Rassegna settimanale 27 giugno-3 luglio: Africa Subsahariana

26 giugno, Nigeria – L’impresa australiana ha confermato che i lavoratori rapiti in Nigeria sono stati liberati

Un’impresa mineraria australiana, la McMahon Holdings, ha dichiarato che i suoi lavoratori, che erano stati rapiti nel sud est della Nigeria la scorsa settimana, sono stati liberati.

Si tratta di tre australiani, un Sud africano, un neo zelandese e due nigeriani. Sembra che siano feriti, due gravemente.

Gli uomini sono stati rapiti quando al loro convoglio è stata tesa un’imboscata da alcuni uomini armati vicino alla città di Calabar. L’autista nigeriano è stato ucciso nell’attacco.

I rapimenti in cambio di riscatto sono comuni nella Nigeria del sud, dove le bande colpiscono soprattutto i lavoratori stranieri.

Fonti: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-australia-36636838

28 giugno, Africa Subsahariana – Secondo UNICEF la morte prematura attende 69 milioni di bambini entro il 2030

In Africa Subsahariana ci sono 247 milioni di bambini che si trovano in condizioni di povertà estrema e che sono privati dell’educazione elementare e di altri importanti bisogni.

In un report pubblicato dall’UNICEF lo scorso mercoledì si afferma che, se i leader politici non faranno nulla per cambiare la situazione di ineguaglianza globale, per il 2030 saranno morti 69 milioni di bambini sotto i 5 anni per cause completamente prevedibili.

Le cause saranno conflitti violenti, emergenze umanitarie, disastri naturali e crisi sanitarie.

Più della metà delle morti avverrano in Africa, l’Angola è la prima della lista mondiale con 157 bambini sotto i 5 anni morti nel 2015 sui 1000 in totale. Seguono poi il Chad con 139 e la Somalia con 137.

Secondo il direttore esecutivo dell’UNICEF bisogna intervenire adesso, investendo su questi bambini, altrimenti in futuro la disparità sarà ancora maggiore.

Dal 1990, infatti, la povertà mondiale è stata ridotta del 50%, tuttavia i miglioramenti non sono stati equi e c’è ancora tanto da fare.

Un ambito dove poter investire e migliorare è quello dell’educazione. Si calcola, infatti, che un miglior livello educativo fa sì, ad esempio, che le ragazze non si sposino da bambine e che i figli nate da mamme prive di un livello educativo elementare abbiano una tendenza maggiore a morire prima dei 5 anni.

Fonti: Al Jazeera

Link: http://www.aljazeera.com/news/2016/06/unicef-early-deaths-await-69-million-children-2030-160627155602688.html

29 giugno, Etiopia – Il Paese entra nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU nonostante la mancanza di rispetto dei diritti umani

L’Etiopia è caratterizzata da una grave mancanza di rispetto dei diritti umani; nonostante ciò è stata eletta come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Il Paese è anche membro del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, nonostate sia coinvolta nella morte di centinaia di manifestanti pacifici.

L’Etiopa è, infatti, tra i Paesi africani che sono leader nell’incarcerazioni di giornalisti e che ha decimato la società civile indipendente e ha abusato della legge antiterroristica per reprimere gli oppositori pacifici. Arresti arbitrari e torture continuano ad essere all’ordine del giorno. La coalizione al potere ha ottenuto il 100% dei seggi parlamentari sia a livello federale che regionale nelle elezioni del 2015, a seguito di anni di restrizioni ai partiti e sostenitori dell’opposizione.

Un paio di settimane fa Human Rights Watch ha pubblicato un report su come il governo abbia affrontato le proteste pacifiche di Oromo, durante le quali le forze di sicurezza hanno ucciso circa 400 persone e arrestato qualche migliaia. Un esempio di utilizzo eccessivo della forza.

Nonostante la situazione tragica del rispetto dei diritti umani e del rifiuto di collaborazione con i meccanismi speciali delle Nazioni Unite, l’Etiopia è entrata a far parte sia del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sia del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

L’Etiopia, pertanto, dovrebbe smettere di evitare lo scrutinio internazionale sui diritti umani e, come membro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, dovrebbe cooperare totalmente con i meccanismi speciali delle Nazioni Unite, soprattutto quelli che riguardano l’assemblea pacifica e la tortura.

Inoltre i partner internazionali dell’Etiopia dovrebbero sostenere una ricerca credibile e indipendente sugli abusi durante le proteste di Oromo.

Fonti: Human Rights Watch

Link: https://www.hrw.org/news/2016/06/29/dispatches-ethiopia-ascends-un-security-council-despite-dismal-rights-record

Angola – Attivisti temporaneamente liberi

La Corte Suprema dell’Angola ha rilasciato temporaneamente 17 membri di un club di lettura che erano stati imprigionati dopo aver discusso su le proteste pacifiche e la democrazia in un incontro a giugno.

Il pubblico ministero ha accusato i membri del gruppo di “azioni preparatorie di rivolta”  e di “complotto contro il presidente e le istituzioni statali”. La seconda accusa è stata abbandonada durante il processo ed è stata aggiunta l’accusa di “cospirazione criminale”.

Dopo 6 mesi di detenzione preventiva, a dicembre gli attivisti sono stati messi agli arresti domiciliari. In marzo sono stati giudicati colpevoli e hanno ricevuto delle sentenze tra i due e gli otto anni di prigione. Gli avvocati hanno chiesto in appello alla Corte Suprema di rivedere le condanne, considerandole incostituzionali e in violazione dei diritti fondamentali degli attivisti. Secondo la legge angolana sarebbero dovuti essere liberati in attesa della decisione della Corte Suprema; tuttavia, sono stati tenuti in prigione per altri 3 mesi mentre i loro parenti e amici manifestavano a favore della loro liberazione.

La Corte Suprema mercoledì ha deciso di rilasciare temporaneamente il gruppo nell’attesa della sentenza finale. Il gruppo, comunque, non potrà lasciare il Paese.

I primi del gruppo che hanno lasciato il carcere sono scensi in strada gridando “Leggere non è un crimine!”

La Corte Suprema, che spesso è stata uno strumento nella mani del governo per eliminare i suoi oppositori, vuole infatti restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni.

Fonti: Human Rights Watch

Link: https://www.hrw.org/news/2016/06/29/dispatches-angolan-activists-conditionally-free

Angola, Repubblica democratica del Congo – L’ONU avvia una campagna di vaccini contro la febbre gialla al confine tra i due Paesi

In seguito all’epidemia di febbre gialla in Angola e nella Repubblica democratica del Congo l’organizzazione mondiale della sanità (WHO) ha avviato delle campagne di vaccinazione preventiva per cercare di fermare l’epidemia e di prevenire il rischio di un contagio internazionale.

Secondo i comunicati stampa dell’organizzazione sembra che le campagne inizieranno a luglio, inizialmene nelle zone caratterizzate da un maggior movimento di persone e da attività commerciali intense tra i due Paesi.

L’organizzazione sta anche intervenendo affinché i produttori di vaccini aumentino la produzione di quelli contro la febbre gialla.

Il comitato di emergenza della WHO ha poi dichiarato che, per il momento, l’epidemia di febbre gialla di maggio in Angola e la sua diffusione in Cina, Repubblica democratica del Congo e Kenia non costituisce un’emergenza sanitaria internazionale, ma rappresenta comunque un serio avvenimento che richiede un’azione nazionale con un sostegno internazionale.

Fonti: UN News Centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=54361#.V3qXsnXr2Uk

Sudan del Sud – Gli scontri hanno generato il rischio di una insicurezza alimentare

Le Nazioni Unite hanno avvertito che il livello di insicurezza alimentare in Sud Sudan è al suo massimo dall’inizio del conflitto, due anni e mezzo fa.

Secondo una dichiarazione congiunta di FAO (Food and Agricolture Organization), UNICEF (United Nations Children’s Fund) e WFP (World Food Programme), 4,8 milioni di persone, circa 1/3 della popolazione, nei prossimi mesi dovrà affrontare una grave situazione di carenza di cibo.

La previsione non include i 350.000 profughi che stanno cercando rifugio nei campi d’accoglienza e che dipendono totalmente dall’assistenza umanitaria.

I funzionari dell’ONU hanno dichiarato che sono preoccupati che la situazione di insicurezza alimentare si diffonda nelle zone di conflitto, dato che i prezzi in rialzo, le strade difficili da percorrere e le disfunzioni sul mercato potrebbero far sì che molte famiglie non abbiamo acceso al cibo. Si teme soprattutto per le zone di Equatoria a est e di Bahr el-Ghazal a ovest, la cui capitale Wau è stata teatro di scontri recenti.

Una delle conseguenze più temute della scarsità di cibo è la malnutrizione infantile, cresciuta enormemente dal 2014.

Le tre agenzie dell’ONU stanno cercando di lavorare assieme, anche collaborando con organizzazioni non governative locali e internazionali per fornire tutto l’aiuto possibile.

Fonti: UN News Centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=54354#.V3qbHXXr2Uk

(Featured image source: Wikimedia commons Patrick Gruban)

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