Rassegna settimanale 29 giugno-5 luglio: Africa sub-sahariana

29 giugno 2015, NIGERIA – Le ragazze rapite dai Boko Haram “hanno subito il lavaggio del cervello e combattono per il gruppo”

Prigionieri fuggiti raccontano a BBC Panorama come alcune delle 219 ragazze rapite lo scorso anno a Chibok abbiano subito un lavaggio del cervello che le avrebbe portate a combattere a fianco del gruppo di militanti islamici di Boko Haram. Secondo le testimonianze, molte di loro si occuperebbero di mettere in pratica pestaggi pubblici e addirittura esecuzioni, frustando chi non è in grado di recitare il Corano e tagliando la gola ai prigionieri uomini.

Le veridicità delle dichiarazioni non è stata verificata, ma anche alcune ricerche condotte da Amnesty International avevano evidenziato come alcune delle ragazze rapite fossero state addestrate al combattimento.

Amnesty International ritiene che siano almeno 2000 le ragazze e donne rapite dai Boko Haram a partire dal 2014; molte di esse sarebbero state prese di mira perché cristiane, o perché frequentavano una scuola. Le catturate sono sottoposte a stupro, tortura, matrimonio forzato e conversione religiosa.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jun/29/schoolgirls-kidnapped-boko-haram-brainwashed-fight-group

 

30 giugno 2015, MOZAMBICO – La nuova battaglia degli attivisti LGBT del Mozambico dopo l’abolizione della legge anti-gay

Gli attivisti hanno accolta con gioia la depenalizzazione dell’omosessualità in Mozambico. Nella giornata di lunedì 29 giugno, il nuovo codice penale è entrato in vigore, cancellando le leggi coloniali imposte dal Portogallo nel 1886 che condannavano chiunque “cedesse abitualmente a vizi contro natura” a tre anni di lavori forzati. La mossa è stata puramente simbolica, dato che non ci sono state persecuzioni degli omosessuali in Mozambico fin dall’ottenimento dell’indipendenza, quarant’anni fa. Ma la strada per la piena uguaglianza è ancora lunga. Manca ancora un riconoscimento formale dei diritti da parte del Governo.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jun/30/mozambique-lgbt-activists-anti-gay-law-scrapped

 

SUDAN DEL SUD – L’esercito ha stuprato e bruciato vive ragazze, denuncia l’ONU

L’ONU accusa l’esercito di Liberazione Popolare del Sudan di brutalità e abusi diffusi durante la Guerra Civile. Durante una recente campagna, in cui sono stati notati nuovi livelli di “brutalità e intensità”, molte ragazze sarebbero state violentate e poi bruciate vive dentro le loro case. Si denunciano inoltre stupri di gruppo e tortura.La guerra civile ha avuto inizio a dicembre, dopo che il Presidente Salva Kiir ha accusato il suo ex-vice di stare progettando un colpo di stato. L’Unicef denuncia anche le violenze contro i bambini: castrazioni, violenze sessuali e uccisioni.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/global-development/2015/jun/30/south-sudan-army-raped-then-burned-girls-alive-un-rights-investigators

 

1 luglio 2015, LIBERIA – Due nuovi casi di ebola, sette settimane dopo che il Paese era stato dichiarato “libero dal virus”

Due persone sono risultate positive ai test per l’ebola in Liberia, nonostante l’OMS avesse dichiarato il Paese libero dal virus sette settimane fa. I test sono stati effettuati su due persone dopo che un diciassettenne con cui vivevano è morto di ebola. La città in cui vivono è stata messa in quarantena.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/global-development/2015/jul/01/two-new-cases-ebola-liberia-seven-weeks-after-country-declared-free-virus

 

2 luglio 2015, NIGERIA – Attacco di Boko Haram causa quasi cento morti

Quasi cento persone sono state uccise in un attacco a moschee e abitazioni a Kukawa, un villaggio nel nord-est della Nigeria. Si sospetta che i responsabili siano i Boko Haram.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jul/02/boko-haram-attack-on-nigerian-village-leaves-nearly-100-people-dead

 

3 luglio 2015, BURUNDI – L’ONU denuncia: elezioni né credibili né libere

Le elezioni in Burundi sono state contraddistinte da violenza e dal boicottaggio dell’opposizione; si sono verificati scontri che hanno causato sei morti nella capitale Bujumbura. Pertanto, hanno dichiarato gli osservatori delle Nazioni Unite, tali elezioni non possono essere considerate libere, né i risultati possono essere ritenuti credibili. Le elezioni si erano tenute a inizio settimana, nonostante l’appello di Ban Ki-moon affinché fossero rimandate. Il 15 luglio dovrebbero tenersi le elezioni presidenziali in Burundi, ma il portavoce del Dipartimento di Stato Americano, John Kirby, esorta a rimandarle.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jul/03/un-declares-burundi-elections-not-free-or-credible-amid-tense-standoff

SOMALIA – La Somalia appunta i primi pubblici ministeri donna della sua storia

In una nazione a lungo dilaniata dai conflitti e dalla corruzione, il Governo spera di di ricostruire il sistema giudiziario e appunta, per la prima volta, sei pubblici ministeri donna.

Fonte: Voice of America

Link: http://www.voanews.com/media/video/somalia-hires-first-six-female-prosecutors/2848611.html

4 luglio 2015, NIGERIA – Il Presidente Buhari esorta i musulmani a rifiutare Boko Haram

Il Presidente nigeriano Buhari esorta i musulmani a condannare la violenza dei Boko Haram. I capi religiosi nigeriani, allo stesso modo, predicano l’importanza di seguire i precetti pacifici del Corano. Sheik Abdullahi Bala Lau, capo nazionale del gruppo musulmano JIBWS, ha spiegato che “Once you are a Muslim you are entirely controlled by the Quran and Sunna [teachings] of the holy prophet, and there is no terrorism in Islam”

Fonte: Voice of America

Link: http://www.voanews.com/content/nigeria-president-buhari-calls-on-muslims-to-reject-boko-haram/2848972.html

5 luglio 2015, ETIOPIA – L’ONU esige il rilascio dell’attivista britannico incarcerato in Etiopia, si temono torture

L’ONU esige l’immediato rilascio di Andargachew Tsige, nel braccio della morte etiope da un anno. Tsige è una figura importante della politica etiope: fu leader del partito di opposizione Ginbot7, che chiedeva a gran voce democrazia, elezioni libere e diritti umani. Fu accusato di terrorismo e condannato a morte in contumacia. Lo scorso giugno fu prelevato forzosamente dall’aeroporto principale dello Yemen, rapito e incarcerato in una località segreta in Etiopia.

Fonte: The Guardian

Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jul/05/un-demands-release-british-activist-death-row-ethiopia

(Featured Image Source: Voice of America)

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