Rassegna settimanale 12 – 18 dicembre: Giappone e Corea del Sud

12 dicembre, Il Giappone permetterà ai lavoratori stranieri altamente qualificati di lavorare in aziende agricole di speciali zone

Lunedì il governo giapponese ha deciso di permettere ai lavoratori stranieri altamente qualificati di lavorare nel settore agricolo di alcune zone economiche speciali, in modo da alleviare la mancanza di manodopera nel settore causato dall’invecchiamento della popolazione giapponese.

“Abbiamo deciso di aggiungere l’assunzione di lavoratori stranieri nel settore agricolo al piano per le zone strategiche speciali”, ha dichiarato il primo ministro Shinzo Abe durante un incontro con il comitato consultivo sulle zone strategiche speciali nazionali.

L’offerta sarà rivolta ai candidati che proveranno un certo livello di qualificazione – ad esempio, l’aver studiato agricoltura all’università nel loro paese d’origine, o comunicare in giapponese con una certa fluidità.

I dator di lavoro delle zone speciali avranno l’obbligo di pagare i lavoratori stranieri almeno quanto quelli giapponesi.

Questa linea prende le distanze da quella esistente stabilita nel 1993 che prevedeva l’assunzione nel settore agricolo e in altri, di tirocinanti non qualificati provenienti da paesi in via di sviluppo con l’obiettivo di acquisire delle qualifiche.

Questo sistema, che verrà comunque mantenuto, è stato a lungo criticato per essere un incentivo al lavoro forzato a basso costo, con casi segnalati di lavoratori migranti intrappolati in condizioni opprimenti.

Le zone strategiche speciali che riceveranno i nuovi lavoratori altamente qualificati stranieri si trovano nelle prefetture di Akita, Ibaraki, Aichi e Nagasaki.

Kozo Yamamoto, il ministro per il rinnovamento regionale, dopo il meeting ha dichiarato ai giornalisti che ora il governo lavorerà sulle specifiche del nuovo sistema, puntando a presentare un emendamento alla legge sulle zone strategiche speciali nella prossima sessione ordinaria della Dieta, all’inizio del prossimo anno.

Secondo i dati del governo, la popolazione di 65 o più anni compone circa il 63.5% dei oltre 2.10 milioni di persone che in Giappone segnalano l’agricoltura come occupazione principale.

Durante lo stesso incontro, il governo ha deciso di permettere la costruzione di piccoli asili nelle zone speciali per bambini fino ai 5 anni. Secondo le regole vigenti, gli attuali asili potevano assistere solo i bambini fino ai due anni.

La scelta serve a tagliare la mancanza di posti negli asili e permettere così ai genitori che vogliono ritornare al lavoro o che desiderano lavorare di più, di poterlo fare.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/national/view/japan-to-allow-skilled-foreign-workers-on-farms-in-special-zones

13 dicembre,Corea del Sud – I delegati: la caduta della Park e le posizioni di Trump non avranno conseguenze sulle politiche verso la Corea del Nord.

Martedì i maggiori negoziatori sul nucleare di Corea del Sud e Stati Uniti hanno affermato nuovamente la loro intenzione di non cambiare idea sulla politica di denuclearizzazione della Corea del Nord, nonostante le transizioni politiche che si stanno susseguendo in entrambi i paesi.

Kim Hong-kyun, il rappresentante speciale per la pace nella Penisola Coreana e gli affari di sicurezza del Ministero degli Esteri di Seul, ha guidato le sue controparti americana e giapponese, Joseph Yun e Kenji Kanasuji, nella revisione delle nuove sanzioni adottate dalle Nazioni Unite e dalle tre nazioni.

L’incontro trilaterale avviene circa un mese prima dell’inaugurazione a Presidente degli Stati Uniti di Donald Trump che ha già dichiarato di voler incontrare il leader nord coreano Kim Jong-un. Il presidente eletto, martedì ha scelto il direttore esecutivo di ExxonMobil Rex Tillerson, che non ha alcuna esperienza in politica estera, come Segretario di Stato e ha anche minacciato di far saltare il supporto decennale di Washington alla politica dell’”Unica Cina”.

Nel frattempo, anche Seul sta affrontando dei cambiamenti politici radicali. Dopo il voto di venerdì per l’impeachment della Presidente Park Geun-hye, la nazione sta ora aspettando che la Corte Costituzionale si esprima in merito al destino della sua presidenza, e che detti le tempistiche per le prossime elezioni presidenziali.

Tenendo conto del cambiamento delle circostanze, i delegati hanno tuttavia minimizzato il loro impatto sul fronte unito delle tre nazioni contro Pyeongyang, promettendo di continuare a fare pressioni e richidere sanzioni fino a che il regime di Kim non cambierà strada.

“Ad essere onesti con voi, sia a Seul che a Washington, sono in atto degli importanti cambiamenti domestici. Sono certo che come tutti gli altri, i nord coreani stanno valutando queste transizioni con molta attenzione”, ha dichiarato Yun, il rappresentante speciale per le politiche nord coreane del Dipartimento di Stato americano.

“è anche un’opportunità, per loro, di capire cosa possono fare per raggiungere pacificamente l’obiettivo della denuclearizzazione. Tuttavia, fino ad ora, non abbiamo ricevuto segnali in merito da parte loro ed è quindi compito nostro punirli per il loro comportamento.”

Il nuovo ambasciatore si è detto “fiducioso” che la nascente amministrazione Trump non cambierà l’approccio americano al programma nucleare della Corea del Nord che, secondo lui, ha sempre ottenuto supporto bilaterale.

“Quando una nuova amministrazione o un nuovo governo entrano in carica, hanno sempre un nuovo punto di vista sulle cose”, ha detto Yun.

“Sostanzialmente, ritengo che la questione nucleare nord coreana è sempre stata una questione bipartisan. Nessuno, che fosse stato democratico o repubblicano, ha mai voluto altro se non la denuclearizzazione.”

I tre delegati hanno anche sottolineato l’importanza di “attuare al meglio” la nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che si impegna a tagliare il regime di esportazioni del carbone verso la Cina di oltre il 60% o circa 700 milioni di dollari.

Durante il weekend, il ministro del commercio di Beijing ha congelato le importazioni di carbone dalla Corea del Nord poiché stavano raggiungendo il limite annuale imposto dalle Nazioni Unite. Tuttavia, gli scettici hanno sollevato dubbi sulla poca trasparenza, o possibile manipolazione, dei dati ufficiali cinesi.

Kim Hong-kyun, che si è incontrato con la sua controparte cinese Wu Dawei lo scorso week end, ha chiesto che venga migliorata la “comunicazione strategica e la cooperazione” con Beijing e Mosca, sollecitandoli a ricoprire un “ruolo costruttivo” nell’intensificare le pressioni sul regime insubordinato.

“Il 2017 sarà molto probabilmente un anno spartiacque per la questione nucleare nord coreana”, ha dichiarato.

“La Corea del Nord sta riavvolgendo le lancette dell’orologio storico minacciando il resto della comunità internazionale. Temiamo che se non rinuncerà alle sue mire nucleari, il Nord si avvierà sulla strada dell’auto-distruzione. La de nuclearizzazione è l’unica possibile via.”

Fonte: Korea Herald  http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20161213000851

14 dicembre, Corea del Sud – A novembre la disoccupazione giovanile arriva al massimo degli ultimi 13 anni

Mercoledì il governo ha annunciato che a novembre il tasso di disoccupazione dei giovani sud coreani ha raggiunto il picco massimo degli ultimi 13 anni poiché le industrie di produzione hanno diminuito le assunzioni a causa della prolungata crisi economica.

Secondo i dati di Statistic Korea, il tasso di disoccupazione tra i giovani tra i 15 e i 29 anni è aumentato all’8.2% a novembre, più basso dell’8.5% del mese prima ma comunque più elevato dell’8.1% dell’anno scorso.

I dati per lo scorso mese di novembre sono i più alti dal novembre del 2003.

A novembre il tasso di disoccupazione della popolazione lavoratrice tra i 15 e i 69 anni è del 3.1%, la stessa dell’anno scorso.

Il governo attribuisce l’alto tasso di disoccupazione giovanile all’inerte settore manifatturiero, che ha tagliato le nuove assunzioni a causa delle crescenti incertezze domestiche e estere.

L’industria manifatturiera, il pilastro principale dell’economia coreana, a novembre rispetto all’anno precedente ha tagliato più di 100,000 posti di lavoro. Ad ottobre, i posti di lavoro persi sono stati 115,000.

Secondo Statistic Korea, la perdita dei posti nel settore manifatturiero è da ricondursi alle continue ristrutturazioni del settore delle costruzioni navali e alle scarse prestazioni delle esportazioni.

In totale, grazie alle assunzioni nel settore agricolo, ittico e delle costruzioni, l’economia coreana ha aggiunto 339,000 posti di lavoro rispetto all’anno scorso.

A novembre, anche il tasso di occupazione giovanile è salito al 41.9%, registrando un aumento dello 0.1% rispetto al mese scorso, come conseguenza della generale diminuzione della popolazione giovanile.

La regressione economica si accentuerà l’anno prossimo, ma il ministro delle finanze Yoo Il-ho ha giurato di aumentare gli impegni fiscali del governo per il lavoro.

“La domanda domestica e le assunzioni stanno rallentando, ma rimaniamo vigili per cercare di capire se quei rischi sono uniti alle incertezze mondiali dovute all’imminente incontro della Commissione Federale Americana sul Mercato Aperto”, ha dichiarato Yoo durante un incontro ministeriale a Seul.

“Tutti i ministri dovrebbero impegnarsi a concludere le revisioni del budget di quest’anno. Il governo si impegnerà anche a monitorare per evitare che ci siano ritardi nella distribuzione dei redditi nel periodo di fine-inizio anno.”

Più tardi, Yoo ha confermato ai giornalisti che continuerà a ricoprire la carica di supervisore delle politiche economiche per il governo. Dopo l’impeachment della Park, c’erano state alcune incertezze sulla leadership economica.

Rimane da verificarsi se l’economia abbia bisogno di politiche fiscali più espansive, ha dichiarato, aggiungendo anche che il mMnistero delle finanze alla fine del mese rilascerà un report sulle politiche economiche in piano per l’anno prossimo.

Fonte: Korea Herald, http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20161214000592

15 dicembre,  Giappone – Dopo 9 mesi riprende la costruzione della caserma americana a Okinawa

Mercoledì il governo centrale del Giappone ha ripreso i lavori per ricostruire la caserma militare americana a Okinawa, circa nove mesi dopo che il progetto era stato sospeso per ricollocare una base militare americana nelle vicinanze.

Le due caserme sono localizzate vicino il Campo Shwab dei Marines americani di Nago, vicino al sito in cui dovrebbe essere riallocata la Air Station Futenma nonostante l’opposizione del governo locale e dei residenti.

Mentre il governo di Okinawa ha dato il via libera alla ricostruzione, ritenendo che le costruzioni non facciano parte della base, altri si sono opposti al trasloco, affermando che potrebbe facilitare la ricollocazione della base da un’area residenziale di Ginowan.

La ricostruzione delle caserme era stata sospesa a marzo quando lo stato e il governo di Okinawa avevano raggiunto un accordo mediato dal tribunale in cui si specificavano i termini e le condizioni, tra cui la sospensione del progetto di discarica dello stato richiesto per la ricollocazione della base.

In seguito all’accordo, il governo locale a novembre ha approvato la ripresa della costruzione durante delle consultazioni ordinarie tra i due governi.

Dopo diversi mesi di stallo durante i quali le due parti rimanevano ferme sulle loro posizioni, a luglio lo stato ha fatto causa al governatore di Okinawa Takeshi Onega, cercando di imporgli di seguire un ordine del governo e di fargli smettere di bloccare la rilocazione. Lunedì la Corte Suprema ha deciso di non tenere un processo sul caso, condannato il governatore a perdere la causa.

Una volta che Onega avrà revocato la sua cancellazione dell’approvazione del suo predecessore ai lavori sulla discarica così come in accordo alla sentenza, lo stato si impegnerà a far riprendere i lavori a Hanoko, in Nago.

La prefettura di Okinawa, nel sud ovest del Giappone, ospita la maggior parte delle strutture militari americane in Giappone.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/national/view/rebuilding-of-u-s-barracks-restarts-in-okinawa-after-9-month-hiatus

16 dicembre, Corea del Sud -“Il dispiegamento di coscritti di polizia è incostituzionale”. Il dispiegamento dei poliziotti durante le proteste è illegale

Dove ci sono manifestazioni, ci sono sempre gruppi di ufficiali di polizia che indossano le pettorine gialle. Alcuni sono professionisti, altri sono coscritti, ventenni, che servono per il servizio militare obbligatorio.Gli ausiliari e i professionisti hanno entrambi a che fare con i manifestanti. Ufficialmente, la polizia dichiara che i coscritti dovrebbero posizionarsi dietro le linee dei professionisti durante le manifestazioni. Tuttavia, data la gran confusione, spesso finiscono per mischiarsi tra loro. Principalmente hanno il compito di mantenere l’ordine, ma quando le dimostrazioni hanno preso una piega violenta, si sono scontrati con i manifestanti spingendoli e picchiandoli. Lim Tae-hoon, capo del Centro per i Diritti Umani dei Militari in Corea (CMHRK), ha sottolineato i possibili problemi legali legati a questo compito.

“I compiti dei coscritti di polizia dovrebbero essere limitati a lavori di assistenza per la pubblica sicurezza”, ha dichiarato Lim mercoledì.

Ha aggiunto che l’ambiguità della legge permette il loro dispiegamento durante le manifestazioni nonostante non sia loro compito. La legge definisce il loro impiego come “assistenti al lavoro” della polizia, ma non ne specifica i dettagli.

“Secondo la Costituzione, le leggi e i decreti di esecuzione dovrebbero specificare gli obblighi più dettagliatamente possibile”, ha detto Lim. “Emanare leggi non dettagliate è incostituzionale”.

Lim aggiunge che la mancata esperienza e formazione dei giovani coscritti può causare degli incidenti.

Nelle recenti manifestazioni contro la Park, i coscritti si sono mischiati con gli ufficiali professionisti per fermare i manifestanti dall’avvicinarsi a Cheong Wa Dae. Quando la tensione tra la polizia e i manifestanti è aumentata durante la manifestazione del 5 novembre a Seoul, un coscritto è svenuto a causa di un attacco di panico.

“A quel punto, nessun poliziotto ha saputo gestire l’emergenza”, ha dichiarato l’attivista di CMHRK Kim Hyung-nam, che ha assistito alla scena. “Un cittadino lo ha portato alla stazione di Gyeongbokgung.”

Un ex recluta della polizia di cognome Oh, 22 anni, ha dichiarato che è difficile controllarsi di fronte ai manifestanti aggressivi. “Nonostante il regolamento preveda che le reclute stiano nelle retrovie, mi sono spesso ritrovato in prima linea”, ha dichiarato Oh che ora lavora come volontario al CMHRK dopo aver concluso il suo servizio militare a settembre. “Non ci spiegano molto bene cosa dobbiamo fare, ci viene solo ordinato di stare in quella posizione.”

Durante le recenti manifestazioni contro la Park, il CMHRK ha organizzato delle iniziative per aumentare la consapevolezza sul problema del sistema di reclute della polizia distribuendo adesivi con la scritta “è incostituzionale mobilitare poliziotti coscritti alle manifestazioni!” Il 9 dicembre hanno distribuito 5,000 adesivi in un’ora.

Il centro ha anche presentato delle petizioni sulle violazioni dei diritti dei poliziotti coscritti alla Commissione Nazionale per i Diritti Umani, spalleggiati da nove ufficiali in carica a condizione che rimangano anonimi.

Lim ha suggerito che i coscritti lavorino nelle divisioni di pattuglia, così come previsto dalla legge sul lavoro assistenziale alla polizia. Nel caso dei coscritti del corpo dei vigili del fuoco, lavorano nelle stazioni dei pompieri per supportare i professionisti, e i loro compiti sono dettagliatamente redatti nella relativa legge.

“Come nella maggior parte dei paesi avanzati, la polizia dovrebbe limitarsi a proteggere gli obiettivi chiave e ad arrestare i criminali alle manifestazioni, invece che confinare i manifestanti”, ha dichiarato Lim. “Allora, non ci sarebbe bisogno di dispiegare giovani coscritti alle manifestazioni”.

Spera di poter presentare una richiesta costituzionale sulla questione, ma per poterlo fare ha bisogno dell’appoggio  di coscritti della polizia in carica. Tuttavia, potrebbe essere difficile per i coscritti farsi avanti perché potrebbero essere penalizzati durante il resto del loro servizio.

“E’ questo il motivo delle nostre iniziative, incoraggiare qualcuno a farsi avanti”, ha concluso Lim.

Fonte: Korea Times, http://www.koreatimes.co.kr/www/news/nation/2016/12/116_220307.html

17 dicembre, Il Giappone e la Corea del Sud si scambiano informazioni sulla minaccia nord coreana per la prima volta

Il ministro della Difesa sud coreano ha annunciato che il Giappone e la Corea del Sud si sono scambiati informazioni sui programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord per la prima volta dalla firma, il mese scorso, del patto di condivisione di informazioni militare.

Un portavoce del ministro ha dichiarato che lo scambio di informazioni classificate, reso possibile dal General Security of Military Information Agreement firmato il 23 novembre, è avvenuto venerdì a Seoul durante un incontro tra due funzionari della difesa dei due paesi.

Durante i Negoziati Trilaterali sulla Difesa tenutesi più tardi quello stesso giorno, i funzionari coreani, americani e giapponesi hanno concordato nel rafforzare la cooperazione e di implementare le sanzioni basate sulle risoluzioni delle Nazioni Unite adottate dopo il quinto test nucleare effettuato da Pyongyang a settembre.

L’agenzia di informazione Yonhap ha riportato che i funzionari hanno anche concordato nel continuare le esercitazioni missilistiche di avvertimento che si sono tenute a giugno e a novembre per migliorare le loro capacità di rilevare e tracciare i missili nord coreani di cui, solo quest’anno, si sono rilevati più di 20 lanci.

L’incontro è stato presenziato da Yoo Jeh-sung, il vice ministro della difesa sud coreano; Satoshi Maeda, il direttore generale per le politiche di difesa del ministero della difesa giapponese; e Kelly Magsamen, assistente segretario di stato della difesa per la sicurezza dell’Asia e del Pacifico del Pentagono.

Il prossimo incontro si terrà a Tokyo.

Il patto firmato da Tokyo e Seul il mese scorso ha l’obiettivo di facilitare lo scambio di informazioni militari e di prevenire che le stesse vengano intercettate da altri paesi.

Precedentemente, i due paesi si scambiavano informazioni attraverso la mediazione degli Stati Uniti in base a un accordo trilaterale firmato nel 2014.

Il Giappone e la Corea del Sud erano pronti a firmare il trattato già nel 2012, ma la Corea del Sud dovette postporre la firma a causa dell’incredibile opposizione pubblica.

L’opinione pubblica sud coreana è ancora molto scettica nel cooperare militarmente con il Giappone che ha colonizzato la penisola dal 1910 al 1945.

Fonte: Japan Times, http://www.japantimes.co.jp/news/2016/12/17/national/japan-south-korea-swap-intelligence-north-korean-threats-first-time/#.WFbXtPnhDIU

18 dicembre, Unione Europea pronta a chiudere l’accordo sul libero scambio con il Giappone 

Sabato l’Unione Europea ha fatto sapere che è vicina a chiudere un accordo sul libero scambio con il Giappone, notizia che assume un’importanza significativa alla luce delle dichiarazioni del presidente eletto Donald Trump sull’uscita dell’America dal trattato con gli stati del Pacifico.

In un comunicato, il responsabile dell’Unione Europea per i negoziati sugli scambi con Tokyo, Mauro Petriccione, ha dichiarato che il trattato potrebbe essere possibile già all’inizio dell’anno prossimo se il Giappone accorderà l’accesso ai prodotti agricoli europei e l’Unione permetterà l’accesso senza restrizioni alle macchine di produzione giapponesi.

“Le negoziazioni sono molto vicine a una conclusione,” ha dichiarato Petriccione notando “progressi significativi” nelle negoziazioni in queste due settimane, anche se il Giappone la settimana scorsa aveva dichiarato che l’accordo si sarebbe potuto concludere anche a fine mese.

Petriccione sembra invece puntare alla chiusura dell’accordo per il 2017. “Nelle prossime settimane avremo bisogno di continuare a lavorare…e raggiungeremo un accordo sui principi all’inizio del prossimo anno.”

Per l’Europa, un accordo con il Giappone potrebbe rappresentare non solo una spinta economica ma anche una svolta simbolica per la sua agenda degli scambi che ha dovuto affrontare l’opposizione pubblica in un momento in cui le trattative con molti paesi hanno subito rallentamenti e complicazioni.

Per il Giappone, sarebbe la prova che il paese può ancora sottoscrivere accordi nonostante l’intenzione di Trump di uscire dalla partnership trans-pacifica che era la colonna portante della politica in Asia di Washington.

Il Giappone, la terza economia mondiale, è il sesto più grande mercato d’esportazione per l’Europa. Per il Giappone, l’Unione Europea è il suo terzo più grande mercato.

Fonte: Japan Today, https://www.japantoday.com/category/politics/view/eu-sees-japan-free-trade-deal-in-early-2017

Featured Image Source: http://img.koreatimes.co.kr/upload/newsV2/images/161216_p03_conscripted.jpg (dall’articolo del 16/12)

 

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