Rassegna settimanale 30 gennaio – 5 febbraio : Sud Est Asiatico

30 gennaio, Filippine – Polizia smembra le unità anti-droga dopo il rapimento e omicidio di un cittadino sud-coreano

La polizia ha annunciato che smembrerà le unità anti-droga dopo il rapimento e l’uccisione di un uomo d’affari sud coreano, Jee Ick-joo. Il presidente Rodrigo Duterte ha dichiarato di essere rimasto imbarazzato da questo fatto e che i poliziotti sotto accusa avevano chiaramente abusato del proprio potere. Nello stesso tempo ha però fatto sapere che questo non metterà fine alla guerra contro la droga, che andrà avanti fino alla fine del suo mandato, previsto nel 2022.

Il capo della polizia, Ronald de la Rosa, ha confermato che “dissolveremo tutte le unità anti-droga della polizia” per poter ricostruirle. Ha però ammesso che questo rallenterà momentaneamente la campagna contro la droga. La polizia ha dichiarato che tutti i casi irrisolti delle 7 000 uccisioni sono probabilmente l’opera di giustizia privata o violenza legate a gang di narcotrafficanti.

La campagna del presidente Rodrigo Duterte è stata vivamente criticata dall’Occidente e dai giornali internazionali che accusano il presidente di proteggere le operazioni extra giurisdizionali della polizia. La lotta alla droga è stata una delle principali promesse della campagna di Duterte e risponde alle critiche dicendo “non me ne frega niente, ho una missione da compiere, e la porterò a termine”.

Fonte: Asian Correspondent, https://asiancorrespondent.com/2017/01/phili-police-anti-drugs-unit-after-kidnap-murder-s-korean/

31 gennaio, Birmania – Migliaia di persone per i funerali dell’avvocato di Aung San Suu Kyi

Decine di migliaia di persone erano presenti per i funerali di Ko Ni, avvocato e consigliere del partito National League for Democracy (NLD), nonché l’avvocato di Aung San Suu Kyi. Quest’ultima non era presente per i funerali e non ha ancora commentato l’accaduto. Ko ni è stato ucciso fuori dall’aeroporto di Yangon mentre aspettava sua nipote. Il partito di governo parla di un omicidio politico preparato con estrema attenzione. Questo evento è stato un colpo duro per la minoranza musulmana all’interno del paese e per il partito di maggioranza NLD.

Ki No era uno dei principali oppositori dell’attuale politica del governo birmano contro le minoranze musulmane del paese, oltre che un critico del potere dell’esercito. La sua famiglia e i suoi amici hanno dichiarato che aveva ricevuto numerose minacce di morte legate ai suoi impegni politici.

Fonte: The Straits Times, http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/thousands-attend-funeral-of-slain-suu-kyi-adviser

1 febbraio, Filippine – Duterte chiede alla Cina di pattugliare i mari

Il Presidente Rodrigo Duterte avrebbe richiesto l’aiuto della Cina per pattugliare le proprie coste e così lottare contro la pirateria e lo Stato Islamico. Nell’ultimo periodo, a causa della pirateria, alcune compagnie si vedono costrette a tenersi alla larga dalle Filippine e aumentare i costi dei trasporti. Il Presidente filippino ha dichiarato che la situazione potrebbe diventare paragonabile a quella in Somalia. Non è stato precisato se la Cina abbia risposto a questa richiesta.

Le Filippine hanno recentemente stretto un accordo con la Malesia e l’Indonesia per pattugliare i mari e contrastare la minaccia del gruppo Abu Sayyaf, uno dei più pericolosi e attivi gruppi terroristi nella zona. Il ministro della difesa filippino ha precisato che questi accordi saranno estesi al Brunei e Singapore. Gli Stati Uniti hanno egualmente fatto conoscere la propria preoccupazione sulla questione.

Fonte: Asian Correspondent, https://asiancorrespondent.com/2017/02/philippines-duterte-asks-china-patrol-piracy-plagued-waters/

2 febbraio, Filippine – Il Ministro della difesa chiede al presidente Duterte di chiarire il ruolo dei militari nella guerra alla droga

Il ministro della difesa filippino ha pubblicamente chiesto al Presidente di chiarire quale sarà il compito e il ruolo dell’esercito nella guerra contro la droga in atto nel paese. Dal rapimento e l’uccisione di un uomo d’affari sud coreano da parte della polizia, il Presidente Duterte ha preso la decisione di sospendere momentaneamente la guerra contro la droga e di smantellare le unità anti droga della polizia. Duterte sarebbe furioso e imbarazzato di questo incidente, soprattutto per le sue “implicazioni internazionali”.

Non è ancora chiaro in che modo l’esercito sarà chiamato a intervenire nella faccenda mentre le forze di polizia subiranno le probabili ripercussioni dell’avvenimento. In passato Duterte aveva già minacciato di sottoporre il paese alla legge marziale. Non si placano però le accuse dei gruppi per i diritti, tra i quali anche Amnesty International, per i 7 600 morti, dei quali “solo” 2 500 sarebbero dovuti ad azioni di polizia.

Fonte: Asian Correspondent, https://asiancorrespondent.com/2017/02/philippines-defence-ministry-asks-duterte-clarify-military-role-drug-war/

3 Febbraio, Malesia, Il Primo Ministro Najib manda aiuti via mare ai Rohingya della Malesia

Il Primo ministro della Malesia,  Najib Razak  ha inviato navi cariche di tonnellate di cibo e di rifornimenti di emergenza alla popolazione musulmana dei Rohingya in Malesia.

Najib ha ufficialmente criticato il trattamento che i Rohingya subiscono dalla maggioranza buddishta, chiedendo al governo di fermare gli attacchi.

Il governo malese, guidato dal Premio Nobel Aung San Suu Kyi, ha negato le accuse di violenze, insistendo sul fatto che la questione dei Rohingya è un affare interno.

“E’ un momento storico…le sofferenze e il dolore del popolo Rohingya non verranno ignorati”, ha dichiarato Najib in un discorso pubblico vicino al porto della capitale.  “Sentiamo il dolore chi di è stato ucciso, bruciato vivo e violentato”.

L’aiuto via mare è stato organizzato dai gruppi musulamni della Malesia con l’aiuto di gruppi stranieri.

La nave arriverà a Yangon il 9 febbraio per poi dirigersi in Bangladesh.

Il governo birmano non ha permesso l’arrivo della nave direttamente a Sittwe, capitale dello Stato di Rakhine, insistendo che l’aiuto sarà distribuito equamente fra buddishti e musulmani.

La Malesia ha chiesto all’ASEAN di coordinare gli aiuti e di investigare sulle accuse di atrocità commesse contro i Rohingya, ponendo così fine alla tradizione dell’Associazione di non interferenza negli affari interni di uno Stato.

Myanmar, di contro, ha accusato la Malesia di approfinttare della crisi per “promuovere una determinate agenda politica”.

Najib ha ospitato un meeting dei rappresentati della Organisation of Islamic Cooperation per discutere del trattamento subito dai Rohingya e ha chiesto ai Paesi islamici di porre fine a questa “tragedia umanitaria”.

Fonte: Strait Times, http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/malaysian-pm-najib-sends-off-aid-ship-bound-for-muslim-rohingyas-in-myanmar

4 Febbraio, Suu Ky promette alle Nazioni Unite di investigare sui crimini contro i Rohingya

Secondo l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati, Zeid Ra’ad al Hussein, la leader birmana Aung San Suu Kyi avrebbe promesso di aprire un’indagine sulle accuse avanzate dall’ONU sui crimini commessi contro la minoranza Rohingya. Secondo un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite venerdì, le forze di sicurezza e la polizia birmana sono responsabili di  uccisioni di massa, stupri e di aver bruciato alcuni villaggi nel nord dello Stato di Rakhine.

“Ho parlato con Aung San Suu Kyi un’ora e mezza fa. Le ho chiesto di usare tutti i mezzi a sua disposizione per esercitare pressione sui militari e sulle forze di sicurezza per porre fine alle operazioni.” ha dichiarato Zeid Ra’ad Hussein in un’intervista alla Reuters. “Mi ha detto che partirà un’indagine.”

A Yangon, il portavoce del Presidente, Zaw Htay, ha dichiarato che: “Ci sono accuse pesanti e siamo fortemente preoccupati. Indagheremo il prima possibile tramite una commissione di indagine guidata dal vice presidente. Se ci saranno chiare prove di abusi e violenze, prenderemo tutte le necessarie misure”.

Il Myanmar ha precedentemente negato qualsiasi abuso  avvenuto nel nord dello Stato di Rakhine. Dal 9 ottobre circa 69.000 Rohingya sono stati costretti a scappare nel vicino Bangladesh. Il rapporto delle Nazioni Unite si basa sulle loro testimonianze raccolte in gennaio. I testimoni hanno parlato di uccisioni di bambini, neonati, donne e anziani, di spari contri chi scappava, di interi villaggi dati alle fiamme, di stupri e violenze sessuali. Secondo il rapporto, le azioni perpetrate dalle forze di sicurezza possono essere denominate come crimini contro l’umanità. Zeid ha affermato che i responsabili di tali orrori dovranno essere individuati e che potrebbe essere costituita una commissione internazionale di inchiesta o se ne protebbe occupare l’ International Criminal Court.

Il report parla di operazioni autorizzate con elicotteri che hanno colpito interi villaggi. Circa metà degli intervistati hanno detto che uno dei loro familiari è stato ucciso o è scomparso.

La questione dei Rohingya, circa 1.1 milione di persone che vive in condizione di apartheid nello stato di Rakhine, è stata una causa di frizione fra Myanmar e Bangladesh. Molti Rohingya hanno sperato che Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace, potesse riuscire a superare le divisioni e proteggere i loro diritti, una volta salita al potere.

Oggi molti criticano la leader per non aver fermato gli abusi.

Fonte: StraitsTimes,  http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/myanmars-suu-kyi-vows-to-investigate-crimes-against-rohingya-uns-zeid

5 Febbraio,  Filippine – Criticato il paino della Ministra dell’Ambiente di chiudere alcune miniere

La mossa del ministro dell’Ambiente delle Filippine di chiudere alcune delle miniere è stata criticata da due suoi colleghi che hanno affermato che ciò potrebbe portare danni economici e occupazionali.

Le Filippine sono il principale fornitore al mondo di nickel e lo Esporta principalmente in Cina.

L’ordine di chiusura ha già provocato un incremento del prezzo del nickel a livello mondiale.

“Non credo che la ministra l’abbia fatto arbitrariamente ma tale decisione si deve basare su dati scientifici” ha dichiarato il Segretario della Pianificazione socioeconomica, Ernesto Pernia. “Ovviamente avrà un effetto sul prodotto interno lordo e sull’occupazione”.

La ministra dell’Ambiente, Lopez, ha ordinato la chiusura di 23 miniere dopo  che sono stati scoperti versamenti di rifiuti nei fiumi e l’abbattimento di alberi. Ad altre 5 miniere è stato chiesto di sospendere le attività.

Il Ministreo delle Finanza, Carlos Dominguez, nel suo account Twitter ha espresso preoccupazione: “sono preoccupato per 1,2 milioni di persone colpite dalla chiusura delle minitere. Ciò porterà ad un incremento della disoccupazione“. Ha altresì affermato che la chiusura inciderà sulle entrate locali.

L’ordine di chiusura della Ministra Lopez è il risultato di una serie di controlli cominciati lo scorso luglio dopo l’insedimento del Presidente Duterte.

Duterte, che gode del sostegno popolare, ha sostenuto l’ordine della ministra Lopez, la quale, in una dichiarazione ufficiale di domenica,  ha dichiarato: “ datemi al massimo due anni e vi dimostrerò che  la green economy può creare più posti di lavoro dell’industria mineraria”.

Ha affermato inoltre che i lavoratori delle miniere potranno trovare lavoro nella riforestazione e nella riabilitazione delle miniere.

“La questione non sono le miniere, la questione è la giustizia sociale” ha dichiarato la ministra.

Fonte: http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/philippine-ministers-say-mine-closure-order-will-cost-jobs

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