Rassegna settimanale 8-14 giugno: Cina e Corea del Nord

8 Giugno, Cina- Pubblicato il nuovo libro bianco sui diritti umani

Il governo cinese lunedì ha pubblicato il libro bianco sui diritti umani che conferma i progressi fatti nel 2014 in questo ambito.
Il documento pubblicato dal governo con il titolo “I progressi della Cina nel 2014 nell’ambito dei Diritti Umani” recita: “I risultati eccezionali che la Cina ha realizzato nell’ambito dei Diritti Umani dimostrano che il Paese sta seguendo il giusto percorso per sviluppare i diritti adatti alle sue condizioni nazionali”.
Il Libro Bianco sui diritti umani è il dodicesimo (il primo era stato pubblicato nel 1991), è composto da 9 capitoli e spiega in dettaglio i progressi fatti dal Paese per proteggere i diritti delle persone allo sviluppo, alla democrazia, ai processi imparziali e all’ambiente pulito così come i diritti delle donne, quelli dei bambini, degli anziani, dei disabili e delle minoranze etniche.

Fonte: Xinhua
Link: http://www.chinadaily.com.cn/china/2015-06/08/content_20936456.htm

9 Giugno, Cina- La risposta cinese alla volontà del Giappone di portare la questione del Mar Cinese Meridionale al G7: “nessun altro Paese ha il diritto di interferire nel Mar Cinese Meridionale”

Pechino, come risposta all’intenzione del Giappone di trattare la questione del Mar Cinese Meridionale durante il G7, ha detto: “nessun altro Paese ha il diritto di interferire nel Mar Cinese Meridionale”.
Il Primo Ministro Abe, infatti, sembrerebbe intenzionato a porre la questione nell’agenda del summit del G7 che si terrà in Germania con la speranza di riuscire a influenzare le mosse cinesi in quel territorio.
Hing Lei, portavoce del Ministro degli Esteri cinese, ha detto che la Cina gode di sovranità indiscussa sulle isole Nansha e le acque adiacenti. Per questo la Cina ha il pieno diritto di costruire sulle isole e nessun altro Paese può mettersi in mezzo.
Per alcuni studiosi la mossa del Giappone rientra nella sua strategia di voler mettere in difficoltà la Cina e acquisire, così, un vantaggio sul Mar Cinese Orientale. Il Giappone, infatti, sta creando tensioni nella zona del Mar Cinese Meridionale così da distrarre la Cina dal Mar Cinese Orientale a cui punta.
I Paesi del G7 difficilmente, però, prenderebbero le parti del Giappone condannando la Cina come “destabilizzatrice” della zona del Mar Cinese Meridionale dal momento in cui la questione non tocca i Paesi del G7 e, soprattutto, dal momento in cui che gli interessi in gioco sono molto importanti.
La maggior parte dei Paesi del G7, infatti, ha buone relazioni con la Cina ed è entrata nella AIIB.

Fonte: China Daily
Link: http://www.chinadaily.com.cn/china/2015-06/09/content_20945822.htm

10 Giugno, Cina- Cina e Angola rapporti sempre più stretti

Martedì Cina e Angola hanno chiuso otto accordi che riguardano aree come la cooperazione economica, i trasporti, l’elettricità e i finanziamenti, siccome il secondo produttore in Africa di petrolio continua a avere problemi per la caduta dei prezzi del greggio.
Gli accordi sono stati firmati a Pechino dopo un incontro fra il Presidente Xi Jinping e il Presidente dell’Angola Jose Eduardo dos Santos, arrivato in Cina lunedì per la sua prima visita ufficiale in sette anni.
La Cina è intenzionata a aiutare l’Angola a trasformare le sue ricche risorse naturali e umane in sviluppo e a raggiungere uno sviluppo indipendente e sostenibile.
La Cina incoraggerà le sue aziende a investire nel Paese, partecipare ai suoi parchi industriali e alla costruzioni di infrastrutture e aiutare la diversificazione economica. Xi, inoltre, ha proposto altri accordi riguardanti ad esempio il cambio monetario, la protezione degli investimenti e l’evitare la doppia tassazione.
Dos Santos ha riconfermato la volontà del suo governo di differenziare l’economia e ha detto che l’amministrazione ha speranza nel rafforzare la cooperazione con la Cina in settori come le infrastrutture, l’educazione, l’agricoltura, l’industria e la finanza. L’Angola, infatti, si trova in uno stadio critico di industrializzazione e sviluppo economico e ha bisogno di maggiori investimenti cinesi.

Fonte: China Daily
Link: http://www.chinadaily.com.cn/world/2015-06/10/content_20955887.htm

Corea del Nord- Corea del Nord minaccia USA di iniziare una guerra cibernetica

La Corea del Nord ieri ha minacciato l’America di voler iniziare una guerra cibernetica per accelerarne la rovina.
La minaccia è stata pubblicata nel quotidiano più diffuso del Paese, il Rodong Sinmun, in risposta a un report del Reuters che rivelava un attacco cibernetico fallito cinque anni fa da parte degli USA verso la Corea del Nord.
La Corea, infatti, non starà mai con le mani in mano se minacciata dall’America imperialista.
Questa non è la prima volta che la Corea del Nord dichiara pubblicamente la sua volontà di attaccare l’America. A Maggio il direttore di un thinktank coreano vicino al governo ha detto che il suo Paese ha una “capacità nucleare” e dei missili ad ampio raggio in grado di raggiungere l’America. Per questo l’America deve stare attenta a “forzare la mano”.
Anche nel Luglio 2014 un ufficiale militare coreano aveva minacciato gli USA di un attacco nucleare alla Casa bianca e al Pentagono dopo che il governo coreano aveva accusato gli USA di creare tensioni militari nella penisola coreana.
Il Paese è stato più volte incolpato di attacchi cibernetici con target USA e Corea del Sud.
Nel Marzo 2013, tre banche sud coreane e due emittenti televisive sono state colpite da un attacco cibernetico che sembra essere stato causato dalla Corea del Nord. La Corea del Nord sembra essere dietro l’attacco informatico della Sony pictures degli USA del dicembre dello scorso anno. La Corea del Nord, però, ha negato le accuse.
L’attacco ha portato al rilascio di migliaia di documenti che rivelavano informazioni private dell’azienda incluse email interne e informazioni di sicurezza sociale dei dipendenti e salari.
Un disertore della Corea del Nord, il professor Kim Heung-Kwang, recentemente ha detto alla BBC che il Paese ha assunto più di 6000 hacker militari perché “Gli attacchi cibernetici potrebbero avere un impatto similare agli attacchi militari. Sono in grado di uccidere persone e distruggere città”.

Fonte: NewsWeek
Link: http://europe.newsweek.com/north-korea-threatens-wage-cyber-war-against-us-328520

11 Giugno, Cina- Aung San Suu Kyi in visita ufficiale in Cina

Il Presidente Xi Jinping giovedì pomeriggio ha incontrato Aung San Suu Kyi, Segretario generale della Lega Nazionale per la Democrazia.
Xi, che è anche segretario generale del Partito Comunista Cinese, ha incontrato Suu Kyii alla Grande Sala del Popolo.
Suu Kyi è stata invitata dal Partito e questa è la sua prima visita in Cina.

Fonte: Xinhua
Link: http://www.chinadaily.com.cn/china/2015-06/11/content_20975517.htm

11 Giugno, Corea del Nord- Ucciso dalle guardie di frontiera cinesi un disertore coreano

La Cina ha detto che le guardie di frontiera hanno sparato a una persona che stava cercando di entrare nel Paese, passando il confine dalla Corea del Nord in modo illegale.
La vittima sarebbe stata uccisa per aver cercato di sfuggire all’arresto. Ci sono indagini in corso.
La frontiera tra Cina e Corea del Nord si stende per 1416km ed è un punto chiave di passaggio per i rifugiati dal duro e povero Paese comunista.
La Cina dovrebbe rispedire in Corea i rifugiati ma di solito li tratta sommessamente per non attrarre la condanna internazionale. La Corea del Nord, infatti, è conosciuta per punire i disertori in modo molto severo con campi di lavoro o anche con esecuzioni.
Mentre alcuni Coreani del Nord si recano in Cina, la maggior parte sembra recarsi in Corea del Sud.

Fonte: Star tribune
Link: http://www.startribune.com/china-reports-1-shot-on-north-korean-border/306895321/

12 Giugno, Cina- Cina annuncia politiche più severe per ridurre le emissioni di gas serra

Il negoziatore cinese sul clima Su Wei ha dichiarato che la Cina è intenzionata a presentare i suoi “contributi nazionali” per il cambiamento climatico mondiale entro la fine del mese.
Nell’ambito della Convenzione dell’ONU sul cambiamento climatico tutti i Paesi sono stati invitati a presentare i loro “contributi nazionali” per definire quello che faranno per combattere il global warming prima delle riunioni sul tema che si terranno a Parigi il prossimo Dicembre.
Tra le iniziative cinesi quella di avviare delle politiche più severe per ridurre le emissioni. Impegno che la Cina si era già presa lo scorso Novembre in una dichiarazione congiunta Cina-USA.
Durante l’incontro dell’ONU sul cambiamento climatico che si è tenuto in questi giorni a Bonn, la Cina ha annunciato la voglia di fare ancora più sforzi per affrontare il problema del cambiamento climatico in modo più efficace e di prendersi responsabilità internazionali commisurate alle sue condizioni nazionali, al suo livello di sviluppo e le sue capacità reali.

Fonte: Xinhua
Link: http://www.chinadaily.com.cn/china/2015-06/12/content_20983517.htm

(Featured image source: Wikimedia commons)

 

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