Rassegna settimanale 19-23 dicembre: Giappone e Corea del Sud

19 dicembre, Corea del Sud – Il segretario generale delle Nazioni Unite si distanzia dalla Park

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha criticato la presidente Park Geun-hye per aver tradito la fiducia dell’opinione pubblica, descrivendo lo scandalo di corruzione in cui si trova coinvolta insieme alla sua amica Choi Soon-sil come “la più grande crisi politica dai tempi della Guerra di Corea”.

Le sue dichiarazioni sono in netto contrasto con le voci che lo vogliono spalleggiato dalla Park e dai suoi fedelissimi come candidato presidenziale per il partito di governo alle prossime elezioni.

“Ritengo che nel corso dei miei lunghi settant’anni di vita come cittadino della Corea del Sud, non abbiamo mai dovuto vivere una crisi politica del genere se non quando…scoppiò la Guerra di Corea”, ha dichiarato il segretario uscente delle Nazioni Unite durante un dibattito organizzato a New York questo sabato dal Consiglio delle Relazioni Estere.

“Le persone erano molto arrabbiate e frustrate dalla completa mancanza di buon governo. Credevano che la fiducia verso e nella leadership del paese fosse stata tradita.”

Ha aggiunto: “è per questo che le persone si sono arrabbiate ancora di più. Per questo motivo le capisco.”

Questo è stato il suo ultimo commento sull’attuale crisi politica in Corea – mossa che sembra fatta apposta per prendere le distanze dal presidente ora sotto impeachment in vista di una sua possibile candidatura alle presidenziali.

Tutti si aspettano che Ban, il cui mandato alle Nazioni Unite terminerà con la fine dell’anno, si candiderà alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo.

“Spero che tutto questo insegni qualcosa di buono alle persone che guidano la società coreana, sia essa una lezione politica, economica o sociale. Si deve mostrare all’opinione pubblica che il bene comune viene prima degli interessi personali o delle organizzazioni. Questo è ciò che dobbiamo imparare.”

La settimana scorsa durante la sua ultima conferenza stampa, Ban ha anche detto che capisce “l’aspirazione della popolazione e nuove tipologie più inclusive di leadership che le aiuti a superare le sfide che ci aspettano” – come a dire che lui pensa di poter essere quel tipo di leader.

Gli analisti della politica ritengono che i recenti commenti di Ban siano la prova che sta per perseguire le sue ambizioni politiche.

Secondo Yoon Tae-gon, un analista del Moa Agenda Stretegy, ha dichiarato che “distanziandosi dala presidente Park, Ban sembra in procinto di compiere il prossimo passo verso la presidenza”.

“Fino al suo ritorno, ci si aspetta che Ban prenda simili posizioni anche negli Stati Uniti.”

L’incredibile caduta del presidente Park ha colpito duramente le ambizioni presidenziali di Ban che, secondo le previsioni, avrebbe dovuto unirsi al partito di governo Saenuri per correre alle elezioni di dicembre 2017.

Tuttavia, sin dallo scoppio dello scandalo in ottobre, la candidatura fino a poco tempo fa intoccabile di Ban è andata deteriorandosi nei sondaggi, cadendo dietro quella di Moon Jae-In, un ex segretario per principale partito di opposizione, il Partito Democratico di Corea.

Secondo l’ultimo sondaggio di Realmeter, Moon era in testa con il 23.7%, in ascesa del 0.6% rispetto alla settimana prima, mentre Ban è secondo con il 20.5%, in ascesa del 1.7% rispetto allo stesso periodo precedente.

Nonostante la nuova strategia, Ban ha nuovamente fallito nel dichiarare pubblicamente la propria candidatura.

“Sono molto occupato per cui non ho tempo di pensarci”, ha dichiarato.

“Quando sarà il 1° gennaio, quando diverrò un privato cittadino della Repubblica di Corea, allora dovrò pensare a come meglio potrò contribuire a questa situazione. Questo è ciò che posso dirvi adesso…ma per maggiori dettagli, temo dovrete aspettare il 1° gennaio.”

Il Partito Democratico di Corea ha già iniziato a cercare di tenere sotto controllo Ban, il potenziale principale avversario di Moon.

“Ban sta concependo un piano che lo dipingerà come il salvatore che risolverà l’attuale crisi politica,” ha dichiarato l’on. Park Kyung-mee, portavoce del PDC. “è ridicolo.”

Fonte: Korea Times http://www.koreatimes.co.kr/www/news/nation/2016/12/116_220453.html

20 dicembre, Giappone – La Corte Superiore dà il via libera alla riallocazione della base militare americana a Okinawa

Martedì la Corte Suprema del Giappone ha emesso sentenza favorevole nella causa in cui il governo centrale chiedeva di poter spostare una base aerea americana a Futenma, Okinawa. La decisione è un duro colpo per gli oppositori del piano guidati dal governatore dell’isola

I giapponesi e il governo americano vorrebbero spostare la base, ora situata in una zona densamente popolata, in un’area meno affollata dell’isola per ragioni di sicurezza. Tuttavia, molti isolani stanchi della massiccia presenza di basi americane sull’isola, vorrebbero che la base fosse spostata altrove.

Okinawa è strategicamente localizzata nel Mar Cinese Orientale e da qui le truppe e gli aerei americani possono velocemente reagire alle possibili minacce in Asia. È stata un bastione del potere americano fin dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il governatore di Okinawa, Takeshi Onaga ha più volte cercato di opporsi all’utilizzazione del territorio per questa nuova base; il primo ministro Shinzo Abe e lui hanno entrambi portato davanti alle corti i rispettivi casi per risolvere la questione.

A settembre, l’Alta Corte stabilì che la posizione del governo centrale doveva essere rispettata in quanto incarnava “l’essenziale responsabilità” per la sicurezza e la difesa del Giappone.

Il governo di Okinawa aveva fatto ricorso in appello ma la sua richiesta è stata rifiutata questo martedì.

Tokyo e Washington avevano già proposto di spostare la base aerea di Futenma, una caserma dei Corpi dei Marines, nel 1996 ma avevano già allora insistito che rimanesse entro i confini di Okinawa.

Gli oppositori chiedono che la base sia ricollocata altrove in Giappone o oltre mare poiché la popolazione dell’isola non tollera più l’inquinamento acustico, gli incidenti e i reati commessi dalle truppe americane di stanza.

La decisione della Corte Suprema arriva il giorno dopo alla decisione dei Marines di far riprendere il volo a uno degli aerei ibridi controversi dopo che uno di essi si era schiantato al largo della costa di Okinawa la scorsa settimana.

Non ci fu nessuna vittima all’impatto ma l’incidente ha risollevato la rabbia dei locali. In risposta, i Marines avevano sospeso tutti i voli e avviato un’indagine ma hanno ripreso a far volare gli aerei questi lunedì.

Più della metà dei 47,000 soldati americani di stanza in Giappone a causa del patto di sicurezza decennale tra i due paesi sono dislocati ad Okinawa, il luogo di una delle principali battaglie della Seconda Guerra Mondiale a cui seguirono 27 anni di occupazione.

Fonte: Japan Today https://www.japantoday.com/category/politics/view/top-court-rules-in-favor-of-u-s-base-relocation-in-okinawa

 

21 dicembre, Fonti governative: il Giappone si opporrà all’embargo sulle armi nel Sudan del Sud

Fonti governative rivelano che il Giappone si opporrà alla bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, sostenuta dagli Stati Uniti, che vuole imporre un embargo sulle armi nel Sudan del Sud.

Apparentemente, il Giappone si preoccupa del fatto che, se la risoluzione verrà adottata, il Sudan del Sud si vendicherà con i rappresentati delle Nazioni Unite sul territorio, incluse le truppe per il mantenimento della pace della Self-Defense Force del Giappone.

Altre fonti vicine ai negoziati hanno rilevato che l’opposizione di Tokyo arriva nonostante la richiesta da parte degli Stati Uniti al Giappone, che al momento è un membro non permanente del Consiglio di Sicurezza a 15 stati, di sostenere la risoluzione in modo da raggiungere il minimo di nove voti necessario per far passare il testo, in quanto apparentemente agli Stati Uniti serve ancora un paese.

L’opposizione del Giappone a una risoluzione voluta dagli Stati Uniti sarebbe un evento più che raro.

Abbozzata dagli Stati Uniti, la risoluzione prevedrebbe la decisione dei membri di adottare “misure necessarie” a prevenire il diretto o indiretto approvvigionamento, vendita o trasferimento di armi nel Sud Sudan per almeno un anno. Ovviamente, il governo del Sudan del Sud si oppone al piano.

Lunedì, l’ambasciatore americano alle Nazioni Unite Samantha Power ha criticato l’apparente riluttanza di Tokyo ad accettare il piano.

“L’embargo delle armi non solo è un modo per proteggere la popolazione del Sud Sudan…ma anche per proteggere i peacekeeper.”

Mercoledì, invece, un funzionario del governo ha espresso i propri dubbi a riguardo. “L’efficacia delle sanzioni è incerta”, ha dichiarato. “Gli sforzi del governo del Sud Sudan, come l’apertura al dialogo nazionale, non dovrebbero essere impediti.”

Un altro funzionario governativo ha invece dichiarato che “bisognerebbe dare priorità al supporto degli sforzi locali fatti dalle truppe delle Nazioni Unite e dal governo del Sud Sudan per migliorare la situazione”, notando come a novembre, a causa del deterioramento della sicurezza pubblica, il paese abbia deciso di accettare la presenza di altri 4,000 peacekeeper delle nazioni unite.

L’opposizione giapponese va anche vista nell’ottica della crescente preoccupazione pubblica per i nuovi compiti delle Forze di Auto-Difesa che potrebbero coinvolgere le truppe giapponesi in azioni militari che andrebbero così contro la Costituzione pacifista del Giappone.

La normativa sulla sicurezza, entrata in vigore all’inizio di quest’anno, permette alle truppe giapponesi di andare in soccorso allo staff delle Nazioni Unite e di terzi quando questi sono sotto attacco e hanno fatto una richiesta urgente.

Tokyo ha dispiegato nel Sudan del Sud un’unità ingegneristica delle Forze di Auto-Difesa già nel 2012, in seguito alla nascita della nazione più giovane del mondo nel 2011.

Nel frattempo, il primo ministro Shinzo Abe e il segretario generale designato, Antonio Guterres, si sono parlati al telefono questo mercoledì e hanno discusso del Sud Sudan e della Corea del Nord.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2016/12/21/national/japan-will-oppose-south-sudan-arms-embargo-government-source-says/#.WFvulvnhDIU

22 dicembre, La Corea del Sud schiera i missili terra-aria Taurus per uso bellico

Mercoledì gli ufficiali della Air Force sud coreana hanno dispiegato i missili terra-aria Taurus per uso bellico che sono in grado di distruggere gli obiettivi nucleari e le scorte di missili nord coreane dalla lunga distanza.

Il missile Taurus caricato sull’aereo da combattimento F-15K è in grado di colpire obiettivi chiave di Pyongyang dal cielo sopra Daejeon, a 164 km a sud di Seul. Il missile ha una gittata di 500 chilometri.

L’aeronautica ha ricevuto i primi missili a ottobre dalla tedesca Taurus System GmbH, con l’obiettivo di acquisirne 170 entro il 2018.

Il dispiegamento dei missili fa parte del piano della Corea del Sud per costruire un sistema di distruzione missilistico preventivo, chiamato “Kill Chain”, “per rilevare e colpire gli obiettivi missilistici e nucleari della Corea del Nord.”

Il missile Taurus può volare a bassa quota senza essere rilevato dai radar nord coreani in quanto su di esso è stato montato un sistema che lo rende invisibile.

Il suo sistema di geolocalizzazione gli permette anche di colpire con estrema precisione, nonostante la mossa nemica di distorcere il GPS.

“Il dispiegamento permetterà all’aeronautica di frenare le provocazioni della Corea del Nord in tempo di pace e di colpire i principali obiettivi nemici con precisione in caso di guerra”, ha dichiarato il Capo dello Staff dell’aeronautica Jeong Kyeong-doo.

Ha aggiunto che i piloti coreani rinforzeranno la loro prontezza nel combattere e risponderanno duramente a qualsiasi atto provocatorio della Corea del Nord.

Fonte: Korea Herald, http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20161222000736

23 dicembre, Corea del Sud – I dissidenti del Saenuri a gennaio fonderanno un nuovo partito conservatore

I possibili dissidenti del partito Saenuri questo venerdì hanno annunciato che hanno intenzione di fondare un loro partito a gennaio. I deputati rimanenti, nel frattempo, hanno deciso di organizzare un incontro di emergenza.

“Il nuovo partito rappresenterà il vero (spirito) conservatore e i suoi principi fondamentali ruoteranno intorno ai cittadini”, ha dichiarato venerdì l’on. Choung Byoung-gug dopo un incontro tra i dissidenti del Saenuri.

Mercoledì, trentaquattro deputati del Saenuri hanno annunciato di voler lasciare il partito in massa. Hanno intenzione di lasciare ufficialmente il partito di governo martedì prossimo.

L’on. Choung ha fatto sapere che il partito, provvisoriamente chiamato il “Nuovo Partito Conservatore per la Riforma”, dovrebbe essere ufficialmente introdotto prima del Giorno del Nuovo Anno Lunare, intorno al 20 di gennaio. Ha anche aggiunto che il partito sarà aperto a coalizioni con altri partiti e deputati.

Secondo il portavoce del gruppo, l’on. Hwang Yeong-cheul, i due ex capigruppo del Saenuri, gli on. Kim Moo-sung e Yoo Seong-min (che sono tra i 34 dissidenti) hanno chiaramente espresso il desiderio di far parte del nuovo gruppo anche se l’esatto numero dei fondatori martedì non era ancora stato rilevato.

Il piano è andato formandosi dopo che la faida tra le due fazioni interne al partito – quella ancora piuttosto  fedele al presidente Park Geun-hye e quella dei deputati più inclini a una riforma e critici nei confronti dello scandalo politico, si è inasprita in seguito all’impeachment della Park.

La presidente conservatrice è stata presa di mira in un incredibile scandalo politico, accusata di aver permesso alla sua amica Choi Soon-sil di interferire con gli affari di stato e di aver collaborato con lei per estorcere denaro ai grandi conglomerati.

Inoltre, venerdì i rimanenti deputati del Saenuri hanno eletto un nuovo capo del partito, un pastore di nome In Myeong-jin che ha precedentemente guidato la commissione etica del partito.

“Le fazioni del partito hanno passato il Rubicone”, ha dichiarato l’on. Chung Woo-taik, capogruppo parlamentare, esprimendo il suo disappunto per la decisione dei dissidenti di creare un nuovo partito.

L’on. Cho Won-jin, un deputato fedele al presidente, lo ha definito un “atto immotivato e irresponsabile”.

Il partito del Saenuri è al momento il partito più rappresentato in Corea del Sud, controlla 128 seggi dei 300 totali dell’Assemblea Nazionale. Dopo la rottura, la sua presenza sarà ridotta a 94 seggi.

Il partito sta perdendo credibilità pubblica sin dallo scoppiare dello scandalo presidenziale, a ottobre. In un sondaggio condotto da RealMeter tra lunedì e mercoledì, si nota come l’indice di gradimento del partito sia fermo al 20.2%, ottenendo solo 3 punti rispetto alla settimana prima.

Dallo stesso sondaggio, invece, si nota come il principale oppositore del Saenuri, il Partito Democratico di Corea, abbia guadagnato ben 35 punti percentuale.

I dissidenti del Saenuri, consci della disillusione degli elettori nel partito conservatore che ha guidato il paese per due amministrazioni consecutive, hanno dichiarato che il loro nuovo partito sarà completamente riformato e aprirà le porte del quartier generale ai cittadini.

“Rifiuteremo qualsiasi tipo di egemonia, indipendentemente da chi verrà scelto come capo del partito. I quartier generali saranno come delle piazze aperte in cui i cittadini potranno esporre le loro opinioni”, ha detto l’on. Hwang.

I membri del partito auto-finanzieranno il nuovo partito e accetteranno anche donazioni dagli elettori. Ha aggiunto che l’elezione del capo del partito e delle altre posizioni di leadership verranno decise durante il processo di formazione del partito.

Fonte: Korea Herald http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20161223000733

 

Featured Image Source:https://japantoday.scdn2.secure.raxcdn.com/images/size/x/2016/12/fb705f8bb95c18ca034e29dfe78fd71cb6f8c4cb.jpg (dall’articolo del 20/12)

 

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