Rassegna settimanale 26 gennaio – 1 febbraio: Sud Est Asiatico

26 gennaio – Indonesia: scontro tra la Commissione anticorruzione e la polizia
A Jakarta si sta consumando una guerra frontale fra i vertici della Commissione indonesiana anticorruzione (Kpk) e le alte sfere della polizia. Attivisti e organizzazioni pro diritti umani sono scese in piazza a fianco della Kpk, lanciando campagne in rete e appellandosi al capo dello Stato Joko “Jokowi” Widodo. A scatenare la controversia, che ha portato al fermo del vice-capo della Kpk Bambang Widjojanto, e alla campagna diffamatoria nei confronti del numero uno Abraham Samad, la mancata nomina di Budi Gunawan a capo della polizia.

Transparency International, l’organizzazione globale anticorruzione, supporta la commissione indipendente indonesiana anticorruzione, la KPK, ed ha esortato il presidente indonesiano Joko Widodo a sostenere pubblicamente il lavoro e l’indipendenza della ricerca della KPK. “L’arresto del presidente della Commissione, Bambang Wijayanto, e gli attacchi agli altri membri del KPK, è ovviamente un modo per impedire il normale proseguimento e l’integrità delle indagini”, dice Josè Ugaz, capo della Transparency International.

Fonte: Transparency International
Link:http://www.transparency.org/news/pressrelease/transparency_international_supports_indonesias_anti_corruption_commission

27 gennaio – Cambogia: Montagnard fuggono dal Vietnam
Gli ultimi Montagnard arrivati in Cambogia, raggiungeranno gli altri 14 richiedenti d’asilo, che sono stati trasportati ieri nella capitale per incontrare gli ufficiali delle Nazioni Unite, a cui fa riferimento il Dipartimento per i Rifugiati. I 3 Montagnard cristiani, una donna e due uomini sui 20 anni, sono fuggiti dalle province vietnamite di Gia Lai e Dak Lak ed hanno attraversato il confine Bavet International giovedì scorso.

Chi sono i Montagnard e da cosa fuggono? Nel 2001 e nel 2004 almeno 2mila montagnards, una minoranza cristiana, originaria delle zone montuose del centro del Vietnam, sono emigrati in Cambogia per sfuggire alle violenze delle autorità di Hanoi, che confiscano i loro terreni e li perseguitano a causa delle loro fede cristiana. La maggior parte di loro ha ottenuto asilo politico, molti dagli Stati Uniti.

Negli ultimi anni è ripreso l’esodo e sempre più famiglie cercano di attraversare la frontiera, in cerca di riparo nella vicina Cambogia. Con l’aiuto dei funzionari Onu, alcuni di loro hanno fatto richiesta di asilo politico, anche se molti esitano a contattare le autorità di Phnom Penh, nel timore di essere rimpatriati.

Fonte: The Phnom Penh Post
Link: http://www.phnompenhpost.com/national/montagnards-bypass-rkiri

28 gennaio – Tailandia: condannato Jatuporn Prompan, ex leader delle Camice rosse thailandesi

Il tribunale thailandese ha condannato a due anni di prigione Jatuporn Prompan, leader delle Camicie rosse thailandesi, potente movimento politico e sociale vicino alla ex Primo Ministro Yingluck e alla famiglia Shinawatra. Per i giudici, nel 2009 egli avrebbe diffamato l’allora premier Abhisit Vejjajiva durante due proteste di piazza nell’ottobre del 2009, ed il verdetto arrivato a 5 anni di distanza, ammonta a due anni di pena. I giudici stanno ora valutando la richiesta di libertà su cauzione avanzata dal legale dell’uomo. Analisti ed esperti di politica locale parlano di un nuovo attacco della giunta militare al potere contro l’opposizione, dopo l’impeachment per l’ex premier thaiandese Yingluck, estromessa di fatto dalla vita politica attiva del Paese.

Nel suo intervento Jatuporn – che fino a pochi giorni fa partecipava a programmi tv in cui criticava in modo aperto l’attuale governo e la giunta militare – accusava l’allora capo del governo di aver ordinato l’uccisione di alcune persone, coinvolte nelle proteste di piazza. Egli si sarebbe anche opposto al tentativo di sottoporre al re una richiesta di grazia per l’ex Primo Ministro Thaksin Shinawatra, in esilio per sfuggire a una condanna di due anni per corruzione.

Fonte: BBC News
Link: http://www.bbc.com/news/world-asia-31019510

Filippine: Aquino esorta il Parlamento a proseguire nel processo di riforme per l’autonomia dei musulmani
Il Presidente delle Filippine, Benigno Aquino, ha esortato i legislatori a non abbandonare il piano di riforme per l’autonomia per i musulmani, dopo lo scontro avvenuto a Mamasapano, zona controllata dal Fronte Moro, in cui sono rimasti uccisi 49 agenti di polizia. L’accordo siglato a marzo e il piano d’autonomia sono l’unico modo per porre fine agli scontri decennali, dice Aquino. Ad oggi c’è un progetto di legge, il Bangsamoro Basic Law (BBL) al vaglio del parlamento, ma i lavori sono stati interrotti dal Senato proprio dopo lo scontro.

L’accordo del marzo del 2014 tra il governo di Manila e il Fronte di Liberazione Nazionale Moro, che ha messo fine ad una guerra civile di 45 anni, che ha causato 120000 morti e 2 milioni di profughi, prevede la creazione di una zona autonoma nel sud delle filippine, la zona che i 5 milioni di musulmani del paese considerano la loro terra.

Fonte: Thomas Reuters Foundation
Link: http://www.trust.org/item/20150128130646-p6abr/?source=reOtherNews3

29 gennaio – Myanmar: Gli studenti marciano contro la nuova riforma dell’istruzione
La marcia di protesta di centinaia di giovani liceali e universitari birmani contro la riforma governativa dell’istruzione ha ottenuto un primo significativo risultato: il prossimo 1 febbraio il governo di Naypyidaw incontrerà una delegazione di studenti, per discutere di possibili emendamenti alla legge. All’incontro, in programma nella capitale, saranno presenti rappresentanti dell’esecutivo, una delegazione di parlamentari, studenti e membri del National Network for Educational Reform (Nner).

Nel contesto del vertice del primo febbraio verranno prese in esame le 11 richieste avanzate dagli studenti, per riformare la Legge sull’educazione (National Education Bill) in chiave democratica e rispettosa dei diritti di tutti i giovani del Myanmar. Con l’apertura del tavolo di confronto, gli studenti si impegnano infine a interrompere la marcia di protesta, in attesa degli sviluppi successivi.
Tra le richieste degli studenti c’è l’innalzamento dell’istruzione obbligatoria gratuita fino alle scuole medie, più autonomia rispetto alle scelte governative, l’introduzione di dialetti e lingue delle minoranze etniche, più fondi alla scuola, nascita di sindacati autonomi di studenti e insegnanti.

Fonte: Al Jazeera
Link: http://www.aljazeera.com/news/asia-pacific/2015/01/myanmar-students-march-education-law-150129023806511.html

30 gennaio – Cambogia: altri 18 Montagnard arrivano in Vietnam
In questi giorni altre 18 persone hanno varcato il confine e chiesto asilo politico al governo di Phnom Penh. Nel gruppo, che è arrivato in territorio cambogiano solo ieri, sono presenti anche due donne; i rifugiati hanno cercato riparo in una zona remota nella foresta della provincia nord-orientale di Rattanakiri. Chhay Thi, attivista Adhoc (Cambodian Human Rights and Development Association), conferma che “sono in cerca di asilo politico” e contano sull’aiuto “delle Nazioni Unite”.

Solo negli ultimi mesi, sono stati trovati almeno 32 montagnard nelle foreste della Cambogia, fra cui tre bambini, in cerca di riparo e costretti a lottare ogni giorno contro malaria e mancanza di cibo.

Fonte: The Phnom Penh Post
Link: http://www.phnompenhpost.com/national/asylum-rush-new-group-arrives-vietnam

31 gennaio – Tailandia: censura e lesioni della libertà di stampa
La giunta militare thailandese ha imposto la cancellazione di un seminario sullo stato di salute dei media e sulla libertà di stampa nel Paese. È quanto denuncia la Friedrich Ebert Foundation, movimento tedesco pro-diritti umani, secondo cui un gruppo di ufficiali dell’esercito ha imposto l’annullamento dell’evento, in programma oggi a Bangkok. Un appuntamento che si inserisce nel contesto di una serie di report annuali sulle sfide e le difficoltà che affrontano i giornalisti in Asia.

La censura imposta appare un nuovo attacco della giunta militare contro opposizioni e diritti civili, dopo l’impeachment e il rinvio a giudizioper l’ex premier thai Yingluck Shinawatra e la condanna a due anni di Jatuporn Prompanm, leader delle Camicie rosse. Il divieto dell’evento coincide con la convocazione, ordinata dalla giunta, di due ex ministri del governo Yingluck Shinawatra.

Analisti ed esperti di politica locale confermano la crescente censura e la lotta al dissenso interno in atto in Thailandia, da quando i vertici militari hanno conquistato il potere con un golpe bianco.

Fonte: Tha Guardian
Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jan/30/thailands-military-junta-forces-cancellation-of-press-freedom-conference

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