Rassegna settimanale 20-26 febbraio: Giappone e Corea del Sud

20 febbraio, Giappone – Secondo gli analisti i revisionisti storici giapponesi si fanno più sfrontanti grazie ad Abe

A Toshio Motoya, gestore di successo di una catena di alberghi, non importa se la sua negazione di un noto crimine di guerra commesso dal Giappone in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale fa allontanare i clienti.

Motoya non solo ha firmato un libro che definisce come falso il Massacro di Nanchino del 1937, ma lo esibisce con orgoglio nelle stanze dei suoi alberghi APA su tutto il territorio nazionale.

Per protesta, la Cina e la Corea del Sud hanno ritirato i propri atleti che alloggiavano nei suoi hotel di Sapporo per i Giochi Invernali Asiatici. La Cina ha inoltre chiesto alle sue agenzie di viaggio di smettere di cooperare con APA, indicendo di fatto un boicottaggio.

Ai suoi sostenitori Motoya ha dichiarato che non “ritirerà mai” il libro per pressione di un paese straniero.

Un comportamento simile, secondo gli analisti, mostra come coloro che insabbiano la moderna storia giapponese stiano diventando più sfrontanti grazie a quello che secondo loro è il tacito consenso del Primo Ministro Shinzo Abe.

Al suo quinto anno al potere, Abe non fa più segreto delle sue posizioni nazionalistiche. Secondo lui, il Giappone deve scrollarsi di dosso le restrizioni del passato, incluso modificare la costituzione pacifista imposta dagli americani dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Tamotsu Sugano, esperto di gruppi di destra giapponesi, ha dichiarato che Motoya ha rapporti stretti con la lobby ultra conservatrice Nippon Kaigi, conosciuta anche come Conferenza del Giappone, la quale ha pubblicato un dossier in cui definisce il Massacro di Nanchino come “false accuse.”

Se Abe non mette in discussione il Massacro, è anche vero che lui e più della metà dei suoi ministri di governo sono membri di un gruppo parlamentare che supporta la Conferenza.

Sugano, che ha scritto un libro su questa organizzazione, ha dichiarato che “sin da quando è stato eletto in parlamento, Abe ha interagito a stretto contatto con i membri” del Nippon Kaigi.

Koichi Nakano, professore di scienze politiche all’Università Sophia di Tokyo, ha dichiarato che il revisionismo si è iniziato a insinuare tra i politici, il settore industriale e i media sin dalla fine degli anni ’90.

“Sin da quando è diventato primo ministro, Abe è stato molto cauto ma il suo punto di appoggio sono queste persone”, secondo quanto detto da Nakano che ha chiamato Abe “il portabandiera del movimento.”

Il primo ministro, che una volta ha messo in dubbio che l’aggressione militare del Giappone in tempo di guerra sia da definirsi “invasione”, ha anche scelto dei ministri con tendenze revisioniste.

Nonostante Abe abbia seguito l’esempio del governo precedente e si sia scusato per la guerra, nel 2015 durante il 70esimo anniversario dalla fine del conflitto ha  detto che le future generazioni non dovranno scusarsi.

Secondo la Cina, nell’arco di 6 settimane iniziate nel dicembre 1937 l’esercito giapponese ha ucciso, stuprato e distrutto liberamente causando la morte di oltre 300.000 persone.

Alcuni stimati studiosi sono più cauti sul numero delle vittime, ma la scuola di pensiero generale non mette in dubbio che l’incidente, conosciuto come “Stupro di Nanchino”, sia davvero accaduto.

Il libro di Motoya, ironicamente intitolato “La Vera Storia del Giappone: Storia Moderna Teorica II,” utilizza la parola “inventato” per descrivere Nanchino.

“I revisionisti giapponesi vogliono riscrivere la condivisa storia di guerra del Giappone in Asia e promuovere una dispensativa narrazione che ignori ciò che è realmente accaduto,” ha scritto ad una mail a AFP Jeff Kingstone, direttore di Studi Asiatici all’Università Temple del Giappone.

Motoya è stato anche criticato per dei commenti anti semiti fatti in un magazzino aziendale in uno dei suoi hotel in Canada, nei quali ha affermato che gli ebrei “controllano” settori chiave degli Stati Uniti.

Il suo libro di storia non ha ricevuto condanne dal governo giapponese e ben poche dai media e dalla società.

Il quotidiano nazionalista Sankei Shimbun ha anzi applaudito il governo per “non aver né messo pressione all’hotel APA né per aver imposto autocontrollo.”

La situazione in Giappone è in netto contrasto con quella in Germania dove i simpatizzanti dell’ideologia nazista sono largamente considerati inaccettabili e la messa in mostra di simboli fascisti quali la svastica o la negazione dell’Olocausto sono illegali.

L’anno scorso, una donna di 87 anni è stata incarcerata per aver negato che Auschwitz sia stato un campo di concentramento.

La mancanza di critiche alle idee revisioniste in Giappone, tuttavia, non significa che l’ideologia nazionalista sia ampiamente accettata.

Infatti, gli elettori hanno creduto in Abe principalmente per la sua promessa di ridare linfa vitale all’economia. I sondaggi mostrano ben poco entusiasmo per il suo personale progetto di riformare la costituzione.

“La crescita della Cina sta facendo nascere ansie e nazionalismi in Giappone, ma il nazionalismo non ha molta risonanza tra i giapponesi perché capiscono cosa potrebbe andare storto,” ha detto Kingston.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/politics/view/japan-history-revisionists-bolder-under-abe-analysts

21 febbraio, Corea del Sud – La Corea del Nord potrebbe dare atto a provocazioni per dirottare l’attenzione internazionale

Secondo dei funzionari, l’esercito sud coreano sta rafforzando i sistemi di sicurezza in caso la Corea del Nord decida di attuare delle provocazioni militari per dirottare l’attenzione dall’omicidio del fratellastro del leader Kim Jong-Un.

Un ufficiale anonimo dello Stato Maggiore Congiunto (SMC) ha dichiarato che stanno “rafforzando la sicurezza e la sorveglianza per poter reagire in modo efficace a eventuali provocazioni del Nord.”

Ha fatto notare che l’esercito nord coreano sta effettuando le esercitazioni invernali di routine e per il momento non ci sono movimento sospetti. Tuttavia ha aggiunto, “siamo preparati a qualsiasi evenienza.”

Kim Jong-nam, il figlio maggiore del defunto leader nord coreano Kim Jong-Il, è stato ucciso il 13 febbraio, dopo che due donne lo hanno apparentemente avvelenato mentre stava aspettando di imbarcarsi su un volo dall’Aeroporto Internazionale di Kuala Lumpur.

Il presunto assassinio ha messo nell’angolo la Corea del Nord che, sospettata di aver orchestrato l’omicidio, è stata criticata per la brutalità del regime di Kim.

Il governo sud coreano ha dichiarato che sembra “certo” che dietro l’omicidio ci sia il Nord, citando le dichiarazioni di domenica della polizia malese secondo cui almeno otto sospettati coinvolti nel caso sono di nazionalità nord coreana.

Il Presidente ad-interim e Primo ministro Hwang Kyo-Ahn lunedì ha riunito i funzionari di governo per valutare con attenzione la possibilità di attacchi terroristici da parte del Nord sulla popolazione sud coreana, facendo loro pressione affinché si preparino al meglio attraverso la cooperazione tra organizzazioni di rilievo, incluso il centro per l’anti terrorismo.

La Corea del Sud ha anche rafforzato le misure di sicurezza per i disertori nord coreani che vivono sul territorio, incluso Thae Young-ho che era un diplomatico anziano a Londra.

Sin dall’omicidio, avvenuto subito dopo il lancio di un nuovo missile balistico a medio raggio, in molti chiedono al Congresso americano di definire nuovamente lo stato recluso come stato che finanzia il terrorismo.

“Una volta, gli Stati Uniti avevano introdotto la Corea del Nord nell’Elenco degli Stati che Finanziano il Terrorismo,” ha dichiarato la scorsa settimana Ted Poe, membro della Camera dei Rappresentanti per il Partito Repubblicano in Texas.

“è ora di rimettere il piccolo Kim su quella lista perché è un terrorista internazionale e una minaccia alla pace mondiale, si è guadagnato questa definizione.”

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/02/205_224451.html

22 febbraio, La Corea del Sud condanna il Giappone per le sue rinnovate pretese su Dokdo

Mercoledì la Corea del Sud ha denunciato il Giappone per aver inviato un ufficiale di alto rango a un evento locale con l’obiettivo di promuovere le sue pretese territoriali sulle isole orientali di Dokdo.

“Protestiamo con vigore contro il governo centrale del Giappone per continuare a pretendere ingiustificatamente la sua sovranità su Dokdo mandando di nuovo un ufficiale di alto rango all’evento conosciuto come Giornata di Dokdo tenuto dalla Prefettura di Shimane,” ha dichiarato il ministero degli esteri in una dichiarazione. “Richiediamo che vengano interrotti tutti i tentativi.”

Ha anche convocato un diplomatico anziano giapponese per ufficializzare la propria protesta.

Nel 2005, la Prefettura giapponese di Shimane, che reclama la sovranità amministrativa sulle isole rocciose, ha indetto la Giornata Takeshima per il 22 febbraio. Takeshima è il nome giapponese per Dokdo.

Tokyo, alla cerimonia di quest’anno tenutasi questo mercoledì, ha inviato un ufficiale dello stesso livello di un vice ministro come rappresentante governativo marcando il quinto anno consecutivo che un funzionario di livello ha presenziato al controverso evento.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/02/120_224485.html

23 febbraio, Giappone –  Amnesty International sollecita il Giappone a migliorare il trattamento delle minoranze

Nel suo rapporto annuale per il 2016, Amnesty International sollecita il governo giapponese a fare di più per proteggere i diritti delle minoranze.

L’organizzazione per i diritti umani londinese ha espresso preoccupazione per il trattamento delle minoranze religiose ed etniche che vivono in Giappone e per il futuro dei rifugiati.

L’anno scorso il Giappone ha passato una legge che vieta i discorsi d’odio, ma Amnesty ha fatto notare come i critici ne evidenzino la mancanza di una chiara definizione di “linguaggio e comportamento discriminatorio.”

Il rapporto espone come la legge non preveda alcuna punizione per l’utilizzo di tale linguaggio o comportamento.

Il rapporto mette anche in evidenza come il Giappone accetti pochissime richieste dai richiedenti asilo.

Secondo un rapporto preliminare del Ministero della Giustizia, il Giappone nel 2016 ha riconosciuto lo status di rifugiato a 28 persone, una più rispetto all’anno precedente, su un totale di 10.901 richiedenti asilo.

L’organizzazione ha anche criticato la decisione della Corte Suprema giapponese di maggio in merito a un caso contro la polizia di Tokyo e la loro sorveglianza di massa dei residenti musulmani in Giappone.

Una fuga di notizie nel 2010 rivelò come la polizia avesse compilato migliaia di profili dettagliati su musulmani che includevano registrazione dei loro movimenti e dettagli finanziari.

La massima corte confermò la decisione del tribunale di grado inferiore di far pagare dal governo di Tokyo un risarcimento al gruppo di residenti musulmani ma rifiutò la pretesa che la raccolta delle informazioni fosse stata illegale.

Su una linea più positiva, Amnesty ha ben accolto il crescente riconoscimento delle unioni dello stesso sesso da parte delle amministrazioni locali in Giappone, che assicurano alle coppie dello stesso sesso trattamento e accesso ai servizi locali simili a quelli garantiti alle coppie sposate.

In una dichiarazione mandata a Kyodo News, Hiroka Shoji, ricercatore dell’Asia orientale per Amnesty, ha detto che “il governo giapponese è colpevole di politiche “noi contro loro” disumanizzanti, utilizzando la paura e la divisione per ostacolare i diritti umani.”

“Tutto ciò si può notare dall’increscioso basso numero di persone a cui è stato garantito lo status di rifugiati e la sorveglianza totale dei musulmani. Anche se il parlamento ha passato la prima legge sul divieto ai discorsi d’odio, è ancora troppo restrittiva nello scopo e non sancisce pene.”

“Amnesty International sollecita il Giappone a smetterla di cercare capri espiatori e iniziare ad essere all’altezza dei suoi impegni in materia di diritti umani.”

Il rapporto di oltre 400 pagine descrive le condizioni dei diritti umani in 159 paesi e territori.

Salil Shetty, segretario generale di Amnesty, ha messo in guardia sul Presidente americano Donald Trump che potrebbe “mettere in serio pericolo la cooperazione multilaterale e spingere verso una nuova era di maggior instabilità e sospetto reciproco.”

Ha definito “tossica” la campagna elettorale di Trump e contenente politiche “che potrebbero essere profondamente nemiche dei diritti umani.”

“In tutto il mondo, i leader e i politici scommettono il loro potere futuro su discorsi di paura e divisione, dando la colpa agli “altri” per il vero o fabbricato torto dell’elettorato,” ha dichiarato Shetty.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/national/view/amnesty-report-urges-japan-to-improve-treatment-of-minorities

24 febbraio, Corea del Sud – L’Alta Corte conferma per il 27 febbraio l’udienza finale per l’impeachment della Park

La Corte Costituzionale venerdì ha nuovamente confermato che terrà l’udienza finale per il processo di impeachment della Park il 27 febbraio, indipendentemente dall’elezione del nuovo giudice capo.

L’annuncio arriva dopo che la il Giudice Capo della Corte Suprema Yang Sung-tae ha annunciato che la più alta corte sceglierà il nuovo giudice capo per la Corte Costituzionale all’inizio della prossima settimana. La corte si comporrà quindi di soli sei giudici nei 9 previsti dopo che il Giudice Capo ad interim Lee Jung-min si ritirerà il 13 marzo.

Interrogato sulla possibilità di un ritardo nell’ultima udienza del processo, un funzionario della corte durante un resoconto alla stampa ha dichiarato che “non ci saranno cambiamenti nel calendario. L’ultima udienza verrà tenuta il 27 febbraio come era stato annunciato in precedenza.”

È stato visto come un ultimato agli avvocati presidenziali che avevano chiesto alla corte di rimandare l’udienza finale.

Nel frattempo, salgono le tensioni in anticipazione della decisione della corte sul destino della Presidentessa Park a cui è stato imposto l’impeachment dall’Assemblea Nazionale lo scorso dicembre.

Per motivi di sicurezza, guardie di sicurezza private e ufficiali di polizia sono stati impiegati per la protezione di Moon Jae-in, il candidato più popolare nelle prossime elezioni presidenziali, e degli otto giudici della Corte Costituzionale.

Quando martedì Moon ha fatto visita al Mercato di Yeoncheon a ovest di Seul era accompagnato da quattro guardie private.

Kim Kyung-soo, portavoce della campagna presidenziale non ufficiale di Moon, ha dichiarato che le guardie sono state da lui assunte dopo che aveva confermato l’esistenza di specifiche minacce dirette a Moon da parte di più fonti.

Il tutto, dopo che un paio di giorni prima nelle comunità online di destra era iniziato a circolare un “annuncio” per assassini che prendessero di mira Moon.

L’annuncio leggeva, “stiamo cercando persone che siano disposte a morire in qualsiasi momento per la Corea. Preferiamo coloro che siano versati nelle arti marziali. Ma anche se non lo siete, siete qualificati dal momento in cui siete disposti a rischiare la vostra vita per salvare il paese sull’orlo del precipizio, proprio come hanno fatto Yu Gwan-sun, Yun Bong-gil e An Jung-geun did.”

Non è chiaro chi abbia pubblicato per primo l’annuncio, ma è diventato subito virale grazie alla app di messaggistica KakaoTalk e altri canali online.

Su queste piattaforme digitali è facile trovare messaggi che incoraggiano le persone ad “assassinare” o ferire famosi politici di sinistra, giornalisti o chiunque sia considerato critico nei confronti dell’amministrazione Park, che è collassata sotto il peso enorme di uno scandalo di corruzione che coinvolge la sua amica Choi Soon-Sil.

Da venerdì, la polizia sorveglia 24/24 i giudici della Corte Costituzionale.

La polizia ha deciso di intervenire dopo ch mercoledì la Corte aveva richiesto protezione in seguito alle tensioni che stanno crescendo in attesa del suo verdetto che dovrebbe essere emesso entro il 13 marzo.

“È difficile affermare che la corte si stia comportando in maniera corretta,” ha dichiarato Kim Pyung-woo, uno degli avvocati, durante l’udienza di mercoledì. “Questa è la strada che distruggerà la corte, che non esisterà più dopo il verdetto…i manifestanti con le bandiere e le candele si scontreranno e le strade si ricopriranno di lacrime e sangue.”

Le sue provocazioni sono state ben ricevute dai sostenitori della Park, alcuni dei quali hanno minacciato di iniziare una rivoluzione se la corte emetterà un verdetto non in loro favore.

Lo scandalo ha spinto milioni di persone a scendere per le strade per chiedere l’impeachment o il re – insediamento della Park, con entrambe le fazioni che organizzavano manifestazioni sempre più infuocate di settimana in settimana.

La polizia si sta preparando per altre grandi manifestazioni previste per domenica e il 1° marzo (Giorno dell’Indipendenza Coreana).

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/02/251_224655.html

25 febbraio, Giappone – Abe e Putin potrebbero tenere un summit in Russia ad aprile

Fonti informate hanno dichiarato che il Primo ministro Shinzo Abe sta considerando di visitare la Russia a fine aprile per incontrarsi con il Presidente Vladimir Putin.

Abe punta a sfruttare l’incontro per accelerare i negoziati tra le due nazioni sulle proposte attività congiunte sulle quattro isole occupate dalla Russia di fronte ad Hokkaido che sono al centro di una disputa territoriale tra Tokyo e Mosca.

Durante il loro incontro di dicembre in Giappone, Abe e Putin si erano messi d’accordo per iniziare a discutere su queste attività economiche congiunte con l’obiettivo di promuovere negoziati su un trattato territoriale e di pace tra le due nazioni.

La disputa sulle isole – Kunashiri, Shikotan, Etorofu e Habomai – impedisce a Tokyo e Mosca di concludere un trattato di pace per terminare formalmente le ostilità della Seconda Guerra Mondiale.

Le isole furono confiscate dalle truppe sovietiche al Giappone durante gli ultimi giorni del conflitto.

L’incontro in programma tra i due leader si terrà il 17. Quando si sono visti il Giappone, Putin invitò Abe a visitare la Russia. Il Giappone e la Russia hanno in calendario di tenere le discussioni sulle attività economiche congiunte il 18 marzo.

In aggiunta, i ministri degli esteri e della difesa dei due paesi riprenderanno le discussioni il 20 marzo in uno sforzo per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza.

In più, i vice ministri degli esteri giapponese e russo terranno un dialogo strategico il 30 marzo.

Il Giappone ha in programma di promuovere il dialogo sulle attività economiche congiunte nonostante la Russia abbia intenzione di potenziare la presenza militare sulle isole contese.

“Creare una buona atmosfera attraverso il dialogo è il primo passo,” ha dichiarato un funzionario del Ministero degli Esteri di Tokyo.

I due paesi hanno anche intenzione di raggiungere un ampio accordo grazie al summit di aprile per estendere i viaggi senza visto sulle isole per gli ex residenti giapponesi, principalmente per permettere loro di visitare le tombe di famiglia.

Abe e Putin hanno già deciso di incontrarsi a lato di una conferenza internazionale che si terrà a Vladivostok il 6 e il 7 settembre.

Fonti: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2017/02/25/national/politics-diplomacy/abe-putin-may-hold-russia-summit-april/#.WLRpF_nhDIU

26 febbraio, Corea del Sud – La Presidente Park non presenzierà all’udienza finale della Corte

La Corte Costituzionale terrà l’udienza finale del processo per impeachment alla Presidente Park lunedì alle due del pomeriggio, aumentando le tensioni dentro e fuori dall’aula.

Secondo quanto dichiarato dalla Corte domenica, la Presidente non parteciperà all’udienza finale, rinunciando alla sua ultima possibilità di difendersi davanti agli otto giudici.

Gli avvocati della Park non hanno dato ragioni specifiche per la decisione ma hanno dichiarato che invece consegneranno la sua dichiarazione alla corte.

Adesso, i rappresentanti della Park e dell’Assemblea Nazionale si stanno preparando a scontrarsi direttamente durate l’udienza finale.

Gli avvocati della Park si oppongono con forza all’intenzione della corte di decidere del futuro della Park prima del 13 marzo, giorno in cui si ritirerà il presidente ad interim della corte Lee Jung-mi. Detto ciò, il processo potrebbe essere drammaticamente ribaltato prima della fine. Molto probabilmente sosteranno ancora una volta che l’intero processo è stato compromesso sin dall’inizio e che deve essere ripetuto da capo.

Kim Pyung-woo, uno degli avvocati della Park, ha insistito che la mozione per l’impeachment non sarebbe dovuta nemmeno passare poiché i parlamentari non hanno votato per ciascuna delle 13 condizioni per l’impeachment separatamente.

Durante l’udienza finale, gli avvocati della Park probabilmente sosterranno che la mozione mancava di specifiche informazioni riguardo i presunti crimini della Presidente e dei doveri che è accusata di non aver ottemperato.

Son Bum-kyu, un altro degli avvocati della Park, ha affermato che una decisione presa da otto giudici sui nove previsti è soggetta a un nuovo processo, concludendo che la corte dovrebbe sospendere tutti i procedimenti fino a quando non riempirà il posto vacante.

Anche i rappresentanti dell’Assemblea Nazionale sono stati impegnati a prepararsi per l’udienza finale. Si sono incontrati per abbozzare un’ultima dichiarazione, che sarà letta dall’On. Kweon Seong-dong del partito conservatore di minoranza Bareun.

I rappresentanti stanno anche prendendo in considerazione piani diversi per diversi possibili scenari.

Solitamente la corte emette il verdetto due settimane dopo l’ultima udienza e rivela la data qualche giorno prima.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2017/02/356_224711.html

Featured Image: http://img.koreatimes.co.kr/upload/newsV2/images/2222(0).jpg (dall’art. del 26/02)

 

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