Il nostro intervento alla “Settimana del Buon Vivere”: Giappone post-tsunami e post-Fukushima: un esempio di rinascita.

Sabato 1 ottobre 2016 abbiamo partecipato alla “Settimana del Buon vivere”, iniziativa culturale della provincia di Forlì-Cesena dedicata a Buon Vivere e Benessere Equo e Sostenibile.
Il tema dell’edizione del 2016 era: “Un’idea di futuro”.
Il nostro intervento si è tenuto nel contesto della Cittadella del Buon Vivere, il cuore pulsante dell’evento. “Un luogo dove innescare un confronto tra gli ospiti internazionali che si interrogano su un possibile futuro sostenibile e quanti, nel nostro territorio, da tempo si adoperano quotidianamente e concretamente per dare alle nuove generazioni un futuro migliore”.

In collaborazione con Hasekura 2.0 Program abbiamo parlato di:

“Giappone post-tsunami e post-Fukushima: un esempio di rinascita.”
L’obiettivo del nostro intervento era quello di mostrare come situazioni di crisi possono essere l’occasione per generare alternative e portare territori e comunità a nuova vita.

L’11 Marzo 2011 il Giappone è stato colpito dal più grande terremoto degli ultimi 100 anni, seguito da uno tsunami devastante e dalla conseguente crisi nucleare di Fukushima.
La regione più colpita è stata il Tōhoku. Nota per le sue risaie e i suoi prodotti agricoli, la regione ha dovuto affrontare non solo i danni materiali alle coltivazioni ma anche il problema della radioattività.

Tutto questo ha generato una forte crisi economica, dovuta al crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, che ha messo il Tōhoku in ginocchio. Il Tōhoku, però, è riuscito a reagire e, grazie a iniziative locali e progetti di cittadini, è diventato in breve tempo un centro di innovazione, eco sostenibilità e sviluppo sostenibile.

Il Tōhoku, quindi, diventa un esempio emblematico delle conseguenze positive che una situazione di crisi può generare.

Lo tsunami ha generato in Giappone un sentimento di urgenza simile a quello generato in Europa e in Italia dalla profonda crisi economica. In entrambi i casi i governi non sono stati in grado di rispondere alle sfide poste dalla società contemporanea e questo lascia spazio alla nascita di movimenti locali e progetti ideati dalla società civile.

All’intervento hanno partecipato:

– Arianna Miorandi, professoressa di History and Politics of the Far East presso l’università degli Studi di Milano e fondatrice di Orizzontinternazionali.

– Chiara Galvani, Federica Galvani e Sonia del Torto della redazione di Orizzontinternazionali.

– Renata Piazza: fondatrice di Hasekura 2.0 Progam (https://hasekuraprogram.com/), una piattaforma che promuove l’ innovazione sociale e la sostenibilità tra le SME, gli imprenditori sociali e le autorità locali di Europa e Giappone.

– Christian Dimmer (Twitter: @remmid) professore di Studi urbanistici presso la prestigiosa università Waseda di Tokyo e co-fondatore del chapter di Tokyo dell’ Open Architecture Collaborative OAC e TPF²|Tohoku Planning Forum.

– Il progetto Orto dei Sogni, che promuove scambi internazionali tra bambini giapponesi e italiani.

– I rappresentanti di vari progetti nati in Tōhoku in seguito al terremoto (Tōhoku Taberu Tsuushin, Kumiki, Ishinomaki 2.0).

Scarica il nostro depliant.

Guarda le video interviste sul nostro canale di Youtube.

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