Rassegna settimanale 17-23 aprile: Giappone e Corea del Sud

17 aprile, Corea del Sud – L’ex Presidente Park e il Presidente del gruppo Lotte sono stati incriminati per corruzione

L’ex Presidente della Corea del Sud Park Geun-hye lunedì è stata ufficialmente incriminata per diverse accuse, tra cui corruzione, al termine delle indagini della procura sullo scandalo di clientelismo che ha portato alla sua caduta.

I procuratori hanno rivelato che l’ex Presidente è accusata di abuso di potere, coercizione, corruzione e diffusione di segreti di stato. È stata arrestata il 31 marzo.

In aggiunta all’accusa secondo cui Park avrebbe collaborato con la sua amica Choi Soon-sil nel costringere i conglomerati locali a donare un totale di 77.4 miliardi di won (68 milioni di dollari) a due fondazione no profit – Mir e K-Sports – l’ex leader è anche accusata di aver richiesto tangenti ai gruppi Lotte e SK.

Il Presidente del Gruppo Lotte Shin Dong-bin è sotto processo con l’accusa di aver “donato” 7 miliardi di won alla K-Sports, presumibilmente controllata da Choi.

Il Gruppo SK ha evitato il processo in quanto non ha dato 8.9 miliardi di won in donazioni richieste dall’ex Presidente.

I procuratori ritengono che Park abbia promesso dei favori per le offerte dei conglomerati per negozi duty-free e altri progetti d’investimento. Il gigante del commercio al dettaglio a dicembre è stato selezionato dalla Korea Custom Service (KSC) per aprire un negozio a Seul, insieme alla Hyundai e alla Shinsegae.

A quanto si dice, Park durante i cinque interrogatori in prigione ha negato tutte le accuse.

Anche Woo Byung-woo, segretario presidenziale anziano per i rapporti con i civili dal 2015 al 2016, è stato accusato per aver presumibilmente trascurato i propri doveri nel prevenire che Choi si immischiasse negli affari dello Stato e per aver abusato della sua autorità.

I procuratori hanno cercato di chiudere velocemente le indagini prima di lunedì quando inizierà la campagna elettorale per le presidenziali di maggio 9.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/04/251_227690.html

18 aprile, Corea del Sud – Le parole di Abe fomentano la paura: criticato

Il commento del Primo Ministro giapponese Shinzo Abe riguardo alla possibilità, in caso di guerra sulla Penisola Coreana, di fare controlli sui rifugiati coreani ha sollevato molte critiche in Corea.

I critici sostengono che, reagendo in maniera spropositata alle tensioni sulla penisola, stia alimentando la paura tra la popolazione giapponese e dei paesi vicini.

Durante una sessione del parlamento di lunedì, Abe ha dichiarato che il governo giapponese sta preparando le misure necessarie a gestire dei possibili rifugiati in caso di un conflitto armato sulla penisola. Il suo commento segue l’intensificarsi degli avvertimenti di Washington contro qualsiasi provocazione da parte della Corea del Nord, e per contro Pyongyang minaccia di contrattaccare contro qualsiasi utilizzo di forze militari da parte degli Stati Uniti.

Il The Japan Times ha citado Abe così: “Riteniamo che potremmo intraprendere una serie di azioni, incluso procedimenti per permettere l’atterraggio, costruire e provvedere degli alloggi, e controllare (i rifugiati) per decidere se dobbiamo proteggerli o meno.”

Il Primo Ministro ha anche aggiunto che stanno facendo piani per evacuare, in caso di guerra, i circa 60,000 giapponesi che risiedono in Corea del Sud.

Seul ha espresso disapprovazione per le parole di Abe.

“Deve trattenersi dal dire cose che potrebbero causare delle incomprensioni su una ipotetica situazione nella penisola o che potrebbe influenzare negativamente la pace e la stabilità della penisola,” ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri Cho June-hyuck durante un incontro con i media martedì.

L’11 aprile, inoltre, il Ministro degli esteri giapponesi ha postato un articolo sul suo sito in cui consiglia ai suoi connazionali che viaggiano in Corea di rimanere informati sulla situazione della penisola. Secondo Asahi Shimbum, in seguito a questo articolo il governo coreano avrebbe mandato un messaggio al Giappone attraverso canali diplomatici esprimendo preoccupazione sulle possibili cause – panico e ansia tra la popolazione – che l’articolo potrebbe avere.

Il giornale ha riportato che il governo ha risposto che l’articolo è nato dalle domande dei turisti e che voleva solo consigliare di fare attenzione alla situazione.

Anche Shigeru Ishiba, ex segretario generale del Partito Liberal Democratico del Giappone, ha chiesto che vengano fatti dei piani di evacuazione per i giapponesi in Corea perché “Seul potrebbe essere avvolta dalle fiamme.”

Ad inizio mese, l’Ambasciatore giapponese a Seul Yasumasa Nagamine è ritornato in Corea 85 giorni dopo che il governo giapponese lo aveva richiamato in patria come protesta per l’installazione di una statua che simboleggia le donne schiave del sesso durante la guerra. Riguardo al suo ritorno, Sankei Shimbun ha dichiarato che è stato ordinato in modo da iniziare piani dettagliati per proteggere i giapponesi in Corea del Sud in caso di guerra, nonostante il governo giapponese abbia dichiarato che l’ambasciatore sia tornato per raccogliere informazioni sulle elezioni del 9 maggio.

Queste osservazioni e questi report stanno agitato la popolazione giapponese, e si pensa che Abe stia sfruttando questa tensione per spostare l’attenzione del pubblico dallo scandalo di corruzione che coinvolge sua moglie Akie Abe.

[…]

Un altro sospetto è che, sfruttando Pyongyang come scusa, Tokyo stia cercando di riformare la sua Costituzione pacifista e ripristinare la piena potenza di guerra del paese.

I cittadini sud coreani hanno criticato le mosse di Abe.

“Ti approfitti della Corea visto che il tuo indice di gradimento è crollato dopo lo scandalo di tua moglie?” ha commentato su internet un cittadino.

“Queste sono le vere intenzioni del Giappone: sta aspettando che scoppi una guerra sulla penisola perché la guerra darebbe nuova linfa alla sua economia e sarebbe un’ottima scusa per rafforzare le Forze di Auto Difesa” ha detto un altro utente.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/04/120_227749.html

19 aprile, Giappone – Il Giappone permette alle donne di diventare soldati attivi

Le Forze di Auto Difesa giapponesi permetteranno alle donne di servire nelle unità di fanteria delle Forze Terresti di Auto Difesa, nei carro armati, e altri ruoli che potrebbero coinvolgerle in combattimenti diretti con nemici. Questo permetterebbe alle donne – in teoria – di poter fare domanda in tutti i campi delle FAD.

Il ministro della difesa martedì ha rivelato che nell’ambito del programma per incoraggiare le donne ad avere un ruolo più attivo, le FAD si porranno anche l’obiettivo di aumentare la percentuale di personale femminile che al momento è molto inferiore rispetto ad altre nazioni industrializzate.

“Puntiamo a rendere le FAD un’organizzazione attraente che si adatti ai tempi e all’ambiente,” ha dichiarato il Ministro della Difesa Tomomi Inada ai giornalisti.

L’iniziativa fa parte degli sforzi del governo del Primo Ministro Shinzo Abe per aumentare la partecipazione delle donne alla società dato il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione.

Inizialmente il ministero non assegnava le donne ad incarichi nelle FAD che potessero portare a combattimenti diretti o all’assistenza di truppe da combattimento, così come ad altri incarichi fisicamente pesanti.

Tuttavia ha iniziato a ridurre gradatamente i limiti a partire dal 1993 e ha lentamente continuato a eliminare le barriere.

Con questa ultima modifica, il ministero è ora in grado di assumere le donne in tutte le posizioni delle Forze di Terra, Aria e Marittime, con il solo limite di alcune posizioni per proteggere la maternità. Ad es., alcune unità speciali terrestri che potrebbero dover affrontare rischi radioattivi, e i sottomarini delle forze marittime dove lo spazio è limitato e non permetterebbe alle donne abbastanza privacy.

Fonte: Japan Today, https://japantoday.com/category/national/japan-opens-up-combat-positions-to-women-eyes-more-women-in-sdf

 

20 aprile, Corea del Sud – Trump, “la Corea faceva parte della Cina”: la Corea del Sud sta verificado la dichiazione

Il Ministro degli esteri sud coreano mercoledì ha dichiarato che sta lavorando per confermare i report secondo cui il presidente cinese Xi Jinping avrebbe detto al Presidente americano Donald Trump che la Corea “soleva far parte della Cina.”

“Stiamo lavorando per confermare queste voci attraverso diversi canali diplomatici, inclusi gli Stati Uniti e la Cina,” ha dichiarato Cho June-hyuk, portavoce del ministero, durante una conferenza stampa. “Non appena confermeremo alcuni fatti dettagliati, (il governo) risponderà di conseguenza.”

La controversia è nata quando è stato rivelato che Trump ha citato un commento che Xi avrebbe fatto durante il loro incontro del mese scorso in cui il presidente cinese affermava che la Corea “soleva far parte della Cina.”

Trump lo avrebbe riportato durante un’intervista del 12 marzo al Wall Street Journal mentre discuteva del summit. La citazione non è stata inclusa nell’articolo ma il WSJ ha poi rilasciato online l’intero testo dell’intervista.

Nel testo, Trump avrebbe commentato così le parole di Xi: “Ha poi affrontato la storia della Cina e della Corea. Non la Corea del Nord, la Corea. E sai, si parla di migliaia di anni…e molte guerre. E la Corea in realtà faceva parte della Cina.”

Non è chiaro se e in che contesto Xi lo abbia detto, non è nemmeno sicuro se sia una citazione accurata o se sia stato un errore di traduzione.

Il commento sta avendo delle forti ripercussioni in Corea del Sud e i maggiori partiti politici stanno chiedendo a gran voce che venga fatta chiarezza.

Mercoledì, il Ministro degli esteri ha ignorato il commento come storicamente incorretto e non degno di risposta.

“Che sia vero o no, la Corea non fa più parte della Cina da migliaia di anni ed è un fatto storico che la comunità internazionale riconosce e che nessuno può negare,” ha dichiarato un membro del ministero degli esteri. “Non ha senso rispondere a questo genere di storie.”

Il Ministero degli esteri cinese ha rifiutato di confermare o meno le parole di Xi.

Interrogato a riguardo durante una conferenza stampa regolare a Pechino, il portavoce del ministero degli esteri Lu Kang non ha voluto rispondere e ha solo detto, “Non c’è niente di cui i Coreani del sud debbano preoccuparsi.”

“I leader degli Stati Uniti e della Cina hanno discusso sufficientemente durante il meeting le loro visioni sulla situazione della Penisola Coreana e tutto ciò che vi è legato è già stato esposto,” ha poi aggiunto.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/04/120_227968.html

21 aprile, Giappone – Il Comitato per l’abdicazione invia il suo report finale e conferma la proposta per la legge una-tantum che permette all’Imperatore di abbandonare

Venerdì il Comitato governativo per l’abdicazione ha inviato al Primo Ministro Shinzo Abe il report finale, saltando delicate questioni politiche ma confermando la decisione della Dieta di permettere all’Imperatore Akihito di ritirarsi dopo che verrà passata una speciale legge temporanea.

Il report del comitato ha anche esposto una serie di raccomandazioni che riguardano il titolo, lo status e altri dettagli legali considerati importanti per un imperatore ritirato e il suo erede.

Per esempio, il comitato raccomanda che l’imperatore che abbia abdicato venga chiamato joko, che letteralmente significa grande imperatore, e che non debba partecipare a nessun obbligo pubblico in quanto “simbolo dello stato e dell’unità del popolo”, che è lo status dell’Imperatore secondo l’Articolo 1 della Costituzione.

Tutti quegli obblighi dovrebbero essere passati al nuovo imperatore per evitare che si divida l’autorità simbolica dello status di Imperatore, continua il rapporto.

Secondo il rapporto, il governo prevede di passare una legge speciale che si applicherà solo all’Imperatore Akihito che, durante un raro video messaggio trasmesso alla nazione attraverso la televisione lo scorso agosto, aveva fatto capire di voler abdicare perché preoccupato che la sua avanzata età gli avrebbe impedito di portare a termine i suoi doveri pubblici.

Il governo prevede di sottoporre la legge alla Dieta prima di giugno.

Tutti i maggiori partiti, compreso il partito d’opposizione, il Partito Democratico, dovrebbero sostenere la legge.

Secondo Kyodo News, la legge del governo permetterà all’Imperatore Akihito di abdicare entro tre anni dalla pubblicazione della legge. Secondo l’attuale Diritto della Casa Imperiale, l’imperatore rimane tale fino alla sua morte.

Se si ritirerà, il Principe Ereditario Naruhito gli succederà e il Principe Akishino, suo fratello minore, diverrà il prossimo principe ereditario.

Nel frattempo, la Principessa Aiko, l’unica figlia del Principe Ereditario Naruhito e della Principessa Masako, non può diventare un’imperatrice regnante perché il Diritto della Casa Imperiale permette ai soli maschi della linea imperiale di ascendere al Trono del Crisantemo.

Dopo che l’Imperatore Akihito ha fatto capire di voler abdicare, i conservatori e i liberali hanno iniziato a discutere sulla possibile revisione del Diritto della Casa Imperiale per permettere a qualsiasi futuro imperatore di abdicare per via dell’avanzata età.

Il partito di governo ha sostenuto che una simile correzione potrebbe destabilizzare il processo di successione imperiale e ha chiesto che venisse scritta una legge temporanea che si applicasse solo all’Imperatore Akihito.

Il Partito Democratico e altri partiti dell’opposizione, invece, hanno ribadito che invece bisognerebbe istituzionalizzare un sistema di abdicazione dopo la definitiva revisione della legge.

Le opposizioni, tuttavia, alla fine hanno concordato nello scrivere una legge temporanea dopo che il blocco di governo lo scorso mese ha dichiarato, in un comunicato congiunto, che la possibile abdicazione dell’Imperatore Akihito può diventare “un precedente” per i futuri imperatori.

A gennaio, il comitato sull’abdicazione ha rilasciato un rapporto preliminare in cui compilava i pro e i contro di una revisione permanente del sistema Imperiale senza però esporre delle conclusioni.

In maniera simile, nel rapporto finale di venerdì, il comitato non ha espresso alcuna opinione ma si è limitato a seguire il consenso dato a marzo dai partiti dell’opposizione e di governo.

Il comitato ha anche evitato di affrontare un’altra questione spinosa sulla sostenibilità del sistema imperiale: la mancanza di eredi maschi.

La famiglia imperiale ha un solo giovane membro maschio, il Principe Hisahito, 10 anni, mentre le sette giovani principesse sono destinate ad eventualmente perdere il loro status imperiale in caso si sposino al di fuori della famiglia.

Nell’ultimo capitolo del rapporto, il comitato fa riferimento a questa questione da lungo tempo affrontata dalla famiglia imperiale ma richiede semplicemente che sia l’opinione pubblica a discuterne.

Gli intellettuali liberali da tempo ritengono che bisognerebbe permettere a una donna di salire al trono o che ad una principessa sia permesso di mantenere lo status imperiale anche se sposa un cittadino comune.

Tuttavia, i parlamentari conservatori, in particolar modo quelli che appartengono al Partito Liberal Democratico di Abe, rimangono contrari a cambiare il sistema imperiale maschilista, ed è questo che probabilmente ha convinto il comitato a non prendere alcuna posizione su questa questione politica così delicata.

Per mantenere il sistema imperiale maschilista, alcuni parlamentari di destra hanno addirittura proposto di ridare lo status imperiale ad alcuni rami della famiglia imperiale che furono privati dei loro privilegi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/04/21/national/politics-diplomacy/abdication-panel-hands-final-report-abe/#.WQC61NLygdV

22 aprile, Giappone -I principali diplomatici di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud pianificano una discussione sulla Corea del Nord.

Fonti diplomatiche affermano che i ministeri degli esteri di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud si incontreranno entro la fine del mese per coordinare gli sforzi nel fare pressione sulla Corea del Nord.

Il Ministro degli Esteri Fumio Kishida, il Segretario di Stato americano Rex Tillerson e il Ministro degli Esteri sud coreano Yun Byung-se confermeranno il loro impegno ad appesantire le sanzioni contro la Corea del Nord se quest’ultima continuerà con le sue attività provocatorie, incluso un altro test nucleare.

Sembra che i tre paesi stiano considerano di tenere queste discussioni a lato di un ipotetico incontro ministeriale del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che si dovrebbe tenere a New York il prossimo venerdì. Questo incontro potrebbe ruotare intorno al lancio di molteplici missili balistici da parte di Pyongyang e l’aumento della tensione nella regione causato dalla minaccia di un’imminente test nucleare o di un missile balistico intercontinentale.

Sull’agenda dell’incontro del Consiglio di Sicurezza, guidato dagli Stati Uniti, ci sarà di sicuro il programma di sviluppo missilistico e nucleare della Corea del Nord, mentre le tre nazioni si incontreranno martedì a Tokyo per ulteriori discussioni.

Sabato Kishida aveva dichiarato che la Cina può giocare un ruolo molto importante nell’affrontare la questione nord coreana. Infatti, la Cina è il maggior benefattore economico e politico della Corea del Nord.

“Durante la seduta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vorremmo chiedere alla Cina” di partecipare più attivamente agli sforzi per convincere Pyongyang ad abbandonare i suoi programmi di sviluppo.

Gli Stati Uniti hanno rivelato che un gruppo di navi da combattimento verrà mandato vicino le acque della Penisola Coreana in una mossa atta, apparentemente, a mettere pressione alla Corea del Nord.

Il Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence sabato ha dichiarato che la Carl Vinson dovrebbe raggiungere il Mar del Giappone entro la fine del mese.

Durante una conferenza congiunta di Pence con il Primo Ministro australiano Malcolm Turnbull, a Sydney, Pence ha dichiarato che il governo americano ritiene che una denuclearizzazione pacifica della penisola coreana sia possibile attraverso la proposta che Washington ha fatto alla Cina.

Immagini di un satellite commerciale del 19 aprile mostrano “che la Corea del Nord sembra si stia preparando a un test nucleare,” ha dichiarato l’Istituto della John Hopkins su Stati Uniti-Corea attraverso il suo sito 38 North questo venerdì. Nella dichiarazione faceva riferimento al complesso per test nucleari di Punggye-ri nella parte nord orientale della Corea del Nord.

[…]

Fonte: Japan Times,  http://www.japantimes.co.jp/news/2017/04/22/national/politics-diplomacy/top-diplomats-japan-u-s-south-korea-plan-brainstorming-session-north-korea/#.WPzMd9qLTIU

23 aprile, Giappone – I cacciatorpedinieri giapponesi iniziano le esercitazioni con il gruppo d’attacco della Carl Vinson nel Pacifico Occidentale

Domenica il Ministro della Difesa ha rivelato che le Forze di Auto Difesa della Marina hanno iniziato le esercitazioni congiunte con la USS Carl Vinson e le altri nave americane nell’Oceano Pacifico Occidentale, accompagnando così il gruppo d’assalto verso il Mar del Giappone.

I cacciatorpedinieri delle FADM Samidare e Ashigara, partiti venerdì mattina dalla base navale Sasebo nella Prefettura di Nagasaki, hanno preso parte alle esercitazioni in seguito alle preoccupazioni per un nuovo possibile test nucleare da parte della Corea del Nord.

Un portavoce delle FADM domenica ha rivelato al Japan Times che le esercitazioni non prendono in considerazione nessun tipo di scenario di guerra specifico e che “nessun paese in particolare è stato preso in considerazione” durante le fasi di pianificazione dell’esercitazione.

L’ufficiale ha dichiarato che i cacciatorpedinieri giapponesi si eserciteranno a navigare in formazione tattica e testeranno procedure di comunicazione con le navi americane.

“Le FADM cercano sempre opportunità per condurre delle esercitazioni con la Marina americana, e consideriamo questo un buon momento” visto che la Vinson si sta dirigendo verso il Pacifico Orientale, ha commentato l’ufficiale, che però ha rifiutato di essere citato.

L’ufficiale ha dichiarato che però le FADM non hanno ancora deciso quando avrà fine l’esercitazione.

In un comunicato, la Marina americana ha rivelato che l’esercitazione si è tenuta nel Mar delle Filippine.

“Siamo sempre contenti di poter collaborare con i nostri partner giapponesi,” ha dichiarato in un comunicato il Contrammiraglio Jim Kilby, comandante del gruppo di assalto. “La relazione tra le FADM giapponesi e gli Stati Uniti non è mai stata così buona e in parte è grazie anche a queste esercitazioni bilaterali.”

Sabato sera a Washington, la Casa Bianca ha annunciato che il Presidente Donald Trump avrebbe dovuto parlare al telefono con il Primo Ministro Shinzo Abe durante la mattinata di domenica, e con il leader cinese Xi Jinping più tardi quello stesso giorno.

La Corea del Nord è stata molto probabilmente uno degli argomenti principali.

I cacciatorpedinieri delle FADM hanno tenuto altre due esercitazioni con la Vinson lo scorso mese nel Mar Cinese Orientale, tuttavia le tensioni con Pyongyang – armata nuclearmente – hanno raggiunto un nuovo picco visto che il regime martedì si prepara a festeggiare l’85esimo anniversario della fondazione dell’Armata del Popolo di Coreano.

L’anniversario si terrà meno di due settimane dopo che il Nord ha organizzato una parata militare di grande entità a Pyongyang per celebrare il 105esimo anniversario della nascita del fondatore Kim Il Sung. Storicamente, il Nord ha marcato importanti anniversari con eventi provocatori come lanci missilistici o test nucleari.

Tetsuo Kotani, ricercatore anziano all’Istituto per le Relazioni internazionali del Giappone a Tokyo, ha dichiarato che le esercitazioni congiunte sono state una delle “opzioni deterrenti flessibili” stabilite dalle linee guida di difesa tra gli Stati Uniti e il Giappone nel 2015.

“L’esercitazione congiunta punta a prevenire l’escalation involontaria della crisi attuale attraverso la dimostrazione della nostra intenzione di utilizzare la forza in caso loro decidessero di far inasprire la situazione,” ha dichiarato Kotani sulla Corea del Nord. “Questo non punta a fermare i programmi missilistici e nucleari della RPDC.

[…]

Venerdì, il Nord ha criticato il nuovo dispiegamento della Vinson – affermando che la mossa era equivalente a una promozione da parte degli americani di operazioni preventive e attacchi alla sua leadership. Il Nord ha dichiarato che qualsiasi attacco risulterebbe “nell’affondamento dell’arcipelago giapponese”.

In un comunicato esposto dai media di stato, un portavoce della Commissione Nord Coreana sulla Pace nell’Asia-Pacifico ha dichiarato che Pyongyang sta considerando “tutte le opzioni possibili”, che spaziano dalle “armi di distruzione di massa, come le bombe all’idrogeno” ai “missili balistici intercontinentali”.

“Non siamo sopresi dalla dimostrazione di forza degli Stati Uniti, mentre prende di mira nazioni più deboli senza armi nucleari…risponderemo alla guerra totale con la guerra totale,” si legge nel comunicato. “Coloro che minacciano il nostro potere centrale, la nostra vita e dignità, devono prepararsi a vedere la Corea del Sud ridotta in cenere, l’affondamento dell’arcipelago giapponese e per una grandine nucleare sul territorio degli Stati Uniti.”

Il gruppo d’assalto guidato dalla Vinson dovrebbe arrivare nel Mar del Giappone “a giorni” secondo quanto detto domenica dal Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence.

“La nostra prospettiva è che arrivi nel Mar del Giappone, in posizione, a giorni, prima della fine del mese,” ha dichiarato Pence durante una conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro australiano.

Giorni prima, c’era stata una certa confusione diffusa sull’esatta localizzazione del gruppo. La marina aveva dichiarato che in origine il gruppo avrebbe dovuto partire da Singapore verso l’Australia, ma è stata dirottata l’8 aprile, presumibilmente verso le acque della Penisola Coreana come dimostrazione di forza nei confronti del Nord.

Trump si è vantato del gruppo durante un’intervista dello scorso mese a Fox Business Network, dove lo ha descritto come “un’armata.”

“Stiamo inviando un’armata. Molto potente,” ha dichiarato. “Abbiamo sottomarini. Molto potenti. Molto più potenti della porta aerei. Questo posso dirvelo.”

Il viaggio da Singapore al Mar del Giappone avrebbe dovuto durare più di una settimana.

Tuttavia, alcune foto postate sul sito della Marina il 15 aprile mostrano la porta aerei attraversare lo Stretto di Sunda, il passaggio tra le isole indonesiane di Sumatra e Giava, a circa 5,600 km dalla Corea del Sud. È stato poi rivelato che il gruppo d’assalto stava effettivamente concludendo delle esercitazioni di allenamento con la Marina australiana.

La Casa Bianca ha negato di aver dato informazioni fuorvianti sulla posizione della Vinson. Pence, durante la conferenza stampa in diretta streaming, ha dichiarato che la decisione di mandare la Vinson verso la Penisola Coreana “è stata messa in moto qualche tempo fa.”

Venerdì, la Marina americana ha rivelato la posizione approssimativa della Vinson in un comunicato in cui annunciava che il pilota di un jet da combattimento della porta aerei era stato costretto ad effettuare l’espulsione nel Mare di Celebes, a sud delle Filippine.

Euan Graham, direttore del Programma di Sicurezza Internazionale dell’Istituto Lowy in Australia, ha dichiarato che le esercitazioni congiunte Giappone – Stati Uniti hanno permesso di riconquistare credibilità dopo la confusione sulla localizzazione della Vinson.

“E’ un’occasione tardiva per ridare qualche valore ai segnali verso Pyongyang dati dal dirottamento verso la Penisola Coreana della Vinson,” ha dichiarato.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/04/23/national/msdf-destroyers-u-s-aircraft-carrier-strike-group-kick-off-joint-exercises-western-pacific/#.WQC7DtLygdV

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