Rassegna settimanale 1-7 febbraio 2016: Giappone e Corea del Sud

1 febbraio – I partiti attaccano il Giappone per la presa di posizione sulla schiavitù sessuale

I partiti di opposizione attaccano all’unisono il Giappone che, in un documento formale delle Nazioni Unite,nega ancora una voltala mobilitazione forzata di schiave sessuali durante la Seconda guerra mondiale.

Il partitoMinjooHa harilasciato lunedì una dichiarazione nella quale afferma “Noi non possiamo trattenere la nostra rabbia contro la sfrontata presa di posizione del governo giapponese che nega e ribalta l’accordo raggiunto un mese fa”.

AhnCheol-soo, che sta preparando il lancio di un nuovo partito di opposizione, aggiunge, inoltre, che sulla base della presa di posizione del governo di Tokyo l’accordo del 28 dicembre fra Giappone e Corea del Sud deve essere annullato. “Non è un accordo definitivo e irreversibile” afferma Ahn.

“Mentre Abe (Primo Ministro del Giappone) e il suo governo continuano a rilasciare dichiarazioni assurde…la nostra Presidente Park Geun-hyenon replica. Che Presidente può essere una che volta le spalle alla sofferenza della nostra gente! È un’umiliazione imbarazzante a livello internazionale” conclude Ahn.

I gruppi che rappresentano le vittime delle donne costrette alla schiavitù sessuale non sono mai stati consultati prima dell’accordo e si sono opposti alla firma del trattato. Studenti e gruppi della società civile hanno manifestato per giorni e settimane contro l’intesa, che prevede un contributo giapponese di 8,3 milioni di dollari per la creazione di un fondo creato dal governo di Seoul.

Fonte: The Korea Herald http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20160201001092

2 febbraio – Abe visiterà in primavera i Paesi del G 7 in preparazione del summit

Il Primo ministro Abe prevede di visitare gli Stati Uniti in marzo e i membri europei del G7 durante la Golden week per riaffermare la cooperazione prima del vertice del G7, che il Giappone ospiterà a maggio.

Oltre a dialogare con i leader dei Paesi del G7, Abesta considerando l’idea di organizzare una visita non officiale in Russia per un incontro con il Presidente Putin prima del vertice del 26/27 maggio che si terrà nella prefettura di Mie.

Il summit del G7 riunirà i leader di Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Stati Uniti. La Russia era parte del G8, ma la sua membership è stata sospesa dopo l’annessione russa della Crimea nel 2014.

Abeha in programma di partecipare alla due giorni sulla sicurezza nucleare che si terrà a Washington il 31 marzo e di incontrare a margine il Presidente Obama e il Primo ministro canadese Justin Trudeau. Dovrebbe, inoltre,avere un colloquio con la Presidente della Corea del Sud dopo il vertice. Potrebbe essere il primo incontro fra Giappone e Corea del Sud dopo lo storico accordo di dicembre sulle comfort women.

Durante le vacanze della Golden Week, da fine aprile a inizio maggio, Abesi recherà in Belgio per partecipare al summit annuale fra Giappone e Unione Europea ed estendere poi il viaggio in Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Russia.

Abe cerca di guadagnarsi la piena cooperazione dai membri del G7 per dimostrare un fronte unito contro le minacce nucleari nordcoreane, le previsioni incerte sulla crescita economica mondiale e le misure contro lo Stato Islamico.

“E’ importante che il Primo ministro possa dialogare con i leader del G7, prima del vertice. Lo aiuterò in tale compito”, afferma il ministro del Esteri, FumioKishida, in una conferenza stampa tenutasi martedì.

Nell’incontro con Putin, Abe cercherà di rilanciare le negoziazioni per risolvere la lunga controversia riguardo le isole settentrionali oggi territorio russo, che ha impedito a Russia e Giappone di siglare un accordo di pace dopo la Seconda guerra mondiale.

Abe spera di convincere Putin a recarsi in Giappone per proseguire nelle negoziazioni sui territori settentrionali.

Fonte: The Japan Times http://www.japantimes.co.jp/news/2016/02/02/national/politics-diplomacy/abe-visit-g-7-countries-spring-prepare-summit/#.VrobpCg7ZrM

3 Febbraio – Abe chiede esplicitamente la revisione dell’articolo 9 della Costituzione

Il Primo ministro ShinzoAbeha chiesto mercoledì la revisione dell’articolo 9 della Costituzione, affermando che esiste una contraddizione fra l’esistenza delle Forze di Autodifesa e il divieto di mantenere le forze armate.

Il secondo paragrafo della Costituzione prevede che “Le forze di terra, mare e d’aria, come altri potenziali bellici, non saranno più mantenute”.

Abe auspica l’emendamento di tale previsione, citando una bozza di revisione costituzionale discussa dal Partito Liberaldemocratico nell’aprile del 2012.

Abeha affermato, davanti alla Commissione Bilancio della Camera dei Rappresentanti, che la Costituzione è stata scritta durante l’occupazione americana e che “alcune parti non si adattano più alla situazione attuale”.

“Siamo nella situazione in cui il 70% dei costituzionalisti pensa che le forze di Autodifesa violino la Costituzione”.

La Costituzione di stampo americano è rimasta inalterata dalla sua promulgazione nel novembre del 1946.

Abeafferma che il sostegno pubblico alle Forze di Autodifesa è stabile a fronte delle attività svolte dalle truppe in patria e all’estero dalla loro nascita 60 anni fa.

La bozza di revisione costituzionale redatta del Partito Liberaldemocratico specifica che “il Giappone possiede il diritto all’autodifesa e che un’organizzazione atta a tale compito sarà costituita.”

Secondo l’articolo 96 della Costituzione, la revisione costituzionale deve essere approvata dai 2/3 dei membri di ogni camera del Parlamento e deve essere ratificata dalla maggioranza della popolazione tramite un referendum.

Oggi, LDP e il suo alleato, il Komeito, hanno due/terzi della maggioranza della Camera Bassa e la maggioranza alla Camera Alta.

Nello sforzo di intensificare il dibattito nazionale sulla revisione costituzionale, Abe ha dichiarato che tale tema sarà al centro della campagna elettorale per le elezioni della Camera Alta che si terranno la prossima estate.

Nel frattempo, il Primo ministro ha espresso la volontà di visitare l’Iran dopo l’accordo raggiunto sul nucleare la scorsa estate. Nella seduta della Commissione Bilancio della Camera Bassa, Abe ha sottolineato la necessità di rafforzare le relazioni con l’Iran, perchéTeheran deve essere coinvolta costruttivamente per fermare la guerra civile in Siria e combattere lo Stato islamico.

Abe ha, inoltre, fatto riferimento alle importanti riserve di petrolio e gas dell’Iran, oltre alle potenzialità come mercato di esportazione per Tokyo.

Fonte: The Japan Times http://www.japantimes.co.jp/news/2016/02/03/national/politics-diplomacy/abe-explicit-call-amendment-constitutions-article-9/#.Vrobdyg7ZrM

4 febbraio – Il nuovo ministro per le pari opportunità promette di sradicare gli abusi sui minori.

 

Kang Eun-hee, il nuovo ministro per le Pari Opportunità, ha affermato giovedì che si impegnerà per rafforzare l’educazione contro gli abusi sui minori in tutto il Paese. Casi estremi di violenze contro i bambini scuotono il Paese ogni anno, l’ultimo è emerso ieri. Mercoledì, una coppia è stata arrestata con l’accusa di aver picchiato a morte la figlia e di aver tenuto in casa il suo corpo per almeno un anno.

Nella sua prima conferenza stampa, il neo ministro ha dichiarato “ La diffusione dei reati contri i minori non è dovuta soltanto a casi di povertà. L’educazione all’interno delle famiglie deve essere rafforzata”.

Kang attribuisce la diffusione degli abusi sui minori alle dinamiche familiari che, negli ultimi decenni, sono cambiate. “Nel passato, la famiglia era composta da tre generazioni e i genitori imparavano come poter educare. Oggi questo non è più possibile e la scuola non lo insegna. Bisogna adottare un nuovo approccio, il Paese continua a investire una somma importante nel welfare, ma i sussidi ai bambini sono considerati soltanto come un aiuto finanziario per crescere i figli e hanno poco a che fare con la genitorialità” afferma il ministro.

Kang, prima di essere nominata Ministro della famiglia e delle Pari Opportunità, è stata per quattro anni membro della Commissione Famiglia e Pari Opportunità dell’Assemblea Nazionale. 

Ha 15 anni di esperienza nelle settore IT e ha guidato l’Associazione delle Donne del settore IT.

Fonte: The Korea Herald http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20160204001131

5 Febbraio- Abe pensa a espandere il ruolo delle SDF in Sud Sudan

 

Il Primo ministro Abe ha affermato che il governo sta considerando di espandere il ruolo delle SDF nella missione ONU in Sud Sudan in linea con la nuova legislazione sulla sicurezza che entrerà in vigore a marzo.

“Dato che la legge è stata approvata, pensiamo di assegnare alle forze di terra delle SDF nuovi compiti .Ciò prevede preparazione e formazione” ha affermato Abe davanti alla Commissione bilancio della Camera dei Rappresentanti, facendo riferimento ai nuovi compiti come il sostegno alle truppe di altri Paesi o allo staff dell’ONU sotto attacco.

Con l’approvazione della nuova legge sulla sicurezza, le forze di Auto Difesa possono usare le armi in linea con l’ampliamento della loro missione. La legislazione allenta, pertanto, alcune disposizioni sulle attività delle SDF all’estero imposte dalla Costituzione pacifista.

Il Giappone ha iniziato l’invio di truppe in Sud Sudan nel 2012 all’interno della missione UNMISS, che sta aiutando lo sviluppo di nuove infrastrutture nel Paese africano dopo l’indipendenza ottenuta nel 2011. Dalla fine del 2013, il Sud Sudan è attraversato da continui scontri fra il governo e i ribelli.

“Noi abbiamo bisogno di pensare attentamente a quali nuovi ruoli possono assumere le SDF” ha dichiarato Abe senza menzionare quando saranno assegnati.

KazuoShii, leader del Partito comunista all’opposizione, sostiene che il Sud Sudan è in piena guerra civile e che l’uso delle armi da parte delle forze di terra delle SDF in determinate circostanze può violare l’articolo 9 della Costituzione che proibisce l’uso della forza all’estero.

Abeafferma che “seguiremo strettamentei cinque principi che regolano la partecipazione del Giappone alle missioni di pace e parteciperemo solo se tali regole saranno rispettate”.

I cinque principi sono l’esistenza di un cessate il fuoco, il consenso fra le parti in conflitto, l’imparzialità della missione, il ritiro immediato nel caso in cui una di queste previsioni venisse a mancare e l’uso della armi solo per legittima difesa.

Secondo fonti vicine al governo, i nuovi compitialle SDF saranno assegnati in Novembre o più tardi per evitare la controversia su tale questione in vista delle elezioni della Camera Alta previste per l’estate.

Alla domanda di Shii se il Giappone provvederà a fornire supporto logistico alle truppe impegnate nelle operazioni contro lo Stato islamico, Abe ha affermato che non fornirà aiuto.

Il Giappone prevede di estendere il suo impegno in Sud Sudan di altri otto mesi. L’estensione sarà approvata dal Consiglio dei ministri la prossima settimana, in linea con la decisione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di allungare il mandato della missione ONU in Sud Sudan fino al 31 luglio.

Fonte: The Japan Times http://www.japantimes.co.jp/news/2016/02/04/national/politics-diplomacy/abe-mulls-expanded-sdf-role-south-sudan

6 Gennaio— Japanese airlines to alter routes to avoid N Korean rocket

 

Le due principali compagnie aree giapponesi stanno cambiando le rottedi alcuni voli per il timore del lancio di missili da parte della Corea del Nord.

AllNipponAirways (ANA) e Japan Airlines (Jal)hanno affermato che tra l’8 e il 25 febbraio – finestra temporale che ha annunciatoPyoyang per il lancio dei suoi missili – cambieranno i piani volo degli aerei che sorvolano le acque delle Filippine dove si prevede possano cadere parti dei missili e i rottami.

Il cambiamento coinvolgerà tre voli dell’ANA diretti dall’aeroporto di Haneda a Manila, da Manila all’aeroporto diNarita, e da Jakarta a Narita.Due voli della Jal, da Jakarta a Narita e da Narita a Manila, saranno anch’essi modificati.

Si prevedono ritardi tra i 5 e i 10 minuti, affermano le compagnie aeree.

Le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite proibiscono alla Corea del Nord di usare tecnologia balistica ed eventuali nuovi lanci di missili violerebbero tali sanzioni.

La Corea del Nord continua a insistere che il suo programma è puramente scientifico, ma gli Stati Uniti e i suoi alleati, inclusa la Corea del Sud, affermano che il lancio dei missili mira a sviluppare le potenzialità balistiche intercontinentali nordcoreane tali da poter colpire gli Stati Uniti.

Fonte: Japan Today http://www.japantoday.com/category/national/view/japanese-airlines-to-alter-routes-to-avoid-n-korean-rocket

7 Gennaio—Test missilistico nordcoreano

La Corea del Nord ha sfidato i divieti internazionali e ha lanciato un missile a lungo raggio che le Nazioni Unite e molti Paesi considerano un tentativo mascherato di sviluppare un missile balistico con raggio d’azione di circa 9 mila chilometri, capace di colpire le città degli Stati Uniti.

Il missile è stato lanciato dalla costa occidentale della Corea del Nord ed è stato seguito sia dal governo del Giappone sia da quello Sud Coreano, che immediatamente hanno convocatoi rispettivi consigli dei ministri n seduta di emergenza. ll governo di Seul ha valutato in via preliminare l’iniziativa come “un fallimento” ma ha poi comunicato di ritenere il lancio effettivamente riuscito,confermando l’intento di inviare in orbita un satellite.

Il test odierno giunge dopo che il 6 gennaio i tecnici di Kim Jong-un hanno fatto esplodere una carica nucleare sotterranea che ha provocato un sisma di oltre 5 gradi sulla scala Richter.

Secondo una fonte militare sudcoreana, il missile è scomparso dai radar di Seoul sei minuti dopo il lancio. I media giapponesi hanno mostrato immagini di un oggetto visibile nel cielo a sud di Okinawa che sembra possa essere il missile. Il portavoce del governo di Tokyo ha detto che non si registrano rottami o parti del missile sul suolo giapponese.

La condanna internazionale è arrivata immediatamente

“L’operazione della Corea del Nord non è accettabile” ha detto il premier giapponese, ShinzoAbe, perché viola le risoluzioni ONU e ha aggiunto “ adotteremo tutte le misure atte a proteggere la sicurezza del nostro popolo”

Usa, Giappone e Corea Sud hanno chiesto la convocazione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che lo ha convocato per le 11 (le 17 in Italia) di oggi domenica 7 febbraio. Il segretario generale dell’Onu Banki-Moon ha sollecitato la Corea del Nord a porre fine “immediatamente alle azioni provocatorie”.

I testi nucleari della Corea del Nord sono considerati passi importantiverso l’obiettivo primario della Corea del Nord di dotarsi di un arsenale missilistico a lungo raggio.

La Corea del Nord con il leader Kim Jong Un promette di rinforzare il suo arsenale nucleare a meno che Washington ponga fine ad una politica volta, secondo il governo nordcoreano, a far collassare il governo di Kim Jong Un.

Il consigliere per la sicurezza americana Susan Rice ha condannato “l’azione provocatoria in palese violazione delle risoluzioni dell’Onu. Il test missilistico rappresenta una minaccia ai nostri interessi nazionali e a quelli dei nostri alleati “. Gli Stati Uniti sono impegnati a garantire la sicurezza degli alleati nell’area e “assumeranno le misure necessarie per difendersi e per difendere gli alleati e rispondere alle provocazioni della Corea del Nord”.

Il ministero degli Esteri cinese osserva che l’iniziativa «ignora l’opposizione universale da parte della comunità internazionale». Pechino invita «tutte le parti rilevanti a mantenere la calma, a prendere azioni caute e a evitare mosse che possano portare tensioni».

Fonte: The Japan Times http://www.japantimes.co.jp/news/2016/02/07/asia-pacific/north-koreas-missile-launch-launch-may-mean-region-world/#.VrodSyg7ZrM

(Featured Image Source: The Japan Times)

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