Rassegna settimanale 14 – 20 novembre: Africa Subsahariana

14 novembre – Uganda ed il modello di inclusione migratoria che funziona

L’Uganda è il principale Paese d’arrivo per i rifugiati Sud Sudanesi ed il suo approccio in materia di  gestione della crisi dei rifugiati rende il Paese tra i più innovativi al mondo. Qui i profughi possono non soltanto spostarsi liberamente dentro e fuori dai campi, che in Uganda vengono chiamati insediamenti, ma anche lavorare. Sono 440 mila i rifugiati Sud Sudanesi in Uganda.

Le scuole professionali giocano un ruolo chiave nel modello inclusivo del Paese. Ad esempio, nel centro di Nyumanzi finanziato dall’Unione Europea e gestito dall’Ong Norwegian Refugee Council ad Adjumani, sono duecento i rifugiati che lavorano per crearsi un futuro. Gli otto corsi resi disponibili dal centro sono il risultato di un attento studio di mercato per produrre i profili che avranno più chances di trovare sbocchi lavorativi nella comunità locale, come spiega il responsabile locale dell’Ong norvegese che gestisce il centro, Hosana Adisu:

“Stiamo lavorando su come costruire legami tra i rifugiati e i mercati disponibili qui intorno. Finora abbiamo stabilito relazioni tra i diplomati e le istituzioni finanziarie in questa zona. Può trattarsi di istituti di micro-finanza, di risparmio e credito e banche”.

Fonte: UNHCR

Link: http://data.unhcr.org/SouthSudan/country.php?id=229 download al document
Uganda- South Sudan Refugee Situation Info-Graphic – 14 November 2016

16 novembre –Nigeria, si rischia la morte di 75.000 bambini

75.000 bambini rischiano di morire malnutriti nel giro di pochi mesi, hanno dichiarato le Nazioni Unite. L’azione di Boko Haram dal 2009, ha distrutto migliaia di terreni e fattorie lasciando in condizione di povertà estrema 14 milioni di persone.

Il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, ha affermato che dal 2009 ci sono stati più di 20,000 persone uccise, 2.6 milioni di sfollati ed un drastico aumento della fame.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2016/nov/16/75000-children-in-nigeria-could-starve-to-death-within-months-says-un

17 novembre – Repubblica Democratica del Congo: Kabila nomina il nuovo primo ministro

Si è dimesso il premier della Repubblica Democratica del Congo. Augustin Matata Ponyo ha annunciato che lascerà il suo incarico come previsto dall’accordo siglato a ottobre, che prolunga il mandato del presidente Joseph Kabila. Kabila avrebbe dovuto terminare il suo incarico il 19 dicembre, ma la sua coalizione e parte dell’opposizione hanno deciso che andrà avanti fino alle prossime elezioni, previste per l’aprile del 2018. Kabila, per sedare le proteste ed il malcontento scatenatesi per il prolungamento del suo mandato presidenziale, ha nominato come primo ministro, un politico dell’opposizione, Samy Badibanga.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2016/nov/17/joseph-kabila-makes-opposition-leader-samy-badibanga-drc-prime-minister

18 novembre – Mozambico: Centinaia di vittime per l’esplosione di una cisterna

Sono almeno 73 vittime e 108 i feriti, tra i quali molitissimi bambini, in Mozambico a seguito dell’esplosione accidentale di un’autocisterna carica di benzina che si era rovesciata sulla strada. L’esplosione si è verificata a Caphiridzange, un piccolo villaggio nell’ovest del Mozambico non lontano dal confine con il Malawi, dov’era diretta l’autocisterna, proveniente dal porto di Beira.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2016/nov/17/scores-killed-in-mozambique-fuel-truck-explosion

Due ex soldati bambino fanno causa ad una compagnia di sicurezza inglese

Due ex bambini soldato hanno intrapreso un’azione legale contro la compagnia privata Aegis Defence Services per averli reclutati come mercenari nella guerra in Iraq. I due uomini hanno alle spalle un tormentato passato da bambini soldato in Sierra Leone durante la Guerra civile finite nel 2002. L’accusa è quella di approfittare del disagio mentale dei due uomini, poichè vittime di un disumano reclutamento in guerra da bambini.

In aprile un documentario danese ha portato alla luce 2,500 casi di ex bambini soldato in Sierra Leone,  poi reclutati da adulti nella guerra in Iraq, da numerose compagnie di sicurezza, tra cui l’Aegis, per un compenso irrisorio, ovvero meno di $16 al giorno.

Un ex direttore della Aegis conferma l’accaduto, dichiarando “la compagnia ha il compito di reclutare lì perchè più convenienti degli Europei”

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/global-development/2016/nov/18/ex-child-soldiers-to-sue-uk-firm-that-hired-them-to-be-mercenaries-in-iraq

 

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