Rassegna settimanale 17-23 aprile 2017: Africa subsahariana

17 aprile 2017,   SUDAN DEL SUD – Le truppe giapponesi cominciano il ritiro

Lunedì, il Giappone ha dato inizio al ritiro delle sue truppe dalla missione ONU in Sudan del Sud, in concomitanza con l’escalation della violenza di un conflitto che assume i connotati di genocidio. Il contingente giapponese, composto da 350 militari, negli ultimi cinque anni si è occupato principalmente di aiuti nella costruzione di infrastrutture.

Le violenze in Sudan del Sud, spesso esacerbate da conflitti etnici, erano scoppiate inizialmente nel 2013, quando iniziarono gli scontri tra i sostenitori del Presidente Salva Kiir e quelli del suo avversario politico Riek Machar (deposto dalla carica di vice Presidente). Il trattato di pace del 2015 aveva posto fine agli scontri, che sono però ricominciati lo scorso luglio. I recenti episodi di violenza di massa si concentrano soprattutto nella zona equatoriale.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/us-south-sudan-war-idUSKBN17J119

 

18 aprile 2017, ETIOPIA – Morti più di 600 protestanti

Una Commissione etiope per i Diritti Umani, vicina al Governo, ha dichiarato che, dall’inizio delle proteste antigovernative nel novembre 2015, 669 persone (tra cui 63 poliziotti) sono morte in scontri tra la polizia e i manifestanti. Lo scorso anno, il Governo ha imposto lo stato di emergenza per fare fronte alla situazione che si era sviluppata nel Paese. Tra le cause delle proteste: corruzione, disoccupazione, cattiva governance.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-39619979

 

19 aprile 2017, CONGO – L’ONU trova 17 fosse comuni

Indagini dell’ONU hanno portato al ritrovamento di 17 nuove fosse comuni nel Congo centrale e hanno raccolto testimonianze di stupri e uccisioni perpetrati da soldati. Se il Governo congolese dovesse fallire nel condurre ricerche adeguate circa quanto avvenuto, avverte Zeid Ra’ad Al Hussein, UN rights chief, interverrà la Corte Internazionale di Giustizia.

Il team delle Nazioni Unite ha trovato documentazione riguardante 40 diverse fosse comuni e l’uccisione di più di 400 persone nella regione di Kasai, dove si concentrano gli scontri tra la milizia Kamuina Nsapu e le forze governative a partire dallo scorso agosto, quando le forze di sicurezza hanno ucciso il leader della militia e i suoi fedeli hanno iniziato a combattere per vendicarlo.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/us-congo-violence-idUSKBN17L16H

 

19 aprile 2017, NIGERIA – L’esercito lancia operazione della durata di un mese per porre fine alle violenze etniche

Le violenze etniche, infatti, rendono ancora più critica la situazione del Paese, già minacciato da Boko Haram nel nordest e dai militanti nel sud, ricco di petrolio. Si ritiene che i morti siano centinaia negli scontri, spesso di matrice religiosa, tra pastori musulmani e contadini cristiani, in un Paese che è praticamente diviso a metà tra le due fedi religiose.

L’esercito fornirà anche assistenza medica e umanitaria, oltre a cercare di porre fine agli scontri.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/us-nigeria-security-idUSKBN17L2JO

 

19 aprile 2017, REPUBBLICA CENTRAFRICANA – Iniziato il ritiro delle truppe ugandesi nello scontro con la Lord’s Resistance Army

L’esercito dell’Uganda ha annunciato di aver dato inizio al suo ritiro dalla Repubblica Centrafricana, dove stava dando la caccia al leader ribelle Joseph Kony e alla sua Lord’s Resistance Army. L’esercito ugandese, che era a capo di una coalizione regionale dell’Unione Africana e che agiva con il supporto degli Stati Uniti, ha spiegato di aver completato la sua missione con successo – nonostante Kony rimanga in libertà.

I ribelli, che per quasi due decenni hanno combattuto contro il Governo del Presidente ugandese Yoweri Museveni da basi nel nord del Paese e attraverso il confine con quello che ora è il Sudan del Sud, sono conosciuti per la loro brutalità e per il rapimento di bambini – sfruttati come combattenti e schiavi sessuali. Nel 2005, cacciati dalle loro basi, si erano rifugiati nella giungla al confine tra Sudan del Sud, Congo e Repubblica Centrafricana. L’esercito ugandese ha spiegato la sua decisione di iniziare a ritirare le truppe comunicando che ora Kony possiede di solo circa cento combattenti. I suoi più fidati collaboratori sono stati uccisi, catturati o si sono arresi. Pertanto, la missione è stata coronata da successo e può ora essere interrotta.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/us-uganda-security-idUSKBN17L1L3

 

21 aprile 2017, NIGER – IOM: diminuito il numero di migranti che attraversano il Niger per arrivare in Libia

Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (International Organisation for Migration, IOM), il numero di migranti che attraversano il Niger per raggiungere la Libia è diminuito dopo che l’Europa ha promesso aiuti economici al Niger per combattere il trafficaggio di essere umani.

Fonte: Reuters

Link: http://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN17N1L4-OZATP

 

22 aprile 2017, KENYA – La coalizione al potere annulla i risultati delle primarie di partito dopo voto caotico

La coalizione al Governo in Kenya ha annullato le primarie di partito che si sono tenute venerdì: si temeva infatti che la rabbia diffusa, scatenata dalla mancanza di organizzazione seria delle elezioni, potesse degenerare in proteste violente, soprattutto in vista delle elezioni nazionali di agosto. I media locali hanno trasmesso immagini di elettori infuriati che davano fuoco ai seggi, lamentandosi dei ritardi nell’apertura dei seggi elettorali e per il fatto che i nomi di alcuni candidati erano stati esclusi dalle schede.

Il Kenya è ancora dilaniato dalle violenze che avevano scosso il Paese dopo delle elezioni presidenziali molto discusse nel 2007: in seguito alle proteste e alle violenze etniche che si erano scatenate, morirono più di 1200 persone.

Fonte: Reuters

Link: http://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN17O05A-OZATP

 

23 aprile 2017, KENYA – Ambientalista Gallmann ferita da colpo di pistola

Uomini armati hanno sparato, ferendola allo stomaco, all’ambientalista di origini italiane Kuki Gallmann nella sua riserva. La Gallmann, 73 anni, è stata innanzitutto trasportata in elicottero all’ospedale di Nanyuki, dove ha ricevuto le prime cure; successivamente, è stata trasportata in un altro ospedale, a Nairobi.

Negli ultimi mesi, un’ondata di violenza ha colpito il Kenya, soprattutto nella regione di Laikipia, colpita da siccità; pastori armati hanno condotti migliaia di capi di bestiame in terreni privati alla ricerca di terre da occupare. Altri fattori, invece, hanno subito furti di bestiame.

Nella regione sono già state uccise almeno 14 persone.

Fonte: Reuters

Link: http://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN17P05Y-OZATP

 

(Featured Image Source: Wikimedia Commons)

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