Rassegna settimanale 13-19 marzo: Giappone e Corea del Sud

13 marzo, Corea del Sud  – Diminuisce il vantaggio di Moon nelle primarie del PDC

Stando all’ultimo sondaggio di lunedì, il divario tra Moon Jae-in e An Hee-jung, i due principali candidati del partito di opposizione, il Partito Democratico di Corea, si è ridotto drasticamente.

Un sondaggio di Realmeter sui due candidati del PDC alle primarie presidenziali mostra come Moon, ex capo partito, abbia un sostegno del 40.1% contro il 31.9% del Governatore di Chungcheon Sud, An Hee-jung.

I sostenitori di Moon sono diminuiti del 5% rispetto alla settimana scorsa mentre quelli di An sono aumentati di 5.9 punti percentuali.

Il terzo classificato è il sindaco di Seongnam, Lee Jae-myung che ha il supporto del 14.6% dei votanti, in salita di 2.6 punti percentuali rispetto alla settimana scorsa.

Il sondaggio è stato condotto su scala nazionale su un campione di 1,014 adulti tra l’8 e il 9 marzo, ed ha un margine di errore del 3.1%.

Il sondaggio mostra anche come il 43.8% dei votanti voterebbe volentieri alle primarie del PDC se gliene fosse data la possibilità.

Di quel 43.8%, il 55.1% voterebbe per Moon mentre il restante 22.4% sostiene An.

Nel frattempo, il Presidente ad interim nonché Primo ministro Hwang Kyo-ahn ha un tasso di approvazione del 58% in un sondaggio sui possibili candidati presidenziali all’interno del Liberty Party Korea (LPK).

Dietro al Primo ministro, per il LPK, ci sono il Governatore di Gyeongsang Sud Hong Joon-pyo è sostenuto dal 11.6% e l’ex Governatore di Gyeonggi Kim Moon-so, sostenuto dal 5.5%.

Fonte: Korea Times,  http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/356_225587.html

14 marzo 2017, Corea del Sud – Seoul, Washington e Tokyo iniziano un’esercitazione di difesa anti missile

Le marine militari di Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone martedì hanno iniziato un’esercitazione congiunta per l’identificazione di missili in un tentativo di rafforzare la cooperazione militare trilaterale nella rilevazione e localizzazione di missili nord coreani.

La marina coreana ha fatto sapere che l’esercitazione di due giorni si sarebbe tenuta nelle acque sud coreane e giapponesi.

La marina ha anche fatto notare che l’esercitazione trilaterale è indipendente dalle annuali esercitazioni di Foal Eagle e Key Resolve che Seoul e Washington stanno tenendo al momento.

La marina ha dichiarato che l’esercitazione è finalizzata a istruire i marinai sul rilevamento e la localizzazione dei missili nord coreani, aggiungendo che la parte sull’intercettazione dei missili è stata esclusa.

Durante la simulazione sono stati mobilitati tre cacciatorpedinieri equipaggiati con l’Aegis: il Sejongdaewang coreano, il Curtis Wilbur americano e il Kirishima giapponese.

“Il cacciatorpediniere Aegis di ciascun paese rileva e localizza missili ostili come se fossero stati lanciati dal Nord, e poi condivide le informazioni con gli altri due”, ha dichiarato la Marina.

“L’esercitazione è in atto secondo quanto stabilito in un accordo fatto a ottobre 2016 durante un Incontro Consultivo sulla Sicurezza tra Seul e Washington.”

Durante l’incontro dell’anno scorso, i capi della difesa della Corea del Sud e degli Stati Uniti decisero che le esercitazioni si sarebbero tenute regolarmente.

L’attuale esercitazione è la quarta dal giugno scorso, quando i tre paesi tennero la prima esercitazione vicino alle Hawaii. Da allora, hanno tenuto delle esercitazioni a novembre e gennaio di quest’anno nel mare tra la Corea del Sud e il Giappone.

L’esercitazione è anche la seconda di questo tipo da quando lo scorso novembre la Corea del Sud e il Giappone hanno firmato un accordo sullo scambio di informazioni, noto come l’Accordo sulla Sicurezza Generale delle Informazioni Militari (GSOMIA).

Tuttavia, la Marina ha fatto sapere che i cacciatorpedinieri dei due paesi durante l’esercitazione non si scambieranno le informazioni direttamente, ma lo faranno indirettamente attraverso satelliti americani.

Un ufficiale della marina ha dichiarato che “da quando il GSOMIA è stato firmato, la Corea del Sud e il Giappone stanno facendo enormi sforzi per collegare i sistemi dei loro cacciatorpedinieri Aegis in modo da migliorare la loro capacità di scambiarsi informazioni”.

L’ufficiale ha aggiunto che l’esercitazione non è legata al sistema di difesa anti missile (MS) a guida americana, negando le speculazioni per cui Seul avrebbe potuto inserirsi nel programma mondiale di difesa missilistica americano.

Il Giappone ha invece annunciato la sua partecipazione al MD nel 2003.

Fonte:  Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/205_225670.html

15 marzo, Giappone – La Cina attende di sapere perché una nave da guerra giapponese sarà dispiegata nel Mar Meridionale Cinese

Martedì la Cina ha fatto sapere che sta aspettando delle dichiarazioni ufficiali sul perché il Giappone ha intenzione di mandare la sua più grande nave da guerra in un tour di tre mesi nel Mar Meridionale Cinese, ma che spera che il Giappone si comporti responsabilmente.

La Cina rivendica tutte le acque contese e la sua sempre maggior presenza militare sta preoccupando il Giappone e l’Occidente; gli Stati Uniti, infatti, compiono regolarmente delle ronde aeree e marittime per assicurare la libertà di navigazione.

Secondo alcune fonti citate da Reuters, la portaelicotteri Izumo, commissionata solo due anni fa, farà porto a Singapore, in Indonesia, nelle Filippine e nello Sri Lanka prima di unirsi, a luglio, all’esercitazione congiunta Malabar con le navi americane e indiane nell’Oceano Indiano.

Il portavoce del Ministero degli esteri cinese Hua Chunying ha dichiarato che non sapeva se la nave avrebbe semplicemente fatto visita ad altri paesi del sud est asiatico o se avesse altri scopi.

“Non abbiamo ancora ricevuto spiegazioni ufficiali dal Giappone”, ha dichiarato la portavoce.

“Se è una normale visita a diversi paesi, passando normalmente attraverso il Mar Meridionale Cinese, allora non abbiamo obiezioni, e speriamo che questo esempio di normale scambio tra paesi rilevanti possa giocare un ruolo chiave nel promuovere pace e stabilità nella regione”, ha dichiarato Hua.

“Tuttavia, se navigare nel Mar Meridionale Cinese ha altri scopi, allora è la questione è un’altra”, ha aggiunto.

Ultimamente il Giappone sta risollevando la questione del Mar Meridionale Cinese, e la Cina spera, secondo quanto detto da Hua, che possa giocare un ruolo costruttivo nella pace e nella stabilità.

Anche Taiwan, la Malesia, il Vietnam, le Filippine e il Brunei hanno reclamato dei tratti del mare poiché è ricco di pesci, depositi di gas e petrolio e attraverso il quale ogni anno avvengono scambi via mare del valore di 5 trilioni di dollari.

Il Giappone non ha alcuna pretesa sulle acque in questione ma con la Cina ha una disputa sulle acque del Mar Orientale Cinese.

Fonte: Japan Today,  https://www.japantoday.com/category/politics/view/china-waits-to-hear-why-japanese-warship-going-to-south-china-sea

16 marzo, Giappone – L’amministrazione Trump si oppone alla partecipazione del Giappone ai negoziati ONU sulla messa al bando del nucleare

Secondo una fonte vicina a Washington, l’amministrazione americana del Presidente Donald Trump ha preso una dura posizione sulla possibile partecipazione del Giappone ai negoziati di fine mese delle Nazioni Unite su un trattato che vieterebbe le armi nucleari.

Nel riferire la sua opposizione, la fonte ha dichiarato che l’amministrazione americana avrebbe utilizzato un’espressione che ben indica la sua avversione. Intanto, il Giappone non ha ancora chiarito se parteciperà ai negoziati il 27 marzo presso la sede centrale delle Nazioni Unite di New York.

Nonostante sia portavoce di un mondo libero dalle armi nucleari in quanto unico paese al mondo ad essere stato attaccato con delle bombe atomiche, il Giappone fa affidamento all’arsenale nucleare americano per la propria difesa.

Le fonti riferiscono che il Giappone prenderà posizione in merito solo dopo che mercoledì il Ministro degli esteri Fumio Kishida si sarà incontrato con il Segretario di Stato americano Rex Tillerson.

Lo scorso mese durante il loro primo incontro, Kishida e Tillerson hanno discusso del trattato per vietare le armi nucleari, istigando funzionari di entrambe le parti a scambiarsi pareri in merito. Hanno riferito che è proprio durante questo processo di scambio di opinioni che Washington ha espresso la sua opposizione alla partecipazione del Giappone.

Secondo le fonti, persone vicine al Primo ministro Shinzo Abe ritengono che il Giappone non debba prendere parte ai negoziati, data l’importanza che Tokyo dà alla sua alleanza con gli Stati Uniti. In quanto deputato eletto da Hiroshima, Kishida ha invece spinto per la partecipazione nei negoziati.

All’interno del governo giapponese c’è la preoccupazione che la partecipazione ai negoziati possa danneggiare nel medio e lungo termine, l’alleanza con gli Stati Uniti, specialmente dopo che Abe e Trump hanno nuovamente affermato l’impegno degli Stati Uniti nell’utilizzare armi nucleari per sventare attacchi contro i suoi alleati durante il loro summit dello scorso mese.

Funzionari hanno riferito che la posizione dell’amministrazione Trump su questo trattato è “più severa” rispetto a quella della precedente amministrazione di Barack Obama.

Intanto, una fonte del governo americano ha dichiarato che gli Stati Uniti sono stati coerenti nell’opporsi alla partecipazione dei loro alleati nei negoziati sul trattato per l’abolizione delle armi nucleari.

Una risoluzione storica dell’Assemblea Generale ONU del 23 dicembre scorso ha aperto la strada all’inizio dei negoziati sul trattato.

Dei cinque riconosciuti stati con armi nucleari, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Russia si oppongono al trattato e non prenderanno parte ai negoziati. È incerta la partecipazione della Cina.

Organizzazioni non governative anti-nucleare e gruppi di sopravvissuti giapponesi alle bombe atomiche del 1945 hanno fatto pressioni sul governo giapponese affinché partecipi ai negoziati in uno sforzo per realizzare la totale abolizione delle armi nucleari.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/03/16/national/politics-diplomacy/trump-administration-opposes-japans-participation-u-n-talks-banning-nukes/#.WNfdoHBEPL8

17 marzo, Corea del Sud, Il PDC chiede all’Assemblea di ratificare il THAAD

Il Partito Democratico di Corea (PDC) sta facendo pressioni sul governo affinché ricerchi l’approvazione dell’Assemblea Nazionale per il dispiegamento del THAAD.

Venerdì ha lanciato una speciale commissione, indicando che organizzerà proteste contro il sistema anti missili americano prima delle elezioni presidenziali del 9 maggio.

Il deputato Kim Young-ho ha dichiarato che la commissione lunedì richiederà un incontro con il Presidente ad interim e Primo ministro Hwang Kyo-ahn per richiedere che il governo fermi il dispiegamento del THAAD fino a che non riceve la ratifica da parte del governo.

“Chiederemo a Hwang di fermare immediatamente il dispiegamento del THAAD e di attendere il consenso dell’Assemblea”, ha dichiarato.

Nonostante il governo sia convinto che la questiona sia di sua sola competenza, il PDC ritiene che il dispiegamento debba ricevere ratifica da parte dell’Assemblea perché implica la cessione di terreno per il valore di 100 miliardi di won alla U.S Force Korea.

“Secondo la Costituzione, trattati che comportano la sicurezza nazionale o accordi che mettono pressione finanziaria sul paese dovrebbero essere ratificati dall’Assemblea”, spiega il deputato Shim Jae-kwon, capo della commissione. “Secondo l’Accordo sullo Status delle Forze (Armate), la fornitura di terreni richiede la ratifica.

La presidentessa di partito Choo Mi-ae ha recentemente dichiarato che il partito sta considerando se chiedere alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla presunta infrazione del governo nell’ignorare l’autorità dell’Assemblea e continuare con il dispiegamento.

Insieme all’azione legale, il partito può anche richiedere un’ingiunzione, e se la corte la riconosce, il dispiegamento del THAAD potrebbe essere fermato fino alla decisione finale della corte. I primi elementi del sistema, inclusi due lanciamissili, sono arrivati in Corea la scorsa settimana e i funzionari militari confermano che potrebbe essere operativo già dall’inizio di aprile.

Il PDC sta incoraggiando gli altri partiti – il Partito del Popolo e il Partito della Giustizia – ad unirsi al loro appello alla corte.

Il partito e il suo primo candidato alle presidenziali Moon Jae-in hanno dichiarato che la questione del THAAD dovrebbe essere gestita dal prossimo governo in modo che possa ricevere consenso pubblico e possa essere discussa a livello diplomatico con i paesi vicini.

Si chiedono se il sistema vale rischiare le relazioni economiche con la Cina le cui misure di ritorsione contro le imprese coreane stanno già gettando ombre sulla prospettiva di crescita economica.

Il governo, guidato dal presidente ad interim Hwang, ha decisamente accelerato il processo di dispiegamento, affermando che fosse necessario per controbilanciare le minacce nucleari e missilistiche della Corea del Nord.

Il PDC ritiene invece che la mossa sia stata calcolata in modo da non consentire alcuno spazio di manovra sulla questiona al prossimo governo.

“Per il resto del suo mandato, Hwang dovrebbe concentrarsi sull’organizzazione delle elezioni presidenziali e sullo stabilizzare il sostentamento dei cittadini,” ha dichiarato Shim.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/356_225889.html 

18 marzo, Giappone – La Dieta propone una legge una tantum per l’abdicazione dell’Imperatore

Venerdì i partiti di governo e d’opposizione hanno inviato al Primo ministro Shinzo Abe una proposta in cui si sollecitano il governo a stilare un report finale sull’abdicazione entro le prossime settimane. Il governo dovrebbe quindi poi inviare la legge al parlamento intorno a maggio così che possa essere approvata durante la sessione corrente che terminerà a metà giugno.

Akihito, 83 anni, lo scorso agosto ha apparentemente espresso la sua volontà di abdicare, affermando che la sua età e il suo stato di salute possano iniziare ad influire sulle sue capacità di compiere il suo dovere.

Sarebbe il primo imperatore ad abdicare in 200 anni. Il Principe ereditario Naruhito, il figlio maggiore di Akihito, è il primo in linea di successione per il trono di Crisantemo.

I mezzi di informazione riportano che i funzionari puntano a un’abdicazione alla fine del 2018, quando Akihito compirà 85 anni e il suo regno entrerà nel 30esimo anno.

Nel suo rapporto preliminare di gennaio, il comitato governativo aveva evitato di toccare alcune delle questioni più controverse, come ad esempio se permettere alle donne di essere incluse nella linea di successione – che attualmente prevede solo eredi maschi – viste le preoccupazioni per la carenza di successori al trono.

La proposta del parlamento tocca la possibilità di studiare la questione di un’imperatrice dopo aver risolto l’abdicazione di Akihito – un compromesso per ottenere il sostegno dei leader dei partiti liberali che hanno richiesto maggiori cambiamenti – ma non specifica una tempistica.

Akihito ha due figli ma solo uno dei suoi quattro nipoti è maschio.

Alcuni esperti ritengono che la possibile abdicazione di Akihito è una chiamata per considerare la più ampia questione dell’invecchiamento e della mancanza di successori nella monarchia due volte millenaria del Giappone; questioni che riflettono l’invecchiamento e il declino della popolazione nazionale.

Fonte: Japan Today,  https://www.japantoday.com/category/politics/view/diet-proposes-one-off-abdication-law-for-emperor-2

19 marzo, Corea del Sud,  Il governo rimanda il recupero del traghetto affondato per via del maltempo

Sabato il governo sud coreano ha deciso di non portare avanti il recupero del traghetto affondato nel 2014 – e che causò 300 morti – per via del maltempo previsto per il giorno dopo.

Il Sewol affondò al largo delle coste sud occidentali dell’Isola di Jindo il 16 aprile, 2014, in uno dei disastri marittimi peggiori del paese.

Il Ministro dell’Oceano e della Pesca sabato aveva annunciato che avrebbero cercato di recuperare il relitto domenica mattina se il tempo lo avesse permesso, tuttavia poco dopo ha modificato i piani, citando condizioni sfavorevoli del tempo.

Il ministro ha dichiarato che, “considerati gli attesi cambiamenti delle condizioni climatiche tra lunedì e mercoledì, abbiamo deciso di cancellare il piano di recupero del traghetto.”

Due chiatte sono attualmente in standbye nelle acque vicino il sito dell’incidente. Funzionari del ministero e lavoratori della Shangai-Salvage, un’impresa statale cinese, stavano controllando l’attrezzatura per la futura operazione per sollevare di circa uno/due metri sopra il livello del mare la nave pesante 6,825 tonnellate e lunga 145 metri.

Il progetto successivamente prevedrà di collegare delle travi di sollevamento installate sulla nave a delle prese idrauliche sulle chiatte. Una volta sollevato, verrà spostato su una nave semi sommergibile. Questa fase durerà all’incirca tre giorni. In seguito verrà portato in un porto di Mokpo, in un viaggio di circa un giorno che coprirà 87 chilometri.

La nave affondò di fronte la costa occidentale del paese mentre si recava verso l’isola di Jeju. L’incidente uccise 304 persone, principalmente studenti liceali in gita scolastica. Nove di loro sono ancora dispersi.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/251_225921.html

Featured Image Source:  http://img.koreatimes.co.kr/upload/thumbnailV2/Y2017031805050-590.jpg (dall’art. del 19/3)

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