Rassegna settimanale 27 febbraio – 5 marzo: Giappone e Corea del Sud

27 febbraio, Corea del Sud – Il ministro chiede al mondo di denunciare la leadership nord coreana alla CPI

Secondo il Ministro degli Esteri Yun Byung-se, la comunità internazionale dovrebbe accelerare gli sforzi per denunciare la leadership nord coreana alla Corte Penale Internazionale (CPI) per le sue continue violazioni dei diritti umani.

Parlando alla 34° sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNCHR) a Ginevra, Yun ha dichiarato che alla Corea del Nord non dovrebbe più essere concessa l’impunità soprattutto sulla scia dell’assassinio di Kim Jong-Nam, l’allontanato fratellastro del leader nord coreano Kim Jong-un.

“Ci sono stati innumerevoli casi di violazioni dei diritti umani da parte della Corea del Nord…e la storia non si è conclusa visto che il mondo è stato sconvolto dalla notizia di due settimane fa dell’assassinio del fratellastro del leader nord coreano in Malesia,” ha dichiarato Yun nel suo discorso di apertura.

“Affinché gli autori delle violazioni nord coreane dei diritti umani si facciano carico delle proprie responsabilità, la comunità internazionale dovrebbe denunciare i casi della Corea del Nord alla CPI così come previsto dalle risoluzioni adottate dal UNCHR e dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Ha anche aggiunto che “ora è il momento di smettere di garantire la solita immunità ai colpevoli, inclusa la leadership nord coreana.”

Yun ha dichiarato che il regime dittatoriale ha “sfidato direttamente” le norme su diritti umani e altre norme internazionali. Ha citato il legame tra i diplomatici nord coreani e l’omicidio di Kim Jong-nam con la neurotossina VX, un’arma chimica bandita a livello internazionale.

“L’aggravarsi delle condizioni dei diritti umani in Corea del Nord minaccia la generale pace e sicurezza della comunità internazionale. Dobbiamo prendere le dovute precauzioni indipendentemente e tutti insieme prima che le violazioni dei diritti umani generino una calamità più grande.”

Yun è arrivato a Ginevra lunedì per partecipare alla sessione del UNCHR e alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Disarmo.

Ci si aspetta che sottolineerà la gravità delle ripetute violazioni dei diritti umani da parte di Pyeongyang anche durante il suo discorso di oggi per la conferenza sul disarmo.

Il governo ha fatto sapere che inizialmente avrebbe dovuto presenziare a Ginevra il Vice ministro degli Esteri Ahn Chong-hee ma che dopo la notizia dell’utilizzo del VX per uccidere Kim Jong-nam i piani sono cambiati.

“Data la serietà delle circostanze della morte di Kim Jong-nam, il governo ha deciso che inviare un funzionario di più alto rango agli incontri delle Nazioni Unite sarebbe stato più efficace nell’incoraggiare gli altri paesi ad aumentare la pressione sulla Corea del Nord,” ha dichiarato un funzionario anonimo del ministero degli esteri.

A Washington D.C, i tre più importanti negoziatori nucleari di Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone hanno in programma di incontrarsi per un primo tavolo di negoziati sulla denuclearizzazione della Corea del Nord sin dal primo giorno di amministrazione Trump, il 20 gennaio.

I tre delegati sono Kim Hong-kyun, l’inviato speciale per gli Affari sulla Sicurezza e la Pace della Penisola Coreana; Joseph Yun Rappresentante Speciale degli Stati Uniti per le Politica sulla Corea del Nord; e il Direttore – Generale dell’Agenzia giapponese sugli Affari dell’Asia e dell’Oceania Kenji Kanasuki.

Kim ha fatto sapere che questa volta parleranno anche delle minacce chimiche provenienti da Pyeongyang, visto l’utilizzo di armi chimiche per l’omicidio di Kim Jong-nam.

“La questione delle armi chimiche della Corea del Nord verrà discussa in aggiunta alle sue provocazioni militari e missilistiche,” ha dichiarato.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/02/120_224753.html

28 febbraio, Gli Stati Uniti fanno sapere al Giappone e alla Corea del Sud che probabilmente inseriranno nuovamente la Corea del Nord nella lista degli stati che sponsorizzano il terrorismo

Secondo l’agenzia di notizie Yonhap, lunedì gli Stati Uniti avrebbero fatto sapere al Giappone e alla Corea del Sud che hanno cominciato a inserire la Corea del Nord nella lista degli stati che sponsorizzano il terrorismo.
Citando un funzionario anziano sud coreano, Yonhap ha riferito che gli Stati Uniti sono stati spinti in tal senso dall’omicidio in Malesia di Kim Jong-nam, fratellastro del leader nord coreano Kim Jong-un, in cui si sospetta il coinvolgimento di Pyongyang.
“Ritengo che il (governo) americano prenderà in considerazione le reazioni del Congresso,” avrebbe dichiarato il funzionario, facendo riferimento anche a numerose richieste da parte dei legislatori americani per re-inserire la Corea del Nord tra gli stati che sponsorizzano il terrorismo. Washington rimosse Pyongyang dalla lista nel 2008.
Yonhap riferische che gli Stati Uniti avrebbero riferito la notizia al Giappone e alla Corea del Sud durante un incontro trilaterale a Washington tra diplomatici anziani esperti nelle questioni della Corea del Nord.
Parlando ai giornalisti dopo l’incontro, Kenji Kanasugi, capo del Dipartimento per le Questioni dell’Asia e dell’Oceania del Ministero degli Esteri di Tokyo, ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito. Ha solo detto che “gli Stati Uniti hanno una visione sempre più severa della Corea del Nord.”
Secondo un comunicato congiunto rilasciato dopo l’incontro, i funzionari hanno vagliato nuove possibili misure per cercare di limitare i fondi della Corea del Nord per il suo programma sui missili balistici e quello sulle armi nucleari.
In aggiunta alle esistenti sanzioni emanate dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il comunicato rivela che i tre alleati “hanno considerato altre possibili misure a livello nazionale,” ponendo attenzione al flusso di entrate illecite di Pyongyang.
L’incontro è avvenuto dopo che la Cina, il principale benefattore economico e diplomatico della Corea del Nord, lo scorso febbraio ha annunciato l’interruzione delle importazioni di carbone da Pyongyang fino alla fine dell’anno per rafforzare le sanzioni contro il Nord in accordo alla Risoluzione 2321 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
L’incontro tra Kanasugi, Joseph Yun, il rappresentante speciale americano per le politiche nord coreane, e Kim Hong-kyun, il rappresentante special sud coreano per la sicurezza e la pace della Penisola Coreana, è stato il primo del suo genere da quando Donald Trump ha giurato come presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio.
Facendo riferimento all’ultimo lancio di prova di un missile balistico da parte della Corea del Nord, il comunicato riferisce che la clamorosa inosservanza del paese delle varie risoluzioni ONU che gli proibiscono di avanzare con il programma nucleare e missilistico, richiede “una forte pressione internazionale sul regime.”
Kanasugi ha dichiarato che i tre funzionari sono d’accordo sul fatto che c’è bisogno di assicura che tutti i paesi implementino severamente le sanzioni contro la Corea del Nord.
“È importante che la Cina, che da sola copre quasi il 90% degli scambi della Corea del Nord, applichi severamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza,” ha dichiarato. “Abbiamo discusso il ruolo della Cina in seguito alla sua dichiarazione di sospendere l’importazione di carbone.”
Kanasugi ha anche dichiarato che i tre si sono scambiati informazioni sull’avvelenamento di Kim Jong-nam avvenuto il 3 febbraio.
“Abbiamo discusso come l’omicidio di Kim Jong-nam possa modificare la situazione in Corea del Nord in futuro, e di che tipo di impatto possa avere sulle relazioni tra il regime e la Cina,” ha dichiarato senza però approfondire.
Si presume che Kim Jong-nam abbia mantenuto stretti legami con la Cina.
La polizia malese ha confermato che nell’incidente all’Aeroporto Internazionale di Kuala Lumpur è stata utilizzata la neuro tossina VX, che è altamente tossica.
Il VX è stato classificato dalle Nazioni Unite come un’arma di distruzione di massa ed è vietata da molti trattati internazionali.
Kanasugi ha anche detto che le sue controparti americana e giapponese hanno ribadito il loro supporto per una risoluzione sulla questione dei rapimenti di cittadini giapponesi da parte della Corea del Nord negli anni ’70 e ’80.
Il 16 febbraio, i Ministri degli esteri dei tre paesi hanno “condannato in maniera decisa” il test missilistico nord coreano e hanno promesso di collaborare a stretto contatto per fare pressione su Pyongyang affinché non compia nuovamente azioni provocatorie e si rimetta alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU che gli vietano espressamente di portare avanti il programma nucleare e missilistico.
Gli analisti ritengono che il lancio di prova di un missile balistico a medio raggio effettuato il 12 febbraio sia stato un test per Trump e la sua politica verso la Nord Corea.
Lancio di prova a parte, Kim Jong-un a gennaio ha annunciato che la Corea del Nord è pronta per testare il lancio di un missile balistico intercontinentale, sottintendendo la sua capacità di colpire gli Stati Uniti con un missile a testata nucleare.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/02/28/world/politics-diplomacy-world/u-s-huddles-japan-south-korea-amid-rising-asia-tensions-north-korea-threat/#.WLVfvPnhDIU

1 marzo,  La Corea del Sud e gli Stati Uniti iniziano l’esercitazione militare congiunta “Foal Eagle”.

Mercoledì la Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno dato inizio all’annuale esercitazione militare congiunta nel bel mezzo delle crescenti tensioni che sono seguite al recente test missilistico del Nord e alla morte del fratellastro del leader.
“Foal Eagle”, un’esercitazione che comprende forze d’aria, terra e navali, continuerà fino alla fine di aprile. Secondo quanto rilasciato dal Ministero della difesa, a partire dal 13 marzo gli alleati hanno anche organizzato di condurre un Key-Resolve, ovvero un ordine simulato al computer post esercitazione.
La Corea del Nord ha definito l’esercitazione come una prova ad un’invasione.
Secondo le voci, gli Stati Uniti dovrebbero inviare a supporto strategico per l’esercitazione anche la portaerei USS Carl Vinson, l’aereo F-35, i bombardieri B-1B e B-52. La Carl Vinson ha fatto porto a Guam il 10 febbraio forse in preparazione all’esercitazione.
I due alleati probabilmente schiereranno molte altre risorse strategiche per l’esercitazione in modo da inviare un chiaro messaggio di avviso alle continue provocazioni del Nord.
Il 12 febbraio, Pyongyang ha testato un missile balistico di medio raggio come prima provocazione dall’inizio dell’amministrazione Trump.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/205_224883.html

2 Marzo, Giappone –  L’Imperatore visita le mogli e i figli vietnamiti abbandonati dai soldati giapponesi dopo la guerra.

L’Imperato Akihito e l’Imperatrice Michiko martedì hanno incontrato ad Hanoi le spose vietnamite dei soldati giapponesi che decisero di rimanere in quello che oggi è il Vietnam dopo la Seconda guerra mondiale.
L’incontro con le mogli e i figli abbandonati dei veterani giapponesi è parte degli sforzi della Coppia Imperiale per cercare di lenire alcune delle ferite inflitte dalla guerra. Le mogli e i figli dei soldati giapponesi hanno dovuto affrontare discriminazione e altre difficoltà dopo che i loro mariti sono ritornati in Giappone.
L’Imperatore, 83 anni, e l’Imperatrice, 82 anni, hanno iniziato la loro visita in Vietnam martedì per promuovere buone intenzioni. Rimarranno fino a domenica quando dall’antica città di Hue voleranno in Tailandia.
“Sono commossa perché vi interessate delle famiglie che sono rimaste in Vietnam” ha dichiarato la 93 enne Nguyen Thi Xuan all’Imperatore mentre si asciugava le lacrime con il suo fazzoletto.
Dopo aver ascoltato delle sue difficoltà nel crescere i figli, l’Imperatore le ha detto “hai avuto una vita molto difficile. Capisco il tuo dolore.”
Alcuni degli eredi dei soldati hanno stretto la mano all’Imperatrice e pianto.
“Riconosco le vostre difficoltà durante tutto questo tempo. Sono davvero contenta di conoscere tutti voi”, ha dichiarato l’Imperatrice.
Prima dell’incontro, la coppia ha visitato Van Mieu, l’antico tempio della letteratura di Hanoi, e si sono incontrati con i vietnamiti che hanno studiato in Giappone o hanno in mente di diventare assistenti infermieri in Giappone grazie all’accordo economico bilaterale tra i due paesi.
“Cosa ti ha fatto nascere interesse per il Giappone?” ha chiesto ad uno dei vietnamiti che ha studiato in Giappone l’Imperatore.
Ha anche espresso gratitudine nei confronti di coloro che vogliono diventare assistenti infermieri, per cui c’è un’alta domanda in Giappone.
Giovedì sera, la coppia si incontrerà con Nguyen Duc, un vietnamita che è stato chirurgicamente separato dal suo gemello. I due sono nati uniti a causa delle conseguenze dell’Agente Arancione, un defoliante tossico utilizzato dagli Stati Uniti durante la Guerra del Vietnam.
Duc, nato nel 1981, si sottopose all’operazione quando aveva 7 anni per separarsi dal fratello. L’operazione fu portata avanti con il supporto di alcuni medici giapponesi e Duc ha dichiarato di essere molto onorato di poter incontrare la Coppia Imperiale. Suo fratello Vet, che dopo l’operazione fu costretto a letto, morì nel 2007.
Duc, che oggi ha 36 anni, è sposato e ha due gemelli. Ha viaggiato spesso in Giappone e l’anno scorso ha visitato il Museo della Pace di Hiroshima.
Il Giappone invase la l’Indonesia Francese, parte della quale oggi è Vietnam, nel 1940 durante la Seconda Guerra Mondiale. Di tutte le truppe giapponesi di stanza, circa 600 rimasero indietro quando il Giappone si arrese nel 1945. In seguito si unirono al Viet Minh, guidato da Ho Chi Minh, figura chiave nella fondazione della nazione, e combatterono contro la Francia nel suo tentativo di ri-colonizzazione durante la Prima Guerra d’Indocina tra il 1946 e il 1954.
Circa metà di quei soldati si ritengono deceduti per malattia o durante la guerra.
Molti soldati si sposarono con donne locali ed ebbero dei figli, tuttavia alla fine della Prima Guerra d’Indocina non gli fu permesso tornare in Giappone con le loro famiglie.
Si stima che i soldati ebbero centinaia di figli che hanno subito discriminazioni per via delle loro origini etniche.
Xuan è una delle mogli vietnamiti sopravvissute.
Incontrò il suo sposo giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale e ricorda che le chiese se aveva un fidanzato.
“Era molto ben educato,” ha rivelato in una recente intervista.
I due si sposarono nel 1945 e suo marito si unì alla guerra contro la Francia, costringendo la famiglia a muoversi nel nord del Vietnam. Uno dei loro quattro figli morì all’età di 7 mesi.
Xian ha rivelato che suo marito lasciò il paese nel 1954 a causa della “politica governativa” del Vietnam, dicendo che se non fosse tornato entro un anno probabilmente non sarebbe tornato mai più. Non è mai riuscita a scoprire dove si trovasse.
“Credevo che sarebbe ritornato. Ero così giovane,” ha dichiarato.
Xuan, che ora vive nella periferia di Hanoi, ha detto di aver fatto di tutto per crescere i suoi tre figli, persino lavorare in un mercato e in una fattoria.
Nel 2005, ha improvvisamente ricevuto una lettera da parte di suo marito che si scusava per non essere stato in grado di ritornare e nella quale la ringraziava per aver cresciuto i loro tre figli. L’anno successivo fece visita a Xuan insieme alla donna giapponese che aveva sposato. È stata la loro prima riunione dopo quasi mezzo secolo.
“Non sapevo cosa dire,” ha dichiarato Xuan. Ha detto che gli chiese se si ricordava del Vietnam e lui rispose brevemente di sì.
“È il mio destino che ci ha separati,” ha dichiarato Xuan.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/03/02/national/emperor-meets-vietnamese-wives-kin-left-behind-japans-wwii-vets/

3 marzo, Corea del Sud – Il partito conservatore Bareun condanna la ritorsione economica della Cina

Il partito sud coreano Bareun venerdì ha criticato il governo cinese per aver messo in atto delle ritorsioni economiche contro Seoul in quella che sembra una risposta al dispiegamento dell’avanzato sistema di difesa anti missile americano.
Il rimprovero segue l’ordine che la Cina ha dato alle sue agenzie di viaggio di sospendere i tour in Corea del Sud dopo che lo scorso mese Seoul aveva firmato un accordo di acquisizione dei terreni per dispiegare il THAAD.
La Corea del Sud desidera sfruttare questa tecnologia per migliorare le sue capacità difensive contro la Corea del Nord, ma Beijing sta continuamente esprimendo la sua preoccupazione nella crescente presenza militare americana nel nord est asiatico.
“È una ritorsione vergognosa,” ha dichiarato l’on. Choung Byoung-gug, capo del partito Bareun.
Choung ha dichiarato che il THAAD è necessario per difendere il paese dalla minaccia nucleare e missilistica del Nord, aggiungendo che l’atteggiamento della Cina verso le aziende sud coreane è discriminatorio.
Il partito ha anche dichiarato che Moon Jae-in, un potenziale candidato alle presidenziali del Partito Democratico, dovrebbe ufficializzare la sua posizione sulla questione del dispiegamento del THAAD.
Il blocco dell’opposizione, che sta protestando contro il dispiegamento, richiamando le relazioni tra Seul e Beijing, attualmente insiste sul fatto che il dispiegamento dovrebbe essere gestito dalla prossima amministrazione.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/177_224989.html

4 marzo, Giappone – Un diplomatico cinese accusa il Giappone e gli Stati Uniti di trattare Beijing come un “nemico”

Cheng Yonghua, ambasciatore cinese in Giappone, ha attaccato il Giappone e gli Stati Uniti criticando l’accordo delle due nazioni per rafforzare ulteriormente la loro alleanza difensiva, ritenendola una mossa che identifica Beijing come il “nemico”.
“È come se il Giappone e gli Stati Uniti stesso scegliendo la Cina come loro nemico e dicendo ‘alleiamoci e andiamo in Cina’,” ha dichiarato Cheng venerdì davanti ai microfoni dei giornalisti nella capitale cinese.
L’ambasciatore ha anche descritto il rafforzamento dell’alleanza Giappone-Stati Uniti come “mentalità da Guerra Fredda”, aggiungendo che va contro la promessa di Tokyo di migliorare le relazioni con la Cina.
“Francamente, sono molto insoddisfatto di come il Giappone si sta comportando da gennaio,” ha dichiarato Cheong parlando delle relazioni tra la Cina e il Giappone.
Le dichiarazioni del diplomatico seguono la decisione di inizio settimana dei consulenti di alto livello sulla sicurezza del Primo Ministro Shinzo Abe e del Presidente americano Donald Trump di collaborare a stretto contatto per migliorare l’alleanza bilaterale sulla sicurezza.
Durante il loro incontro a Washington, anche Shotaro Yachi, capo del segretariato del Consiglio di Sicurezza Nazionale, e H.R. McMaster, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, hanno discusso delle sfide sulla sicurezza nella regione dell’Asia-Pacifico, parlando anche delle rivendicazioni territoriali della Cina nel Mare Orientale e nel Mare Meridionale Cinese.

Fonte: Japan Today, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/03/04/national/politics-diplomacy/chinese-envoy-accuses-japan-u-s-treating-beijing-enemy/#.WMQS2fnhDIU

5 marzo, Corea del Sud – Secondo il ministero degli esteri le ritorsioni della Cina contro il THAAD potrebbero violare norme dell’OMC e l’accordo sul libero scambio

La serie di recenti ritorsioni economiche da parte della Cina contro la Corea del Sud potrebbero essere in violazione delle norme internazionali sugli scambi e anche dell’accordo bilaterale sul libero scambio firmato dalle due nazioni. Questa la posizione esposta domenica dal ministro degli esteri Yun Byung-se che allude alla possibile mossa di Seul di porta il caso davanti a una corte internazionale.
“È possibile che stiano violando le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’accordo bilaterale sul libero scambio tra Corea del Sud e Cina,” ha dichiarato durante una sua apparizione ad un programma televisivo andato in onda sul canale statale KBS. Ha dichiarato che sta attentamente monitorando le ritorsioni cinesi.
La scorsa settimana, la Cina, come ultima misura di rappresaglia contro la decisione di Seoul di dispiegare il THAAD americano, ha ordinato alle compagnie di viaggi statali di sospendere tutti i tour guidati in Corea del Sud.
“In generale, sembra che vi siano state queste misure (di ritorsione), ma ufficialmente il governo cinese sta negando (il suo ruolo nella loro organizzazione),” ha dichiarato il ministro. “Non è desiderabile posizionare un ostacolo artificiale a questo genere di scambi,” ha fatto notare in riferimento al recente divieto di viaggiare posto da Beijing.
Yun ha anche riferito che la Corea del Sud ha chiesto alla Cina di esprimersi in merito.
Gli ultimi scambi fanno presagire la possibilità che la Corea del Sud decida di portare il caso davanti a una corte internazionale per la risoluzione delle controversie. Il ministro degli esteri ha in precedenza dichiarato che sta considerando di portare la Cina davanti all’OMC.
Il ministro ha sottolineato che, nonostante le costanti obiezioni della Cina al dispiegamento del THAAD, la Corea del Sud è determinata a completarne il dispiegamento al più presto.
“Installare il THAAD al più presto possibile aiuterà enormemente a superare una crisi della sicurezza e a difenderci dalle minacce… (Seul e Washington) condividono l’obiettivo di dispiegarlo al più presto,” ha dichiarato il ministro.
Parlando invece del recente omicidio del fratellastro del leader nord coreano, Kim Jong-nam, in Malesia, il ministro ha dichiarato di essere convinto della responsabilità del governo nord coreano.
Nel portare avanti la sua idea, Yun ha fatto riferimento al fatto che otto dei sospettati nel caso di omicidio avevano un passaporto nord coreano o erano membri di istituzioni statali.
L’agente VX usato nell’omicidio “è un’arma che solo un governo potrebbe produrre. Nessun individuo o gruppo privato potrebbe farlo,” ha dichiarato Yun. “Date le varie condizioni circostanziali, è ovvio che il governo nord coreano sia responsabile dell’omicidio.”
Il ministro ha inoltre aggiunto che l’omicidio velocizzerà la decisione degli Stati Uniti di inserire nuovamente la Corea del Nord tra gli stati che sponsorizzano il terrorismo.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/03/120_225052.html

Featured Image: http://www.japantimes.co.jp/wp-content/uploads/2017/03/n-vietnam-b-20170303-870×580.jpg (Dall’art. del 2/3)

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