Rassegna settimanale 9-15 maggio: Cina e Corea del Nord

9 maggio, Corea del Nord-Espulso un giornalista della BBC per un’inchiesta poco rispettosa nei confronti di Kim Jong Un

Il governo nordcoreano ha espulso un giornalista della BBC per un’inchiesta poco rispettosa nei confronti di Kim Jong Un.

Rupert Wingfield-Hayes si trovava a Pyongyang prima del settimo congresso del partito al potere: il partito del Lavoro di Corea e accompagnava una delegazione di laureati del premio nobel che stavano svolgendo un viaggio di ricerca.

Il team della BBC si trovava in aereporto e stava per imbarcarsi sull’aereo per lasciare il Paese quando sono stati detenuti. Wingfield-Hayes, Maria Byrne produttrice della BBC e il cameraman Matthew Goddard sono stati trattenuti 8 ore prima di essere rilasciati.

Le autorità hanno dichiarato in un comunicato stampa che i 3 sono stati esplulsi per aver “insultato la dignità del Paese”.

Secondo la BBC le autorità nordcoreane si sono sentite offese per i report “poco rispettosi” archiviati da Rupert Wingfield.

L’agenzia cinese Xinhua news ha dichiarato che Wingfield-Hayes è stato espulso per “aver attaccato il sistema della Repubblica democratica popolare di Corea e per la sua inchiesta non oggettiva”.

Il Segretario generale del North’s National Peace Committee, O Ryong Il, ha affermato che il giornalista avrebbe travisato i fatti nel suo reportage e avrebbe parlato male del sistema e della leadership del Paese.

Dopo 8 ore di interrogatorio, le autorità hanno fatto firmare una dichiarazione in base alla quale  il giornalista non potrà più mettere piede in Corea del Nord.

Sembra che le autorità nordcoreane siano state offese da alcune affermazioni fatte dal giornalista nel suo reportage come “è difficile dire cosa abbia fatto Kim Jong Un per meritarsi il titolo di Maresciallo. Nella tv di stato sembra, infatti, per lo più passare tanto tempo seduto su una grande sedia a guardare l’artiglieria che fa fuoco sul versante vicino”.

Inoltre, sembra che i funzionari non siamo nemmeno stati contenti dell’inchiesta fatta sulla visita di un bambino in un ospedale di Pyongyang. Sembra, infatti, che Wingfield-Hayes abbia affermato che i bambini pazienti stavano troppo bene e non c’era l’ombra di un dottore vero. Sembrava tutto una montatura.

Una fonte della BBC ha dichiarato che il giornalista sta bene e che, durante le ore di reclusione, è sempre stato in contatto coi suoi colleghi.

Fonti: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/05/north-korea-expels-bbc-journalist/

10 maggio, Corea del Nord- Un capo dell’esercito ufficialmente giustiziato è in realtà vivo

Secondo i media di stato coreani Ri Yong Gil, un capo dell’esercito che era stato ufficialmente giustiziato a febbraio, è in realtà ancora vivo.

L’ex capo dell’esercito non solo sarebbe ancora vivo ma avrebbe diversi incarichi di alto livello.

Le informazioni in possesso dei media coreani sembrano essere in netto contrasto con quelle del governo della Corea del Sud. Sembra, infatti, che si tratti dell’ennesimo abbaglio dell’intelligence sudcoreano che sembra spesso avere informazioni sbagliate rispetto ai rivali anche a causa del fatto che la Corea del Nord è uno dei Paesi più chiusi al mondo.

Ri, che era considerato come uno degli assistenti piìu fidati di Kim Jong Un, a Febbraio non si presentò a due metting nazionali di importanza chiave. L’intelligence di Seul affermarono, in seguito, che Kim lo condannò a morte per corruzione.

A Febbraio un funzionario della Corea del Sud dichiarò che l’esecuzione di Ri era parte dello sforzo fatto da Kim per supportare il suo potere. Il funzionario non rivelò come aveva ottenuto l’informazione e parlò con la condizione di anonimato, dato che entrava in gioco l’intelligence nordcoreana.

La Corea del Sud precedentemente aveva dichiarato che la Corea del Nord aveva organizzato  70 esecuzioni da quando Kim Jong Un aveva preso il potere a fine 2011.

Fonti: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/05/north-korea-army-chief-alive/

11 maggio, Cina – La delegazione cinese definita come “molto maleducata” dalla regina d’Inghilterra

Durante una conversazione apparsa in un video registrato in occasione dei festeggiamenti del recente compleanno a Buckingham Palace, la regina Elisabetta II ha descritto un gruppo di funzionari cinesi come “molto maleducati con l’ambasciatore”.

Si tratta di un commento che ha lasciato tutti di stucco e ha generato un po’ di polemica.

La regina ha pronunciato queste parole mentre stava parlando con la comandante della polizia Lucy D’Orsi sulla visita della delegazione cinese dell’anno scorso.

Quando D’Orsi è stata presentata alla sovrana come responsabile della sicurezza della visita del presidente Xi Jinping e della moglie a ottobre, la regina si è lasciata andare al commento “Che sfortuna!” ed ha poi aggiunto che “la delegazione di Pechino è stata molto maleducata con l’ambasciatore”.

Il comandante D’Orsi ha convenuto, poi, con la regina che i funzionari sono stati maleducati e poco diplomatici.

Fonti: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/05/queen-elizabeth-describes-chinese-delegation-very-rude-video/

12 maggio, Cina – I giornali cinesi definiscono “barbari” i media inglesi in seguito al commento della regina sulla delegazione cinese

I giornali cinesi hanno risposto ai media inglesi definendoli “barbari” in seguito al commento della regina sulla delegazione cinese. La regina aveva, infatti, detto che la delegazione cinese in visita in Inghilterra era stata molto “maleducata”, soprattutto con l’ambasciatore.

Il commento era apparso in un video registrato durante la festa di compleanno della regina a Buckingham Palace.

I giornali cinesi hanno oscurato la notizia in Cina e hanno criticato la stampa inglese e occidentale per aver dato troppa importanza alla notizia.

Fonti: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/05/chinese-paper-calls-out-british-media-barbarians-after-queens-remarks-against-officials/

13 maggio, Cina-Previsti aiuti al Marocco per le infrastrutture e l’industria

Il Premier Li Keqiang ha affermato che la Cina vuole appoggiare la partecipazione di aziende locali in progetti di sviluppo di  infrastrutture e dell’industria.

Il Premier ha incontraro Mohammed VI, re del Marocco, durante la sua ultima visita a Pechino. Mohammed VI governa il Paese dal 1999 e si ha visitato per la prima volta la Cina nel 2002.

Sembra che la cooperazione tra questi due Paesi avrà un futuro brillante dato che le due economie si compensano e il Premier Li è convinto che la Cina, con la sua esperienza, potrà giocare un ruolo chiave nello sviluppo del Marocco.

Il Premier ha anche affermato che la Cina vorrebbe portare delle tecnologie che rispondano alle esigenze del Marocco e che vorrebbe aiutare il suo partner africano nella preparazione del personale tecnico e amministrativo per rafforzare uno sviluppo indipendente.

Mohammed VI ha dichiarato che il Marocco rafforzarà la cooperazione nel campo delle infrastrutture e dei treni alta velocità e che aumenterà gli scambi tra i cittadini con la Cina per creare una cooperazione a 360 gradi e migliorare le relazioni con la Cina.

Fonti: China Daily

Link: http://www.chinadaily.com.cn/world/2016-05/13/content_25254374.htm

Cina – Il leader cinesi e europei discutono sullo sviluppo “verde” e “open”

Durante il tredicesimo Five-Year Plan i leader politici di Cina e Europa si incontreranno per discutere sulle strategie di “sviluppo green” e “sviluppo open” della Cina e per confrontarsi su opportunità di cooperazione.

Il 17-18 maggio a Pechino avrà luogo il quinto China-Europe High-Level Political Parties Forum. Due temi principali del forum saranno le nuove opportunità di cooperazione tra Cina e Europa nello sviluppo green e come trovare opportunità nello sviluppo open della Cina, soprattutto nell’ambito della Nuova via della seta. Il 19 maggio sarà organizzato a Zhengzhou, nella provincia di Henan, un incontro sulla cooperazione nell’ambito della Nuova via della seta.

Al forum parteciperanno più di 80 leader europei rappresentanti più di 30 partiti politici di 24 Paesi europei; 2 partiti politici europei regionali e 2 gruppi di partiti politici del Parlamento Europeo.

Il forum è stato ideato dal Partito Comunista Cinese a Pechino nel 2010 ed è una piattaforma per un dialogo di alto livello, multilaterale e strategico. Ha come obiettivo spingere la Cina e l’Europa a costruire una partnership per la “pace, lo sviluppo, la riforma e la civlizzazione” e rafforzare sia la comunicazione che la connettività.

Fonti: China Daily

Link: http://www.chinadaily.com.cn/world/cn_eu/2016-05/13/content_25261128.htm

14 maggio, Cina-Secondo il Pentagono la Cina reclama più di 3200 acri della zona del Mar Cinese Meridionale

Il Pentagono ha pubblicato un report secondo cui la Cina sta reclamando più di 3200 acri della zona del Mar Cinese Meridionale. Il report comprende anche accuse alla Cina stessa per aver utilizzato “tattiche coercitive” con il fine di avanzare il suo controllo sulla regione oggetto di dispute.

Si tratta di un report molto dettagliato, con tante informazioni sui porti e le infrastrutture di comunicazione, di logistica e di intelligence costruite nell’area.

Secondo questo studio, tutte gli sforzi fatti da Pechino nella zona contesa non le danno diritti territoriali, però costituiscono un modo per rafforzare la presenza cinese nella regione.

Fonti: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/05/china-reclaimed-3200-acres-south-china-sea-says-new-pentagon-report/

15 maggio, Cina – La Cina pressiona l’Europa affinché resti in silenzio sui diritti umani

L’aggressiva diplomazia cinese in Europe questa settimana è stata al centro dell’attenzione dopo che a un legislatore tedesco al capo del Comitato dei diritti umani del Bundestag è stato negato l’accesso in Cina dopo che aveva criticare le violazioni dei diritti in Tibet. Il Ministro degli Esteri cinese ha detto che “non era benvenuto” a causa del suo supporto all’ “indipendenza tibetana”.

Michael Brand, politico del partito Unione Cristiano-Democratica di Germania, che aveva intenzione di viaggiare recarsi in Tibet con la Commissione parlamentare a fine maggio è stato deciso nel rispondere che “non possiamo accettare che regimi autoritari come la Cina, la Russia o la Turchia portano avanti censura e oppressione, soprattutto se vogliono esportare questi metodi. Quando si tratta di diritti umani tentare di non compromettersi non aiuta. I diritti umani non sono una questione interna alla Cina.”

Il tentativo cinese di esportare i suoi metodi di censura e autoritarismo pone un grande interrogativo ai Paesi Europei e fa nascere il dubbio che l’attegiamento europeo abbia contribuito alla diplomazia aggressiva di Pechino.

Spesso la Cina, ad esempio, ha vietato di incontrare il Dalai Lama o ha detto di adottare un approccio più leggero nei confronti della questione dei diritti umani del Tibet e molti Paesi Europei, come il Regno Unito, hanno accettato le condizioni sperando di avere dei vantaggi nelle relazioni economiche e negli scambi commerciali.

Sembra, infatti, che sempre più democrazie europee siano disposte ad accettare le imposizioni cinesi in nome del business. Francia, UK, e Danimarca, ad esempio, sono capitolate dichiarando ufficialmente che non supportano l’indipendenza tibetana”.

Fonti: The Diplomat

Link: http://thediplomat.com/2016/05/china-pressures-europe-to-stay-silent-on-human-rights/

Featured image source: Public domain pictures

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s