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Rassegna settimanale 10-16 Ottobre: Giappone e Corea del Sud

10 Ottobre, Giappone- Taiwan vuole rafforzare i legami con il Giappone

Taiwan vuole iniziare a discutere con il Giappone di cooperazione marittima (sia per quanto riguarda l’industria ittica sia il soccorso in mare) con lo scopo di rafforzare i legami con la seconda potenza economica d’Asia.

La Cina vede Taiwan come una provincia ribelle, da tenere a bada anche con la forza se necessario, e molto probabilmente non gradirà la scelta di rafforzare i legami con il Giappone che già sta creando una cooperazione marittima nel Sud Est Asiatico.

Tsai Ing-Wen, Presidente da  Maggio e leader del Partito Progressista Democratico, ha dichiarato di volersi avvicinare al Giappone e di voler cooperate con il Primo Ministro Abe per rafforzare le relazioni e promuovere la stabilità regionale.

Per il Giappone, accettare di costruire delle relazioni più forti con Taiwan, potrebbe significare irrigidire quelle con la Cina già problematiche per le dispute territoriali e le questioni irrisolte della II guerra mondiale. La Cina, inoltre, guarda già con sospetto al Giappone per il suo avvicinamento a Filippine e Vietnam, rivali della Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Fonte: Japan Today

Link: https://www.japantoday.com/category/politics/view/taiwan-aims-to-build-ties-with-japan-on-maritime-regional-issues

11 Ottobre, Giappone- Capo treno si scusa con i passeggeri giapponesi per la presenza di stranieri a bordo

Una compagnia ferroviaria di Osaka ha dato scandalo per l’annuncio fatto dal capo treno ai passeggeri giapponesi: “Oggi abbiamo molti stranieri a bordo. Ci scusiamo per l’inconvenienza”.

L’annuncio è stato fatto lunedì mattina alle 11:30 a bordo del treno espresso per l’aeroporto del Kansai. Il capo treno ha detto che non voleva essere razzista ma che ha fatto l’annuncio dopo aver sentito  alcuni passeggeri giapponesi lamentarsi della presenza di molti stranieri.
La compagnia si è scusata per l’incidente dicendo che “è scorretto distinguere i passeggeri basandosi sulla nazionalità”. “Non importa se siano giapponesi o stranieri, sono comunque passeggeri” “dobbiamo batterci affinché non si ripetano vicende simili in futuro” ha dichiarato l’azienda.

Fonte:  Japan Today

Link: https://www.japantoday.com/category/national/view/osaka-train-driver-apologizes-to-japanese-passengers-for-having-many-foreigners-on-board

Giappone- Il Presidente delle Filippine visiterà il Giappone

Il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte si recherà in visita in Giappone a fine Ottobre. Si tratta della sua prima visita ufficiale in Giappone da quando ha preso il potere. Duterte incontrerà il Primo Ministro Shinzo Abe e l’Imperatore Akihito.
Abe ha invitato Duterte durante un incontro regionale avvenuto in Laos il mese scorso e il motivo di questo invito è quello di cercare di risolvere le dispute nel Mar Cinese Meridionale attraverso mezzi pacifici. I due Paesi hanno firmato un accordo a febbraio in cui il Giappone si impegna a trasferire la tecnologia e l’attrezzatura per la difesa alle Filippine. Tokyo si è anche accordata per inviare due navi guardia costiere per attività di controllo e difesa.
La discussione tra i due leader, però, potrà essere complicata dal momento in cui Duterte, lo scorso mese, ha dichiarato di non voler svolgere più esercitazioni congiunte con gli USA. Duterte ha poi dichiarato di volersi aprire a nuove alleanze come quelle con la Russia e la Cina.
Duterte ha però scelto di recarsi in visita in Giappone perché si tratta del primo Paese che offre aiuti alle Filippine. Il Giappone è il primo Paese che ha scelto di visitare; La Cina ha offerto una visita per i giorni precedenti e Duterte ha accettato. Incontrerà il Presidente cinese Xi Jinping il 20 Ottobre. Dopo il Giappone forse si recherà in Russia.
Duterte ha già detto che in Cina non tratterà delle Scarborough Shoal rivendicate da Pechino perché le Filippine oggi non hanno possibilità di affrontare la Cina.

Fonte: Japan Times
Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2016/10/11/national/politics-diplomacy/dates-set-duterte-visit-japan-visit-month/#.V_0QkPmLTIU

Giappone- La Russia richiede la cooperazione giapponese in settori agricolo e energetico

La Russia ha richiesto al Giappone supporto per le esportazioni agricole e lo sviluppo energetico. Queste richieste sono il primo passo delle future negoziazioni sulla cooperazione economica che avverranno all’incontro tra Putin e Abe di Dicembre.
Sembra che alcuni progetti per cui la Russia chiede la cooperazione giapponese siano politicamente sensibili come lo sviluppo di aree vicino alla Penisola di Crimea che la Russia ha annesso dall’Ucraina.

La cooperazione economica è stata discussa dopo che Abe a Maggio ha presentato 8 punti di cooperazione a Putin. Abe è intenzionato a fare progressi sulla questione territoriale delle isole russe vicino all’Hokkaido. La disputa, che non ha permesso di concludere la II Guerra Mondiale con un trattato di pace, sarà oggetto di discussione dell’incontro di Dicembre.

Per quanto riguarda il settore agricolo e della pesca la Russia ha chiesto la cooperazione del Giappone per creare un centro di vendita e di distribuzione e per costruire infrastrutture di trasporto nella Russia Orientale. Lo scopo è promuovere l’esportazione dei prodotti agricoli verso il Giappone.

Per quanto riguarda il settore energetico la Russia spera che il Giappone supporti lo sviluppo di un gas naturale liquido nella penisola di Gydan che si affaccia sul mare artico e la promozione di progetti di energia eolica nella Russia Orientale (es il progetto di connettere le Sakhalin con l’ Hokkaido attraverso un sistema di trasmissione di energia sottacqua.

La Russia ha anche chiesto aiuto per migliorare e modernizzare strutture mediche nella Russia orientale e per costruire la base di lancio Vostochny Cosmodrome.

Sembra che il Giappone abbia espresso riluttanza verso le richieste russe, soprattutto quelle politicamente sensibili (come costruire porti, ferrovie e strade nella Penisola di Crimea o sfruttare risorse del fondo marino nel Mar Caspio).

Il Giappone, l’Unione Europea e gli USA hanno imposto sanzioni economiche sulla Russia dopo la sua annessione della Crimea nel 2014.

Fonte: Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2016/10/11/national/politics-diplomacy/russia-requests-japanese-cooperation-farm-exports-energy/#.V_0Qw_mLTIU

Corea del Sud- La Corea non vuole le navi cinesi nei loro mari

La Corea del Sud ha dichiarato che userà una maggiore forza, incluse armi da fuoco, contro la navi cinesi che pescano illegalmente nelle sue acque e ha chiesto all’ambasciatore cinese di dire la sua sullo scontro avvenuto tra una nave cinese e una guardia coste coreana.

Le guardia coste coreane saranno autorizzate a usare armi da fuoco, incluse pistole e cannoni, contro le barche cinese se considerate minacciose.

La scorsa settimana, infatti, una guardia coste coreana è stata colpita da una nave cinese che poi ha abbandonato la zona ed è tornata nel suo porto.

L’ambasciatore cinese, Qiu Guohong, non ha nemmeno commentato l’accaduto.

A giugno la Corea del Sud ha lanciato un’operazione congiunta con il Comando dell’ONU per fermare le navi cinesi dall’operare illegalmente nelle coste coreane. La Corea, poi, ha ripetuto le sue lamentele alla Cina e ha chiesto a Pechino di collaborare nel trovare una soluzione.

Fonte: Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2016/10/11/asia-pacific/south-korea-summons-china-ambassador-fishing-boat-sinking/#.V_0REfmLTIU

13 Ottobre, Giappone- Nuove tensioni con la Cina nel Mar Cinese Orientale

Il Giappone ha protestato contro la Cina perché sembra che stia andando avanti con le ricerche di fonte di gas nel Mar Cinese Orientale nonostante le continue richieste di Tokyo di interrompere queste attività.

Le piattaforme di ricerca si trovano nella zona di confine sul lato cinese ma il Giappone accusa la Cina di ignorare l’accordo del 2008 che stabiliva di continuare a cooperare nello sviluppo di risorse in quelle aree dove non è stato tracciato un confine ufficiale. La Cina, invece, a Luglio ha dichiarato di avere tutti i diritti di esplorare il Mar Cinese Orientale nelle zone vicino a quelle contese e ha aggiunto di non riconoscere la linea di confine tracciata unilateralmente dal Giappone.
La Cina è coinvolta in una disputa col Giappone riguardo le isole Senkaku (al momento sotto il controllo di Tokyo), che Pechino rivendica e chiama Diaoyu. La marina e l’aviazione cinesi controllano a scadenze regolari le forze giapponesi nell’area.
Le tensioni fra Giappone e Cina, poi, sono dovute anche alle rivendicazioni cinesi nel Mar Cinese Meridionale. La Cina rivendica quasi tutte le isole del mare, entrando così in conflitto con Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan e Vietnam. Il Giappone non ha rivendicazioni territoriali ma è coinvolto perché la maggior parte del commercio della zona (più di 5 trilioni di € all’anno) parte e arriva in porti giapponesi.

Fonte: Japan Today

Link: https://www.japantoday.com/category/politics/view/japan-protests-over-signs-of-renewed-chinese-gas-exploration

Corea del Sud- L’accordo sulle comfort women dichiarato “non valido”

Un accordo raggiunto l’anno scorso tra Seul e Tokyo per risolvere la questione delle comfort women è stato dichiarato “non valido” dal capo della Commissione per gli Affari Esteri dell’Assemblea Nazionale.

Shim Jae-kwon, membro della commissione e membro del partito d’opposizione Minjoo ha detto che per proteggere le comfort women si deve invalidare l’accordo tra Corea e Giappone e negoziare nuovamente la questione.
Questo commento ha scatenato le proteste del Partito al potere Saenuri. I parlamentari hanno subito lasciato la seduta dell’assemblea e sono tornati solo quando Shim si è scusato per ciò che aveva detto.
“Shim sembra aver allestito tutto questo con intenzioni politiche” ha detto Cheong Yang-seog del Saenuri.
“E’ sbagliatissimo che il capo della commissione dica che l’accordo è senza valore e non valido” ha detto Suh Chung-won altro esponente Saenuri.
I due governi hanno risolto per sempre la questione comfort women il 28 Dicembre con un accordo che prevede che il Giappone fornisca 1 bilione di yen di compenso per le comfort women e le loro famiglie.
Le comfort women sopravvissute, però, assieme con altri sostenitori, hanno protestato contro l’accordo perché omette la responsabilità legale del Giappone di gestire bordelli militari.
I partiti di opposizione hanno supportato le vittime chiedendo al governo di annullare l’accordo e rinegoziarlo.

Fonte: Korean Times

Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/news/nation/2016/10/116_216038.html

14 Ottobre, Giappone – Elezioni giapponesi chiave per la centrale nucleare più grande del mondo e per la politica energetica di Abe

Un’elezione a nord di Tokyo tra alcuni candidati sconosciuti alla maggioranza dei giapponesi probabilmente deciderà il destino della centrale nucleare più grande al mondo e segnerà una svolta nella politica nucleare.

La campagna per il governatore della prefettura di Niigata si è ridotta a due candidati e una questione: riattivare o meno i sette reattori della centrale nucleare  Kashiwazaki-Kariwa.

Riattivare il gigante di sette reattori, infatti, è la chiave per salvare la Tokyo Electric Power, colpita dalla tragedia di Fukushima del 2011.

Tepco, l’agenzia che fornisce un terzo dell’elettricità in Giappone, è tenuta in vita dalla politica energetica del primo ministro Shinzo Abe, che si basa sul riavvio di più reattori di quelli che una volta  rispondevano a circa il 30% delle esigenze della nazione.

Tuttavia, Ryuichi Yoneyama, avvocato anti nucleare di 49 anni e appoggiato dai partiti della sinistra, sembra che avrà la meglio sul candidato del partito pro-nucleare del primo ministro Abe, che finora era dato come favorito.

A Niigata la mancanza di fiducia nella Tepco, sotto controllo del governo dal 2012, è così alta che queste elezioni sono diventate una test di sicurezza nucleare e hanno riportato sotto i riflettori la politica energetica di Abe e la gestione di Fukushima da parte della Tepco.

Il governo vuole riattivare le unità che passino i controlli di sicurezza, anche promuovendo le energie rinnovabili e utilizzando più carbone e gas naturale.

Fonti: Reuters

Link: http://mobile.reuters.com/article/amp/idUSKBN12E12D

Giappone – Il Giappone nega i contributi all’UNESCO a causa del documento sul massacro di Nanchino

Il Giappone quest’anno ha negato i contributi all’UNESCO per un totale di 4.4 bilioni di yen (circa 42 milioni di $) a causa della critica che Tokyo ha rivolto alle Nazioni Unite per aver elencato i documenti cinesi riguardanti il massacro di Nanchino del 1937 come una Memoria del Mondo.

Il Giappone è stato uno dei finanaziatori principali dell’UNESCO degli ultimi anni, da quanto gli Stati Uniti hanno congelato i loro pagamenti dal 2011 per esprimere il loro essere contrari all’adesione della Palestina.

Per quest’anno Washington contribuirà con il 22% dei fondi, Tokyo con il 9.6% e la Cina con il 7.9%.

Per ora Tokyo non ha ancora pagato i suoi fondi che corrispondono per l’anno 2016 a 3.85 bilioni di yen (37 milioni di $) più una quota volontaria; il ministro degli esteri Kishida ha dichiarato che decideranno cosa fare nel futuro, dato che se uno Stato membro non paga i fondi per 2 anni perde il diritto a votare nell’assemblea generale delle Nazioni unite.

I documenti cinesi, consegnati nel 2014, riguardano l’uccisione di civili e soldati cinesi a seguito della cattura di Nanchino del 1937 da parte dell’esercito giapponese. I documenti sono stati inseriti nell’elenco del patrimonio UNESCO lo scorso ottobre.

Il Giappone ha denunciato che non ha avuto l’opportunità di revisare i documenti e ha accusato l’agenzia ONU di mancanza di giustizia e trasparenza.

Tokyo mette sopratutto il dubbio il numero delle vittime, che per il Giappone ammontano a 200.000 mentre per la Cina a 300.000.

Fonti: Japan Today

Link: https://www.japantoday.com/category/politics/view/japan-withholds-unesco-dues-over-listing-of-nanjing-massacre-file

Giappone – Sembra che Abe non visiterà il tempio Yasukuni questo autunno

Sembra che il primo ministro Abe non visiterà il tempio Yasukuni questo autunno per non danneggiare  le relazioni con Cina e Corea del Sud.

Il governo giapponese ha poi in piano di organizzare per dicembre un incontro trilaterale tra i tre Paesi, si tratterà del primo incontro ufficiale in cinque anni e mezzo e avrà l’obiettivo di incentivare la collaborazione per una maggiore stabilità nella zona.

Il tempio Yasukuni è visto da Cina e Corea del Sud come un simbolo del passato militarista giapponese. L’ultima vistia di Abe al tempio nel 2013 fu oggetto di profonde critiche da parte dei due partner asiatici.

Abe, pertanto, non visiterà il tempio, però manderà un “masakaki”, un ramo offerta rituale, per tranquillizare i suoi supporter conservatori.

Fonti: Japan Today

Link: https://www.japantoday.com/category/politics/view/abe-likely-to-skip-visiting-yasukuni-shrine-during-autumn-festival

15 ottobre, Giappone – Giappone e Mongolia si accordano per rafforzare le loro relazioni

Il Primo Ministro della Mongolia,  Jargaltulga Erdenebat, e il Primo Ministro  Shinzo Abe hanno dichiarato che sono entrambi interessati a creare un piano d’azione 2017-2021 per rafforzare le loro relazioni bilaterali.

Erdenebat ha scelto il Giappone come primo Paese da visitare in Asia del suo tour diplomatico, sottolineando l’importanza dei rapporti con questo partner.

In occasione della visita è stato anche organizzato a Tokyo un forum per attrarre più investimenti e aumentare gli scambi commerciali tra Giappone e Mongolia.

I due Paesi, infatti, hanno tantissimi valori in comune come la libertà, la democrazia, e questo rende la Mongolia un “partner strategico” e viceversa.

Abe ha anche dichiarato hanno parlato della sicurezza della zona  e della minaccia costituita dalla Corea de Nord e hanno rinnovato l’interesse a collorare sul tema.

Fonti: Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2016/10/15/national/politics-diplomacy/japan-mongolia-agree-keep-bolstering-relations/#.WAdhMU27qUk

(Features image source: Wikimedia Commons)