Rassegna settimanale 11-17 gennaio: Sudest Asiatico

12 gennaio 2016, BIRMANIA – Aung San Suu Kyi partecipa ai negoziati con i gruppi etnici per spingere verso un cessate il fuoco in Birmania

Aung San Suu Kyi, il cui partito pro-democrazia prenderà il potere in Birmania nei prossimi mesi, ha per la prima volta preso parte a dei negoziati ufficiali per raggiungere la pace con le minoranze etniche del Paese.

Suu Kyi ha parlato a una conferenza nella capitale, Naypyitaw, con lo scopo di implementare un accordo per il cessate il fuoco firmato lo scorso anno tra il Governo e i gruppi armati dei guerriglieri. Diversi tra i maggiori gruppi di minoranza, però, non avevano firmato il trattato, e non erano neppure presenti alla conferenza. La Birmania è dilaniata da decenni da lotte intestine: le minoranze etniche lottano per un maggiore grado di autonomia dal governo centrale.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/01/suu-kyi-takes-part-in-talks-to-boost-burma-cease-fire/

 

INDONESIA – Inizia il processo di appello per il religioso radicale Abu Bakar Bashir

Il 77enne Abu Bakar Bashir è leader del network di militanti denominati Jemaah Islamiyah, e fu condannato a 15 anni nel 2011, per la costruzione di un campo di addestramento di terroristi nella provincia indonesiana di Aceh. Un successivo livello di giudizio aveva poi ridotto la pena a nove anni.

Il processo riprenderà il 26 gennaio.

Fonte: Asian Correspondent

Link: https://asiancorrespondent.com/2016/01/indonesian-court-begins-hearing-for-jailed-radical-cleric-abu-bakar-bashir/

 

13 gennaio 2016, MALESIA – Le ricerche del volo MH370 individuano resti di un naufragio del XIX secolo, ma non l’aereo

Le ricerche per il volo scomparso della Malaysia Airlines hanno portato al ritrovamento del relitto di una nave affondata all’inizio del XIX secolo, a 3,7 km di profondità. Si ritiene che il volo MH370 si sia trovato a corto di carburante e sia precipitato da qualche pare nell’Oceano Indiano meridionale.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2016/jan/13/mh370-search-finds-19th-century-shipwreck-but-no-plane

 

14 gennaio 2016, INDONESIA – ISIS rivendica gli attacchi di Jakarta

Jakarta, capitale dell’Indonesia, è stata colpita da degli attacchi coordinati rivendicati dallo Stato Islamico. Gli attacchi – fino a sette esplosioni e diverse sparatorie – hanno causato la morte di almeno sette persone: un agente di polizia, un uomo di cittadinanza canadese e cinque terroristi. Tra i diciassette feriti, un cittadino olandese che lavora all’interno del programma ambientale delle Nazioni Unite è ferito in modo critico. Le forze di sicurezza hanno impiegato tre ore per portare a termine l’assedio nei pressi di uno Starbucks e del Sarinah’s (il più antico centro commerciale di Jakarta), durante le quali un gruppo di sette militanti ha scambiato colpi di armi da fuoco con la polizia prima di farsi esplodere. Apparentemente, i militanti si sarebbero ispirati agli attacchi di Parigi dello scorso novembre. Ma la cellula terrorista che ha attaccato Jakarta mancava di preparazione militare e ha inflitto danni in proporzione minori.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2016/jan/14/jakarta-bombings-multiple-casualties-after-indonesian-capital-hit-by-suicide-attacks

 

16 gennaio 2016, MALESIA – Polizia: ISIS stava progettando attacco suicida

Il capo della polizia malese, Khalid Abu Bakar, ha spiegato che un 28enne, sospetto militante, è stato arrestato in una stazione della metropolitana di Kuala Lumpur e ha confessato di stare pianificando un attacco suicida nella capitale. L’uomo aveva con sé armi e documenti che lo collegavano al gruppo dello Stato Islamico.

Altre tre persone sospettate di essere sostenitori dell’ISIS sono state arrestate tra l’11 e il 15 gennaio all’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, di ritorno dalla Turchia (dove erano state detenute per aver cercato di raggiungere la Siria).

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2016/jan/16/malaysian-police-say-suspected-isis-militant-was-planning-a-suicide-attack

 

17 gennaio 2016, INDONESIA – La polizia arresta dodici persone per gli attacchi di Jakarta. Bilancio delle vittime sale a 8

Un ottavo uomo, ferito alla testa durante gli attacchi di giovedì, è morto in ospedale nella tarda nottata di sabato. Il numero di morti di civili sale così a tre: al cittadino canadese Amer Quali Tahar e a Rico Hermawan, residente a Jakarta, si aggiunge Rais Karna, anch’egli residente a Jakarta.

Quelli di questa settimana sono stati gli attacchi più gravi verificatisi in Indonesia dal 2009.

Negli ultimi anni, le forze indonesiane impegnate nella lotta contro il terrorismo sono riuscite a eliminare il gruppo estremista di Jemaah Islamiyah, responsabile di diversi attacchi, tra cui il bombardamento di alcuni bar a Bali nel 2002, che causò la morte di 202 persone. Esperti ritengono che i sostenitori dell’ISIS in Indonesia siano appunto gli ex membri di gruppi quali Jemaah Islamiya: queste persone stanno però anche cercando nuovi membri da reclutare.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2016/jan/17/indonesian-police-arrest-12-over-jakarta-attacks-as-death-toll-rises-to-eight

(Featured Image Source: Wikimedia Commons)

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