Rassegna settimanale 27 – 30 dicembre: Giappone e Corea del Sud

27 dicembre, Il Ministero del lavoro svela nuove misure per prevenire le morti da superlavoro

In seguito al suicidio lo scorso inverno di una donna che lavorava nel gigante della pubblicità Dentsu Inc, lunedì il Ministero del lavoro ha svelato delle nuove misure di emergenza per prevenire la morte o il suicidio dei lavoratori a causa del super lavoro.

Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare ha dichiarato che renderà pubblici i nomi delle aziende in cui la morte di un dipendente sia da ricollegare a un incidente sul lavoro o in caso un dipendente sia costretto a lavorare oltre gli orari d’ufficio in più di una divisione della compagnia.

Secondo il sistema attuale, lanciato nel 2015, i nomi delle compagnie vengono resi pubblici quando più di 10 dipendenti o più di un quarto di tutti i dipendenti in tre uffici lavorano illegalmente per più ore.

Nel tentativo di eliminare il lavoro straordinario non pagato, il ministero ha dichiarato che introdurrà un sistema che permetterà alle compagnie di capire esattamente quanto a lungo lavorano i loro dipendenti.

Il governo del primo ministro Shinzo Abe è deciso a far passare il piano per marzo. Le ultime misure previste dal ministero, che includono alcuni passi avanti per prevenire disturbi mentali tra i dipendenti, entreranno in vigore a partire da gennaio.

Matsuri Takahashi, 24 anni, venne assunta dalla compagnia di pubblicità nell’aprile del 2015 e si uccise a Tokyo il 25 dicembre. Un’ispezione del lavoro condotta a Tokyo a settembre di quest’anno ha riconosciuto la sua morte come “karoshi”, o morte da super lavoro, in quanto le sue ore di lavoro erano sensibilmente aumentate.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/national/view/labor-ministry-unveils-measures-to-prevent-death-from-overwork

28 dicembre, 1 anno dopo, l’accordo sulla schiavitù sessuale trema. I partiti dell’opposizione chiedono la rinegoziazione o l’abolizione

L’accordo tra la Corea del Sud e il Giappone sul risarcimento alle donne costrette alla schiavitù sessuale prima e durante la Seconda Guerra Mondiale è in una posizione precaria poiché le opposizioni ne chiedono la rinegoziazione o, addirittura, l’abolizione.

Mercoledì, giorno del primo anniversario dell’accordo, i partiti dell’opposizione hanno chiesto che il Giappone si scusi sinceramente per aver schiavizzato a fini sessuali le donne coreane.

Il principale partito d’opposizione, il Partito Democratico di Corea (PDC), ha fatto sapere che il prossimo governo dovrà stracciare il vecchio accordo e rinegoziarne uno nuovo da zero. Il secondo maggior partito di opposizione, il Partito Popolare, ha dichiarato che il Giappone deve assumersi la responsabilità per i crimini sessuali di guerra.

Le richieste di stracciare l’accordo aumentano da quando la presidente Park Geun-hye, che si è battuta per la sua firma, è stata sospesa dall’Assemblea Nazionale dopo l’impeachment.

Il primo ministro Shinzo Abe e altri politici giapponesi conservatori, hanno dichiarato che con l’accordo si considerano chiuse tutte le relative dispute sulla schiavitù sessuale e che Tokyo non avrà più bisogno di scusarsi.

Rifiutandosi di ammettere la responsabilità legale del Giappone, il governo di Abe insiste anche nel far sapere che il Giappone sta offrendo 1 miliardo di yen (8.5 milioni di dollari) alle vittime ancora in vita sulla base di un accordo sottoscritto per motivi umanitari.

Il capogruppo parlamentare del PDC, l’on. Woo Sang-ho ha giurato di rafforzare gli sforzi per “stracciare questo accordo precipitoso e rinegoziare con il Giappone” qualora il partito riesca ad affermarsi alle prossime elezioni presidenziali.

Durante un incontro presso la Corte Suprema ha dichiarato “Un anno fa oggi, è stato firmato questo disonorevole accordo”.

Considerando che l’accordo è stato firmato in maniera “finale e irremovibile”, Woo critica la Park per aver unilateralmente finalizzato l’accordo andando contro la maggioranza dell’opinione pubblica coreana.

“Sarà ricordato come un momento umiliante per la diplomazia della Corea. Il governo ha stretto un accordo con il Giappone in cambio di un miliardo di yen”, ha dichiarato Woo.

Il portavoce del PDC, l’on Park Kyung-mee ha denunciato l’amministrazione della Park definendola “la marionetta del governo Abe” e considera il miliardo di yen come delle noccioline per prendere in giro i sopravvissuti.

Il portavoce del Partito Popolare la pensa più o meno allo stesso modo.

“Il governo sta barattando l’onore e la dignità dei sopravvissuti e anche la nostra storia per un miliardo di yen” ha dichiarato. “Non ci può essere un accordo finale e irreversibile con il Giappone. Deve essere stracciato ed il Giappone deve scusarsi e assumersi le responsabilità legali.”

Gli analisti sostengono che le relazioni tra i due vicini hanno fatto ben pochi passi avanti. Hanno anche fatto sapere che i legami bilaterali potrebbero peggiorare in caso, l’anno prossimo, vincano le opposizioni.

“L’opposizione vuole rovesciare l’accordo bilaterale rischiando di causare una disputa internazionale”, ha dichiarato Lee Myeon-woo, un ricercatore dell’Istituto di Sejong.

“Inoltre, c’è davvero una bassissima possibilità che l’ultra conservatore Abe o un suo più moderato successore si scusi per la schiavitù sessuale e si ritenga responsabile legalmente poiché quel che è fatto è fatto.”

Park Won-gon, un professore di relazioni internazionali dell’Università di Handong concorda.

Ha attribuito la recente cooperazione militare tra Corea e Giappone, come ad esempio la firma dell’Accordo Generale sulla Sicurezza delle Informazioni Militari” di novembre, all’accordo sulla schiavitù sessuale.

“Nonostante sia controverso, ha avuto dei risvolti positivi sulla sicurezza”, ha dichiarato. “Questi sforzi sono del tutto inutili se la Corea e il Giappone falliscono nell’aggiustare le loro relazioni pubbliche.”

Il partito di governo, il Saenuri, ha dichiarato che il PDC sta solo cercando di sviare l’opinione pubblica sulla questione della schiavitù sessuale e non ha piani migliori.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/news/nation/2016/12/120_221018.html

29 dicembre, Cina e Corea del Sud criticano la visita di Inada a Yakusuni

La visita al tempio di Yakusuni a Tokyo da parte del Ministro della difesa giapponese Tomomi Inada ha sollevato le critiche dei due vicini del Giappone, con la Corea del Sud che condanna l’atto come “deplorevole” e richiama un diplomatico giapponese per esprimere il proprio disappunto.

Il Ministro degli affari esteri coreano ha convocato Kohei Maruyama, un funzionario dell’ambasciata giapponese, per protestare. Il ministro ha anche dichiarato che “è deplorevole che un politico responsabile giapponese preghi al tempio di Yakusuni, che abbellisce le invasioni coloniali passate e le guerre invasive, e che ospita molti criminali di guerra.”

In maniera simile, il Ministro della difesa coreano ha espresso “seria preoccupazione e rammarico.”

A Beijing, Hua Chunying, la portavoce del Ministero degli affari esteri cinese, ha dichiarato durante una conferenza stampa che il governo cinese si “oppone fermamente” alla visita e intende fare delle serie rimostranze ai delegati giapponesi.

La visita, ha fatto sapere Hua, “non solo riflette ancora una volta l’ottusa e sbagliata visione storica di alcuni giapponesi, ma evince anche una certa ironia considerato che segue a ruota il cosiddetto “viaggio della riconciliazione” a Pearl Harbor.”

Faceva riferimento al fatto che Inada martedì ha accompagnato il primo ministro Shinzo Abe a visitare il sito dell’attacco giapponese del 1941 che causò l’entrata in guerra degli Stati Uniti.

Il Global Times, un giornale affiliato al People’s Daily, il giornale del Partito Comunista cinese, ha anche sottolineato la tempistica della visita, dicendo che Inada ha reso omaggio ai “fantasmi” di Yakusuni subito dopo aver parlato di “riconciliazione”.

L’articolo fa inoltre notare come questa sia stata la prima visita al tempio della Inada come ministro della difesa; il tempio ospita 14 criminali di guerra di Classe A tra cui il Gen. Hideki Tojo, primo ministro ai tempi della guerra, e altri caduti di guerra del Giappone.

La Cina e la Corea del Sud, così come altri vicini del Giappone, considerano il tempio di Yakusuni come il simbolo del militarismo giapponese nel 20esimo secolo, ritenendo che i politici che vi fanno visita sorvolano la storia della guerra.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/politics/view/ministers-yasukuni-visit-draws-criticism-from-china-s-korea

30 dicembre, Corea del Sud – La Corte costituzionale annuncia che la Park non sarà chiamata a testimoniare nel processo per l’impeachment

La Corte Costituzionale coreana venerdì ha fatto sapere che non può chiedere alla presidente Park Geun-hye di testimoniare nel suo processo di impeachment che entrerà nella fase di discussione la prossima settimana, respingendo così le richieste dei legislatori che avevano votato per la rimozione della Park in seguito allo scandalo della corruzione.

Gli avvocati della Park, tuttavia, hanno detto che la Corte dovrebbe verificare i fatti indipendentemente dalle prove dei procuratori che accusano la Park di aver permesso alla Choi di intromettersi negli affari di stato e di aver cospirato con lei per estorcere denaro e favori dalle maggiori compagnie nazionali.

La corte ha fatto sapere che non c’era modo di forzare la Park a testimoniare e che il processo proseguirà senza di lei.

Il parlamento controllato dall’opposizione il 9 dicembre ha votato per porre l’impeachment sulla Park e la corte ha fino a sei mesi per decidere se lei debba definitivamente farsi da parte o essere reinsediata.

Durante il processo per l’impeachment, la Corte dovrà anche rivedere le accuse che vogliono la Park responsabile della censura mediatica e dell’inefficienza del governo durante il naufragio del traghetto nel 2014 che uccise più di 300 persone, la maggior parte adolescenti in gita scolastica.

I procuratori di stato hanno passato l’indagine a un team investigativo speciale, che venerdì ha convocato e arrestato per la seconda volta l’ex consulente del presidente e che si stanno focalizzando su presunta corruzione tra la Park e il Gruppo Samsung.

Ahn Jeong-bom, l’ex segretario della Park per il coordinamento delle politiche, l’anno scorso avrebbe ordinato all’ex ministro della salute Moon Hyung-pyo di fare pressioni sul Servizio Pensionistico Nazionale per supportare la fusione tra due affiliati della Samsung.

Uno degli accordi ha ridotto l’interesse del fondo pensionistico di una delle compagnie di circa cento milioni di dollari, ma ha permesso al rampollo della Samsung, Lee Jae-yong, di promuovere un cambio generazionale nella leadership e di aumentare il valore del gruppo.

La Samsung è una delle principali compagnie ad aver finanziato 77.4 miliardi di won (64 milioni di dollari) a due organizzazioni no profit controllate, si presume, dalla Choi e utilizzate per aumentare la sua ricchezza.

Choi, Ahn e Jung Ho-sung, un altro aiutante del presidente arrestato e accusato di passare informazioni confidenziali governative alla Choi, saranno chiamati a testimoniare il 10 gennaio.

Fonte: Korea Herald http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20161230000493

 

Featured Image Source: http://img.koreatimes.co.kr/upload/thumbnailV2/dnldksqn370.jpg (dall’articolo del 28/12)

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