Rassegna settimanale 9-15 novembre: Sudest Asiatico

9 novembre 2015, FILIPPINE – Due anni dopo Haiyan, si trovano ancora corpi

Joedina Gumagay, chief health officer della città di Tacloban, nelle Filippine, spiega che due anni dopo il tifone Haiyan (che colpì le Filippine l’8 novembre 2013) si trovano ancora i corpi dei morti sotto le macerie. Tra questi, nel weekend sono stati riportati alla luce i resti di altre sei persone.

Fonte: Asian Correspondent

Link: http://asiancorrespondent.com/2015/11/2-years-after-haiyan-dead-still-being-dug-up-in-philippines/

 

10 novembre 2015, BIRMANIA – L’esercito manterrà i suoi privilegi anche in caso di vittoria dell’opposizione

A tre giorni dalle storiche elezioni birmane, i risultati ufficiali stentano ancora a essere annunciati, ma pare ormai chiaro che il partito finora al potere, che gode dell’appoggio dell’esercito, sia destinato a una sconfitta clamorosa per mano del partito d’opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia, guidata da Aung San Suu Kyi.

Tuttavia, anche un’altra cosa appare evidente: a prescindere dai risultati elettorali, il coinvolgimento militare nella politica del Paese non finirà. L’esercito prese il potere in Birmania in seguito a un colpo di stato nel 1962, e da allora ha represso brutalmente diversi movimenti a favore della democrazia che si erano sviluppati e diffusi nel Paese. Nel 2011, concesse la possibilità di instaurare un governo eletto dai civili… ad alcune condizioni.  L’esercito, infatti, si garantì poteri costituzionali coi quali esercitare la propria influenza sul Governo a prescindere da chi viene eletto. Ad esempio, se venisse dichiarato lo stato di emergenza, potrebbe assumere tutti i poteri un corpo speciale controllato dall’esercito. Un’altra misura adottata impedirebbe alla Suu Kyi di diventare Presidente perché i suoi figli hanno cittadinanza straniera. All’esercito spetta automaticamente il 25% dei seggi in Parlamento, per emendare la Costituzione serve un’approvazione del 75% e non è previsto scrutinio sul budget per l’esercito. Inoltre, soltanto uomini appartenenti all’esercito possono guidare Ministeri potenti quali quello della Difesa, degli Affari Interni e dei Border Affairs.

Tuttavia, il focus rimane giustamente sulla sorprendente (anche se ancora non ufficiale) vittoria del Pertito della Suu Kyi sullo Union Solidarity and Development Party. In un’intervista con la BBC, la Suu Kyi aveva dichiarato che il suo Partito di aspettava di aggiudicarsi il 75% dei seggi in Parlamento.

Aung San Suu Kyi ha recentemente dichiarato che, anche se non può ufficialmente assumere l’incarico di Presidente, sarà il leader de facto del Paese.

Fonte: Asian Correspondent

Link: http://bigstory.ap.org/article/dedd0b41d724433b9e4a3082dc0fdf5f/myanmar-opposition-poll-panel-delaying-results-deliberately

 

SRI LANKA – Ministro si dimette in seguito allo scandalo dell’armerie sulle navi

Tilak Malapana, Ministro della Legge e dell’Ordine ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato accusato di difendere una compagnia di sicurezza privata che è attualmente sotto indagine per l’accusa di aver trasportato armerie su delle navi.

Fonte: Asian Correspondent

Link: http://asiancorrespondent.com/2015/11/sri-lankan-govt-minister-resigns-amid-arms-ship-scandal/

 

11 novembre 2015, BIRMANIA – Il Presidente si congratula con Aung San Suu Kyi

Thein Sein, Presidente birmano, si è congratulato con il Partito di Aung San Suu Kyi per il successo alle elezioni. Con circa il 47% dei seggi annunciati, l’NLD (National League for Democracy) ha ottenuto più del 90% dei voti. La Suu Kyi sta procedendo con cautela, nonostante la vittoria schiacciante. Già nel 1990, infatti, l’NLD aveva vinto delle elezioni decisive, ma i risultati furono dichiarati nulli e la Suu Kyi posta agli arresti domiciliari per lunghissimi anni.

“Our Government will respect the people’s decision and choice and will hand over power as scheduled” ha dichiarato il Presidente Thein Sein sulla sua pagina Facebook. Una vittoria così schiacciante da parte dell’NDL potrebbe garantire al Partito della Suu Kyi una posizione di grande potere in Parlamento, dove potrebbero dover affrontare solo l’opposizione della fazione militare, cui è riservato un quarto dei seggi.

I risultati ufficiali non sono ancora stati annunciati.

Fonte: BBC News

Link: http://www.bbc.com/news/world-asia-34784291

 

13 novembre 2015, BIRMANIA – I leader mondiali applaudono i risultati delle elezioni in Birmania mentre Aung San Suu Kyi si assicura la maggioranza

Il Partito di Aung San Suu Kyi, campionessa della democrazia birmana, ha ottenuto seggi sufficienti per eleggere un Presidente e formare un Governo nel momento in cui, il prossimo anno, i legislatori si incontreranno. Si è trattato delle prime elezioni democratiche in 25 anni, in Birmania. L’annuncio è arrivato esattamente cinque anni dopo il giorno in cui Aung San Suu Kiy fu liberata dagli arresti domiciliari.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il Presidente americano Obama si sono già congratulati col premio Nobel, e anche con il Presidente uscente Thein Sein per aver “organizzato queste storiche elezioni”.

Tuttavia, si fa notare che, nonostante le elezioni e i due mesi di campagna elettorali siano stati largamente pacifici, un gran numero di persone (gli attivisti per i diritti umani stimano siano circa 4 milioni di persone) non ha avuto modo di votare: in particolare la minoranza dei Rohingya.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/2015/11/13/us-myanmar-election-idUSKCN0T20H520151113

 

BIRMANIA – La vittoria schiacciante della Suu Kyi pone nuove sfide con le minoranze birmane

Durante i loro anni al potere, Aung San Suu Kyi e il suo Partito dovranno affrontare anche la sfida delle minoranze in Birmania: riusciranno a superare la sfiducia dei leader delle minoranze etniche e a risolvere i conflitti che da lunghissimo tempo martoriano i confini del Paese?

La vittoria schiacciante del premio Nobel Suu Kyi ha anche significato la sconfitta radicale dei Partiti che rappresentavano queste minoranze etniche, che hanno quindi visto sfumare la possibilità di avere dei loro rappresentanti all’interno del processo legislativo. Secondo Sai Nyunt Lwin, segretario generale della Shan Nationalities League for Democracy (SNLD), un partito che rappresenta il più grande gruppo minoritario della Birmania, una vittoria così schiacciante da parte dell’NLD non è positiva per il Paese. Essa avrà, ha spiegato, un forte impatto su tutto, incluso l’accordo per il cessate il fuoco raggiunto a ottobre tra il Governo e otto gruppi di ribelli.  “Since we are having a landslide majority, there is no way we would consider a coalition” con i Partiti etnici, ha dichiarato a Reuters Win Htein, portavoce del NLD. Tuttavia, il Partito potrebbe scegliere alcuni membri dei Partiti etnici per posizioni ministeriali, e addirittura per la vicepresidenza.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/2015/11/13/us-myanmar-election-ethnic-minorities-idUSKCN0T21HV20151113#3ts37mHKCV8DbPlL.97

 

CAMBOGIA – Tribunale ordina l’arresto del leader dell’opposizione Sam Rainsy

Un tribunale cambogiano ha ordinato l’arresto di Sam Rainsy, leader dell’opposizione, in connessione a un caso di diffamazione presentato dal Ministro degli Esteri Hor Namhong nel 2008. La condanna fu di due anni di prigione. Rainsy ricorse in appello nel 2013, ma perse. Nonostante ciò, la condanna non fu mai eseguita, tanto che Rainsy ha continuato a esercitare il suo ruolo di leader dell’opposizione e a sedere in Parlamento. Ora il tribunale ha ordinato alle forze dell’ordine di arrestarlo.

Fonte: Reuters

Link: http://asiancorrespondent.com/2015/11/cambodia-court-orders-arrest-of-opposition-leader-sam-rainsy/

 

15 novembre 2015, BIRMANIA – Suu Kyi incontra il capo del Parlamento dopo la vittoria

Aung San Suu Kyi, leader del NLD, ha incontrato il chairman del Parlamento dopo la sua vittoria alle elezioni presidenziali. Con soli tre seggi ancora da essere assegnati nel Parlamento bicamerale, la vittoria permette alla National League for Democracy di formare il prossimo Governo. Il Presidente uscente della Camera Bassa, Shwe Mahn, ha spiegato che Suu Kyi ha chiesto sostegno per aiutare il Paese ad attraversare il periodo di transizione che si prepara. Anche il Presidente uscente, Thein Sein, e l’esercito hanno promesso senza ambiguità una transizione pacifica.

La Suu Kyi ha già scatenato alcune controversie in seguito alla sua dichiarazione che il Presidente sarà una persona leale all’NLD ma che non avrà autorità. La Costituzione della Birmania, infatti, dichiara espressamente che il Presidente “ha precedenza su tutti gli altri”.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/2015/11/15/us-myanmar-election-idUSKCN0T40BN20151115#Qu51yWeuORWwYpF1.97

 

(Featured Image Source: Voice of America)

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