Rassegna settimanale 8-14 marzo: Giappone

8 marzo, Sanzioni giapponesi alla Russia? Ancora no

Abe continua a non fornire indicazioni precise sulle intenzioni del Giappone di unirsi o meno alle sanzioni europee e statunitensi imposte alla Russia per la sua azione in Ucraina.

Il Presidente USA Obama ha nuovamente chiesto la cooperazione giapponese. La risposta di Abe, la cui prima preoccupazione rimane mantenere legami attivi e positivi con Mosca, è rimasta vaga: egli ha sostenuto che prenderà in considerazione le sanzioni, senza tuttavia definire concretamente come risponderà il suo Paese.

Funzionari del governo nipponico hanno ribadito che le relazioni con USA e UE sono importanti, ma il Giappone deve anche fare i conti con la questione dei territori a nord dell’Hokkaido contesi con Mosca. Per questo motivo la risposta di Tokyo all’azione russa è stata fino ad ora sommessa.

Continuano tuttavia le pressioni sul Giappone da parte di tutti gli alleati, Stati Uniti in prima linea: il Paese dovrà allinearsi alle loro sanzioni in caso di aggravamento delle operazioni militari russe in Ucraina.

Fonte: Asahi Shinbun

Link: http://ajw.asahi.com/article/behind_news/politics/AJ201403080045

9 marzo, la Cina ribadisce: nella questione storica e in quella territoriale non c’è spazio per il compromesso

La Cina ha nuovamente dichiarato la sua determinazione a non lasciare alcuno spazio per il compromesso nella questione storica e in quella territoriale, ovvero le due questioni di principio che continuano a provocare dispute diplomatiche con il Giappone.

La Cina difenderà ogni centimetro delle isole Diaoyu (le Senkaku, per il Giappone) dalle pretese del suo vicino asiatico, ha dichiarato il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi: solo con una totale rottura con il passato si potrà uscire dall’impasse che aleggia da tempo nelle relazioni bilaterali dei due Paesi.

Le scuse più volte offerte dal Giappone per le sue colpe, vengono infatti sottovalutate dai commenti spesso contraddittori dei politici dell’ala conservatrice. Senza contare che lo stesso Presidente Abe ha recentemente visitato il controverso tempio di Yasukuni e si è dichiarato favorevole alla revisione del Kono Statement, relativo alla questione delle “confort women”.

La Cina ha più volte opposto a quella del Giappone, l’espiazione delle colpe tedesca, di cui nessun Paese al mondo contesta la sincerità. Spesso la contrizione della Germania per il proprio passato è stata citata in discorsi ufficiali per mettere in imbarazzo il Giappone, provocando disagio a Berlino.

Tuttavia, sembra che nella visita del Presidente Xi Jinping a Berlino, prevista per questo mese, la Seconda Guerra mondiale non sarà un punto chiave del discorso. Anche se, a detta della Cina, la Germania non avrebbe alcun problema a sentire citata la propria contrizione nell’ambito della guerra diplomatica sino-giapponese.

Fonte: Reuters, Japan Today

Link: http://www.reuters.com/article/2014/03/06/us-china-parliament-germany-idUSBREA250BK20140306

http://www.japantoday.com/category/politics/view/china-says-no-room-for-compromise-with-japan-on-history-territory-2

Il Ministro della Difesa USA in Giappone, Corea del Sud e Cina

Il Ministro della Difesa statunitense Chuck Hagel sta organizzando per i primi di aprile una visita alle tre potenze asiatiche principali: Giappone, Cina e Corea del Sud.

Il suo tour asiatico avverrà nel contesto della crescente insicurezza che regna in Asia nordorientale, causata da un lato dalla nuova zona di difesa cinese aerea sorvolante il mare Cinese Orientale, che si sovrappone allo spazio aereo giapponese in corrispondenza delle Senkaku, e dall’altro dalla persistente incertezza riguardo alla situazione in Corea del Nord.

Nella nuova QDR statunitense, Washington aveva espresso chiaramente i suoi piani di spostare la propria attenzione nella regione dell’Asia-Pacifico. La visita del Ministro della Difesa avrà pertanto lo scopo di coordinare la politica di sicurezza nella zona prima della visita del Presidente Obama in Giappone e Corea del Sud, prevista per la fine del mese di aprile.

In Giappone verranno discussi i piani di revisione delle linee guida della cooperazione Giappone-USA nel settore della difesa.

Inoltre verrà trattata la questione della modifica della Costituzione pacifista giapponese che il governo Abe intenderebbe portare a compimento. Lo scopo di tale modifica sarebbe quello di permettere al Giappone di prender parte alle azioni di difesa della sicurezza collettiva e di accorrere in aiuto di un alleato in caso di attacco militare.

L’agenda prevede anche un confronto riguardo allo spostamento della base militare USA di Futenma e alla crisi in Ucraina.

Fonte: The Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2014/03/09/national/u-s-defense-chief-plans-april-visits-to-japan-china-s-korea-in-april/#.UyV8Z_l5OCo

10 marzo, Collaborazione in Africa in difesa della regione di Sahel

Gli interventi giapponesi in Africa continuano: Tokyo è intenzionata a cooperare con l’Algeria per ripristinare la sicurezza nella regione di Sahel.

Durante la sua visita in Algeria, il vice ministro degli Esteri giapponesi Nobuo Kishi ha dichiarato che il Giappone vuole collaborare con l’Algeria per mantenere la pace e la sicurezza nella regione.

Fonte: Japan Today

Link: http://www.japantoday.com/category/politics/view/japan-seeks-closer-algeria-ties-to-boost-sahel-stability

Summit Obama-Abe nei Paesi Bassi

I leader di Giappone e USA stanno considerando l’idea di tenere un summit al margine del vertice sulla sicurezza nazionale convocato per il 24 e 25 marzo all’Aia.

Il meeting offrirebbe l’occasione ai due leader di discutere nuovamente della crisi in Ucraina. Inoltre, Obama e Abe avrebbero modo di confrontarsi sugli sforzi in atto per concludere l’accordo di Partnership Transpacifica. Quest’ultima vedrebbe coinvolti Giappone, Usa e dieci altri Paesi.

Fonte: The Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2014/03/10/national/abe-obama-may-chat-in-netherlands-this-month/#.UyWSOvl5OCo

11 marzo, Il Giappone a tre anni dalla tragedia di Fukushima

Nel giorno del terzo anniversario, il Giappone si è fermato a ricordare le vittime della tragedia del sisma/tsunami dell’11 marzo 2011 che, oltre a causare la morte di quasi 19.000 persone, diede origine alla crisi ancora irrisolta alla centrale nucleare di Fukushima.

A Tokyo il Primo Ministro Shinzo Abe e l’imperatore Akihito hanno presenziato alla cerimonia commemorativa ufficiale, dove alle 14.46, ora del terremoto di magnitudo 9, si è rispettato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.

Abe ha espresso la sua volontà a sostenere gli sforzi di ricostruzione e di pulizia delle scorie nucleari. A tre anni dal disastro i piani di riabilitazione delle regioni colpite stanno finalmente prendendo forma, ma i lavori sono rallentati dalla mancanza di materiali e di lavoratori qualificati.

A tutt’oggi, quasi 270,000 persone non sono ancora potute tornare nelle proprie case perché distrutte o rese inagibili dalla radioattività. Il Primo Ministro ha sostenuto la necessità di accelerare la ricostruzione, affinché tutti coloro che sono stati colpiti dalla tragedia possano tornare ad avere al più presto una vita normale.

Fonti: Japan Today, News on Japan

Link: http://www.japantoday.com/category/national/view/emperor-abe-speak-at-memorial-service-as-japan-marks-3rd-anniversary-of-tsunami-disaster

http://newsonjapan.com/html/newsdesk/article/106852.php

La dichiarazione di scuse di Kono non verrà rivista

Il portavoce del governo Yoshihide Suga ha assicurato che il Giappone non ha intenzione di riesaminare lo storico Kono statement del 1993, con il quale il Paese esprimeva il proprio sincero rimorso per la questione delle confort women e offriva le sue scuse alle donne vittime della schiavitù sessuale.

Suga ha aggiunto che l’attuale revisione avrebbe avuto solo lo scopo di verificare i fatti storici, perché secondo alcuni il Giappone aveva negoziato con la Corea del Sud il contenuto delle scuse, al tempo. Non è comunque chiaro come si sarebbe comportato Tokyo se la sua revisione fosse risultata in contraddizione con la dichiarazione ufficiale.

I dati forniti dagli storici sono comunque inequivocabili: più di 200,000 donne, principalmente coreane, ma provenienti anche da Cina, Indonesia, Filippine e Taiwan, furono costrette a lavorare come prostitute nei bordelli militari giapponesi.

Fonte: Japan Today

Link: http://www.japantoday.com/category/politics/view/japan-says-it-has-no-plan-to-revise-wartime-sex-slave-apology

L’amministrazione Abe vuole rivedere i principi sull’esportazione di armi

Il governo giapponese sta considerando l’ipotesi di rivedere i rigidi principi riguardanti l’esportazione di armi, allo scopo di contribuire pro-attivamente alla pace globale. Difatti, in seguito a tali ipotetiche modifiche, il Giappone potrebbe aiutare altre nazioni a migliorare le proprie capacità difensive attraverso l’importazione delle attrezzature militari nipponiche.

Quella di Abe è la prima amministrazione che si arrischia a proporre una modifica dei principi che da decenni regolano severamente l’esportazione di armi giapponese. Essi risalgono al 1976, quando, sotto il Primo Ministro Takeo Miki si era definito un sostanziale divieto di esportazione delle armi.

I nuovi principi non prevedono comunque un’esportazione di armi completamente libera da restrizioni. Essi limiterebbero la possibilità di esportare equipaggiamento militare solo nei casi in cui tale esportazione facilitasse il contributo del Paese alla cooperazione e alla pace globale.

Si crede che promuovere questo tipo di cooperazione difensiva possa rafforzare i legami di sicurezza tra il Giappone e le altre nazioni. Non per ultimi anche quelli con gli Stati Uniti. Difatti, sotto questi nuovi principi, diventerebbe possibile per le industrie giapponesi provvedere al mantenimento e alla riparazione delle basi statunitensi al di fuori del territorio nipponico.

Il Ministro della Difesa Itsunori Onodera ha sottolineato che i nuovi principi vieterebbero comunque al Giappone di trasferire la propria tecnologia militare ai Paesi coinvolti in conflitti armati e a quelli che hanno violato le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU o i trattati internazionali.

L’amministrazione Abe presenterà la bozza ai partiti al governo mercoledì. Essa si è tenuta comunque cauta sulla questione, consapevole che in molti in Giappone non sono d’accordo con cambiamenti in direzione opposta a quella della costituzione pacifista.

Mentre l’industria giapponese (Keindanren) ha accolto con favore la proposta di modifica di tali principi, considerati troppo severi, la reazione dei partiti all’opposizione non è stata univoca. Una parte del partito democratico si è infatti opposto strenuamente ad essa vedendola come una mossa atta a seppellire il pacifismo giapponese.

Fonte: The Yomiuri Shinbun

Link: http://the-japan-news.com/news/article/0001105909

http://the-japan-news.com/news/article/0001106105

12 marzo, Il Giappone chiede alla Russia di avviare le trattative con l’Ucraina

Dopo aver promesso ad Obama che Tokyo avrebbe sostenuto gli sforzi globali rivolti alla soluzione della crisi in Ucraina, Abe e suoi si sono cautamente mossi nella direzione internazionalmente richiesta.

Il Ministro degli Esteri Fumio Kishida ha infatti esortato la sua controparte russa Sergei Lavrov ad avviare un dialogo con l’Ucraina per risolvere la crisi in Crimea, definendo il voto per la separazione immediata “inaccettabile”.

Kishida ha incoraggiato la Russia a trattare direttamente con il governo provvisorio ucraino senza danneggiare la sovranità e l’integrità territoriale del Paesa.

In risposta a tale appello, Lavrov ha spiegato la posizione russa sostenendo come nessun dialogo diretto con il governo provvisorio dell’Ucraina sia realizzabile, proprio perché la Russia non riconosce ad esso nessuna legittimità.

Fonte: Japan Today

Link: http://www.japantoday.com/category/politics/view/japan-calls-for-russia-to-open-crimea-talks-with-ukraine

Abe in corsa per la revisione del divieto di esportare armi, ma il New Komeito rimane diffidente

Le perplessità riguardo ai nuovi principi che dovrebbero regolare l’esportazione delle armi in Giappone non arrivano solo dall’opposizione: anche il New Komeito, junior partner dell’LDP nella coalizione di governo, rimane esitante.

Le nuove regole non utilizzerebbero più le parole “armi” e “esportazione”. Le linee guida verrebbero invece definite come i “tre principi sul trasferimento di equipaggiamento connesso alla difesa”. Questo sarebbe un tentativo di calmare sul nascere le preoccupazioni dell’opinione pubblica, secondo cui la tecnologia militare giapponese possa essere usata nei conflitti globali.

L’LDP e il New Komeito hanno iniziato a soppesare le modifiche apportabili ai rigidi principi vigenti e Abe spinge affinché il progetto venga concluso entro la fine del mese. Tuttavia, il New Komeito rimane prudente ed esita a concedere il via libera per cambiamenti drastici ai decennali principi.

Fonte: The Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2014/03/12/national/abe-rushing-to-revise-ban-on-arms-exports-but-komeito-remains-wary/#.UyXOAPl5OCo

13 marzo, Abe vorrebbe un incontro trilaterale Tokyo-Seul-Washington, Park reagisce freddamente

Durante l’incontro di mercoledì, Giappone e Corea del Sud si sono trovati d’accordo sull’importanza della collaborazione nippo-coraena nei riguardi della Corea del Nord. Tuttavia, la riconciliazione tra i due Paesi è stata elusiva quanto mai: ognuna delle due parti è rimasta fissa sulle proprie posizioni nella disputa legata alle questioni storiche.

Sebbene questo sia stato l’incontro più importante tra funzionari governativi di Giappone e Corea, successivo alla famosa visita al controverso tempio di Yasukuni, resa dal Primo Ministro Abe, esso non ha portato nemmeno alla definizione del prossimo incontro tra le parti. Difatti, il vice Ministro degli Esteri Akitaka Saiki e la sua controparte sudcoreana Cho Tae Yong non hanno discusso in dettaglio il possibile incontro trilaterale USA-Giappone-Corea del Sud che potrebbe tenersi all’Aia.

Il suddetto meeting tra il Primo Ministro Shinzo Abe, il Presidente coreano Park Guen-hye e il Presidente USA Barack Obama, dovrebbe avere luogo i giorni 24-25 marzo ai margini del vertice sulla sicurezza nucleare mondiale. Tuttavia la Corea del Sud rimane fredda all’idea.

Il Giappone spera nel fattore “Obama”. Spera cioè che la partecipazione al summit del Presidente degli Stati Uniti, alleato di entrambi i Paesi, convinca Park a partecipare all’incontro.

Per il momento, emerge solo una forte tensione tra i due vicini asiatici. Cho, ha nuovamente ribadito che perché le relazioni bilaterali nippo-coreane riprendano il loro normale corso, il Giappone dovrebbe abbandonare il suo atteggiamento revisionista e rispondere sinceramente delle proprie passate colpe militari.

Fonti: Reuters, Asahi Shinbun, The Japan Times

Link: http://in.reuters.com/article/2014/03/12/japan-korea-usa-idINDEEA2B0DX20140312

http://ajw.asahi.com/article/behind_news/politics/AJ201403130064

http://www.japantimes.co.jp/news/2014/03/13/national/s-korea-japan-in-high-level-talks-agree-to-coordinate-on-n-korea/

La Cina ringrazia il Giappone per il suo aiuto nella ricerca dell’aereo scomparso

In un raro gesto di amicizia verso il Giappone, la Cina ha ringraziato il governo giapponese, seppur indirettamente, per la sua offerta di aiuto nella ricerca di un aereo della Malaysia Airlines, partito da Kuala Lumpur e diretto a Pechino, scomparso nel weekend.

Il Giappone ha annunciato ufficialmente che invierà quattro aerei militari alla ricerca del jet malaysiano.

Fonte: Voice of America

Link: http://www.voanews.com/content/reu-in-rare-show-of-goodwill-china-thanks-japan-for-plane-search-aid-/1869470.html

14 marzo, USA, Giappone e il progresso della TTP

Gli Stati Uniti e il Giappone hanno conseguito un lieve progresso verso il superamento della fase di stallo sulle tariffe delle esportazioni agricole e industriali che aveva arenato i negoziati per l’accordo commerciale transpacifico.

Le trattative per la creazione di una FTA tra 12 nazioni del Pacifico, la cosiddetta TPP (Trans-Pacific Partership) continuano tuttavia ad essere ostacolate dagli scontri USA-Giappone, causati soprattutto dalla volontà giapponese di mantenere il protezionismo sui suoi prodotti agricoli e dai timori delle industrie automobilistiche americane verso la competizione del mercato giapponese.

Il negoziatore capo giapponese Hiroshi Oe, dopo due giorni di trattative avvenute nell’ambito del terzo round di negoziati bilaterali in meno di un mese, ha dichiarato che non si è arrivati alla svolta definitiva, ma che qualche piccolo passo avanti è stato compiuto.

Fonte: Reuters

Link: http://www.reuters.com/article/2014/03/13/us-usa-trade-japan-idUSBREA2C03420140313

Il Giappone potrebbe aprire le porte all`immigrazione

Il portavoce del governo Yoshihide Suga, pur sottolineando che per il momento nessuna decisione ufficiale è stata presa, non ha negato che il governo stia prendendo in considerazione la possibilità di permettere l’ingresso in Giappone ad un maggior numero di immigrati per potenziare la crescita economica del Paese a lungo termine.

Il Sankei Shinbun comunica che l’amministrazione Abe potrebbe arrivare ad accettare un di immigrati piuttosto elevato (fino a 200,000 l’anno), per contrastare il problema sociale dell`invecchiamento della popolazione giapponese.

L’apertura del Paese all’immigrazione è sempre stato un tema politicamente scottante in Giappone. Molti membri conservatori dell’LDP si sono sempre opposti ai provvedimenti volti in questa direzione. Tuttavia, recentemente anche quest’ala del partito ha iniziato a rivedere le proprie posizioni. Alcuni membri dell’LDP hanno infatti ammesso che l’ingresso di un elevato numero di lavoratori non qualificati potrebbe risultare utile per il Paese.

Già il 22 gennaio, in un discorso tenuto a Davos, in Svizzera, in occasione del World Economic Forum, Abe aveva promesso ai leader mondiali del business che il Giappone avrebbe accettato un maggior numero di lavoratori stranieri.

Il Primo Ministro aveva sostenuto che, per aumentare il potenziale di crescita economica del Paese, sarebbe necessario introdurre più donne nel mercato del lavoro. Per far ciò, il Giappone avrebbe bisogno dell’aiuto della manodopera straniera, la quale potrebbe intervenire per colmare il vuoto lavorativo nelle aree lasciate scoperte, come quella dell’aiuto domestico o della cura degli anziani.

Fonte: The Japan Times

Link: http://www.japantimes.co.jp/news/2014/03/14/national/japan-may-boost-immigrant-numbers/

(Featured Image Source: http://www.flickr.com/photos)

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