coinvolgimento nello scandalo di corruzione.

Guardando alle regioni, la Provincia di Jeolla Sud ha avuto l’affluenza maggiore con il 16.76%, seguita da Sejong con il 15.87%, Gwangju con il 15.66% e la Provincia di Jeolla Nord con il 15.06%. Daegu ha avuto l’affluenza minore fermandosi al 9.67%.

Tra i 3,507 elettori che si sono presentati ai seggi di tutta la Corea, c’erano turisti coreani che viaggiavano in patria o all’estero, studenti universitari, soldati che prestano servizio entro la Zona Demilitarizzata (DMZ) e reclute dei centri di addestramento.

Scortati dalla polizia, anche i criminali sospettati e detenuti nelle stazioni di polizia hanno avuto il permesso di recarsi al seggio più vicino per votare.

Le famiglie delle nove persone ancora non rinvenute dalla tragedia del Sewol del 2014 hanno votato a Mokpo, nella Provincia di Jeolla Sud, dove è conservato il relitto del traghetto per la ricerca dei corpi.

Diversi ufficiali di campo e parlamentari Partito Democratico di Corea (PDC), del Partito per la Libertà di Corea (PLC), del Partito del Popolo, del Partito Bareun e del Partito della Giustizia hanno partecipato al voto anticipato nella speranza di raccogliere sostenitori per i rispettivi candidati.

È la prima volta che si può votare in anticipo a delle elezioni presidenziali. I 42.7 milioni di elettori, di età compresa dai 19 in su, possono votare in qualsiasi seggio se muniti di una carda di identità valida.

I seggi sono aperti dalle sei del mattino alle sei di sera.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/356_228828.html

5 maggio, Corea del Sud – CNN: la Cina ha provato ad hackerare il sistema THAAD

Secondo la CNN, degli hacker finanziati dallo stato hanno cercato di interrompere le operazioni del controverso sistema di difesa anti-missile THAAD in Corea del Sud, utilizzando come fonte degli esperti di sicurezza informatica americani.

Il canale di informazione americano ha rivelato che l’attacco informatico ha preso di mira un’organizzazione non identificata che ha dei legami con il sistema THAAD.

La Cina si è opposta con veemenza all’installazione del THAAD in Corea del Sud, affermando che il suo potente radar può penetrare nel suo territorio e mettere in pericolo la sua sicurezza.

“La Cina fa spesso ricorso allo spionaggio informatico quando gli interessi della cinesi sono a rischio, in modo da capire meglio cosa sta succedendo,” ha dichiarato alla CNN John Hultquist, direttore delle analisi di spionaggio informatico al FireEye. “Abbiamo le prove che hanno preso di mira almeno una fazione associata alla collocazione del sistema.”

Un portavoce del Ministero degli Esteri sud coreano ha ammesso che ad aprile c’è stato un tentativo di attacco informatico, ma non ha rivelato se avesse come obiettivo il sistema THAAD.

All’inizio della settimana, le Forze Americane in Corea (USFK) hanno confermato che il sistema anti-missile è operativo, circa una settimana dopo l’inizio dell’installazione del sistema sul terreno di un ex campo da golf nella città rurale di Seongju, nella Provincia di Gyeongsang Nord.

Fonte: Korea Times,  http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/205_228847.html

6 maggio, Giappone – I sindaci di Hiroshima e Nagasaki chiedono che vengano fatti progressi nei negoziati sul disarmo nucleare

Venerdì i sindaci di Hiroshima e Nagasaki hanno chiesto che vengano fatti dei progressi nelle discussioni sul disarmo nucleare all’interno del sistema del Trattato per la Non-Proliferazione Nucleare.

Il sindaco di Hiroshima Kazumi Matsui ha detto che lui e il sindaco di Nagasaki Tomihisa Taue hanno fatto questa richiesta quando hanno incontrato Henk Cor van der Kwast, presidente della Commissione Preparatoria del TNP, a lato dell’incontro della commissione a Vienna.

“Se i paesi in possesso di armi nucleari si attivassero per l’abolizione delle armi nucleari, il numero di paesi che desiderano possedere armi nucleari diminuirebbero,” ha dichiarato Matsui.

Matsui ha inoltre espresso la sua speranza di vedere van der Kwast assumere una posizione di comando nel compiere progressi verso il disarmo nucleare. Ha dichiarato che durante l’incontro con i sindaci, il presidente ha affermato che si batterà affinché vengano prodotti risultati tangibili.

La prossima conferenza di revisione del TNP, che si tiene ogni cinque anni, sarà organizzata nel 2020. L’ultimo incontro del 2015 finì senza che venisse adottato un documento comune con delle azioni per i successivi cinque anni.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/05/06/national/hiroshima-nagasaki-mayors-call-progress-nuclear-disarmament-talks/

7 maggio, Corea del Sud – La Corea del Sud invierà degli ufficiali militari nei paesi amici della Corea del Nord

Domenica degli ufficiali hanno rivelato che il Ministero per la Difesa Nazionale ha in programma di inviare degli ufficiali militari in Laos, Iran e Giordania come parte dei suoi sforzi di migliorare la cooperazione con quei paesi che hanno storicamente mantenuto rapporti con la Corea del Nord.

Gli ufficiali hanno dichiarato che il ministero sceglierà ufficiali di campo da mandare nei tre stati – uno per ciascuno – facendo notare come questa mossa abbia l’obiettivo di porre maggior pressione sul regime di Kim Jong-un, il quale continua ad andare avanti con le sue ambizioni nucleari.

Hanno aggiunto che la data esatta in cui i tre ufficiali verranno assegnati è ancora da decidere.

Il Vice Ministro Hwang In-moo ha visitato il Laos l’anno scorso, dal 29 giugno al 1° luglio, quando, assieme con la sua controparte laotiana, avevano concordato l’invio di un ufficiale militare nel paese del sud est asiatico.

Prima di tutto questo, a settembre 2015 l’ex Presidente Park Geun-hye tenne un vertice con il Re Abdullah II di Giordania a Seul per discutere su come rafforzare la cooperazione bilaterale. Park ha anche fatto la prima visita di stato in Iran a maggio dell’anno scorso e discusso delle possibili misure per la denuclearizzazione della Penisola Coreana.

“La decisione di inviare ufficiali militari in quei paesi è in linea con quanto accordato durante i diversi vertici con i leader dell’Iran e del Laos,” ha rivelato un ufficiale chiedendo di non essere identificato.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/205_228910.html

Featured Image Source: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/05/356_228828.html (articolo  del 4 maggio)

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