Rassegna settimanale 14-20 novembre: Sud-Est Asiatico

14 novembre, BIRMANIA – Nuovi scontri nello stato di Rakhine

In Birmania, nello stato di Rakhine, sono scoppiati nuovi violenti scontri.

L’esercito birmano è stato attaccato sabato mattina da circa 60 attentatori, la cui identità non è stata ancora svelata. Tuttavia le truppe sono schierate con i buddisti di Rakhine, contro i musulmani di etnia Rohingya, già dal 2012 quando sono scoppiati i primi conflitti.

Le truppe governative hanno pertanto condotto delle “operazioni di ripulitura” contro militanti armati di mazze e coltelli e hanno ucciso almeno 25 musulmani Rohingya.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/burma-fresh-round-violence-breaks-rakhine-state/

15 novembre, FILIPPINE – Duterte: se i terroristi mediorientali entrano nelle Filippine, non godranno di alcun diritto umano

Nel timore che i militanti dello Stato Islamico, scacciati da Siria e Iraq, possano dirigersi verso le Filippine, il Presidente Rodrigo Duterte ha dichiarato che, nel caso in cui ciò avvenisse, non farebbe valere alcun diritto umano per questi ultimi.

Duterte, preoccupato per le minacce terroristiche già presenti nel proprio Paese, in particolare nella provincia meridionale di Mindanao, teme che i terroristi mediorientali cerchino rifugio nelle Filippine.

“Ricordatevi che questa gente non ha la minima idea di cosa siano i diritti umani, credetemi. Quindi non permetterò che il mio popolo venga macellato per il bene dei diritti umani, sarebbe da pazzi” ha detto Duterte.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/forget-human-rights-duterte/

16 novembre, MALESIA – Anche Mahathir manifesta per le dimissioni di Najib

L’ex premier malese Mahathir Mohamad si è unito alla protesta di massa incitando il popolo malese a manifestare per le dimissioni del Primo Minitro Najib Razak.

Najib è al centro di uno scandalo finanziario nato dalla deviazione sul suo conto bancario personale di 700 millioni di dollari appartenenti ad un fondo statale.

L’ancora influente 91enne Mahathir, in una rara apparizione televisiva, ha indossato la maglia gialla con la scritta “Bersih 5”, simbolo della protesta e ha incoraggiato il popolo malese a ribellarsi alla leadership del Primo Ministro.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/malaysian-dr-m-appears-protest-shirt/

17 novembre, BIRMANIA – La strage di Rohingya continua: accesso all’area vietato a media e aiuti umanitari

Più di cento musulmani di etnia Rohingya sono stati uccisi durante le azioni antiguerriglia condotte dalle forze governative birmane nello stato di Rakhine.

I rappresentanti della comunità minoritaria hanno riportato che, secondo gli abitanti, almeno 150 persone sono state uccise dall’esercito a partire da sabato. Hanno anche aggiunto che il governo tenta di nascondere tutte queste uccisioni vietando ai media e agli aiuti umanitari di accedere all’area.

Human Rights Watch (HRW) ha rinnovato l’appello al governo birmano di concedere a osservatori di diritti umani e giornalisti di accedere alla regione colpita dagli scontri per indagare sulle numerose violazioni dei diritti umani in atto.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/burma-least-150-killed-rakhine-state-violence-rohingya-advocates-say/

18 novembre, MALESIA – Attivisti arrestati ma la manifestazione continua

A poche ore dall’inizio della manifestazione Bersih 5 che scroscerà per le vie della capitale malese Kuala Lumpur sabato 19 novembre, le autorità locali hanno arrestato due leader chiave del movimento.

Maria Chin Abdullah, presidente del gruppo Bersih che ha organizzato la manifestazione, e Mandeep Singh, segretario generale del gruppo, sono stati arrestati e condotti in una stazione di polizia per un interrogatorio. L’accusa è quella di aver infranto il Malaysia’s Security Offences: una legge che dovrebbe proteggere il Paese dalle minacce contro la sicurezza.

Il gruppo ha però dichiarato che la manifestazione avverrà in ogni caso con le seguenti parole: “Se le autorità sperano che questo atto di pura intimidazione possa spaventarci e portarci a sottometterci, ciò non accadrà. Al contrario, rafforza la nostra risoluzione a continuare la nostra protesta” (dichiarazione congiunta del comitato di direzione della coalizione).

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/malaysian-authorities-arrest-bersih-leaders-rally-proceed/

19 novembre, FILIPPINE – Dittatore Marcos seppellito come eroe della patria

Nonostante le proteste, il dittatore filippino Ferdinant Marcos è stato seppellito nel Cimitero degli Eroi a Manila.

La famiglia e i sostenitori di Marcos si sono riuniti per una veglia sula sua tomba un giorno dopo la sepoltura.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/philippines-marcos-family-hold-vigil-dictators-tomb-amid-protests/

20 novembre, MALESIA – Bersih 5 marcia su Kuala Lumpur

Decine di migliaia di Malesi hanno manifestato per le strade della capitale per Bersih 5, chiedendo riforme democratiche e le dimissioni del Primo Ministro Najib, coinvolto in uno scandalo finanziario.

I manifestanti, vestiti di giallo (il colore di Bersih, che in malese significa “pulito”), hanno marciato verso la Piazza  dell’Indipendenza, Dataran Merdeka, ma sono stati fermata dalle 7,000 forze dell’ordine presenti senza riuscire ad entrare nella storica piazza.

Il commento del Primo Ministro Najib il giorno successivo all’evento ha ridimensionato l’importanza della protesta. A suo parere, il popolo malese si sarebbe stufato dei movimenti per le riforme e delle loro manifestazioni

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/11/malaysians-tired-bersih-pm-najib-says-saturday-rally/

(Featured Image Source:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/20/DSC00852_Burma_Shan_State_Dry_Season_Landscape_(4678516019).jpg )

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